Besançon

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Besançon
comune
Besançon – Stemma Besançon – Bandiera
(dettagli)
Besançon – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason fr Franche-Comté.svg Franca Contea
Dipartimento Blason département fr Doubs.svg Doubs
Arrondissement Besançon
Cantone 6 cantoni
Territorio
Coordinate 47°15′N 6°02′E / 47.25°N 6.033333°E47.25; 6.033333 (Besançon)Coordinate: 47°15′N 6°02′E / 47.25°N 6.033333°E47.25; 6.033333 (Besançon)
Altitudine 281 m s.l.m.
Superficie 65,04 km²
Abitanti 115 879[1] (2011)
Densità 1 781,66 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 25000
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 25056
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Besançon
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Fortificazioni di Vauban
(EN) Fortifications of Vauban
Citadelle Besançon.jpg
Tipo Culturale
Criterio C (i) (ii) (iv) (vi)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2008
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Carte des sites majeurs de Vauban.svg

Besançon /bəzɑ̃'sɔ̃/ (in italiano anche Besanzone) è un comune francese di 115.879 abitanti, capoluogo del dipartimento del Doubs e della regione della Franca Contea.

Il fiume Doubs e il Quai Vauban.

I suoi abitanti si chiamano in francese bisontins /bizɔ̃'tɛ̃/, in italiano adattato anche in bisontini[2].

La sua cittadella, progettata dall'architetto militare e maresciallo di Francia Sébastien Le Prestre de Vauban, gli ha valso nel 2008 la classificazione di Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Besançon è situata alla giunzione della regione del massiccio del Giura con le vaste pianure coltivabili della Franca Contea.

La città si estende sulle rive destra e sinistra del fiume Doubs ad un'altitudine media di 250 m s.l.m. Il corso d'acqua forma intorno alla collina di Saint-Étienne (dove si trova la famosa cittadella), un meandro di circa un chilometro al cui interno è ubicata la città vecchia, quartiere denominato per l'appunto "La Boucle", ossia il meandro.

Besançon è circondata da una serie di 7 colline (per le quali la si compara a Roma): Chaudanne (alt. max.422 m s.l.m.), Bregille (458 m), Saint-Étienne (371 m), la Roche d’Or (316 m), Planoise (490 m), Rosemont (466 m), Fort-Benoit (360 m). Il punto culminante del comune è il forte di Chailluz che con i suoi 620 m s.l.m. domina la cresta di Avant-Monts.

Il clima, spesso variabile, è allo stesso tempo sottomesso ad un'influenza oceanica (importanti e frequenti precipitazioni) e continentale (inverni rigidi con forti gelate e nevicate, ed estati calde e secche).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

La prima testimonianza scritta sulla città di cui siamo a conoscenza appare nel De Bello Gallico di Giulio Cesare sotto il nome di Vesontio. Nel IV secolo d.C., una B sostituisce la V di Vesontio e il nome diviene Besontio o Bisontion, per subire numerose trasformazioni durante i secoli fino a divenire Besançon intorno alla metà del XIII secolo.

Sull'origine del nome Vesontio, varie sono le interpretazioni: una delle più accreditate evoca la radice celtica wes- che significa montagna, come si evince dai nomi Vesuvio, Vesoul o Vezelay.

Periodo gallo-romano[modifica | modifica sorgente]

La città è famosa per essere stata uno degli oppida più importanti della Gallia ai tempi della conquista di Gaio Giulio Cesare. Il suo nome era "Vesonzione" (Vesontium in latino), e apparteneva al popolo celta dei Sequani.

I Romani ingrandirono la città, costruendo numerosi edifici da una parte e l'altra del cardo (l'attuale Grande Rue), e perfino dall'altra parte del fiume Doubs dove costruirono un anfiteatro che poteva contenere fino a 20.000 persone (attuale Rue d'Arènes). Altre vestigia dell'epoca romana sono la Porta Nera (eretta sotto Marco Aurelio nel 175 d.C.), i condotti dell'acquedotto, alcuni mosaici tra i quali spicca quello detto "la Medusa" ritrovato in una domus romana cittadina.

La città, per la sua fortissima posizione strategica, divenne alla fine del III secolo sotto Diocleziano capitale della provincia Maxima Sequanorum. Cristianizzata a partire dal secolo III, divenne infine sede vescovile.

Durante la tarda antichità, fu sottomessa dai Burgundi, poi dai Franchi.

Periodo medievale[modifica | modifica sorgente]

Appartenente al regno dell'Alta Borgogna e poi a quello di Arles (secolo X), divenne con l'arcivescovo Ugo I di Salins (1031-67) principato dell'impero (1034; Erzstift Bizant), con diritto di voto alle diete; dopo un secolo di lotte contro il potere arcivescovile, la cittadinanza ottenne l'immediatezza imperiale alla fine del XIII secolo. La città, rimanendo fedele all'impero, a partire dal 1290 circa si autogovernerà (per quasi 400 anni) grazie ad un consiglio comunale di 28 cittadini eletti a suffragio universale maschile e ad un consiglio di 14 nominati dai consiglieri.

Col tempo subì l'influenza dello Stato borgognone, fino a che il matrimonio tra Maria di Borgogna e Massimiliano I d'Asburgo nel 1493, fece diventare la città quasi un dominio asburgico de facto: ciò fu dovuto alla particolare natura giuridica dello status di libera città imperiale, una città dotata di grande autonomia interna ma soggetta all'imperatore; essendo Massimiliano I un Asburgo, il matrimonio del 1493 fece diventare la soggezione formale un'influenza politica reale e significativa.

Periodo moderno[modifica | modifica sorgente]

In ogni caso l'autonomia interna non fu intaccata, e nel 1526 Besançon ottenne da Carlo V anche il diritto di battere moneta. Grazie ai favori dell'imperatore asburgico, nella prima metà del XVI secolo la città divenne la quinta città in numero d'abitanti di tutto l'Impero con quasi 10.000 abitanti, e abbellendosi allo stesso tempo di monumenti quali il palazzo Granvelle e il municipio (la cui facciata è ornata di una statua di Carlo V).

A partire del 1554 fu completamente circondata dalla provincia spagnola della Franca Contea e passò quindi sotto il protettorato spagnolo, perdendo gran parte della sua sovranità.

A partire degli inizi del XVII secolo, Besançon cominciò ad essere direttamente coinvolta nelle guerre che contrapponevano i grandi blocchi europei. In particolare la guerra dei Dieci Anni (1634-1644), fase locale della Guerra dei Trent'Anni, portò la fame e la peste in città. La pace di Vestfalia (1648) sancì infine la perdita dell'immediatezza imperiale da parte della città, e il suo conseguente passaggio sotto il dominio diretto della Spagna anche de iure, seppure l'intera provincia rimanesse ancora parte dell'Impero.

Nel 1674 Enrico Giulio di Borbone, Principe di Condé, conquistò la città, in nome del Re Sole, dopo un mese di assedio. De facto francese, Besançon entrò ufficialmente a far parte del Regno di Francia nel 1678 (trattato di Nimega) diventando la capitale dell'intera Franca Contea. Fortificata da Vauban, l'antica Vesontio divenne caposaldo della difesa francese a oriente.

L'arcivescovo seguitò a mantenere alcune prerogative sovrane, e in particolare, come principe dell'impero, il diritto di voto alla dieta, fino al 1792 (vedi Reichstag).

Periodo contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Durante la rivoluzione industriale, si cominciò a sviluppare in città l'industria dell'orologeria, accanto al tessile e alla metallurgia. Nel 1860 Besançon organizzò l'esposizione universale soprattutto per pubblicizzare la propria industria orologeria. La costruzione di uno stabilimento termale e di un casinò, rese nota la città in tutta la Francia sotto il nome di Besançon-les-Bains.

Durante i conflitti del XX secolo la città venne toccata da vicino soprattutto dalla Seconda Guerra Mondiale, quando subì l'occupazione tedesca a partire del giugno del 1940. Besançon si trovò infatti nella zona d'occupazione fino al 6 settembre del 1944.

A partire dagli anni 50, la città assisté ad una crescita demografica che portò alla costruzione di numerosi quartieri periferici, il più noto tra i quali è Planoise, che si situa all'estremo est del territorio comunale in direzione di Dôle. La popolazione praticamente raddoppiò nel giro di trent'anni, passando dai 63.508 (1946) ai 120.315 (1975) abitanti. Besançon infatti negli anni Cinquanta e Sessanta era una città prettamente industriale, punta dell'industria dell'orologeria francese (anche se in calo rispetto agli anni dell'ante guerra), con buona presenza anche del settore tessile (la fabbrica Rhodiaceta con 3300 salariati nel 1966, o l'azienda Weil con 1500 salariati nel 1965). Nel 1960 diviene capitale di regione.

Con la crisi petroliera del 1973, iniziano le chiusure o le delocalizzazioni delle grandi aziende presenti nel suolo comunale. Le chiusure di Lip (1977), della Rhodia (1982), di Kelton-Timex (1983), contribuiscono a far scomparire circa 10.000 posti di lavoro nell'arco di quindici anni. A partire dal 1982, il Comune reagisce e la città poco a poco passa da una vocazione industriale ad una terziaria, divenendo allo stesso tempo luogo di sviluppo economico per aree specifiche quali la meccanica di precisione e le nanotecnologie.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Besançon.

Lo stemma della città di Besançon ha la seguente blasonatura: d'oro, all'aquila di nero tenente con gli artigli due colonne di rosso attraversanti sulle ali. La presenza dell'aquila imperiale risale all'epoca in cui la città era parte del Sacro Romano Impero, e richiama il possesso dell'immediatezza imperiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Cattedrale di Saint Jean e campanile annesso contenente un prezioso orologio astronomico di fine Ottocento
  • Sinagoga - edificio storico costruito tra il 1869 e il 1871
  • Tempio del Santo Spirito - luogo di culto protestante che venne installato nell'antico Ospedale del Santo Spirito, in pieno centro storico
  • Chiesa della Santa Maddalena, costruita nella seconda metà del XVII secolo
  • Chiesa di San Pietro - innalzata tra il 1782 e il 1786

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Granvelle - ospita il Museo del Tempo
  • Palazzo di Giustizia - costruito a partire del 1582 accanto alla sede del comune
  • Ospedale di San Giacomo - costruito nel 1686 e ufficialmente dichiarato ospedale generale da Luigi XIV

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Cittadella di Besançon - ideata da Vauban e costruita tra il 1678 e il 1771 sul colle Saint-Etienne tra 330 e 370 metri s.l.m., è il principale monumento storico della regione con oltre 250.000 visitatori all'anno
  • Torre della Pelote - costruita nel 1546 per il consiglio comunale su ordine di Carlo V
  • Torre dei Cordeliers - situata sulla riva sinistra del fiume, fu costruita alla fine del XVII secolo
  • I forti che circondando la città : Fort de Planoise - Fort de Chaudanne - Fort de Bregille

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Quai Vauban - insieme monumentale di case ad arcata costruito dal 1692 al 1695, si affaccia lungo il fiume Doubs all'altezza del ponte Battant
  • Statua del marchese Jouffroy d'Abbans

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Vestigia dell'arena di Vesontio - si trovano nel quartiere Battant, in rue Arenes
  • La Porta Nera - arco di trionfo romano dell'epoca di Marco Aurelio

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Foresta di Chailluz - bosco demaniale di 1.673 ettari di proprietà del comune
  • Parco Micaud - si estende sulla riva destra del fiume in pieno centro città

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 2011, i residenti stranieri rappresentavano l'11,44% della popolazione totale con 13.268 abitanti ed erano suddivisi in questo modo[4] :

Numero %
  • Algeria
2541 19,2
  • Altri Paesi
2313 17,4
  • Paesi extra UE
1938 14,6
  • Marocco
1582 11,9
  • Altri Paesi africani
1392 10,5
  • Portogallo
844 6,4
  • Altri Paesi dell'UE
694 5,2
  • Italia
611 4,6
  • Turchia
609 4,6
  • Tunisia
437 3,3
  • Spagna
307 2,3

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il cristianesimo, impiantato dai santi martiri Ferruccio et Ferreolo nel III secolo, rappresenterebbe la prima religione per numero di credenti della città, a maggioranza cattolica. La corrente protestante, grazie agli influssi operati dai primi orologieri provenienti a fine Settecento della vicina Svizzera, è ben presente con chiese riformate quali il Tempio del Santo Spirito. Non vanno dimenticate inoltre le comunità ortodosse, di Geova, di Mormoni e dei protestanti evangelici di varie tradizioni.

L'Islam sarebbe la seconda religione, con circa 15.000 adepti (13%). Le prime testimonianze risalgono al 1870 grazie a soldati provenienti delle colonie francesi, ma saranno le immigrazioni del secondo dopoguerra dei Paesi del Magreb a far aumentare i numeri di questa comunità. Alla fine degli anni Novanta viene costruita la moschea Sunna.

La comunità ebrea è radicata a Besançon dal Medioevo: nonostante l'espulsione del XV secolo, gli ebrei furono emancipati grazie alla Rivoluzione Francese. Uno dei monumenti della città è la Sinagoga, costruita nella seconda metà dell'Ottocento.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Oltre a numerose scuole primarie e secondarie, a Besançon è principalmente situata l'Università della Franca Contea (Université de Franche-Comté) con circa 20.000 studenti iscritti. Vi sono inoltre una scuola di ingegneria (Institut supérieur d'ingénieurs), un Istituto nazionale di meccanica e micro-tecniche (École nationale supérieure de mécanique et des microtechniques) e una Scuola regionale di Belle Arti.

Degno di nota per qualità è il Centro di Linguistica Applicato (CLA), ubicato in centro città sulla riva destra del Doubs. Specializzato nell'insegnamento del francese come lingua straniera, accoglie ogni anno circa 3800 studenti stranieri per i quali rilascia certificati quali il DELF, DALF o il TCF.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Besançon[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Besançon

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[5][modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo romano, la città si sviluppò intorno al cardo e al decumano e alle loro vie parallele. Ancora oggi i segni della civilizzazione latina sono presenti nel quartiere della Boucle.

Nel corso dell'Alto Medioevo e dopo una periodo di declino conseguente la caduta dell'Impero, Besançon si riorganizzò intorno al ponte Battant su entrambe le rive, dando vita a due borghi distinti che si contrapponevano al nucleo antico prettamente amministrativo ed ecclesiastico (la Cité). Nel corso del XII secolo, un muro venne eretto per proteggere il borgo della riva destra del fiume Doubs (l'attuale quartiere Battant). La costruzione durante il XIV secolo del Comune, a metà strada tra i due poli, favorì il loro riavvicinamento. Nel XVI secolo apparvero testimonianze scritte di alcuni villaggi esterni, che verranno nel corso del XIX secolo inglobati alla città: Bregille, Velotte, St Ferjeux, la Vèze, Montarmot et Palente.

Con la conquista francese del XVII secolo, si assisté poco a poco ad un'urbanizzazione che si accelerò nel corso del XVIII secolo ed allo stesso tempo l'opera di difesa ideata da Vauban rimodellò i confini della città.

A partire della rivoluzione industriale, una serie di numerosi conflitti contrappose gli organi municipali con le autorità militari che spesso non permisero la modifica delle costruzioni militari. La stazione Viotte per esempio negli anni cinquanta del '800 venne eretta fuori le mura difensive. La città nel XIX e prima parte del XX secolo, continuò ad ampliarsi al di là del fiume; vennero costruiti nuovi ponti per facilitare il passaggio sul Doubs e favorire la comunicazione con città quali Dole et Belfort; nuove aree militari vennero eretti a detrimento delle vigne; nuovi quartieri sorsero, quali Chaprais, la Butte, St Claude et St Ferjeux.

Nel secondo dopoguerra, il forte aumento demografico obbligò a costruire dei quartieri periferici (le cités) di grandi dimensioni (Grette, Clairs-Soleils, Viotte, Palente) tra i quali spicca Planoise, accanto a delle zone industriali.

La Besançon attuale può essere quindi divisa in quattro aree urbane:

- la città classica europea, compatta e organizzata intorno a vie e piazze;

- una prima corona corrispondente allo sviluppo tra 1850 e 1951, con una densità media di costruzioni fatti essenzialmente di case individuali e piccoli edifici;

- una forma più periferica corrispondente ad edifici collettivi di grandi dimensioni, di zone industriali e commerciali; 

- una frangia urbana a bassa densità con edifici sparsi o appena raggruppati intorno alle vie di comunicazione, e dove domina il verde. 

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'agenzia d'urbanismo dell'agglomerazione di Besançon, il comune è composto da quattordici grandi quartieri[6]:

  • 01 - Centre (La Boucle e Saint-Jean) - Chapelle des Buis (10 796 abitanti)
  • 02 - Velotte (2 201 ab.)
  • 03 - Grette-Butte (9 399 ab.)
  • 04 - Battant (4 188 ab.)
  • 05 - Chaprais (15 439 ab.)
  • 06 - Bregille - Prés-de-Vaux (3 093 ab.)
  • 07 - Saint-Ferjeux - Rosemont (6 176 ab.)
  • 08 - Montrapon-Fontaine-Écu - Montboucons -Temis (13 369 ab.)
  • 09 - Saint-Claude - Torcols (13 975 ab.)
  • 10 - Palente - Orchamps (14 057 ab.)
  • 11 - Vaites - Clairs-Soleils (4 118 ab.)
  • 12 - Planoise - Châteaufarine - Hauts du Chazal (19 531 ab.)
  • 13 - Tilleroyes - Trépillot (1 342 ab.)
  • 14 - Chailluz

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Besançon è divisa amministrativamente in 6 cantoni:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Le due principali strade statali di Besançon sono la N57, che risalendo in linea retta verso nord la collegano a Metz et Nancy e verso sud alla frontiera svizzera, e la N83 che unisce Lione a Strasburgo.

L'autostrada A36 Beaune - Mulhouse, detta la Comtoise, serve la città con ben 3 uscite (n°4.1 Besançon Palente, n°4 Besançon-Saint Claude centro, n°3 Besançon Planoise).

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La principale stazione della città per gli spostamenti regionali (Lons-le-Saunier, Belfort) e interregionali (Digione, Lione) è la gare Viotte, mentre la gare Mouillére serve principalmente i treni diretti verso Morteau e la Svizzera.

Dal 2011 Besançon, grazie alla linea dell'alta velocità Rhin-Rhône, è collegata direttamente a Parigi (2h) e Strasburgo (90'). La stazione periferica Besançon Franche-Comté TGV, vi accoglie quasi tutte le fermate anche se qualche treno TGV arriva fino in centro città alla stazione Viotte. Il collegamento tra le sue stazioni è assicurato da una linea di corriere e da alcuni treni regionali.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il 30 agosto 2014, dopo due anni e mezzo di lavori, sono state inaugurate le due linee del tram all'interno di una ripensamento completo del trasporto pubblico locale, mirato a diminuire il traffico in città, servendo capillarmente tutti i quartieri e creando delle aree di parcheggio periferiche in punti strategici che sono servite da bus, treno o tram.

L'azienda Ginko, oltre alla gestione delle linee del tram, assicura i trasporti locali su strada con circa una ventina di linee urbane di autobus ed una trentina di linee interurbane di corriere[7].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La città di Besançon ha firmato accordi di gemellaggio o cooperazione con tredici collettività territoriali straniere[8]:

Stemmi di Friburgo in Brisgovia e Besançon

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio LVIII - Nos
Nods
Mansio LIX - Bysiceon
Besançon
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio LX - Cuscei
Cussey-sur-l'Ognon

Note[modifica | modifica sorgente]

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