Eberardo Pavesi
| Eberardo Pavesi | ||
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| Eberardo Pavesi nel 1904 | ||
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1904 | Pirovano | |
| 1905 | Rudge Whitworth | |
| 1906-1907 | OTAV | |
| 1908 | ||
| 1908-1910 | ||
| 1910 | Medusa | |
| 1911-1912 | ||
| 1912 | ||
| 1913 | J.B. Louvet-Continetal |
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| 1914 | Dei-Pirelli |
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| 1918-1919 | Dei | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1921-1966 | ||
Eberardo Pavesi (Colturano, 2 novembre 1883 – Milano, 11 novembre 1974) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Professionista dal 1904 al 1919, vinse quattro tappe al Giro d'Italia e la classifica finale del Giro d'Italia 1912, corso a squadre; fu poi per diversi decenni direttore sportivo alla Legnano.
Indice |
Carriera[modifica]
Pavesi corse nell'epoca pionieristica di questo sport, a cavallo del 1900. Il suo successo più importante è stata la vittoria nel Giro d'Italia del 1912, nella squadra dell'Atala (fu l'unico Giro che si corse con classifica a squadre). Successivamente è stato un apprezzato direttore sportivo; tra i corridori da lui diretti vi fu Gino Bartali.
Negli anni Cinquanta Pavesi affidò la sua biografia al celebre giornalista Gianni Brera (nel libro L'avocatt in bicicletta - 1954, ripubblicato con il titolo Addio, bicicletta nel 1964). Dalla narrazione emerge con vivezza il mondo del ciclismo degli inizi del Novecento, a cominciare dalle prime gare professionistiche che si svolgevano a Milano sulla strada che correva intorno alla piazza d'armi (l'area dell'attuale Parco Sempione): il gestore di un chiosco di gelati organizzava le gare per richiamare clienti. Il primo classificato riceveva un premio di cinque lire, il secondo di tre, il terzo di una.
È su questo circuito che il giovane Pavesi conobbe molti di quelli che divennero poi i più grandi corridori di quel tempo e animarono le prime edizioni del Giro d'Italia (iniziato nel 1909) e di classiche come il Giro di Lombardia (1905) e la Milano-Sanremo (1907). In particolare strinse amicizia con Luigi Ganna e Carlo Galetti: insieme vennero chiamati "i tre moschettieri". La squadra dell'Atala al Giro del 1912 era composta appunto da Pavesi, Ganna, Galetti e Giovanni Micheletto. Pavesi era meno forte degli altri due, ma più intelligente e furbo, il che gli valse il soprannome di avocatt (avvocato, in milanese) in bicicletta.
Pavesi fu anche il primo corridore italiano a portare a termine il Tour de France: nell'autobiografia egli racconta le difficoltà di quella corsa massacrante per un corridore isolato (cioè senza il supporto di una squadra), che doveva ripararsi da solo la bicicletta, portare con sé il cibo per la giornata (alla partenza di ogni tappa l'organizzazione della corsa distribuiva grandi ciambelle di pane che si infilavano sul braccio) e persino evitare le insidie dei tifosi francesi, che tentavano di far sbagliare strada ai corridori stranieri.
Un altro episodio celebre raccontato da Pavesi si svolse durante un Giro della Sicilia: appiedato da un guasto e rimasto solo, Pavesi fu aiutato da un contadino incontrato sulla strada, col quale si intese a fatica perché entrambi masticavano poco l'italiano, che lo rifocillò, gli riparò la bicicletta e lo guidò, precedendolo a cavallo, per stradine e scorciatoie fino al traguardo, consentendogli di arrivare entro il tempo massimo per non essere squalificato.
Palmarès[modifica]
- Giro del Lago di Como
- Pavia-Bologna
- Circuito Bresciano
- Classifica generale Roma-Napoli-Roma
- Circuito Bresciano
- Milano-Bergamo-Como
- 5ª tappa Giro d'Italia (Napoli > Roma)
- 9ª tappa Giro d'Italia (Mondovì > Torino)
- 1ª tappa Ai mari, ai laghi, ai monti
- 2ª tappa Giro d'Italia (Genova > Siena)
- 9ª tappa Giro d'Italia (Rovigo > Milano)
Altri successi[modifica]
- Classifica generale Giro d'Italia (a squadre)
Piazzamenti[modifica]
Grandi giri[modifica]
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Classiche[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
- Profilo su Sitodelciclismo.net
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.eu
- Profilo su Museodelciclismo.it
- Profilo su Ibrocco.com