Andreas Klöden

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Andreas Klöden
Andreas Kloeden 20060816 031.jpg
Andreas Klöden nel 2006
Dati biografici
Nazionalità Germania Germania
Altezza 183[1] cm
Peso 63[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 2013
Carriera
Squadre di club
1998-2001 Deutsche Telekom Deutsche Telekom
2002-2003 Telekom Telekom
2004-2006 T-Mobile T-Mobile
2007-2009 Astana Astana
2010-2011 RadioShack RadioShack
2012-2013 RadioShack RadioShack
Nazionale
1999-2006 Germania Germania
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Bronzo Sidney 2000 In linea
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Lugano 1996 Crono U23
 

Andreas Klöden (Mittweida, 22 giugno 1975) è un ex ciclista su strada tedesco, professionista dal 1998 al 2013. Si è classificato due volte secondo al Tour de France, nel 2004 e nel 2006.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

1998-2006: gli anni alla Telekom[modifica | modifica wikitesto]

Corridore professionista dal 1998, corse con la Deutsche Telekom, rinominata T-Mobile nel 2004, fino al 2006. Si distinse subito come il futuro successore di Ullrich vincendo nel 2000 la Parigi-Nizza davanti al francese Laurent Brochard e alla Vuelta al País Vasco davanti a Danilo Di Luca e Laurent Jalabert grazie alle tappe a cronometro. Terminò terzo nella gara su strada di Sydney 2000, dietro ad Aleksandr Vinokurov ed a Jan Ullrich.

Nel 2001 partecipò per la prima volta al Tour de France come gregario dello stesso Ullrich. Terminò al ventiseisimo posto nella generale a 59'53" da Lance Armstrong. La stagione 2002 fu magra di successi, prese parte soltanto alla Vuelta a España, abbandonandola dopo qualche giorno a causa di una caduta. Nella stagione 2003 arrivò secondo dietro Jens Voigt nella cronometro del Critérium International, terminando quarto nella classifica generale. Una caduta non gli permise di concludere il Tour de France.

Tornò ad essere competitivo nel 2004: attaccò alla Freccia Vallone e arrivò sesto, poi si mostrò in forma sulle salite del Giro di Germania, concludendo al sesto posto davanti al suo leader Ullrich. In giugno divenne campione nazionale su strada. Al Tour de France, mentre Ullrich fu in difficoltà sulle prime salite, arrivò terzo alla prima tappa di montagna a La Mongie con Francisco Mancebo a 20" da Ivan Basso e Lance Armstrong. Si dimostrò un ciclista completo, arrivando quarto in cima al Plateau de Beille e Villard-de-Lans, terzo a 1'41" di Lance Armstrong alla cronometro dell'Alpe d'Huez e secondo all'arrivo del Grand Bornand. Chiuse quindi secondo nella generale, a 6'19" dal vincitore Armstrong.

L'anno dopo, a causa di un problema fisico, iniziò la stagione sottotono. Al Tour de France fu costretto all'abbandono da una caduta quando era undicesimo in generale. Nel 2006 fu invece terzo all'arrivo del Tour, poi secondo in classifica generale per l'esclusione di Floyd Landis: perse dunque la corsa a causa del considerevole vantaggio accumulato da Óscar Pereiro nel corso di due maxi-fughe.

Dal 2007: Astana e RadioShack[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 passò all'Astana; all'inizio di stagione vinse la classifica generale della Tirreno-Adriatico (davanti al suo capitano Vinokourov, terzo) e del Circuit de la Sarthe. Arrivò al Tour in buona forma, ma cadde alla quinta tappa, incrinandosi il coccige (osso che si era rotto tre anni prima). Il 24 luglio però, la notizia della positività di Vinokourov all'antidoping indusse l'Astana a ritirare tutta la squadra, lui incluso, al momento quinto in classifica.

Nel 2008 interpretò il ruolo di gregario di Alberto Contador, il quale vinse sia Giro d'Italia che Vuelta a España. Tra i risultati stagionali la vittoria al Tour de Romandie ed il secondo posto finale al Giro di Svizzera dietro a Roman Kreuziger. Nel 2010 seguì Johan Bruyneel e Lance Armstrong, rispettivamente ds e capitano all'Astana, nel neonato Team RadioShack; quell'anno partecipò al Tour come gregario di Armstrong e di Levi Leipheimer ma cercando anche di fare classifica: giunto tra i primi dieci nella dodicesima tappa, concluse al quattordicesimo posto.

Nel 2011 si aggiudicò la quinta tappa della Paris-Nice e, sempre in terra francese, la terza del Critérium International. In aprile fece quindi sue la graduatoria generale della Vuelta al País Vasco e una tappa al Giro del Trentino. Al Tour si presenta in ottima forma e con ambizioni da podio. Si piazza tra i primi nelle due tappe con arrivo su brevi salite, ed è 5° nella generale al termine della prima settimana. Ma nel corso della prima tappa pirenaica perde 6 minuti a causa di una caduta e si ritira il giorno seguente a causa dei traumi riportati (emblematico il suo ritiro con i massaggiatori della Radioshack che lo aiutano a scendere dalla bici, il dolore rendeva difficile al ciclista persino compiere questa semplice operazione). Conclude la stagione prendendo parte alla Vuelta come gregario di Brajkovic.

Il 2012 lo vede schierato ancora al Tour de France dove le due lunghe cronometro sembrano offrirgli un'ultima opportunità di rivalsa, tuttavia Kloden stenta sulle salite e risulta opaco anche nelle cronometro. Conclude il Tour con un deludente 11º posto, preceduto in classifica anche dal compagno di squadra Zubeldia (6º).

Nel 2013 rimane in ombra nella prima parte della stagione, nonostante ciò viene convocato al Tour de France in supporto di Andy Schleck. Visto che le ambizioni di classifica della squadra sono sfumate col passare dei giorni, Klöden si inserisce nei tentativi di fuga per cercare di conquistare la prima tappa della sua lunga carriera. Nella 19ª tappa del Tour de France fa parte di una fuga di inizialmente 43 corridori, che si è poi smembrata col passare delle montagne, conclude al secondo posto la tappa vinta dal portoghese Rui Costa nonostante la presenza in fuga del compagno di squadra Jan Bakelants che ha cercato di supportarlo nel suo intento di tagliare per primo il traguardo di una tappa al Tour de France. Conclude al 30º posto in classifica generale, il quarto migliore della sua squadra.

Al termine della stagione, ritrovandosi senza un contratto per il 2014, annuncia il ritiro dall'attività agonistica[2].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Campionati tedeschi, Prova in linea Under-23
4ª tappa Commonwealth Bank Classic
Prologo Rheinland-Pfalz-Rundfahrt
7ª tappa Rheinland-Pfalz-Rundfahrt
  • 1998 (Deutsche Telekom, tre vittorie)
3ª tappa Giro della Bassa Sassonia
Classifica generale Giro della Bassa Sassonia
Prologo Giro di Normandia
  • 1999 (Deutsche Telekom, una vittoria)
3ª tappa Volta ao Algarve
  • 2000 (Deutsche Telekom, cinque vittorie)
7ª tappa Parigi-Nizza
Classifica generale Parigi-Nizza
5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta al País Vasco
Classifica generale Vuelta al País Vasco
7ª tappa Corsa della Pace
  • 2004 (T-Mobile, una vittoria)
Campionati tedeschi, Prova in linea
  • 2005 (T-Mobile, una vittoria)
5ª tappa Giro di Baviera
  • 2006 (T-Mobile, due vittorie)
4ª tappa Regio-Tour
Classifica generale Regio-Tour
  • 2007 (Astana, tre vittorie)
Classifica generale Tirreno-Adriatico
3ª tappa Circuit de la Sarthe
Classifica generale Circuit de la Sarthe
  • 2008 (Astana, due vittorie)
3ª tappa Tour de Romandie
Classifica generale Tour de Romandie
  • 2009 (Astana, due vittorie)
5ª tappa Tirreno-Adriatico
1ª tappa Giro del Trentino
  • 2011 (Team RadioShack, quattro vittorie)
5ª tappa Paris-Nice (Saint-Symphorien-sur-Coise > Vernoux-en-Vivarais)
3ª tappa Critérium International (Porto Vecchio > Porto Vecchio)
Classifica generale Vuelta al País Vasco
1ª tappa Giro del Trentino (Arco)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Cronosquadre Tour de France (Montpellier)
  • 2011 (Team RadioShack)
Classifica regolarità Vuelta al País Vasco

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2008: ritirato (20ª tappa)
2001: 26º
2003: ritirato (9ª tappa)
2004: 2º
2005: ritirato (17ª tappa)
2006: 2º
2007: non partito (16ª tappa)
2009: 6º
2010: 14º
2011: ritirato (13ª tappa)
2012: 11°
2013: 30º
1998: ritirato (10ª tappa)
1999: 62º
2000: ritirato (14ª tappa)
2002: ritirato (15ª tappa)
2008: 20º
2011: ritirato (13ª tappa)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Andreas Kloden Bio | Team RadioShack, www.livestrong.com. URL consultato il 23 giugno 2011.
  2. ^ (EN) José Been, Andreas Klöden retires from cycling in cyclingnews.com, 24 ottobre 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 174504265