Cadel Evans

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« Io, per principio, non mi ritiro. Io, sulla bici, piuttosto ci muoio. Non è proprio così, è solo un modo di dire, ma è la passione della mia vita. Se parto, voglio sempre arrivare. Meglio primo. Ma piuttosto ultimo. »
(Cadel Evans[1])
Cadel Evans
Cadel Evans - Criterium du Dauphiné 2012 - 1ere étape (cropped).jpg
Cadel Evans al Critérium du Dauphiné 2012
Dati biografici
Nome Cadel Lee Evans
Nazionalità Australia Australia
Altezza 174[2] cm
Peso 68[2] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada, mountain bike
Squadra BMC BMC
Carriera
Squadre di club
2001 Saeco Saeco
2002 Mapei Mapei
2003 Telekom Telekom
2004 T-Mobile T-Mobile
2005-2006 Davitamon Davitamon
2007 Predictor Predictor
2008-2009 Silence Silence
2010- BMC BMC
Palmarès
Mondiali su strada 1 0 0
Coppa del mondo mountain bike 2 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Cadel Lee Evans (Katherine, 14 febbraio 1977) è un ciclista su strada e biker australiano che corre per la BMC Racing Team.

È stato prima un biker di livello nel cross country, specialità in cui vinse due Coppe del mondo; è quindi passato al professionismo su strada, nel 2001, specializzandosi nelle corse a tappe. Si è aggiudicato il campionato del mondo di ciclismo su strada nel 2009 a Mendrisio, la Freccia Vallone nel 2010 e il Tour de France nel 2011.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

La mountain bike e gli esordi su strada[modifica | modifica sorgente]

Cadel Evans inizia la carriera nella mountain bike. Membro della squadra Volvo Cannondale MTB, vince la Coppa del mondo di mountain bike del 1998 e 1999 nella specialità cross country. Ai Giochi della XXVII Olimpiade di Sydney termina settimo la prova del Cross country.

Dopo un periodo passato nella Saeco come tirocinante nel 1999, firma il primo contratto da professionista con la squadra italiana nel 2001. Si mette già in luce in quella prima stagione vincendo il Brixia Tour e il Giro d'Austria.

2002: l'anno alla Mapei e la maglia rosa al Giro[modifica | modifica sorgente]

Grazie ai buoni risultati, nel novembre 2001 viene ingaggiato dalla prestigiosa squadra italiana Mapei.[3] La sua prima corsa con il nuovo team è il Tour Down Under, in Australia,[4] in cui vince la 5ª tappa grazie a un attacco a meno di due chilometri dall'arrivo.[5] Vince inoltre la classifica della montagna e, insieme a Daniele Nardello e Andrea Tafi, permette alla Mapei di imporsi nella classifica a squadre.

In marzo conclude al decimo posto la Paris-Nice, con un secondo posto al traguardo sul Col d'Èze. Ottiene altri buoni risultati nelle corse a tappe in primavera: terzo alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, sesto alla Vuelta al País Vasco e terzo al Tour de Romandie. Nel frattempo si classifica trentasettesimo alla Liegi-Bastogne-Liegi, dominata dalla Mapei con Paolo Bettini e Stefano Garzelli ai primi due posti.

La rivelazione di Evans avviene al Giro d'Italia, il suo primo Grande Giro, a cui partecipa inizialmente come gregario di Garzelli per le tappe di montagna.[6] Al terzo giorno di corsa, Evans lancia il capitano verso la vittoria di tappa e la conquista della maglia rosa a Liegi. Dopo un nuovo successo a Limone Piemonte, Garzelli perde la maglia, e poi viene escluso dalla corsa in seguito ad un controllo antidoping in cui risulta positivo al Probenecid. Evans era il corridore della Mapei meglio piazzato nella generale (al tredicesimo posto) e la seconda posizione conquistata sul traguardo di San Giacomo (tredicesima tappa) gli permette di salire in quinta posizione. L'indomani nella tappa a cronometro viene battuto solo da Tyler Hamilton e Serhij Hončar, e sale a soli 48 secondi di ritardo dal leader della corsa Jens Heppner:[7] si impadronisce della sua prima maglia rosa dopo la prima tappa sulle Dolomiti con arrivo a Corvara in Badia; il giorno successivo, però, va in crisi di fame sull'ascesa finale verso Folgaria, giunge al traguardo con più di un quarto d'ora di ritardo e cede la maglia a Paolo Savoldelli. Termina il Giro al quattordicesimo posto.

Nel 2002 inizia inoltre la sua collaborazione con Aldo Sassi ed il Centro Mapei Sport di Castellanza, che continua tutt'oggi - dopo la morte di Sassi nel mese di dicembre 2010 - con Andrea Morelli, suo nuovo allenatore dopo essere stato suo consulente da molti anni per il posizionamento in sella sulla bici da strada e da cronometro.

2003-2004: il biennio alla Telekom/T-Mobile[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto nel 2002 viene ingaggiato per le successive due stagioni dalla squadra tedesca T-Mobile. Come l'anno precedente con la Mapei, disputa la prima corsa in patria al Tour Down Under, chiudendo decimo. La stagione si rivela successivamente una delle più difficili per lui. Si frattura la clavicola sinistra tre volte: la prima in aprile all'Amstel Gold Race – per cui perde anche la possibilità di correre la Liegi-Bastogne-Liegi – poi una nuova caduta alla fine di maggio alla Rund um die Hainleite gli impedisce di disputare il suo primo Tour de France.[8] Ritorna alle gare alla fine di luglio al Giro della Bassa Sassonia.[9] Il mese seguente prende parte alla Vuelta a España, subendo la terza frattura della clavicola dopo essere caduto nel corso della 3ª tappa, e chiudendo anticipatamente la propria stagione agonistica.[10]

Nel 2004, malgrado la vittoria all'Österreich-Rundfahrt in giugno, non viene scelto dalla T-Mobile per disputare il Tour de France e nemmeno dalla selezione nazionale per partecipare ai Giochi olimpici di Atene.[11]

2005-2006: i primi anni alla Davitamon-Lotto[modifica | modifica sorgente]

Evans in maglia a pois impegnato durante il Deutschland Tour 2005

Per la stagione 2005 venne ingaggiato dalla squadra belga Davitamon-Lotto. Già nei primi mesi di corse ottiene dei buoni piazzamenti nelle classiche delle Ardenne e soprattutto nelle corse a tappe come la Paris-Nice (ottavo), il Tour de Suisse (quindicesimo) e, più tardi, il Deutschland Tour (quinto), durante il quale vince una tappa, in cima al Feldberg. Alla sua prima partecipazione al Tour de France dimostra regolarità nelle tappe di montagna e nelle cronometro, concludendo ottavo a Parigi, e succedendo a Phil Anderson nell'elenco degli australiani capaci di piazzarsi tra i primi dieci alla Grande Boucle.

Nel 2006 ottenne la prima grande vittoria, il Tour de Romandie, che si aggiudica vincendo la cronometro finale e superando Alberto Contador, fino ad allora al primo posto della generale. Successivamente migliora il risultato al Tour de France classificandosi quarto.[12] In settembre conclude al secondo posto il Tour de Pologne.

2007-2008: la vittoria del ProTour e il secondo posto al Tour[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 viene scelto come capitano per le corse a tappe della sua squadra, divenuta Predictor-Lotto. Dopo aver preso il via a Paris-Nice, Vuelta al País Vasco e Tour de Romandie, in giugno conclude al secondo posto il Critérium du Dauphiné Libéré, preceduto da Christophe Moreau. Annunciato come uno dei favoriti del Tour de France, si classifica secondo nella cronometro della 13ª tappa (l'esclusione per doping del vincitore Aleksandr Vinokurov, qualche giorno più tardi, trasforma quel risultato in vittoria); dimostrando grande regolarità sulle montagne, si mantiene quindi nelle prime tre posizioni della classifica generale: il secondo posto a cronometro ottenuto in occasione della penultima tappa, questa volta alle spalle di Levi Leipheimer, gli permette di salire sul secondo gradino del podio finale, preceduto di soli 23 secondi dal vincitore della corsa Alberto Contador.

In settembre partecipa alla Vuelta a España. Qui riesce a piazzarsi secondo nella tappa di Arcalís, sui Pirenei, preceduto alle sprint da Denis Men'šov, ed anche in quella di Ávila, alle spalle di Luis Pérez Rodríguez. Conclude la corsa al quarto posto della generale, a 10 secondi dal podio. I numerosi piazzamenti ottenuti durante la stagione, insieme alla squalifica di Danilo Di Luca in seguito alla sua sospensione per doping, gli permettono di succedere ad Alejandro Valverde nella vittoria della classifica individuale dell'UCI ProTour 2007.

Inizia il 2008 con il secondo posto alla Vuelta al País Vasco ed alla Freccia Vallone, e con quattro successi, tra cui la tappa del Mont Ventoux alla Paris-Nice e la classifica generale della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali. In luglio torna al Tour de France, concludendolo al secondo posto a 58 secondi dal vincitore, lo spagnolo Carlos Sastre. Durante la gara veste per la prima volta in carriera la maglia gialla, indossandola per cinque giorni, malgrado una caduta durante la nona tappa gli avesse causato un infortunio alla spalla.

2009: il podio alla Vuelta e il titolo mondiale[modifica | modifica sorgente]

Evans in maglia iridata alla presentazione del Tour de France 2010

Come per gli anni precedenti, anche nel 2009 il Tour de France è il principale obiettivo stagionale di Evans. In aprile l'australiano ottiene diversi piazzamenti, tra cui quinto alla Freccia Vallone, quarto alla Vuelta al País Vasco e settimo al Tour de Romandie. In giugno vince la prima tappa del Dauphiné Libéré, prova che conclude al secondo posto; nel mese seguente, nonostante il buono stato di forma, conclude la Grande Boucle solamente al trentesimo posto della generale. Deluso della prestazione, partecipa alla Vuelta a España con l'obiettivo di vincerla. Al termine dell'ottava tappa indossa la maglia oro ma nella tredicesima, a causa di un problema meccanico, perde più di un minuto: termina la corsa al terzo posto, a 1'32" dal vincitore Alejandro Valverde.[13]

Al termine della Vuelta, partecipa alla prova in linea dei mondiali su strada di Mendrisio (a pochi chilometri dalla sua residenza a Stabio), aggiudicandosi in solitaria la gara dopo aver distanziato Aleksandr Kolobnev e Joaquim Rodríguez. Diventa così il primo australiano in grado di vincere la maglia iridata. Il 31 ottobre seguente annuncia la fine della collaborazione con la Silence-Lotto, firmando il giorno successivo un contratto triennale con la squadra statunitense BMC Racing Team.[14][15] Il 22 novembre viene eletto "ciclista australiano dell'anno" dalla federazione del suo paese.

2010: il passaggio alla BMC e la vittoria alla Freccia Vallone[modifica | modifica sorgente]

Debutta nella stagione 2010 con il sesto posto al Tour Down Under. Il primo successo da campione del mondo e da corridore del BMC Racing Team lo ottiene invece il 21 aprile alla Freccia Vallone, davanti a Joaquim Rodríguez e ad Alberto Contador. Partecipa poi al Giro d'Italia. Si piazza terzo nel prologo, per poi indossare la maglia rosa già nella seconda tappa e perderla il giorno successivo a causa di un ritardo dovuto ad una caduta. Si impone nella settima tappa a Montalcino (corsa sotto una pioggia battente su diversi tratti di strade bianche, che trasformarono i corridori in vere maschere di fango), davanti a Damiano Cunego e Aleksandr Vinokurov. Pur avendo corso le ultime dieci tappe con la febbre,[16] chiude il Giro al quinto posto in classifica, ad oltre 3 minuti dal primo classificato Ivan Basso, conquistando al contempo la maglia rossa di leader della classifica a punti.

Successivamente prende parte al Tour de France. Dopo un buon prologo si rende protagonista nella tappa di Arenberg (che prevedeva numerosi tratti di pavé), giungendo terzo con 53 secondi di vantaggio sul rivale Denis Men'šov e più di un minuto su Alberto Contador. Nel corso dell'ottava tappa cade fratturandosi il gomito sinistro; riesce però a concludere la frazione e a indossare anche la maglia gialla. Tenuti gli avversari all'oscuro dell'infortunio, prende il via nella frazione successiva non riuscendo però a stare con i migliori: perde otto minuti da Andy Schleck, che in classifica lo seguiva, e di conseguenza la testa della classifica.[17] Nonostante tutto riesce a concludere la corsa arrivando a Parigi al ventiseiesimo posto. Al termine della stagione viene nominato ciclista professionista dell'anno dai vertici sportivi australiani.[18]

2011: il successo al Tour de France[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2011 partecipa alla Tirreno-Adriatico: conquista la leadership provvisoria della classifica generale al termine della 5ª tappa, vince la sesta con arrivo a Macerata e nell'ultima frazione, una cronometro a San Benedetto del Tronto, riesce a difendere la maglia laureandosi vincitore della corsa.[19] In seguito si aggiudica anche la classifica finale del Tour de Romandie 2011 dopo aver preso il primato al termine della penultima tappa, la cronometro di Signal-de-Bougy.

Presentatosi ancora una volta alla partenza del Tour de France, il 5 luglio vince la quarta tappa battendo in volata al fotofinish Alberto Contador. Dopo aver resistito in salita contro gli altri favoriti della Grande Boucle (i fratelli Andy e Fränk Schleck, Contador e Samuel Sanchez) sia sui Pirenei che sulle Alpi, il 23 luglio termina secondo la penultima tappa, una cronometro a Grenoble, indossando la maglia gialla a scapito di Andy Schleck,[20] ed il giorno successivo, all'età di 34 anni, diventa il primo australiano a vincere il Tour de France.[21]

Il 1º agosto 2011 viene ufficializzato il rinnovo del contratto con la BMC Racing Team fino al 2015.[22]

2012[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 punta principalmente a difendere la maglia gialla dell'anno precedente al Tour. Partecipa dapprima al Critérium du Dauphiné, ottenendo il terzo posto dietro Michael Rogers e Bradley Wiggins. Partecipa quindi alla Grande Boucle ma non riesce a trovare la forma dell'edizione passata, andando in crisi nella tappa con arrivo a Fontcouverte-la-Toussuire e perdendo oltre 1'30" dai diretti rivali. Da quel momento Evans non riesce più a recuperare, uscendo dal podio e concludendo la corsa a tappe francese al settimo posto.

2013: il podio al Giro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Per recuperare i giorni di preparazione persi a seguito di una caduta occorsagli in allenamento, inconveniente che lo vedrà costretto a rinunciare alla settimana delle Ardenne,[23] nel 2013 Evans torna al Giro d'Italia, ottenendo il terzo posto finale nella corsa rosa e diventando il primo australiano a salire sul podio di tutti i Grandi Giri. Tuttavia paga gli sforzi sostenuti sulle strade italiane poche settimane dopo, al Tour de France, corsa che era il suo principale obiettivo stagionale e dove non riesce a entrare nemmeno nella top ten.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Strada[modifica | modifica sorgente]

  • 1997 (DiamondBack International, una vittoria)
Gara Ciclistica Milionaria di Montappone
  • 1998 (Volvo-Cannondale, tre vittorie)
Mount Buller Road Race
6ª tappa Tasmania Summer Tour
Classifica generale Tasmania Summer Tour
  • 1999 (Volvo-Cannondale, tre vittorie)
3ª tappa Tour of Tasmania (Swansea > Mt. Wellington)
Classifica generale Tour of Tasmania
3ª tappa Le Transalsace International (Ensisheim > Altkirch)
  • 2001 (Saeco, quattro vittorie)
4ª tappa Österreich-Rundfahrt (Bad Gastein > Kitzbüheler Horn)
Classifica generale Österreich-Rundfahrt
Classifica generale Brixia Tour
À travers Lausanne
  • 2002 (Mapei-Quick Step, tre vittorie)
5ª tappa Tour Down Under (Gawler > Tanunda)
5ª tappa UNIQA Classic (Gresten > Großraming)
Giochi del Commonwealth, Prova a cronometro
  • 2004 (T-Mobile, due vittorie)
2ª tappa Österreich-Rundfahrt (Salzburg > Kitzbüheler Horn)
Classifica generale Österreich-Rundfahrt
  • 2005 (Davitamon-Lotto, una vittoria)
7ª tappa Deutschland Tour (Singen > Feldberg)
  • 2006 (Davitamon-Lotto, due vittorie)
5ª tappa Tour de Romandie (Losanna > Losanna, cronometro)
Classifica generale Tour de Romandie
  • 2007 (Predictor-Lotto, tre vittorie)
13ª tappa Tour de France (Albi > Albi, cronometro)
2ª prova Test Event Beijing 2008
Classifica generale Test Event Beijing 2008
  • 2008 (Silence-Lotto, quattro vittorie)
2ª tappa Vuelta a Andalucía (Torrox > La Zubia)
4ª tappa Paris-Nice (Montélimar > Mont Ventoux)
3ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Scandiano > Pavullo)
Classifica generale Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
  • 2009 (Silence-Lotto, tre vittorie)
5ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Scandiano > Sassuolo)
1ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Nancy > Nancy)
Campionati del mondo, Prova in linea
  • 2010 (BMC Racing Team, due vittorie)
Freccia Vallone
7ª tappa Giro d'Italia (Carrara > Montalcino)
  • 2011 (BMC Racing Team, cinque vittorie)
6ª tappa Tirreno-Adriatico (Ussita > Macerata)
Classifica generale Tirreno-Adriatico
Classifica generale Tour de Romandie
4ª tappa Tour de France (Lorient > Mûr-de-Bretagne)
Classifica generale Tour de France
  • 2012 (BMC Racing Team, tre vittorie)
2ª tappa Critérium International (Porto-Vecchio > Porto-Vecchio, cronometro)
Classifica generale Critérium International
1ª tappa Critérium du Dauphiné (Seyssins > Saint-Vallier)
  • 2013 (BMC Racing Team, una vittoria)
4ª tappa Tour of Alberta (Black Diamond > Canmore)
  • 2014 (BMC Racing Team, tre vittorie)
3ª tappa Tour Down Under (Norwood > Campbelltown)
3ª tappa Giro del Trentino (Mori > Roncone)
Classifica generale Giro del Trentino

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

  • 2002 (Mapei-Quick Step)
Classifica scalatori Tour Down Under
1ª tappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Rimini > Rimini, cronosquadre)
Classifica scalatori Tour Down Under
  • 2006 (Davitamon-Lotto)
Classifica scalatori Tour Down Under
  • 2007 (Predictor-Lotto)
1ª tappa, 2ª semitappa Settimana Internazionale di Coppi e Bartali (Misano Adriatico, cronosquadre)
Grand Prix du Castillon-la-Bataille
Classifica generale UCI ProTour
  • 2009 (Silence-Lotto)
Classifica a punti Critérium du Dauphiné Libéré
  • 2010 (BMC Racing Team)
Classifica a punti Giro d'Italia
Premio Azzurri d'Italia Giro d'Italia
Trofeo Bonacossa Giro d'Italia
Nacht von Hannover
  • 2011 (BMC Racing Team)
Cibel Na-Tourcriterium Saint-Niklaas
Profronde van Surhuisterveen
  • 2012 (BMC Racing Team)
Classifica punti Critérium International
Classifica punti Critérium du Dauphiné
  • 2014 (BMC Racing Team)
1ª tappa Giro del Trentino (Riva del Garda > Arco, cronosquadre)

Mountain bike[modifica | modifica sorgente]

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale Coppa del mondo di cross country
Classifica generale Coppa del mondo di cross country

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

2002: 14º
2010: 5º
2013: 3º
2014: 8°
2005: 7º
2006: 4º
2007: 2º
2008: 2º
2009: 30º
2010: 26º
2011: vincitore
2012: 7º
2013: 39º
2003: ritirato (4ª tappa)
2004: 60º
2007: 4º
2009: 3º

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

2002: 37º
2005: 5º
2006: 80º
2007: 36º
2008: 7º
2009: 16º
2010: 4º
2001: 33º
2004: 4º
2005: ritirato
2006: 55º
2007: 6º
2008: 26º
2009: 10º
2010: ritirato

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia dello Sport - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dello Sport
«Vincitore della Coppa del mondo di mountain-bike nella specialità cross-country nel 1998 e 1999.»
— 29 settembre 2000[24]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Sportivo dell'anno del quotidiano Sydney Morning Herald nel 2007
  • Mendrisio d'Oro del Velo Club Mendrisio nel 2009
  • Ciclista dell'anno della Federazione Ciclistica Australiana nel 2009
  • Premio Franco Ballerini nel 2011
  • Premio impronta sportiva-Memorial Fabio Casartelli nel 2012

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco Pastonesi, Campione del mondo senza toccare quella merda del doping in GQ Italia, settembre 2010, pp. 178-184.
  2. ^ a b (EN) BMC Racing Team - Cadel Evans, bmc-racing.com. URL consultato il 4 aprile 2011.
  3. ^ (EN) Cadel Evans joins Mapei-Quick Step in cyclingnews.com, 17 novembre 2001.
  4. ^ (EN) JCTDU: Evans to debut with Mapei-Quick Step in cyclingnews.com, 21 novembre 2001.
  5. ^ (EN) Aussies ablaze in Barossa furnace in cyclingnews.com, 19 gennaio 2002.
  6. ^ (EN) Mapei-Quick Step for the Giro in cyclingnews.com, 7 maggio 2002.
  7. ^ Pier Bergonzi, Hamilton, il sogno americano in archiviostorico.gazzetta.it, 27 maggio 2002. URL consultato il 9 aprile 2011.
  8. ^ (EN) Cadel Evans breaks collarbone again in cyclingnews.com, 1º giugno 2003.
  9. ^ (EN) Evans to concentrate on second half of season in cyclingnews.com, 19 luglio 2003.
  10. ^ (EN) Unlucky Evans injured again in cyclingnews.com, 9 settembre 2003.
  11. ^ (EN) Evans to ride Bay series in cyclingnews.com, 1º gennaio 2005. URL consultato il 21 settembre 2009.
  12. ^ Classificatosi quinto al termine della corsa, guadagna una posizione in seguito al declassamento di Floyd Landis, squalificato per doping.
  13. ^ (EN) Evans pleased with Vuelta podium place, now Worlds in cyclingnews.com, 21 settembre 2009. URL consultato il 27 settembre 2009.
  14. ^ (FR) Evans chez BMC in lequipe.fr, 1º novembre 2009. URL consultato il 1º novembre 2009.
  15. ^ (EN) BMC confirms Evans signing in cyclingnews.com, 1º novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  16. ^  Evans: "Febbre a 38 a L'Aquila". video.gazzetta.it, 30 maggio 2010. URL consultato in data 5 luglio 2010.
  17. ^ Tour de France - Evans, gomito rotto e Tour a rischio in it.eurosport.yahoo.com, 13 luglio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  18. ^ Luca Pellegrini, Australia, Evans eletto ciclista dell'anno in spaziociclismo.it, 6 dicembre 2010. URL consultato il 16 dicembre 2010.
  19. ^ Giampaolo Almeida, Tirreno-Adriatico, gioiscono Evans e Cancellara in spaziociclismo.it. URL consultato il 15 marzo 2011.
  20. ^ Ciro Scognamiglio, Evans ha le mani sul Tour in gazzetta.it, 23 luglio 2011. URL consultato il 25 luglio 2011.
  21. ^ Ciro Scognamiglio, Evans sfila in giallo a Parigi in gazzetta.it, 24 luglio 2011. URL consultato il 25 luglio 2011.
  22. ^ Evans-Bmc, altri tre anni in gazzetta.it, 1º agosto 2011. URL consultato il 1º agosto 2011.
  23. ^ (EN) Jered Gruber, Cadel Evans to miss Amstel Gold and Fleche Wallonne due to injuries sustained in a training crash in velonation.com, 14 aprile 2011.
  24. ^ (EN) Australian Sports Medal - Evans, Cadel, itsanhonour.gov.au, 29 settembre 2000.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 156362983 LCCN: no2010141690