Congregazione dei confini

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Congregazione dei confini
Congregatio de confinibus Status Ecclesiastici
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Eretto 1º ottobre 1627 da papa Urbano VIII
Soppresso 1847 da papa Pio IX
Santa Sede · Chiesa cattolica
I Dicasteri della Curia Romana
Confine San Giovanni Incarico-Falvaterra: cippo n. 135 della frontiera Stato Pontificio-Regno delle Due Sicilie posizionato nel 1847 in base al trattato firmato a Roma il 26 settembre 1840 (a sinistra il lato borbonico col giglio ed il numero d'ordine; a destra il lato pontificio con le chiavi decussate e l'anno di apposizione)

La Congregazione dei confini (1627-1847), ufficialmente in latino Congregatio de confinibus Status Ecclesiastici, era un organismo della Curia romana, oggi soppresso.

Istituzione[modifica | modifica sorgente]

Papa Urbano VIII (1623-1644) creò questo dicastero con la costituzione Debitum pastoralis officii il 1º ottobre 1627.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Allo scopo di tutelare l'integrità dello Stato Ecclesiastico, tale istituto intendeva evitare cessioni illegali, sia risolvendo controversie interne e con gli Stati esteri limitrofi, sia cercando nel contempo di recuperare territori irregolarmente e precedentemente perduti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Costituita inizialmente da prelati e presieduta da un cardinale, il prefetto dei confini, nel tempo perse valore, si riunì sempre meno, salvo che nei momenti critici per gli equilibri delle potenze europee, e delegò i suoi compiti, in parte alla Sacra Consulta, in parte alla Congregazione del Buon Governo, lasciando comunque la figura del segretario dei confini.

Urbano VIII designò il card. Bernardino Spada prefetto dei confini e tra i prelati della congregazione, mons. Francesco Vitelli e Gaspare Mattei che in seguito divenne cardinale: il primo risultato concreto del lavoro di questo istituto fu l'annessione allo Stato Ecclesiastico nel 1631 del Ducato di Urbino, estintasi la discendenza diretta nella famiglia al governo, i Della Rovere.

L'ultimo rappresentante di questa congregazione fu mons. Pier Filippo Boatti, nominato da Gregorio XVI (1831-1846) dapprima segretario dei confini (1831), incarico che conservò per tutto il suo pontificato, successivamente nel 1838 suo plenipotenziario, insieme al cardinale Tommaso Bernetti: questi ultimi definirono, con la controparte napoletana rappresentata dal marchese Francesco Saverio Del Carretto ed il conte Giuseppe Costantino Ludolf, la spinosa questione della frontiera tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, siglando a Roma (26 settembre 1840) il Trattato di Confinazione tra i due Stati limitrofi.

Dissoluzione[modifica | modifica sorgente]

La Congregazione dei confini fu abolita nel 1847 con le prime riforme di papa Pio IX (1846-1878).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]