Darfo Boario Terme

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Darfo Boario Terme
comune
Darfo Boario Terme – Stemma Darfo Boario Terme – Bandiera
Darfo Boario Terme – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Ezio Mondini (centrosinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°53′40″N 10°11′12″E / 45.894444°N 10.186667°E45.894444; 10.186667 (Darfo Boario Terme)Coordinate: 45°53′40″N 10°11′12″E / 45.894444°N 10.186667°E45.894444; 10.186667 (Darfo Boario Terme)
Altitudine 220 m s.l.m.
Superficie 36,07 km²
Abitanti 15 549[1] (31-10-2013)
Densità 431,08 ab./km²
Frazioni Angone, Bessimo, Boario Terme, Capo di Lago, Corna, Erbanno, Fucine, Gorzone, Montecchio, Pellalepre
Comuni confinanti Angolo Terme, Artogne, Esine, Gianico, Piancogno, Rogno (BG)
Altre informazioni
Cod. postale 25041, 25047
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017065
Cod. catastale D251
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 510 GG[2]
Nome abitanti darfensi
Patrono santi Faustino e Giovita
Giorno festivo 15 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Darfo Boario Terme
Posizione del comune di Darfo Boario Terme nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Darfo Boario Terme nella provincia di Brescia
Sito istituzionale
« S'arriva poi a Darfo, terra grande, e numerosa, con famiglie civili, ed anco de nobili aggregate al Conseglio della città di Brescia; che perciò si vede adorno anco di belle fabriche, e di cospicue chiese... »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[3])

Darfo Boario Terme (Dàrf in dialetto camuno[4]) è un comune italiano di 15 549 abitanti[1], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il capoluogo del comune è Darfo, mentre la sua denominazione è dovuta al nome del capoluogo unito a quello della principale frazione, Boario Terme.

Il territorio di Darfo Boario Terme in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Darfo sorge alla confluenza tra il fiume Dezzo ed il fiume Oglio, alle pendici di un monticello di arenaria rossa posto al centro della Valle Camonica detto Monticolo.

Il territorio è posto allo sbocco della Valle di Scalve ed è densamente urbanizzato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Il nome potrebbe derivare da "garf" (terreno franoso), o "dorf", nelle lingue germaniche "villaggio".

Municipio

La zona era abitata già in epoca preistorica: sono presenti incisioni rupestri presso la località dei Corni Freschi (Attola), ai piedi del Monticolo, e nel Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.

Sempre a Luine sono state rinvenute terrecotte dell'età del bronzo (1969), mentre altre incisioni rupestri sono state trovate nei pressi del Lago Moro. Sul Monticolo è stata rinvenuta invece un'ascia in bronzo nel 1897.[5]

Scarse sono le notizie in età romana, sebbene si supponga che il fondo valle sia stato a quel tempo disabitato a causa di alluvioni dell'Oglio e la presenza di zone paludose. Di età barbarica è probabilmente la necropoli scoperta nel 1808 presso Corna e le tombe scoperte nel 1939 e nel 1958 presso il Municipio.[5]

Darfo, sede di "Valle Camonica Servizi"

Divenne centro importante in età medievale in quanto sede di un porto (presso Montecchio) e del Castello di Montecchio. Nel 1200 è ricordato come burgus fornito di castrum, dove risiedeva la curia, che aveva preso il posto dell'ormai decaduta pieve di Rogno.[6]

Nel 1047 Enrico III elegge Darfo a Corte Regia, e permette che gli abitanti della Val di Scalve continuino l'antica usanza di portare annualmente 1000 libbre di ferro, con la pena per i trasgressori di 100 libbre di oro. In tal modo dovette essere residenza di un rappresentante o vicario imperiale.[5]

Nel 1508 Darfo (Darf) compare nella mappa della Valle Camonica disegnata da Leonardo da Vinci e conservata al Castello di Windsor

Nel 1591 vi è una contesa con Bovegno circa alcuni pascoli in quota.[7]

Nel XVI secolo il porto venne fortemente danneggiato da una serie di alluvioni.

Dopo la metà del XVII secolo si distacca da Darfo la municipalità di Gianico.

Nel 1830 è eretto il ponte sull'Oglio, a sei arcate, in legno, tra Darfo e Corna.[8]

Nel 1834 una rivolta dei popolani di Darfo si oppose al dominio austro-ungarico, ma venne subito stroncata.

Il 1º dicembre 1923 il disastro del Gleno comportò ingenti danni al paese e la morte di 150 persone. Anche re Vittorio Emanuele III visitò il paese devastato.[5]

Il 15 aprile 1929 al comune vennero aggregati i soppressi comuni di Erbanno e Gorzone. Nel 1959 vennero aggregate la frazioni di Bessimo Superiore e Capo di Lago, staccate dal comune di Angolo Terme.

L'8 maggio 1968 il consiglio comunale cambiò la denominazione del comune in Darfo Boario Terme, ed il 28 gennaio 1969, con decreto del Presidente della Repubblica n.38 venne insignita del titolo di "Città".

Nel 1980 nasce il Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Darfo sono:[9]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Patrimoni dell'umanità [UNESCO][modifica | modifica wikitesto]

  • Parco archeologico comunale di Luine

Società[modifica | modifica wikitesto]

Centro di Corna

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.502 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 666 4,23%

Albania Albania 423 2,69%

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 267 1,70%

Marocco Marocco 218 1,38%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Darfo è Pescadùr (Pescatori) Oc (Oche) Balùtine (racconta balle - palline).

Lo scütüm di Angone è Gaèi.

Lo scütüm di Fucine è Palòcc.

Personalità Famose o Correlate[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Darfo Boario Terme è il più popoloso della Valle Camonica.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente le antiche Comunità di Darfo, Montecchio, Corna, Boario (le prime due sulla sinistra dell'Oglio, le altre sulla destra) formano un unico centro urbano, mentre sono ancora abbastanza separate le frazioni di Fucine, Pellalepre, Bessimo, Erbanno e Gorzone

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1994 27 maggio 2002 Luigi Pelamatti Alleanza Nazionale Sindaco
27 maggio 2002 7 maggio 2012 Francesco Abondio Casa delle Libertà Sindaco
7 maggio 2012 in carica Ezio Mondini lista civica di centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese, l'Unione Sportiva Darfo Boario, nata nel 1937 è una delle prime società calcistiche della Val Camonica. Milita attualmente in Serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 501.
  4. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 170.
  5. ^ a b c d e Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 159.
  6. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 29.
  7. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 71.
  8. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, pg. 154.
  9. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 18.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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