Scandalo Festina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una divisa della Festina-Lotus, la squadra ciclistica coinvolta nell'omonimo scandalo-doping al Tour de France 1998.

Lo scandalo Festina è il nome con cui viene identificato uno scandalo sportivo riguardante la formazione ciclistica Festina-Lotus – fin lì una delle più vincenti del decennio nelle corse su strada –, esploso pochi giorni prima il via del Tour de France 1998 e legato al cosiddetto "doping di squadra".

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'8 luglio 1998, alla vigilia dell'ottantacinquesima edizione della Grande Boucle in partenza quell'anno dall'Irlanda, il massaggiatore della Festina-Lotus Willy Voet venne posto in stato di fermo a Lilla dalla polizia di frontiera al confine franco-belga: all'interno della sua vettura, vennero rinvenute centinaia di dosi di eritropoietina, anabolizzanti e anticoagulanti del sangue – in una mole ritenuta «impressionante» –, assieme ad altri prodotti dopanti di varia natura; la formazione francese era già tenuta sotto controllo dalle autorità competenti, vista la positività rincontrata poche settimane addietro nel suo corridore Christophe Moreau. Il fatto portò a varie perquisizioni nella sede del team ciclistico a Lione.[1]

In questo contesto, l'11 luglio il Tour de France 1998 partì come da programma con il cronoprologo di Dublino, con la Festina-Lotus regolarmente al via (e lo stesso Moreau in gara, data la mancata conclusione delle indagini a suo carico).[1] La svolta si ebbe cinque giorni dopo, il 16 luglio a Cholet, quando Bruno Roussel ed Erik Ryckaert, rispettivamente direttore sportivo e medico sociale della squadra, vennero a loro volta fermati al termine della quarta frazione; il blitz della polizia francese scattò a seguito delle contemporanee dichiarazioni rese da Voet, nel frattempo condotto in carcere a Loos, che con la sua testimonianza negò ogni responsabilità coinvolgendo invece direttamente i vertici della formazione ciclistica.[2]

In un clima sempre più crescente d'imbarazzi e sospetti – col direttore della corsa francese, Jean Marie Leblanc, impossibilitato a prender decisioni in merito in vece dell'Unione Ciclistica Internazionale –, i corridori della Festina-Lotus rimasero in gara fino al 17 luglio, giorno in cui Roussel, portato nel frattempo dietro le sbarre a Douai, ammise alle autorità il ricorso a pratiche dopanti all'interno della formazione ciclistica da lui diretta: a differenza di precedenti casi analoghi, stavolta emerse un vero e proprio "doping di squadra", ovvero non il semplice abuso di farmaci su iniziativa di singoli atleti all'interno di una formazione, ma la sistematica somministrazione di sostanze proibite – cioè, sotto lo «stretto controllo» del personale medico della squadra – a tutti o quasi i ciclisti del team.[3]

Tali rivelazioni portarono Leblanc, al termine della sesta tappa, a decidere per l'immediata esclusione in blocco dal Tour di tutti i ciclisti della Festina-Lotus: tra di loro, Richard Virenque (plurivincitore della maglia a pois alla Grande Boucle), Alex Zülle (trionfatore in due Vuelta a España) e l'allora campione del mondo in carica Laurent Brochard, assieme al già citato Moreau, Laurent Dufaux, Pascal Hervé, Armin Meier, Didier Rous e Neil Stephens.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Angelo Zomegnan, Sequestro choc alla Festina: tutto per il doping in La Gazzetta dello Sport, 12 luglio 1998.
  2. ^ Pier Bergonzi, Retata in casa Festina in La Gazzetta dello Sport, 16 luglio 1998.
  3. ^ a b Angelo Zomegnan, Non basta Cipo a consolare il Tour in La Gazzetta dello Sport, 18 luglio 1998.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Daniel Baal, Droit dans le Mur, Éditions Glénat, 1999, ISBN 978-2-7234-3090-6.
  • (FR) Nicolas Guillon, Jean-François Quénet, Un cyclone nommé dopage: Les secrets du dossier Festina, Éditions Solar, 1999, ISBN 978-2-263-02865-6.
  • (FR) Nicolas Guillon, Jean-François Quénet, Le dopage, oui ça continue, Éditions Solar, 2000.
  • (FR) Jean-François Quénet, Le procès du dopage. la vérité du jugement. Festina, Virenque, Voet, Roussel, Chabiron, Hervé, Brochard, Rijkaert, D'Hont..., Éditions Solar, 2001.
  • (FR) Bruno Roussel, Tour de vices, Hachette Littérature, 2001, ISBN 2-01-235585-4.
  • Willy Voet, Massacro alla catena, rivelazioni su trent'anni di imbrogli, Bradipo Libri, 2001, ISBN 88-88329-06-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

ciclismo Portale Ciclismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di ciclismo