Michael Rogers

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Michael Rogers
Rogers TDF2012.jpg
Rogers al Tour de France 2012
Dati biografici
Nazionalità Australia Australia
Altezza 185 cm
Peso 74 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada, pista
Squadra Tinkoff Tinkoff
Carriera
Squadre di club
2000 Canberra C.C.
2000 Mapei Mapei
(stagista)
2001 Mapei Mapei
2002 Mapei-Latexco
Mapei Mapei
2003-2005 Quickstep Quickstep
2006-2007 T-Mobile T-Mobile
2008 Team High Road Team High Road
2008-2009 Team Columbia Team Columbia
2010 Team HTC Team HTC
2011-2012 Team Sky Sky
2013 Saxo Bank Saxo Bank
2014- Tinkoff Tinkoff
Nazionale
2000- Australia Australia
Palmarès
Bandiera olimpica  Giochi olimpici
Bronzo Atene 2004 Cronometro
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali su strada
Argento Verona 1999 Crono U23
Bronzo Plouay 2000 Crono U23
Oro Hamilton 2003 Crono Elite
Oro Verona 2004 Crono Elite
Oro Madrid 2005 Crono Elite
Statistiche aggiornate al febbraio 2014

Michael Rogers (Barhan, 20 dicembre 1979) è un ciclista su strada e pistard australiano che corre per il team Tinkoff-Saxo. Professionista dal 2001, è stato tre volte campione del mondo a cronometro élite, nel 2003, nel 2004 e nel 2005, dopo l'argento e il bronzo vinti da Under-23 nel 1999 e nel 2000. Nel 2012 gli è stata attribuita dal CIO la medaglia di bronzo anche della prova a cronometro dei Giochi olimpici di Atene del 2004, in seguito alla squalifica per doping del vincitore Tyler Hamilton[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

1999-2002[modifica | modifica sorgente]

Rogers faceva parte dell'Australian Institute of Sport, che gli permise di vivere in Europa, correndo da dilettante. Iniziò con il ciclismo su pista, allenato da Charlie Walsh. Nel 1999 venne ingaggiato dalla Mapei Espoirs, con cui ottenne il primo successo nella seconda tappa del Tour Down Under 2000. Nel 2001 passò professionista nella stessa Mapei, con cui si impose rapidamente come ottimo cronoman. Nella sua prima stagione, terminò secondo al Grand Prix Eddy Merckx, con il compagno di squadra Fabian Cancellara, allora ventenne e neo-pro.

Nel gennaio 2002, terminò secondo nella gara a cronometro dei Campionati australiani di ciclismo su strada dietro Nathan O'Neill. La settimana successiva mostrò attitudine anche per le gare a tappe, correndo da protagonista il Tour Down Under: vinse la seconda tappa e mantenne la maglia di leader della classifica generale vincendo la corsa. Confermò le sue qualità terminando terzo nel Tour of Rhodes vinto da Fabian Cancellara e dominato dalla Mapei. Lo stesso anno, Rogers si confermò nelle prove a cronometro, terminando quinto nella Chrono des Herbiers e ottavo ai Campionati del mondo di ciclismo su strada di Zolder.

2003[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 passò alla Quick Step che sostituì la Mapei. Nei primi giorni della stagione venne nuovamente battuto nel campionato nazionale a cronometro, questa volta da Ben Day e, a partire dal mese di aprile, si rivelò competitivo nelle gare a tappe. Terminò quarto al Circuit de la Sarthe, grazie ad una buona cronometro e al terzo posto ottenuto nella tappa di Angers. Alla fine di maggio concluse quinto il Tour de Picardie, poi vinse la prima gara della stagione, il Giro del Belgio. La settimana seguente partecipò al Giro di Germania dove, al termine della quinta tappa, occupava il quinto posto della classifica generale, dietro a quattro corridori della ONCE. L'indomani vinse la sesta frazione, una cronometro di 40 km, staccando di più di un minuto i diretti concorrenti, tra i quali specialisti delle crono come Jan Ullrich e Aleksandr Vinokurov, e si aggiudicò quindi la vittoria del Giro. Successivamente si impose nuovamente in una corsa a tappe, vincendo a fine giugno la Route du Sud grazie alla netta vittoria della cronometro. In luglio partecipò al suo primo Tour de France. Si mise in luce come gregario del compagno e maglia gialla Richard Virenque ma, stanco in seguito alle gare corse in precedenza, perse diverse posizioni sui Pirenei, terminando quarantaduesimo.

Michael Rogers alla Chrono des Herbiers 2004

Alla fine della stagione ottenne buoni piazzamenti ancora in gare a cronometro. Terminò nuovamente secondo il Grand Prix Eddy Merckx con László Bodrogi, poi vinse la medaglia d'argento nella cronometro dei Campionati del mondo di ciclismo su strada di Hamilton dietro lo scozzese David Millar. Quest'ultimo in seguito ammise di aver fatto uso di doping, venne squalificato e a Rogers venne assegnata la medaglia d'oro.

2004[modifica | modifica sorgente]

Al debutto della stagione 2004, si piazzò ottavo alla Paris-Nice, confermando le performance dell'anno precedente, ma successivamente deluse al Critérium du Dauphiné Libéré, dove terminò quarantunesimo perdendo terreno sulle montagne. Il Tour de France cominciò ugualmente male. Ai piedi dei Pirenei era cinquantaseiesimo a 16 minuti da Thomas Voeckler, maglia gialla, e a più di 6 da Lance Armstrong. Diede prova di grande regolarità sulle montagne, terminando dodicesimo nella cronoscalata verso l'Alpe d'Huez, che gli permise di salire al ventiduesimo posto finale.

Poco dopo il Tour, finì ai piedi del podio nella cronometro dei Giochi della XVIII Olimpiade di Atene a soli 3 secondi dalla medaglia di bronzo Bobby Julich. Tuttavia nel 2012 gli viene assegnata la medaglia di bronzo, in seguito alla squalifica del vincitore Hamilton[1]. Prese la sua rivincita qualche mese più tardi, vincendo il secondo titolo a cronometro consecutivo ai Campionati del mondo di Verona, con più di un minuto di vantaggio sugli avversari. Lo stesso giorno ricevette la medaglia d'oro dell'anno precedente, assegnatagli per la squalifica di Millar, insieme a quella appena vinta. Divenne anche il primo ciclista a vincere due titoli consecutivi nella gara a cronometro. Al termine della stagione concluse al secondo posto la Firenze-Pistoia, gara a cronometro, dietro Serhij Matvjejev.

2005[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 Rogers confermò le attitudini per i terreni montuosi. Al debutto terminò terzo nel Grand Prix di Lugano poi, all'inizio di aprile, terminò ottavo alla Vuelta al País Vasco. In maggio prese parte alla Volta a Catalunya dove, malgrado una mediocre cronometro a squadre, terminò quarto nella tappa di montagna più dura con arrivo ad Andorra e ottenne il decimo posto nella classifica generale. L'indomani, nella cronometro in salita corsa sulla stessa ascesa verso Andorra, terminò sesto e ottenne il quarto posto finale della corsa. Si confermò qualche settimana più tardi al Tour de Suisse: nella seconda tappa, una cronometro, si piazzò terzo dietro Jan Ullrich e Bradley McGee, mentre nella difficile sesta tappa con arrivo ad Arosa, distanziò di pochi secondi i suoi avversari e terminò terzo, indossando la maglia di leader della generale. L'ottava tappa vide protagonista lo spagnolo Aitor Gonzalez che attaccò Rogers recuperando un minuto in classifica e portandosi al quarto posto nella generale a 36 secondi. Nella nona ed ultima frazione, venne attaccato a più riprese e, nonostante tentò lui stesso di attaccare per primo, venne raggiunto e superato da Aitor Gonzalez che lo distaccò sul traguardo di 48 secondi sfilandogli la maglia di leader. Rogers, quarto nella tappa, terminò al secondo posto nella classifica generale[2].

Michael Rogers con la divisa T-Mobile Team nel 2006

Al Tour de France occupava la ventunesima posizione ai piedi dei Pirenei ma perse diversi minuti sulle montagne spagnole e terminò quarantunesimo. Il 22 settembre vinse a Madrid il suo terzo titolo mondiale consecutivo a cronometro. Qualche giorno più tardi terminò secondo nella Chrono des Herbiers, dietro Ondřej Sosenka.

2006[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 Rogers passò alla T-Mobile. Dopo una buona preparazione con la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali e il Circuit de la Sarthe, partecipò per la prima volta al Giro d'Italia. Terminò ottavo nella cronometro della prima tappa, poi approfittò del secondo posto nella cronosquadre per salire al quarto posto nella generale. Giunto ventinovesimo nella prima tappa di montagna a Saltara, preservò il quarto posto, ma l'indomani nella salita verso Passo Lanciano, terminò sessantaduesimo a 8'49". Perse progressivamente diverse posizioni per poi abbandonare dopo la dodicesima tappa che terminò centosettantesimo. Dopo il ritiro al Giro, partecipò al Tour de Suisse ma terminò sessantaquattresimo.

Prese poi parte, senza grandi pretese, al Tour de France. Nonostante questo disputò una buona prima parte di corsa: fu settimo nel prologo, secondo nella seconda tappa poi quarto nella settima, una cronometro a Rennes. Ai piedi dei Pirenei occupava la quarta posizione a 1'08" da Serhij Hončar, in una situazione simile al precedente Giro d'Italia. Dodicesimo in cima all'undicesima tappa a Pla de Beret, Rogers scese in settima posizione della generale al termine dei Pirenei. Sulle Alpi terminò quindicesimo sull'Alpe d'Huez, dodicesimo su La Toussuire e ventunesimo a Morzine, dimostrando una grande regolarità ma senza guadagnare molte posizioni in classifica. Diciottesimo nell'ultima cronometro, terminò il Tour nono.

Alla fine della stagione, concluse al secondo posto il Regio-Tour, ma perse il titolo mondiale terminando ottavo nella cronometro di Salisburgo.

2007[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 ebbe ancora un buon inizio, terminando settimo il Tour of California e quarto la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, ma abbandonò alla Vuelta al País Vasco e al Tour de Romandie. Alla Volta a Catalunya, la T-Mobile concluse solo al tredicesimo posto la cronosquadre. Secondo nella prima tappa di montagna dietro Oscar Sevilla, salì la terzo posto della generale, a 32 secondi da Sevilla e a 4 secondi da Vladimir Karpets. Nella cromoetr del giorno successivo concluse al quinto posto, davanti a Sevilla ma dietro Karpets, che indossò la maglia gialla. Malgrado gli sforzi, Rogers non riuscì a distanziare Karpets nell'ultima tappa e terminò secondo, senza riuscire ancora a vincere una grande corsa a tappe dopo il Tour de Suisse 2005.

Dopo l'abbandono al Tour de Suisse, Rogers participò al suo quinto Tour de France consecutivo. Terminò ventesimo nel prologo e occupò la quattordicesima posizione della classifica generale alla vigilia della prima grande tappa di montagna. In questa ottava tappa si ruppe però la clavicola e fu costretto all'abbandono quando si trovava in fuga con un vantaggio di 4 minuti sui migliori.

2008[modifica | modifica sorgente]

L'inizio della stagione 2008 fu ancora segnato da problemi fisici. Una mononucleosi lo costrinse a riprendere le gare solo a maggio, alla Volta a Catalunya[3]. Al Critérium du Dauphiné Libéré, Rogers terminò trentunesimo nel prologo e trentottesimo nella cronometro della terza tappa, non confermando le buone performance degli anni precedenti. Al contrario migliorò progressivamente in montagna, terminando nono nella quarta tappa di Annemasse e decimo a Morzine nella quinta frazione. Concluse la corsa all'undicesimo posto.

Michael Rogers in maglia di campione nazionale all'Eneco Tour 2009

Ancora indebolito, non partecipò al Tour de France, ma terminò decimo al Sachsen-Tour International. In agosto partecipò ai Giochi della XXIX Olimpiade, concludendo sesto nella prova in linea e ottavo a cronometro. Alla fine del mese di agosto, concluse al terzo posto nell'Eneco Tour dietro José Iván Gutiérrez e Sébastien Rosseler. In settembre chiuse decimo al Tour of Missouri, poi solamente dodicesimo ai mondiali di Varese.

2009[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio del 2009, riportò la prima vittoria della carriera nel campionato australiano a cronometro, al quale non aveva più partecipato dal 2003, poi terminò secondo nella prova in linea, battuto allo sprint da Peter McDonald. Successivamente prese parte al Tour Down Under che concluse al sesto posto. Nel Tour of California giunse quarto nel prologo e nella cronometro, e terzo nella tappa di media montagna a Santa Cruz. Questi piazzamenti gli permisero di concludere al terzo posto nella classifica generale.

2010[modifica | modifica sorgente]

In febbraio ottiene la vittoria della Vuelta a Andalucía, senza vincere alcuna tappa, mentre a maggio quella del Tour of California, anch'essa conquistata senza vincere alcuna tappa, ma arrivando quasi sempre nei primi 10 (tre volte secondo).

Si piazza in quinta posizione nella prova a cronometro dei Mondiali a Melbourne, a 2'24" dalla medaglia d'oro Fabian Cancellara.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Strada[modifica | modifica sorgente]

  • 2000 (Mapei Quickstep Under-23)
2ª tappa Tour Down Under (Adelaide > Goolwa)
  • 2002 (Mapei Quickstep-Latexco , tre vittorie)
2ª tappa Tour Down Under (Hahndorf > Strathalbyn)
Classifica generale Tour Down Under
Classifica generale Tour de Beauce
  • 2003 (Quick Step-Davitamon, sei vittorie)
Classifica generale Giro del Belgio
6ª tappa Giro di Germania (Bretten, cronometro)
Classifica generale Giro di Germania
3ª tappa Route du Sud (Saint-Gaudens > Montréjeau, cronometro)
Classifica generale Route du Sud
Campionati del mondo, Prova a cronometro
  • 2004 (Quick Step-Davitamon, una vittoria)
Campionati del mondo, Prova a cronometro
  • 2005 (Quick Step-Davitamon, una vittoria)
Campionati del mondo, Prova a cronometro
  • 2006 (T-Mobile Team, una vittoria)
3ª tappa Regio-Tour (Schopfheim > Wehr)
  • 2009 (Team Columbia-HTC, una vittoria)
Campionati australiani, Prova a cronometro
  • 2010 (Team HTC-Columbia, due vittorie)
Classifica generale Vuelta a Andalucía
Classifica generale Tour of California
  • 2012 (Sky Procycling, tre vittorie)
2ª tappa Bayern-Rundfahrt (Penzberg > Kempten)
4ª tappa Bayern-Rundfahrt (Feuchtwangen, cronometro)
Classifica generale Bayern-Rundfahrt
  • 2013 (Team Saxo-Tinkoff, una vittoria)
Japan Cup
  • 2014 (Tinkoff-Saxo, tre vittorie)
11ª tappa Giro d'Italia (Collecchio > Savona)
20ª tappa Giro d'Italia (Maniago > Monte Zoncolan)
16ª tappa Tour de France (Carcassonne > Bagnères-de-Luchon)

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

  • 2003 (Quick Step-Davitamon)
Classifica a punti Route du Sud
Classifica giovani Circuit de la Sarthe
  • 2004 (Quick Step-Davitamon)
Classifica giovani Parigi-Nizza
  • 2009 (Team Columbia-HTC)
1ª tappa Giro d'Italia (Lido di Venezia, cronosquadre)

Pista[modifica | modifica sorgente]

Campionati del mondo Juniores, Corsa a punti
Campionati del mondo Juniores, Inseguimento a squadre (con Graeme Brown, Scott Davis, Brett Lancaster)
Giochi del Commonwealth, Scratch
Campionati australiani, Inseguimento individuale
2ª prova Coppa del mondo, Inseguimento a squadre (Victoria)
2ª prova Coppa del mondo, Americana (Victoria)

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

2006: ritirato (13ª tappa)
2009: 6º
2014: 18º
2003: 42º
2004: 22º
2005: 41º
2006: 9º
2007: ritirato (8ª tappa)
2009: 103º
2010: 37º
2012: 23º
2013: 16º

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

2003: 128º
2004: 94º
2010: 25º
2011: 83º
2013: 40º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Verona 1999 - Cronometro Under-23: 2º
Verona 1999 - In linea Under-23: ritirato
Plouay 2000 - Cronometro Under-23: 3º
Plouay 2000 - In linea Under-23: ritirato
Lisbona 2001 - Cronometro Elite: 21º
Lisbona 2001 - In linea Elite: ritirato
Zolder 2002 - Cronometro Elite: 8º
Zolder 2002 - In linea Elite: 136º
Hamilton 2003 - Cronometro Elite: vincitore
Hamilton 2003 - In linea Elite: 79º
Verona 2004 - Cronometro Elite: vincitore
Verona 2004 - In linea Elite: 81º
Madrid 2005 - Cronometro Elite: vincitore
Madrid 2005 - In linea Elite: 83º
Salisburgo 2006 - Cronometro Elite: 8º
Salisburgo 2006 - In linea Elite: 50º
Stoccarda 2007 - In linea Elite: ritirato
Varese 2008 - Cronometro Elite: 12º
Varese 2008 - In linea Elite: ritirato
Mendrisio 2009 - In linea Elite: 107º
Melbourne 2010 - Cronometro Elite: 5º
Melbourne 2010 - In linea Elite: 96º
Copenaghen 2011 - In linea Elite: 101º

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) IOC strips Hamilton of Athens gold in http://www.olympic.org, 10 agosto 2012. URL consultato il 12 agosto 2012.
  2. ^ (EN) Gonzalez wins the Tour de Suisse in Cyclingnews.com, 19 giugno 2005. URL consultato il 21-3-2010.
  3. ^ (FR) Un coup dur pour Rogers in Velo-club.net, 11 marzo 2008. URL consultato il 21-3-2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]