Fabrizio Guidi

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Fabrizio Guidi
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 2007 - ciclista
Carriera
Squadre di club
1995 Navigare Navigare
1996-1997 Scrigno Scrigno
1998-1999 Team Polti Team Polti
2000 Française des Jeux Française des Jeux
2001 Mercury
2002-2003 Team Coast Team Coast
2003 Team Bianchi Team Bianchi
2004-2005 Team CSC Team CSC
2005-2006 Phonak Phonak
2007 Barloworld Barloworld
Nazionale
1996-1997 Italia Italia
Carriera da allenatore
2008 Nippo Nippo
2011-2013 Saxo Bank Saxo Bank
2014- Tinkoff Tinkoff
 

Fabrizio Guidi (Pontedera, 13 aprile 1972) è un ex ciclista su strada e dirigente sportivo italiano. Velocista, gareggiò nel professionismo dal 1995 al 2007[1]. In carriera ottenne 46 successi: al Giro d'Italia vinse due tappe, aggiudicandosi anche una classifica punti e per tre volte la classifica intergiro[1]. Dal 2011 è direttore sportivo alla Saxo/Tinkoff.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Passò al professionismo nel 1995 con la Navigare-Blue Storm di Bruno e Roberto Reverberi, ottenendo due vittorie. Nella stagione seguente conseguì quindi ben sedici successi, aggiudicandosi tra le altre il Gran Premio Costa degli Etruschi, il Giro di Danimarca e la Tre Valli Varesine, oltre che, al suo primo Giro d'Italia, la maglia verde della classifica a punti e quella blu della classifica intergiro[1]. A fine stagione venne anche convocato in Nazionale per i campionati del mondo di Lugano, e insignito del premio Giglio d'Oro come miglior pro italiano dell'anno.

Nel 1997 vinse cinque corse, e vestì per un giorno la maglia gialla di leader della generale alla Vuelta a España; al termine dell'anno, dopo aver partecipato nuovamente ai campionati del mondo, si trasferì al Team Polti. Nel 1998 fu quindi ancora protagonista alla Vuelta a España, con tre tappe vinte, due giorni in maglia gialla e il successo nella classifica a punti[1].

Nel 1999 al Giro d'Italia fece sue la tappa conclusiva di Milano e ancora la maglia blu della classifica intergiro; simili risultati li conseguì anche nel 2000, dopo il passaggio al team Française des Jeux, quando si aggiudicò la frazione di Meda al Giro d'Italia e, per la terza volta, la classifica intergiro. Nella stagione successiva passò alla Mercury-Viatel di Greg LeMond: con la nuova maglia vinse una tappa alla Parigi-Nizza e una al Tour de Romandie, prima che la squadra fallisse[1].

Dal 2002 al 2003 gareggiò con il Team Coast/Bianchi, mentre dal 2004 al febbraio 2005 vestì la divisa del Team CSC. Passò poi alla Phonak. Nell'agosto del 2005 fu al centro di un caso di sospetto doping: in un campione ematico prelevatogli al termine della HEW Cyclassics, il 31 luglio, vennero rilevate tracce di EPO. Guidi venne così sospeso dalla sua squadra con effetto immediato, secondo il regolamento UCI ProTour[2]. Le successive controanalisi su un secondo campione, però, lo scagionarono, permettendogli di tornare alle corse[3]. Nel 2006, sempre con la Phonak, ottenne cinque successi, tra cui quello in una tappa al Tour de Pologne; concluse la carriera nel 2007 dopo una stagione alla Barloworld.

Dopo il ritiro ha svolto l'attività di direttore sportivo in ambito professionistico, prima presso la Nippo-Endeka (nel 2008) e poi, dal 2011, con la squadra diretta da Bjarne Riis, la Tinkoff-Saxo (ex Saxo Bank).

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Nastro d'Oro
Gran Premio Coop Levane
Gran Premio Industria del Cuoio e delle Pelli
Coppa Lanciotto Ballerini
8ª tappa Volta a Portugal (Maia)
Classifica generale Tour du Vaucluse
Giro delle Valli Aretine
1ª tappa Tour du Vaucluse
3ª tappa Tour du Vaucluse
5ª tappa Tour du Vaucluse
Classifica generale Tour du Vaucluse
Gran Premio Città di Rio Saliceto e Correggio
Gran Premio Costa degli Etruschi
1ª tappa Trofeo dello Stretto
Classifica generale Trofeo dello Stretto
Gran Premio del Canton Argovia
Gran Premio Industria e Commercio di Prato
3ª tappa Giro di Danimarca
Classifica generale Giro di Danimarca
Tre Valli Varesine
2ª tappa Giro di Puglia
Classifica generale Giro di Puglia
Giro delle Valli Aretine
3ª tappa, 1ª semitappa Driedaagse De Panne - Koksijde (Koksijde)
2ª tappa Volta a Portugal (Palmela)
4ª tappa Volta a Portugal (Abrantes)
4ª tappa Euskal Bizikleta
6ª tappa Quatre Jours de Dunkerque (Dunkerque)
4ª tappa Vuelta a España (Granada)
8ª tappa Vuelta a España (Palma di Maiorca)
18ª tappa Vuelta a España (Salamanca)
Grand Prix Pino Cerami
22ª tappa Giro d'Italia (Milano)
Bruxelles-Izegem
4ª tappa Giro della Provincia di Lucca
16ª tappa Giro d'Italia (Meda)
1ª tappa Giro d'Olanda (Utrecht)
7ª tappa Paris-Nice (Nizza)
1ª tappa Tour de Romandie (Tramelan)
1ª tappa Tour de la Région Wallonne (Mouscron)
1ª tappa Brixia Tour (Manerbio)
Firenze-Pistoia
2ª tappa Tour de la Région Wallonne
2ª tappa Giro di Danimarca (Arhus)
6ª tappa Österreich-Rundfahrt (Podersdorf)
7ª tappa Österreich-Rundfahrt (Vienna)
2ª tappa Tour de la Région Wallonne
4ª tappa Tour de la Région Wallonne
Classifica generale Tour de la Région Wallonne
3ª tappa Tour de Pologne (Toruń)

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Classifica a punti Giro d'Italia
Classifica intergiro Giro d'Italia
Classifica a punti Vuelta a España
Classifica intergiro Giro d'Italia
Classifica intergiro Giro d'Italia

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1996: 62º
1998: fuori tempo (16ª tappa)
1999: 64º
2000: 94º
2002: ritirato (18ª tappa)
2006: ritirato (18ª tappa)
1998: ritirato (6ª tappa)
2003: 103º
1997: 84º
1998: 63º
1999: ritirato (12ª tappa)
2002: ritirato (15ª tappa)
2003: 82º

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

1997: 67º
1998: 20º
1999: 32º
2001: 43º
2003: 38º
2004: 102º
2006: 19º
2007: 16º
1997: 19º
1998: 26º
1999: 33º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Lugano 1996 - In linea: 34º
San Sebastián 1997 - In linea: ritirato

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e FABRIZIO GUIDI, old.tuttobiciweb.it. URL consultato il 24 luglio 2012.
  2. ^ (EN) Guidi positive in autobus.cyclingnews.com, 17 agosto 2005. URL consultato il 24 luglio 2012.
  3. ^ (EN) Six years, 11 doping scandals: The Phonak legacy in autobus.cyclingnews.com, 29 luglio 2006. URL consultato il 24 luglio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]