Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane
Coordinate: 46°01′32″N 10°20′57″E / 46.02556°N 10.34917°E
| Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane | |
|---|---|
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Collina di Naquane |
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| Tipo | Storia, Archeologia, Natura |
| Indirizzo | Via Naquane , Capo di Ponte, Italia |
| Sito | archeologica.cdp@inwind.it |
Il Parco nazionale delle incisioni rupestri si trova a Capo di Ponte, in Valle Camonica, provincia di Brescia.
Indice |
[modifica] Aspetto
Il parco è disposto sul versante di una vasta collina alle pendici del Pizzo Badile Camuno, sul versante orientale della Valle Camonica. È caratterizzato da un vasto corpus di oltre un centinaio di superfici rocciose riportanti numerose incisioni rupestri. Le rocce presenti all'interno del parco nazionale sono delle arenarie Permiane.
Nella parte centrale del parco prende posto un "Antiquarium" ed una esposizione di massi menhir provenienti dagi comuni di Borno e Ossimo.
L'intero parco è inserito in una cornice floreale di betulle, frassini, castagni, larici e più di rado abeti.
[modifica] Cenni storici
L'area del Parco Nazionale delle Incisioni rupestri di Naquane è un museo all'aria aperta contenente una tra le migliori collezioni di arte rupestre della Valle Camonica. Il toponimo "Naquane" che dà il nome all'area è attestato già nell'800 anche nella variante "Nacquane".
Secondo gli studi di Emmanuel Anati su alcune rocce si trovano incisioni rupestri databili al neolitico, anche se la maggior parte delle raffigurazioni si riferiscono all'età del ferro.
Il parco fu realizzato nel 1955 su volere della sopraintendenza archeologica della Lombardia. Ha una estensione di circa 30 ettari.[1]
[modifica] Percorsi
Di primaria importanza si segnala la roccia n°1, la prima scoperta, che rappresenta una enorme superficie levigata sulla quale prendono posto centinaia di raffigurazione, in particolare di cervi.
Fra le rocce più interessanti si segnala la n° 70 che riporta secondo alcuni studiosi la rappresentazione più antica della divinità celtica Cernunnos.[2]
Altre incisioni rupestri degne di nota sono il cosiddetto Sacerdote che corre e la Scena del fabbro, entrambe riportate sulla roccia n° 35.[3]
Per quanto riguarda le figure greche la più importante, non solo del parco ma di tutta la valle, è quella del cavallo presente nella roccia 60, definito greco-etrusco dagli storici.[4]
[modifica] Galleria fotografica
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Impronte di piede - R. 50
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Scena del Fabbro - R. 35
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Iscrizione in lingua camuna - R. 50
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Cernunnos - R. 70
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Labirinto - R. 1
[modifica] Note
- ^ Annalisa Strada, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Lombardia p. 74, Newton & Compton, 2001.
- ^ Umberto Sansoni; Silvana Gavaldo, L'arte rupestre del Pià d'Ort: la vicenda di un santuario preistorico alpino p.156, Edizioni del Centro, 1995.
- ^ Emmanuel Anati; Raffaella Poggiani Keller, Tiziana Cittadini, I Parchi d'Arte Rupestre di Capo di Ponte, Breno, Tipografia Camuna, 2005.
- ^ Chiara Tarditi; In collaborazione con Università cattolica del Sacro Cuore. Istituto di archeologia, Dalla Grecia all'Europa: la circolazione di beni di lusso e di modelli culturali nel VI e V secolo a.C p. 57, Vita e Pensiero, 2007. ISBN 978-88-343-1494-4
[modifica] Bibliografia
- A. Marretta, T. Cittadini (a cura di), I parchi con arte rupestre della Valcamonica - Guida ai percorsi di visita, Capo di Ponte, Edizioni del Centro, 2010. ISBN 88-86621-35-3
- A. Fradkin, E. Anati (a cura di), Valcamonica preistorica - Guida ai parchi archeologici, Capo di Ponte, Edizioni del Centro, 2005. ISBN 88-86621-16-7
- AA. VV., Valcamonica Symposium - Atti del simposio internazionale d'arte preistorica, Capo di Ponte, Edizioni del Centro, 1968.
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