Ducato di Urbino

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Ducato di Urbino
Ducato di Urbino - Stemma
Dati amministrativi
Lingue parlate
Capitale
Dipendente da Stato Pontificio
Politica
Forma di governo ducato
Nascita 1443 con Oddantonio II da Montefeltro
Causa Oddantonio II da Montefeltro è nominato duca da papa Eugenio IV
Fine 1631
Causa Devoluzione allo Stato della Chiesa con la legazione del Ducato di Urbino istituita da papa Urbano VIII.
Territorio e popolazione
Religione e società
Religione di Stato Cattolica
Ducato di Urbino - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Contea di Urbino
Succeduto da bandiera Stato Pontificio

Il Ducato di Urbino (1443-1631) fu un'antica entità statuale dell'Italia centrale, di origine feudale e legata da vincoli di vassallaggio allo Stato Pontificio. Occupava la parte settentrionale dell'odierna regione Marche, parte della Romagna e parte dell'alta Umbria, coincidente con il territorio odierno del comune di Gubbio e di Scheggia e Pascelupo.

Istituzione[modifica | modifica sorgente]

La nascita del Ducato risale al 1443, in virtù della nomina di Oddantonio II da Montefeltro a duca di Urbino da parte di papa Eugenio IV. Lo Stato ebbe per lungo tempo come capitale la città omonima, divenuta ben presto uno dei centri focali del Rinascimento italiano. Nel 1506 vi venne fondata un'università.

Confini[modifica | modifica sorgente]

All'epoca della propria costituzione, il Ducato di Urbino confinava nella sua parte nordorientale col mar Adriatico, ad occidente con la Repubblica di Firenze e con alcuni comuni delle aree toscana e umbra, tra cui Perugia e Assisi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I Da Montefeltro[modifica | modifica sorgente]

La nomina papale trasformò la Contea di Urbino, costituita nel 1213, in ducato, governato dalla famiglia Montefeltro.

Fu papa Eugenio IV infatti, nel 1443, a nominare Oddantonio II da Montefeltro primo duca di Urbino. Egli regnò però per meno di un anno, dal 1443 al 1444, prima di essere assassinato. Prese dunque il potere il fratellastro maggiore Federico, uno dei più grandi principi nello scacchiere italiano dell'epoca, celebre tanto come condottiero in battaglia quanto come colto mecenate delle arti. Alternò importanti campagne militari ad una folgorante carriera di statista, occupandosi anche dell'erezione del Palazzo Ducale e proteggendo presso la sua corte artisti famosissimi, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca, da Paolo Uccello a Pedro Berruguete, da Luca della Robbia a Giusto di Gand, oltre al nutrito gruppo di architetti e scultori che abbellì il suo palazzo[1].

Confermato duca nel 1474, promosse la costruzione di numerose rocche progettate da Francesco di Giorgio e raccolse una delle biblioteche più importanti del Rinascimento. Sposò nel 1459 Battista Sforza e resse con solida autorità il proprio regno fino alla morte nel 1482[1]. Durante la signoria di Federico da Montefeltro lo stato raggiunse la sua massima espansione territoriale e una notevole prosperità economica. Tanta era l'importanza del Ducato che Urbino attirava o ospitava a quei tempi, tra gli altri, Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Luca Signorelli, Perugino, Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio, Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini, nonché un giovane Bramante, nato e cresciuto a Monte Asdrualdo (oggi Fermignano), presso Urbino. Dal 1480 circa la città di Gubbio divenne la seconda residenza della famiglia ducale.

Dopo un periodo di reggenza da parte di Ottaviano degli Ubaldini, salì al potere suo figlio Guidobaldo I da Montefeltro, giovane promettente ma malato fin dalla gioventù, che per tale ragione non riuscì ad eguagliare la carriera militare del padre, pur prendendo parte ad alcune battaglie come condottiero. Sposò Elisabetta Gonzaga e protesse artisti quali Raffaello, il Bramantino e Luca Signorelli. Celebre monumento letterario alla corte sua e di sua moglie è il Cortegiano di Baldassarre Castiglione. Il suo regno venne turbato dalle lotte contro lo Stato della Chiesa, in particolare le conquiste, mai di lunga durata, subite dai nipoti dei pontefici, quali il Duca Valentino e Lorenzo de' Medici[1].

I Della Rovere[modifica | modifica sorgente]

Finestra nel cortile di Palazzo Ducale a Pesaro con le iniziali di Guidobaldo II Della Rovere.

Guidobaldo morì senza figli, non prima di aver però adottato il primogenito di sua sorella Giovanna, Francesco Maria I Della Rovere, che divenne il quarto duca di Urbino[1]. Francesco Maria riuscì a riprendere Urbino al papa Medici e fu capace anche di ampliare lo stato con Senigallia e, soprattutto, Pesaro, che venne scelta come nuova capitale del ducato nel 1523. La città di Urbino ne risentì, sia sotto il profilo economico che demografico, ma lo stato continuò a godere di una relativa prosperità fino agli inizi del XVII secolo. Con la moglie Eleonora Gonzaga si dedicò alla costruzione di nuove sontuose dimore, tra cui il Palazzo Ducale e la Villa Imperiale di Pesaro, e fu protettore di artisti quali Tiziano, Girolamo Genga, Raffaellino del Colle e Dosso Dossi[1].

Nel 1538 gli succedette il figlio Guidobaldo II Della Rovere, quinto duca, che si sposò due volte, con Giulia Varano e con Vittoria Farnese. A differenza del padre, amò risiedere nel palazzo di Urbino, dove promosse la sistemazione del secondo piano. Suoi ministri furono lo Stati e il Bonarelli. Tra gli artisti che protesse ci furono Tiziano, Battista Franco e Bartolomeo Genga[1].

Alla sua morte nel 1574 gli succedette il sesto e ultimo duca, suo figlio Francesco Maria II Della Rovere, personalità cupa e torva, alla spagnolesca, affascinante nei suoi rapporti quasi da "amico" con Torquato Tasso e Federico Barocci. Preoccupato dal problema dell'erede, ebbe finalmente Federico Ubaldo nel 1606. Il giovane si sposò con Claudia de' Medici e fece in tempo ad avere una figlia, Vittoria, prima di morire in circostanze misteriore nel 1623, prima di diventare duca[1].

Il vecchio Francesco Maria II si piegò così al destino e si adoperò, negli ultimi anni, a favorire la devoluzione del suo stato ("terre e castelli") alla Curia Romana, firmando un atto fin dal 1625. Alla sua morte, nel 1631, papa Urbano VIII decretò la devoluzione del Ducato allo Stato Pontificio, facendo valere sia i diritti feudali che la Santa Sede vantava sul Ducato sia le volontà dell'ultimo duca.

Tutte le cose mobili della casata rimasero però di proprietà personale di Vittoria che, sposandosi col Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici, portò con sé a Firenze le straordinarie raccolte di dipinti, gioielli e oggetti vari[1].

Subito dopo l'incorporazione del Ducato fu costituita la Legazione di Urbino che, nel Settecento, diede nome all'omonima provincia pontificia.

Linea dinastica dei Duchi di Urbino[modifica | modifica sorgente]

Da Montefeltro[modifica | modifica sorgente]

Immagine Nome Casata Note Inizio del Regno Termine del Regno
Oddantonio II da Montefeltro 1443 1444
Federico da Montefeltro.jpg Federico III da Montefeltro Noto come Federico da Montefeltro 1444 1482
Guidobaldo montefeltro.jpg Guidobaldo I da Montefeltro 1482 1502
Cesareborgia.jpg Cesare Borgia 1502 1504
Guidobaldo montefeltro.jpg Guidobaldo I da Montefeltro Ritorno al potere dopo il biennio di Cesare Borgia. 1504 1508

Della Rovere[modifica | modifica sorgente]

Immagine Nome Casata Note Inizio del Regno Termine del Regno
Tiziano-Francesco Maria della Rovere.jpg Francesco Maria I della Rovere Figlio di Giovanna da Montefeltro. Parte del 1517 1508 1516
Duke-Lorenzo.jpg Lorenzo II de' Medici 1516 1519
Tiziano-Francesco Maria della Rovere.jpg Francesco Maria I della Rovere 1519 1538
Angelo Bronzino 053.jpg Guidobaldo II della Rovere 1539 1574
Francesco II della Rovere.jpg Francesco Maria II della Rovere 1574 1621
Federico Ubaldo della Rovere Figlio di Francesco Maria II della Rovere 1621 1623
Francesco II della Rovere.jpg Francesco Maria II della Rovere Nuovamente al potere dopo la morte del figlio fino alla morte. Il Ducato, già sotto il controllo dello Stato Pontificio dal 1625, ne viene assorbito entro i confini alla morte dell'ultimo Della Rovere. 1623 1631[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Dal Poggetto, cit., pag. 7.
  2. ^ Le collezioni artistiche dei Della Rovere andarono all'ultima discendente Vittoria Della Rovere, sposa di Ferdinando II de' Medici, e da questa trasferite in larga parte a Firenze

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Memorie Istoriche Concernenti la Devoluzione dello Stato d'Urbino alla Sede Apostolica dedicate all'Illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Domenico Riviera. Urbino, 1723; pp. 380.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]