Patrik Sinkewitz

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Patrik Sinkewitz
Henninger Turm 2006 -T-Mobile Team-a.jpg
Dati biografici
Nome Patrik Sinkewitz
Paese bandiera Germania Ovest
Nazionalità bandiera Germania
Passaporto
Altezza cm
Peso kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra Flag of None.svg svincolato
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
2001-2002 600px Blu Rosso Grigio e Bianco.svg Mapei
2003-2005 600px Blu e Bianco2.png Quickstep
2006-2007 600px Bianco e Rosa.svg T-Mobile
2009 600px Bianco e Nero.svg PSK Whirlpool
2010 600px Bianco Giallo e Nero.png ISD
2011 600px Bianco Giallo e Nero.png Farnese Vini
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 

Patrick Sinkewitz (Fulda, 20 ottobre 1980) è un ciclista su strada tedesco.

Indice

[modifica] Carriera

Iniziò nella categoria dilettanti con la Mapei-Quick·Step TT3, passando professionista nel 2001[1] con la Mapei-Quick Step dopo alcuni mesi di tirocinio. Nel 2002 ottenne la prima vittoria al Grand Prix Winterthur, in Svizzera,[2] mentre l'anno seguente, con lo scioglimento della Mapei, si trasferì alla neonata Quick Step-Davitamon. Nel 2004 vinse il Giro di Germania e la Japan Cup,[1] mentre al Tour de France 2005, prima partecipazione per lui, non brillò, finendo 59º.

Per il 2006 passò alla T-Mobile,[1] con cui nel corso della primavera conseguì buoni risultati. Nella Parigi-Nizza chiuse 41º, mentre fu quarto al Giro dei Paesi Baschi, classificandosi tra i primi 5 in due tappe; nelle settimane seguenti si mise in luce nelle classiche del Nord, piazzandosi quinto all'Amstel Gold Race, quinto alla Freccia Vallone e quarto alla Liegi-Bastogne-Liegi. Al Tour de France 2006 concluse invece 23º (in seguito 22º per la squalifica di Floyd Landis).

Trasferitosi a fine anno nelle file del team Astana, si dovette ritirare dal Tour de France 2007 per una caduta rimediata dopo l'ottava tappa: nell'occasione investì un tifoso e rimediò una frattura scomposta al naso venendo ricoverato all'ospedale di Chambéry.[3] Durante lo stesso Tour è poi risultato positivo al testosterone dopo un controllo antidoping a sorpresa[4] effettuato l'8 giugno precedente.[1] In seguito a tale episodio le televisioni pubbliche tedesche ARD e ZDF decisero di sospendere con effetto immediato la diretta televisiva della corsa a tappe francese.[1]

Dopo aver presto ammesso le proprie colpe[5] venne sospeso per un anno, con decorrenza della squalifica al 18 luglio 2009, e multato di 40 000 euro.[6] Tornò alle gare firmando nel novembre 2008 con il team ceco di categoria Professional Continental PSK Whirlpool-Author; al termine del 2009 non gli venne però rinnovato il contratto. A fine maggio del 2010 è rientrato nuovamente in gruppo firmando per la squadra italo-ucraina ISD-Neri;[7] poco più di tre mesi dopo, all'85º Giro di Romagna a Lugo, è arrivata anche la prima vittoria con la nuova maglia.[2]

[modifica] Palmarès

2ª tappa Giro delle Regioni
6ª tappa Internationale Thüringen Rundfahrt
Classifica generale Internationale Thüringen Rundfahrt
Grand Prix Winterthur
3ª tappa Giro di Germania
Classifica generale Giro di Germania
Japan Cup
1ª tappa 3-Länder-Tour
Rund um den Henninger Turm
3ª tappa Sachsen Tour
Classifica generale Sachsen Tour
3ª tappa Giro di Portogallo
Giro di Romagna

[modifica] Altri successi

1ª tappa Brixia Tour (Palazzolo, cronosquadre)

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e Marco Pastonesi. «SINKEWITZ positivo Le tv in Germania spengono il Tour». La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2007. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  2. ^ a b Marco Pastonesi. «Sinkewitz oltre il muro dei sospetti». La Gazzetta dello Sport, 6 settembre 2010. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  3. ^ «Spettatore in coma Investito da Sinkewitz». La Gazzetta dello Sport, 16 luglio 2007. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  4. ^ «Sinkewitz accusa «Doping alla T-Mobile»». La Gazzetta dello Sport, 26 ottobre 2007. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  5. ^ «Sinkewitz: «Positivo per colpa di un gel»». La Gazzetta dello Sport, 1 agosto 2007. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  6. ^ «SINKEWITZ, UN ANNO DI STOP». La Gazzetta dello Sport, 17 novembre 2007. URL consultato in data 4 gennaio 2011.
  7. ^ (EN) «Sinkewitz signs with Isd-Neri». Cyclingnews.com, 29 maggio 2010. URL consultato in data 5 giugno 2010.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue