Paglieta

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Paglieta
comune
Paglieta – Stemma
Paglieta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Nicola Scaricaciottoli (lista civica Insieme per Paglieta) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 42°10′00″N 14°30′00″E / 42.166667°N 14.5°E42.166667; 14.5 (Paglieta)Coordinate: 42°10′00″N 14°30′00″E / 42.166667°N 14.5°E42.166667; 14.5 (Paglieta)
Altitudine 235 m s.l.m.
Superficie 33,78 km²
Abitanti 4 531[1] (31-12-2010)
Densità 134,13 ab./km²
Frazioni Collemici, Molina, Piana del Mulino,Pedicagne di Colle Martino, Colle Martino, Piano la Barca, Prato, Ranco, Sant'Egidio, Torre.
Comuni confinanti Atessa, Casalbordino, Fossacesia, Lanciano, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, Torino di Sangro, Villalfonsina
Altre informazioni
Cod. postale 66020
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069059
Cod. catastale G237
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti paglietani
Patrono san Giusto
Giorno festivo 14 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paglieta
Posizione del comune di Paglieta all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Paglieta all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Paglieta è un comune italiano di 4.541 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese sono molto antiche: fu dapprima avamposto Frentano, poi colonia romana. Da alcune fonti risulta già abitato in epoca romana. La 1ª menzione tuttavia viene documentata sul finire del XII secolo quando viene citata come Palletum e Castrum Palletae, termini che provengono da palea (tipo di foraggio e/o legumi) o da pagliara (casa in argilla, come le case del 1º nucleo del paese, di cui gli abitanti vennero dispersi dalle scorrerie dei Saraceni). Del secolo seguente risultano essere le mura, di cui rimangono alcuni torrioni, l'arco ogivale della porta d'accesso e la torre campanaria, indi, dal 1312 al 1533 il paese appartenne a Lanciano, come dono di Carlo V a Rodorico Arripalda. Successivamente dal 1577 all'estinzione dei feudi fu della famiglia Mormile-Pignatelli. Il paese partecipò ai moti dell'Unità d'Italia con Giuseppe Tretta che fu maggiore garibaldino. Subì l'occupazione delle truppe tedesche prima e di quelle inglesi successivamente, ma senza subire danni nonostante fosse posizionata lungo il tracciato della Linea Gustav (seconda guerra mondiale).[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Canziano
  • la chiesa di San Canziano, del XII secolo, rimaneggiata nel XIX secolo[2].
  • la chiesa di San Rocco, del XVI secolo, con rimaneggiamenti del XIX secolo[2].
    • Durante la seconda guerra mondiale fu adibita a stalla ed arsenale di guerra. La chiesa venne costruita nel XVI secolo. Dei lavori vennero fatti nell'Ottocento. Nel 1975 venne restaurato il solaio e fennero rinforzate le fondamenta con cemento armato.[3]
    • La facciata è completamente intonacata e suddivisa in tre parti mediante quattro lesene collegate da una modanatura e terminanti in un timpano[3].
    • Alla destra della facciata è un piccolo campanile a base quadrata[3].
    • L'interno ha un'unica navata con volta a crociera presso il presbiterio[3].
  • la chiesa di Santa Maria Assunta in cielo, del XVI secolo[2].
    • È sita in Via Capocroce. Un'iscrizione andata smarrita attestava che la chiesa fu costruita tra il 1807 ed il 1841 ov'era un'antica cappella. Nel 1956 due sagrestie vennero abbattute e dei lavori di restauro del pavimento e degli altari[4].
    • La facciata è in mattoni scoperti dalla copertura preesistente. Il portale è sormontato da un timpano curvilineo in laterizio. Le tre navate sono suddivise da pilastri cue a loro volta sono uniti da archi a tutto sesto. La navata centrale presenta volta a botte mentre le laterali sono coperte da volte a vela[4].
  • la particolare chiesa di San Vincenzo Ferrer e Sant'Egidio Abate, ultimata ed inaugurata nell'anno 2004, fiore all'occhiello dell'allora parroco Don Loreto Grossi e della generosità dei cittadini delle contrade circostanti[2].

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello (che fu possesso dell'Abbazia di San Giovanni in Venere)[2].
  • Torre della Porta. È una torre campanaria e dell'orologio sita a Piazza Roma[5].
  • Torrione medievale di forma circolare[6].
    • È sita in via delle Torri. Faceva parte anticamente parte della cinta muraria, attualmente è adibita ad abitazione[6].
    • Risale al XIV secolo quando fu costruita la cerchia muraria. Nel Settecento quando fu sopraelevata e quando fu inglobata alle altre abitazioni che man mano presero il posto delle vecchie mura. Attualmente il palazzo è molto degradato e fatiscente.
    • La parte bassa è in mattoni, la parte alta, invece, è intonacata ed ha delle finestre e lesene[6].
  • Palazzetto con impianto a blocco a tre piani[7].
    • Questo palazzo si trova in Corso Vittorio Emanuele. Trattasi di un piccolo palazzo i cui locali sono adibiti ad abitazioni private[7].
    • La costruzione viene fatta risalire al XIX secolo ma verosimilmente è stato rimaneggiato per le esigenze dei vari inquilini che si sono succeduti[7].
    • Il palazzo è in muratura. i 3 piani sono scanditi da cornici marcapiano
    • Il piano terra è a stile bugnato[7].
    • L'ingresso è sormontato da un arco a tutto sesto con due lesene che sorreggono il balcone del piano nobile[7].
    • Due finestre al piano terra sono in mattoni rossi e gialli con cornice[7].
    • I piani superiori hanno una finestra grande centrale con le due laterali più piccole[7].
  • Palazzo Mariani con impianto a blocco rettangolare a tre piani[8].
    • Il palazzo si trova tra via San Canziano e Piazza Martiri Lancianesi.
    • Alcuni vani dell'edificio sono disabitati coime dimostrano alcune finestre all'ultimo piano senza infissi e murate[8].
    • La costruzione viene fatta risalire tra l'Ottocento ed il Novecento[8].
    • Il piano terra è in stile bugnato come le cinque paraste[8].
    • Il portale è sormontato da un arco a tutto sesto. Le finestre sono in asse con le soprastanti.
    • Particolare è una struttura a C ne retro che racciude una rampa di scale cilindrica e finestre sormontate da un arco a tutto sesto e parzialmente murate[8].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zona industriale Val di Sangro, questa zona industriale si trova, sulla carta, per il 40 % della sua estensione nel territorio comunale di Paglieta per scelte politiche e di sviluppo economico attuate dal governo nazionale e regionale negli anni settanta e ottanta del secolo scorso.[2]
  • Pesca (sul Sangro)
  • Gastronomia[9]
  • Pendolarismo con Lanciano e con il capoluogo
  • Turismo
  • Allevamento (la zona fu passaggio di tratturi come attestano segni di passaggio di tratturi in località Cansano-Colle Limite[2]) e agricoltura

Feste e principali eventi[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Cittadini illustri[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giuseppe Antonio Lalli lista civica Sindaco
2009 in carica Nicola Scaricaciottoli lista civica "Insieme per Paglieta" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Paglieta Calcio che milita nel girone B abruzzese di 1° Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b c d e f g h Giuliano Mirco Marinucci, Paglieta - Storia, Weebly. URL consultato il 31-03-09.
  3. ^ a b c d Sangroaventino, Chiesa di San Rocco, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  4. ^ a b Sangroaventino, Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  5. ^ Sangroaventino, Torre della Porta, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  6. ^ a b c Sangroaventino, Torrione medievale, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  7. ^ a b c d e f g Sangroaventino, Palazzetto, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  8. ^ a b c d e Sangroaventino, Palazzo Mariani, 2004. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  9. ^ Giuliano Mirco Marinucci, Paglieta, Weebly. URL consultato il 31-03-09.
  10. ^ a b c d Giuliano Mirco Marinucci, Paglieta - Date e avvenimenti, Weebly. URL consultato il 31-03-09.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Nelli, Notizie storiche di Paglieta, con introduzione di Nando Cianci, Nuovo Mondo, Paglieta, 1990
  • A. Polsoni, Vita paesana, Figure e spunti in vernacolo abruzzese, 1951.
  • A. Vocino, Paglieta tra cronaca e storia, Lanciano, 1984.
  • A. Di Lallo, Paglieta e le sue famiglie dal 1700 ad oggi - editrice La perseveranza - Bologna 1991
  • M. Paris, Joseph Pace Filtranisme, Equitazione&Ambiente Arte, Roma, Italia, 2008
  • G. De Ritis, Storia della Democrazia Cristiana di Paglieta - Atti - 2005.
  • G. De Ritis, Stampe e realtà politica a Paglieta negli anni sessanta-novanta, 2012.
  • G. De Ritis, Una vita per la politica, una sola politica per tutta la vita, 2013.

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