Saltara

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Saltara
comune
Saltara – Stemma Saltara – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Pesaro e Urbino
Sindaco Fabio Cicoli (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°45′12.35″N 12°53′51.36″E / 43.753431°N 12.8976°E43.753431; 12.8976 (Saltara)Coordinate: 43°45′12.35″N 12°53′51.36″E / 43.753431°N 12.8976°E43.753431; 12.8976 (Saltara)
Altitudine 160 m s.l.m.
Superficie 9,97 km²
Abitanti 6 870[1] (31-12-2010)
Densità 689,07 ab./km²
Frazioni Borgaccio, Calcinelli
Comuni confinanti Cartoceto, Montemaggiore al Metauro, Serrungarina
Altre informazioni
Cod. postale 61030
Prefisso 0721
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041050
Cod. catastale H721
Targa PU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti saltaresi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Saltara
Posizione del comune di Saltara nella provincia di Pesaro e Urbino
Posizione del comune di Saltara nella provincia di Pesaro e Urbino
Sito istituzionale

Saltara (Saltéra in dialetto gallo-italico marchigiano) è un comune italiano di 6.833 abitanti[2] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Saltara è collocata su un colle a 160 m s.l.m., che domina la bassa Val Metauro. Il territorio comunale, non molto esteso, si trova a nord del fiume Metauro, chiuso tra quest'ultimo e le colline a ridosso della valle. Fa parte della Comunità montana del Metauro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Durante l'epoca romana la vallata era attraversata dalla strada consolare Flaminia, la quale coincide quasi perfettamente con l'attuale tracciato della strada statale; nei pressi della località Posta Vecchia (attigua alla frazione di Calcinelli), era probabilmente situata la mutatio ad Octavo, una stazione di cambio cavalli per i convogli postali e le staffette, come confermato dall'itinerario Hierosolymitanum e dal rinvenimento di murature d'epoca romana nel 1937 (ad oggi non più visibili).

Le origini vere e proprie di Saltara vengono invece fatte risalire al periodo medioevale: il primo documento che attesta la presenza del nome "Saltara" è infatti una bolla papale di Giovanni VIII (872-882), dove viene citata Mansum Saltariae, appartenente alla Badia di San Paterniano di Fano.

Il paese vero e proprio sarebbe poi sorto, probabilmente, a partire dall'inizio del XII secolo.

Numerosi documenti confermano che già nel 1139 il Monastero di Fonte Avellana possedeva la chiesa di San Martino di Saltara (ecclesiam Sancti Martini de Exaltaria), nonostante la tradizione popolare che identifichi la chiesa in un insediamento dell'Ordine Templare, mentre al 1176 risale un atto che definisce Saltara come castello (castrum). A partire dal 1283 Saltara divenne soggetta al comune di Fano, il quale nominò un capitano a capo del castello, considerato importante avamposto difensivo della valle del Metauro. Da allora Saltara rimase legata alla città di Fano e ne seguì di conseguenza le sorti storiche, soggetta prima al dominio dei Malatesta e poi a quello dello Stato della Chiesa, direttamente dipendente da Roma nell'ambito della cosiddetta libertas ecclesiastica. Divenne infine Comune nel 1861, con l'Unità d'Italia.

Francesco Guicciardini cita Saltara nella sua Storia d'Italia, indicandola come luogo di soggiorno dell'esercito di Lorenzo de' Medici, impegnato contro il duca d'Urbino Francesco Maria I della Rovere nel 1516 (libro 13, cap. 4):

« Così, o per imprudenza o per viltà (se già la malignità non vi ebbe parte), perdé Lorenzo quello dí, a giudicio di tutti, l'occasione della vittoria. Alloggiò la notte l'esercito suo a uno castello vicino detto Saltara; ma l'esercito di Francesco Maria, continuando con grandissima celerità il cammino insino a non piccola parte della notte, si condusse all'alloggiamento di Montebaroccio, prevenendo duemila fanti mandativi da Lorenzo per occuparlo: il quale andò, il dì seguente, ad alloggiare due miglia più alto da Saltara verso il monte, luogo volto verso Montebaroccio, ma più basso e dalla parte del mare. »
(Storia D'Italia, XIII-IV)
« Nel qual tempo mandò Francesco Maria uno trombetto a mostrare a' fanti guasconi certe lettere trovate nelle scritture de' secretari di Lorenzo, le quali, il dì che è si partì dal castello di Saltara, erano state insieme con una parte de' suoi carriaggi tolte da' cavalli degli inimici; »
(Storia D'Italia, XIII-IV)

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Esistono varie ipotesi etimologiche: una di queste ricollega l'origine del nome del paese alla tradizione romana, facendolo derivare da Saltus aeris ("bosco del bronzo") secondo una leggenda facente riferimento all'abbandono, da parte dei Cartaginesi, delle loro armature nei boschi limitrofi a seguito della disfatta subita ad opera dei Romani nella Battaglia del Metauro del 207 a.C. durante la seconda guerra punica.

Un'altra versione fa risalire il nome dal vocabolo latino Saltarius ovverosia guardiapascoli, sorvegliante o forestale. In alcuni atti ecclesiastici risulta, in effetti, che la terra di Saltara fosse stata messa sotto la custodia di un saltarius da cui il nome all'intero territorio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il castello[modifica | modifica sorgente]

Di Saltara sono ancora ben conservate le mura del castello con l'imponente scalinata d'accesso al centro storico dove si trovano gli antichi mercati coperti, una via coperta a portico adibita per ospitare il mercato dal 1489, per concessione dei signori Malatesta. Tra gli edifici del castello si possono notare il Palazzo comunale e la Torre civica che reca sulla facciata frammenti dello stemma Malatestiano con il dragone alato, emblema di Saltara.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Delle 40 chiese che un tempo esistevano in questo paese, le più interessanti oggi sono:

  • Ex Chiesa della Fonte, secondo una lapide che ricorda l'anno del restauro, 1595, fu dedicata alla "Divina Maria delle Grazie sulla Fonte", è anche conosciuta come chiesa del Santissimo Sacramento perché antica sede dell'omonima confraternita. All'interno si trovano importanti affreschi del Giovanni Antonio di Bellinzoni da Pesaro raffiguranti la Madonna della Misericordia e la Madonna in trono, risalenti al 1470 ed una tela di scuola Baroccesca del XVII secolo, rappresentante l'Ultima Cena.
  • Santuario della Madonna della Villa con un imponente gradinata e parapetto, realizzata nel 1790 per ospitare una preziosa tavola del Sebastiano Ceccarini, la Madonna del Rosario del 1760. L'interno della chiesa a pianta ottagonale custodisce ancora un pregevole organo d'epoca.
  • Chiesa parrocchiale di San Pier Celestino conserva una tela della scuola del Barocci raffigurante San Sebastiano, patrono di Saltara.
  • Convento di San Francesco in Rovereto, fu uno dei primi conventi francescani delle Marche, edificato nel 1215, oggi è utilizzato per ritiri spirituali e incontri culturali. La chiesa riedificata nel 1434 in stile tardogotico è ricoperta da preziosi affreschi: una Crocifissione della metà del XIV secolo attribuita ad Allegretto Nunzi, un altre Crocifissione datata al 1436 opera del Giovanni Antonio Bellinzoni.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Villa del Balì – Museo interattivo della scienza e planetario. Costruita adiacente ad una cappella dedicata a San Martino, esistente prima dell'anno mille, fu proprietà del vescovo di Fano già dal 1165 che la dotò di quattro torrette per l'osservazione della volta celeste, la villa assunse l'attuale aspetto solo XVIII secolo a seguito di numerose ristrutturazioni e rimaneggiamenti. Presenta una facciata lineare scandita da finestre profilate in pietra e una scalinata d'accesso al piano nobile a doppia rampa e ospita oggi uno dei più prestigiosi planetari nazionali, un'esposizione con più di trenta postazioni fisse interattive che permettono al visitatore di sperimentare diversi fenomeni naturali, un centro congressi e diversi altri servizi.

Persone legate a Saltara[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Torneo di scacchi San Sebastiano Alfiere – 20 gennaio;
  • Cena di San Sebastiano, Patrono di Saltara – 20 gennaio;
  • Processione del Cristo morto: processione storico-religiosa tramandata dal medioevo e ripristinata nel 1847 – Venerdì Santo;
  • Saltarua - Musica in strada – luglio;
  • Festa dell'Estate – luglio;
  • Saltariadi: Festa dei quartieri di Saltara – luglio/agosto;
  • Mercatino natalizio – dicembre.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Saltara ebbe grande importanza per i suoi mercati e le sue fiere sin dal tardo Medioevo, da quando nel 1449 il loro signore, Novello Malatesta, concesse al castello di avere il suo mercato settimanale. Le fiere-mercato attiravano genti non solo dall'intera valle del Metauro ma anche dalle regioni limitrofe facendo la fortuna economica del paese, queste manifestazioni si protrassero fino al 19551960, periodo in cui le antiche attività agricole su cui faceva perno l'economia di Saltara e di tutta la zona furono soppiantate dalle industrie sorte nella frazione di Calcinelli e nel quartiere di Postavecchia.

Prima dell'industrializzazione della zona, a Saltara si erano sviluppate due importanti attività come la produzione di corde di canapa, attiva fino al dopo guerra ed i cappelli, quest'ultima attività ebbe notevole sviluppo dalla fine del XIX secolo fino agli anni 1930. I capelli di Saltara raggiungevano non solo i mercati locali ma anche quelli più remoti di Marche e Romagna, oggi resta solo un piccolo negozio e una via dei cappellai a ricordo di questa importante attività economica del paese.

Il comune di Saltara come altri comuni della Valle del Metauro dagli anni 1960 ha conosciuto un notevole sviluppo industriale, economico ed edilizio tuttora in atto. La frazione di Calcinelli posta in pianura, lungo la via Flaminia, ha beneficiato di questa espansione trasformandosi in pochi decenni da piccolo borgo rurale ad importante centro di produzioni industriali. Negli ultimi anni l'intensa attività edilizia ha quasi portato alla fusione tra le frazioni ed il capoluogo del comune, realizzando in tal modo l'unione tra le aree del comune che da secoli sono sempre state culturalmente e socialmente divise, ognuna barricata sulla propria presunta superiorità basata su motivi storici o economici.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport più antico praticato a Saltara è il gioco del pallone col bracciale, molto in voga fino agli anni 1930 ma che dal dopoguerra venne totalmente dimenticato. Vantano una lunga tradizione il ciclismo, il calcio, la pesca, la caccia, la pallavolo e il gioco delle bocce.Infine nasce anche il gruppo podistico che a un anno dalla sua venuta alla luce (2010) vanta già 22 tesserati ed ha già partecipato a diverse maratone tra cui Roma, Firenze e due edizioni della Collemarathon. Ora pronto anche all'organizzazione di una competizione all'interno del comune prevista per il 30 ottobre 2011. Riguardo all'attività ciclistica, la Polisportiva Omicioli venne fondata nel 1923, mentre la prima gara risale al 1926. Da allora sono state organizzati a Saltara numerosi campionati nazionali di diverse categorie e gare d'importanza nazionale ed internazionale fino a giungere alla Settimana tricolore (2003), alla 5ª tappa della Tirreno-Adriatico (2005) e alla 5ª tappa Cesena-Saltara dell'89° Giro d'Italia (2006).

La squadra di calcio locale è la Nuova Real Metauro che gioca nel girone A di Promozione e rappresenta anche il comune di Cartoceto visto che la Nuova Real Metauro è frutto di un'unione tra Lucrezia calcio di Cartoceto e Calcinelli calcio di Saltara.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 31-8-2010.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]