Ferdinando II de' Medici
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| Ferdinando II de' Medici | ||
|---|---|---|
| Duca di Firenze e Granduca di Toscana | ||
| Ferdinando II de' Medici | ||
| Regno | 1621 - 1670 | |
| Nome completo | Ferdinando II de' Medici | |
| Nascita | 14 luglio 1610 | |
| Firenze | ||
| Morte | 23 maggio 1670 | |
| Firenze | ||
| Predecessore | Cosimo II de' Medici | |
| Successore | Cosimo III de' Medici | |
| Consorte | Vittoria della Rovere | |
| Casa reale | Real Casa de' Medici | |
| Padre | Cosimo II de' Medici | |
| Madre | Maria Maddalena d'Austria | |
Ferdinando II de' Medici (Firenze, 14 luglio 1610 – Firenze, 23 maggio 1670) fu Granduca di Toscana dal 1621 al 1670.
Indice |
[modifica] Giovinezza
Ferdinando II de' Medici era figlio del granduca Cosimo II e di Maria Maddalena d'Austria. Suo padre morì quando Ferdinando aveva solamente 11 anni. Fino alla maggiore età del piccolo Granduca, la Toscana fu affidata alla reggenza della madre e della nonna paterna, Cristina di Lorena, coadiuvate da un consiglio di reggenza. Il governo delle due reggenti fu pessimo: furono effettuate enormi spese per la mania di lusso delle due donne, si aprirono le porte del governo e della corte ad un gran numero di ecclesiastici incapaci, si lasciò andare la già decadente economia, si aumentarono tasse e balzelli. In politica estera, Maria Maddalena e Cristina organizzarono il fidanzamento tra Ferdinando, allora tredicenne, e la cugina Vittoria Della Rovere, di appena due anni, ultima erede del Ducato di Urbino, ma non seppero opporsi all'occupazione del piccolo stato marchigiano da parte del papa Urbano VIII alla morte dell'ultimo duca.
[modifica] Gli anni di regno
Nel 1628 Ferdinando II divenne granduca a tutti gli effetti e subito si fece amare dai sudditi per il carattere mite e semplice; nel 1630 andò personalmente a portare soccorsi mentre imperversava la peste; amava vivere con semplicità, dimorando spesso con le proprie guardie e giocando a bocce, il suo passatempo preferito, con i cittadini e non nascondeva i propri gusti bisessuali. Una volta al governo volle condividere il potere con i fratelli, Giovan Carlo, Mattias e Leopoldo, con i quali stabilì un'ottima collaborazione e che gli furono sempre vicini. In politica estera Ferdinando II si mosse sempre con estrema cautela, cercando di bilanciarsi tra Francia e Spagna: nel 1635 cercò vanamente di creare una lega di stati italiani che potesse opporsi alle due potenze; nel 1643 entrò nella seconda guerra di Castro per impedire un rafforzamento dello Stato Pontificio ai confini meridionali del Granducato. Sotto il suo regno, il territorio del Granducato fu lievemente allargato, attraverso le compere della contea di Santa Fiora (1633) da un discendente degli Sforza, e di Pontremoli (1649) pagata 50.000 fiorini d'oro alla Spagna.
[modifica] Il matrimonio
Ferdinando II sposò Vittoria Della Rovere: fu un matrimonio sostanzialmente infelice a causa delle differenze di carattere e di interessi dei due. Ferdinando era un uomo allegro, interessato alla scienza e non disdegnava di prendersi diversivi extraconiugali con donne e con uomini; Vittoria era una donna di costumi austeri e bigotta. I primi screzi si ebbero alla nascita dell'erede Cosimo nel 1642, a cui il padre voleva dare un'educazione laica e scientifica mentre la madre voleva, ed ottenne, che fosse educato da religiosi. Il secondo figlio della coppia, Francesco Maria, nacque nel 1660: la distanza tra le due nascite venne spiegata con una vera e propria separazione in casa, dovuta alla scoperta, da parte di Vittoria, dei gusti bisessuali del marito, colto in flagrante in atteggiamenti intimi con un paggio di corte, tale Bruto della Molara. La sovrana reagì allo spettacolo interrompendo i rapporti col marito, dedicandosi a pratiche religiose e conducendo una vita austera.
[modifica] La politica
In politica interna Ferdinando cercò di risollevare l'economia toscana, sforzo rivelatosi vano nonostante i forti interventi per riorganizzare l'agricoltura. Il Granduca coltivò anche numerosi interessi scientifici e fu munifico mecenate di ricercatori come Galileo Galilei (almeno fino al processo), Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, non disdegnandosi di dedicarsi personalmente a studi sull'incubazione artificiale delle galline ed a miglioramenti del termometro. Nel 1642 fondò la Sperimentale Accademia Medicea e fu protettore dell'Accademia del Cimento, ideata dal fratello Leopoldo nel 1657, la prima società scientifica europea di carattere sperimentale. Nel 1654 inaugura il primo servizio meteorologico del mondo con l’ausilio del gesuita Luigi Antinori. L'amore per la scienza non gli fu sufficiente per evitare al suo suddito Galilei il processo dell'Inquisizione nel 1633, ma va detto che Ferdinando fece poi il possibile per assicurare un il massimo benessere al fisico durante il confino ad Arcetri.
[modifica] Bibliografia
- Harold Acton, Gli ultimi Medici, ISBN 8806598708
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