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Il Tour de France 1998, ottantacinquesima edizione della corsa, prese il via l'11 luglio da Dublino, in Irlanda, e si concluse il 2 agosto con la classica passerella sugli Champs-Élysées, a Parigi.
Posticipata di una settimana per la coincidenza temporale con il campionato mondiale di calcio, ospitato proprio dalla Francia, la Grande Boucle vide per la prima e unica volta la vittoria dell'italiano Marco Pantani. Si trattò della nona (e, tuttora, ultima) edizione della corsa a tappe francese vinta da un corridore italiano. Il digiuno di vittorie per i ciclisti italiani al Tour durava da ben trentatre anni, dal momento cioè del trionfo del bergamasco Felice Gimondi nell'edizione del 1965. Il 2 agosto 1998 lo stesso Gimondi premiò Pantani, del quale era direttore sportivo, al podio degli Champs-Élysées.
Questo trionfo rappresentò anche il terzo ed ultimo podio di Pantani nella Grande Boucle, dopo due terze posizioni raggiunte nel 1994 e nel 1997. Il romagnolo concluse in 92h49'46", davanti al tedesco Jan Ullrich (secondo classificato e al terzo podio, peraltro consecutivo, al Tour dopo la vittoria dell'anno precedente e un'altra piazza d'onore nel 1996) e allo statunitense Bobby Julich (terzo della classifica generale e all'unico podio della carriera in quel di Parigi).
Le doti da scalatore permisero al corridore di Cesenatico di staccare gli avversari in salita e di diventare, così, il settimo (e finora ultimo) ciclista a compiere nell'arco di un solo anno solare l'accoppiata Giro d'Italia-Tour de France. Prima di lui vi erano riusciti campioni del calibro di Fausto Coppi (due volte, nel 1949 e nel 1952), Jacques Anquetil (nel 1964), Eddy Merckx (ben tre volte, nel 1970, 1972 e 1974), Bernard Hinault (due volte, nel 1982 e nel 1985), Stephen Roche (nel 1987) e Miguel Indurain (due volte, nel 1992 e nel 1993).
L'edizione 1998 viene ricordata anche per il cosiddetto Scandalo Festina.
Le tappe furono 21, precedute da un cronoprologo iniziale, per una distanza totale di 3 728,1 km; il prologo e le prime due frazioni si svolsero su suolo irlandese. Tre in totale le prove cronometro: oltre al prologo, la settima tappa con arrivo a Corrèze e la ventesima con arrivo a Le Creusot. Il paese venne percorso in senso antiorario, con la settimana iniziale completamente pianeggiante e riservata ai velocisti, e a seguire prima le due tappe pirenaiche di Luchon e Plateau de Beille, e poi cinque frazioni tra Francia e Svizzera sulle Alpi, con arrivi a Grenoble, Les Deux Alpes, Albertville, Aix-les-Bains e Neuchâtel.
| Tappa |
Data |
Percorso |
km |
Vincitore di tappa |
Leader cl. generale |
| prol. |
11 luglio |
Dublino (IRL) > Dublino (IRL) (cron. individuale) |
5,6 |
Chris Boardman |
Chris Boardman |
| 1ª |
12 luglio |
Dublino (IRL) > Dublino (IRL) |
186,5 |
Tom Steels |
Chris Boardman |
| 2ª |
13 luglio |
Enniscorthy (IRL) > Cork (IRL) |
205,5 |
Ján Svorada |
Erik Zabel |
| 3ª |
14 luglio |
Roscoff > Lorient |
169 |
Jens Heppner |
Bo Hamburger |
| 4ª |
15 luglio |
Plouay > Cholet |
252 |
Jeroen Blijlevens |
Stuart O'Grady |
| 5ª |
16 luglio |
Cholet > Châteauroux |
228,5 |
Mario Cipollini |
Stuart O'Grady |
| 6ª |
17 luglio |
La Châtre > Brive-la-Gaillarde |
204,5 |
Mario Cipollini |
Stuart O'Grady |
| 7ª |
18 luglio |
Meyrignac-l'Église > Corrèze (cron. individuale) |
58 |
Jan Ullrich |
Jan Ullrich |
| 8ª |
19 luglio |
Brive-la-Gaillarde > Montauban |
190,5 |
Jacky Durand |
Laurent Desbiens |
| 9ª |
20 luglio |
Montauban > Pau |
210 |
Léon van Bon |
Laurent Desbiens |
| 10ª |
21 luglio |
Pau > Luchon |
196,5 |
Rodolfo Massi |
Jan Ullrich |
| 11ª |
22 luglio |
Luchon > Plateau de Beille |
170 |
Marco Pantani |
Jan Ullrich |
|
23 luglio |
giorno di riposo |
| 12ª |
24 luglio |
Tarascon-sur-Ariège > Cap d'Agde |
222 |
Tom Steels |
Jan Ullrich |
| 13ª |
25 luglio |
Frontignan la Peyrade > Carpentras |
196 |
Daniele Nardello |
Jan Ullrich |
| 14ª |
26 luglio |
Valréas > Grenoble |
186,5 |
Stuart O'Grady |
Jan Ullrich |
| 15ª |
27 luglio |
Grenoble > Les Deux Alpes |
189 |
Marco Pantani |
Marco Pantani |
| 16ª |
28 luglio |
Vizille > Albertville |
204 |
Jan Ullrich |
Marco Pantani |
| 17ª |
29 luglio |
Albertville > Aix-les-Bains |
149 |
tappa neutralizzata |
Marco Pantani |
| 18ª |
30 luglio |
Aix-les-Bains > Neuchâtel (CHE) |
218,5 |
Tom Steels |
Marco Pantani |
| 19ª |
31 luglio |
La Chaux-de-Fonds (CHE) > Autun |
242 |
Magnus Bäckstedt |
Marco Pantani |
| 20ª |
1º agosto |
Montceau-les-Mines > Le Creusot (cron. individuale) |
52 |
Jan Ullrich |
Marco Pantani |
| 21ª |
2 agosto |
Melun > Parigi |
147,5 |
Tom Steels |
Marco Pantani |
| Totale |
3 728,1 |
|
Squadre e corridori partecipanti [modifica]
Resoconto degli eventi [modifica]
Numerosi i favoriti all'inizio della corsa: oltre al tedesco Jan Ullrich, già vincitore del Tour de France 1997, anche il trionfatore del Giro d'Italia 1998 Marco Pantani, il francese Laurent Jalabert, lo spagnolo Abraham Olano e lo svizzero Alex Zülle.[1] La sfida per la vittoria si ridusse però, a partire dalla seconda settimana, ad un duello tra Ullrich, in forza al Team Deutsche Telekom, e Pantani, capitano della Mercatone Uno-Bianchi. Il "Pirata", dopo la vittoria in solitaria a Plateau de Beille, prese la maglia gialla imponendosi in modo decisivo nella tappa con arrivo a Les Deux Alpes: nell'occasione fece il vuoto sul Colle del Galibier e guadagnò quasi nove minuti sull'avversario principale, giunto al traguardo insieme ai gregari Bjarne Riis e Udo Bölts. Ullrich vinse comunque tre tappe, due delle quali a cronometro, ma nonostante una netta supremazia nelle prove contro il tempo (in tale specialità diede infatti un totale di 7 minuti a Pantani), dovette accontentarsi del secondo posto e della maglia bianca di miglior giovane, riservata agli Under 25. Su un totale di ventidue frazioni (considerando come unità pure il cronoprologo), Marco Pantani fu maglia gialla al termine delle ultime sette frazioni.
La sorpresa fu lo statunitense Bobby Julich, sempre tra i primi, che si portò a casa il terzo posto, risultato in verità poi mai più raggiunto in carriera. L'altro tedesco Erik Zabel, anch'egli della Deutsche Telekom, vinse per la terza volta consecutiva la maglia verde della classifica a punti, pur non aggiudicandosi alcuna tappa (miglior velocista fu invece il belga Tom Steels, che ne vinse quattro, diventando così il corridore a vincere più frazioni in questa edizione). Il francese Christophe Rinero, quarto a Parigi, fece sua la maglia a pois della classifica scalatori, complice l'esclusione prima di Richard Virenque e poi di Rodolfo Massi; la classifica a squadre andò alla Cofidis, capace di piazzare tre uomini nei primi dieci della generale (Julich, Rinero e Roland Meier, settimo).
Lo scandalo Festina colpì la gara e l'opinione pubblica. Il 9 luglio, prima dell'inizio della corsa, la polizia doganale al confine tra Francia e Belgio ritrovò ingenti quantità di prodotti dopanti nell'auto di Willy Voet, massaggiatore della squadra Festina-Lotus, conducendolo subito nel carcere di Lilla.[2] Le indagini della polizia francese, le perquisizioni nell'albergo della Festina, il fermo[3] e le successive ammissioni del team manager Bruno Roussel relative alla pratica del doping di squadra portarono all'esclusione del team francese, cui appartenevano tra gli altri Richard Virenque, Laurent Brochard e Alex Zülle, al termine della sesta tappa, il 17 luglio. Uno sciopero dei corridori provocò quindi l'annullamento della tappa del 29 luglio tra Albertville et Aix-les-Bains, e il conseguente abbandono della corsa da parte delle squadre Riso Scotti-MG Maglificio, Banesto, ONCE-Deutsche Bank, Kelme-Costa Blanca e Vitalicio Seguros; l'olandese TVM-Farm Frites, già sotto inchiesta per una caso simile nel marzo dello stesso anno, si ritirò anch'essa il giorno seguente, con il passaggio della corsa in Svizzera. L'inchiesta non si chiuse: ulteriori ritrovamenti, durante e dopo il Tour, di sostanze proibite presso gli alloggi di squadre come Casino-Ag2r e Gan portarono a decine di arresti tra ciclisti, dirigenti, staff tecnici e alla comminazione di numerose squalifiche sportive.
Il direttore Jean-Marie Leblanc riuscì comunque a mediare e a far concludere l'edizione. Dei 189 partiti a Dublino, arrivarono a Parigi però solo 96 corridori.
Evoluzione delle classifiche [modifica]
Classifiche finali [modifica]
Classifica generale - Maglia gialla [modifica]
Classifica a punti - Maglia verde [modifica]
Classifica scalatori - Maglia a pois [modifica]
Classifica giovani - Maglia bianca [modifica]
Classifica a squadre - Numero giallo [modifica]
Classifica combattività - Numero rosso [modifica]
- ^ Eugenio Capodacqua, Via al Tour con il Pirata: "Ma non prometto miracoli", www.repubblica.it, 11 luglio 1998. URL consultato in data 2 agosto 2011.
- ^ Angelo Zomegnan, Sequestro choc alla Festina: tutto per il doping, Gazzetta dello Sport, 12 07 1998. URL consultato in data 22-04-2010.
- ^ Pier Bergonzi, Retata in casa Festina, Gazzetta dello Sport, 16 07 1998. URL consultato in data 22-04-2010.
- Cosimo Cito, Il fantasma del Galibier. Il Tour di Marco Pantani, Limina edizioni, 2010. ISBN 9788860410665
Collegamenti esterni [modifica]