Capo di Ponte

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Capo di Ponte
comune
Capo di Ponte – Stemma Capo di Ponte – Bandiera
Capo di Ponte – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Sindaco Francesco Rosario Antonio Manella (lista civica Impegno e Continuità) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 46°01′54″N 10°20′46″E / 46.031667°N 10.346111°E46.031667; 10.346111 (Capo di Ponte)Coordinate: 46°01′54″N 10°20′46″E / 46.031667°N 10.346111°E46.031667; 10.346111 (Capo di Ponte)
Altitudine 362 m s.l.m.
Superficie 18 km²
Abitanti 2 509[1] (31-10-2013)
Densità 139,39 ab./km²
Frazioni Campivo, Cemmo, Gambarere, Pescarzo
Comuni confinanti Cedegolo, Ceto, Cimbergo, Ono San Pietro, Paisco Loveno, Paspardo, Sellero
Altre informazioni
Cod. postale 25044
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017035
Cod. catastale B664
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 727 GG[2]
Nome abitanti capontini
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Capo di Ponte
Posizione del comune di Capo di Ponte nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Capo di Ponte nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Capo di Ponte (Co de Pút in dialetto camuno[3][4]) è un comune italiano di 2 509 abitanti[1], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

È attraversato dalla strada statale 42 del Tonale e della Mendola e possiede una stazione ferroviaria della linea Brescia-Iseo-Edolo.

Il territorio di Capo di Ponte confina con diversi comuni: a est quello di Paisco Loveno ed Ono San Pietro, a nord quello di Sellero e Paspardo, ad ovest quello di Cimbergo, ed a sud quello di Ceto e nuovamente Ono San Pietro.

Il paese si inserisce nel sistema delle incisioni rupestri della Valcamonica in quanto possiede sul suo territorio ben tre parchi rientranti nel sito segnalato dall'UNESCO.

Il territorio di Capo di Ponte in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Situato a metri 362 sul livello del mare, Capo di Ponte deve il suo nome alla posizione geografica di alcune case antiche poste ad occidente del ponte sul fiume Oglio verso la frazione Cemmo. L'attuale paese copre invece l'altra sponda del fiume, espandendosi ad est.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune è attraversato da nord a sud dal fiume Oglio, nel quale su immettono il torrente Clegna, proveniente da ovest ed il torrente Re proveniente da est.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Il nome attestato nel XIII secolo era Capo di Ponte di Cemmo (Capite Pontis Cemmi).[5]

Municipio
Centro
Luogo dove sorgeva l'antico ponte del paese

Tra il XI secolo ed il XIV Capo di ponte non era comune a se stante, ma periferia di Cemmo; il suo territorio faceva parte del priorato di San Salvatore delle Tezze.[6]

Nel 1315 la palude di Imesigo, che si estendeva nella piana di Capo di Ponte fino a Sellero, venne coperta dalle alluvioni del torrente Re.[7]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, , Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.[8]

Nel 1698 Padre Gregorio Brunelli afferma che l'abitato di Zero (o Serio), che sorgeva lungo le sponde del torrente Re, ad oriente del paese odierno, venne spazzato via da un'inondazione dello stesso.[9] Zero è ricordato l'ultima volta nel 1374, quando i suoi territori vengono affidati come decima ai Botelli di Nadro.[8]

Con la caduta della Repubblica di Venezia nasce il "comune di Capo di Ponte" (1797-1798), che cambierà nome precocemente in "comune di Cemmo e Capo di Ponte" (1798 - 1815) e sotto il Regno Lombardo Veneto in "comune di Capo di Ponte e Cemmo" (1816 - 1859). Sotto il Regno d'Italia assumerà definitivamente il nome di comune di Capo di Ponte (dal 1859).[6]

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Botelli 1336 - ?

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • Quaranta giorni dopo Pasqua: fiera del giovedì dell'Ascensione (fiéra della Sensa, forse ispirata alla veneziana Festa della Sensa): tradizionalmente era una fiera del bestiame, oggi è un giorno di mercato che occupa tutte le vie del paese.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale di San Martino
Masso Cemmo 2, iscrizioni
  • parrocchiale di san Martino, riedificata nel secolo XVIII con colonne in pietra di Sarnico. La soasa è di Beniamino Simoni.
  • Monastero di San Salvatore (Capo di Ponte)
  • Chiesa delle sante Faustina e Liberata: si è tramandata la leggenda che vede le sante Faustina e Liberata, vivere in penitenza in una grotta della regione presso Capo di Ponte. Esse intervennero miracolosamente a fermare con le loro mani due massi che minacciavano il borgo. Ancora oggi vicino alla chiesa a loro dedicata, si possono vedere due enormi massi che recano impronte di mani e che sono ancora venerate dalla popolazione del luogo.
  • Oratorio di san Rocco al ponte del XVII secolo.
  • Pieve di San Siro nella frazione di Cemmo, risalente al XII secolo ed eretta sui resti di una costruzione più antica.

Patrimoni dell'umanità UNESCO[modifica | modifica sorgente]

  • Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane
  • Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina
  • Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Capo di Ponte è Patricc.[12]

  • 6 gennaio, festa dell'epifania. Era consuetudine dare al gabinàt (da tedesco Gaben Nacht, notte dei doni): quando la mattina due persone s'incontravano, il primo che pronunciava la parola aveva diritto di ricevere un piccolo dono.[13]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Capo di Ponte possiede due frazioni: Pescarzo e Cemmo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Capo di Ponte[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Per tutto il comune di Capo di Ponte scorre la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Capo di Ponte si trova nella parte orientale del paese, ai piedi della collina ricca di incisioni rupestri di Naquane.

La stazione, una delle più importanti per la media Valle, fa parte della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Martino Squaratti Democrazia Cristiana Sindaco I mandato
1990 1995 Martino Squaratti Democrazia Cristiana-Partito Popolare Sindaco II mandato
1999 2004 Enrico Tosini Lista Civica Sindaco I mandato
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Francesco Rosario Antonio Manella Lista civica Sindaco I mandato
8 giugno 2009 in carica Francesco Rosario Antonio Manella Lista civica "Impegno e Continuità" Sindaco II mandato

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24-3-2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 135.
  5. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994.
  6. ^ a b Lombardia Beni Culturali
  7. ^ Tratto da: Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 281.
  8. ^ a b Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 81. ISBN 88-343-0333-4.
  9. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 276.
  10. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 13-08-2008.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  13. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]