Viverone

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Viverone
comune
Viverone – Stemma Viverone – Bandiera
panorama viveronese
panorama viveronese
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Amministrazione
Sindaco Renzo Carisio (lista civica per Viverone) dal 25/05/2014
Data di istituzione 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°25′29″N 8°03′16″E / 45.424722°N 8.054444°E45.424722; 8.054444 (Viverone)Coordinate: 45°25′29″N 8°03′16″E / 45.424722°N 8.054444°E45.424722; 8.054444 (Viverone)
Altitudine 287 m s.l.m.
Superficie 12,26 km²
Abitanti 1 435[1] (31-12-2010)
Densità 117,05 ab./km²
Frazioni Bertignano, Comuna di Viverone, Masseria, Rolle, Veneria
Comuni confinanti Alice Castello (VC), Azeglio (TO), Piverone (TO), Roppolo, Zimone
Altre informazioni
Cod. postale 13886
Prefisso 0161
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096080
Cod. catastale M098
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 704 GG[2]
Nome abitanti viveronesi
Patrono Santa Maria Assunta, san Rocco
Giorno festivo 15 e 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Viverone
Sito istituzionale

Viverone (Vivron in Lingua Piemontese) è un comune italiano di 1.425 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte. Sorge sulle sponde biellesi del lago omonimo, il terzo lago piemontese per estensione, ed è quindi spesso noto per il turismo lacustre.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia di S. Maria Assunta,facciata (1710-1840)

Il comune è situato all'incontro di tre province: Biella (alla quale appartiene), Torino (proprietaria di 1/6 delle rive - escluso lo specchio d'acqua - sotto il Lido di Anzasco di Piverone) e Vercelli (comune di Alice Castello).

Il territorio viveronese copre una vasta zona sia collinare che lacustre; quest'ultima va dalla costa nord del lago (zone Porticciolo e Villa, confinanti con Anzasco di Piverone), quindi il Lungolago, che parte dalla zona "Lido" fino a Punta Becco, il promontorio orientale del lago, più le rive meridionali, in frazioni Comuna di Viverone, Masseria e Veneria. La presenza di un'insenatura paludosa verso sud-ovest ne delimita il confine verso le campagne, dove passa il raccordo autostradale della diramazione A4/A5, già sotto provincia di Torino, fino ai territori di Settimo Rottaro e Cossano Canavese (frazione Francia). Il turismo del lago offre belle passeggiate sulla passerella, la possibilità di sport acquatici e la navigazione. Il centro storico del paese si raggiunge salendo la collina dalla ex Strada statale 228 del Lago di Viverone Santhià-Cavaglià-Ivrea, che taglia l'agglomerato viveronese in lunghezza, separando di fatto la zona lacustre da quella collinare.

La collina si estende da nord-ovest con le zone boschive della Serra Morenica di Ivrea, attraverso Casa Albert/Cascine Ponente, fino ai territori collinari sotto Piverone più quelli boschivi sotto Zimone (zona di Sette Fontane e Monte Orsetto), per poi estendersi a nord-est con le frazioni Rolle e Bertignano. Quest'ultima è nota sia per i resti di un Ricetto del XV secolo, sia per la presenza del piccolo Lago di Bertignano, ex sito idroelettrico, luogo di interesse storico-archeologico e riserva di pesca. Ancora più a est, il confine è col piccolo paese di Roppolo, sempre in Provincia di Biella, noto per il castello medioevale oggi sede dell'Enoteca Regionale del Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia Viverone è incerta. Forse deriva da Veprio (o Vibrio), nome latino di un prediale latifondista (da documenti del 1123). Il nome avrebbe poi subìto altre variazioni, ad esempio in Veprio-onis, Vibrio-onis, Veveronis, Vevrono, quindi Viveronis. Altre ipotesi, meno certe, sono da connettersi al motto araldico Vitis viva, cioè vite fertile, indicando la ricchezza enologica della zona, oppure ancora da vivaium, inteso come vivaio di pesci (il lago, appunto).
Il nome di frazione Rolle potrebbe indicare il rol, cioè il rovere che dominava la vegetazione, e Bertignano da Brictus, Britto, Berto, cioè il bretone, forse da antichi insediamenti celti o ancora da antichi nomi di possidenti che si suddivisero i territori.

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'acqua del lago fu localizzato un antico insediamento preistorico alpino, che dal 2011 è entrato nell'elenco del patrimonio dell'umanità (con ID=1363-102) dell'UNESCO. Il ritrovamento di antiche costruzioni palafitticole, in special modo in frazione Masseria e presso le rive nord-occidentali (a ridosso del Lido di Anzasco e verso Azeglio [3]) fanno di Viverone un importante sito d'interesse archeologico.
Nel corso dei secoli furono rinvenuti anche monili, spade, asce, spilloni, ornamenti vari femminili, utensili e attrezzi vari che confermarono la presenza di insediamenti umani risalenti al Neolitico e, soprattutto, all'epoca del rame e della media età del bronzo (2000-1200 a.C. circa).
Probabilmente, un clima più temperato e l'uso di strumenti in bronzo favorirono una crescita demografica anche fuori dal contesto lacustre. Altri siti della zona quali, ad esempio, la Cava di Purcarel, in frazione Bertignano, più due reperti di imbarcazioni preistoriche ricavate da unico tronco d'albero, chiamate piroghe, rinvenute dai fondali del Lago di Bertignano nel 1912 e nel 1982 (entrambe conservate al Museo di Antichità di Torino), confermarono ancora una presenza di insediamenti stanziali umani degli stessi periodi preistorici, fino alle prime invasioni romane della Gallia cisalpina nel III secolo a.C. circa.

nell'Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Viverone fu certamente un frequente crocevia del passaggio di eserciti romani alla conquista della Gallia e del Nord Europa in genere. Tuttavia, dopo la caduta dell'Impero Romano del 476, Viverone fu invaso dapprima da est, dai Longobardi del VI secolo, quindi dai Franchi da ovest, dei quali rimasero gli eredi Anscarici del X secolo. Questi ultimi si contesero il territorio contro i vescovi di Vercelli, essendo Viverone zona confinante strategica tra il marchesato di Ivrea ed il Capitolo ecclesiastico di Sant'Eusebio di Vercelli (305-371), primo vescovo e patrono del Piemonte (che diffuse il culto di venerazione della Madonna Nera del Santuario di Oropa, praticato in tutto il biellese). Sotto vari scambi e cessioni di proprietà territoriale d'epoca feudale (dal IX-X secolo circa), in generale Viverone restò quasi sempre sotto la protezione del Capitolo vescovile.
Un presidio monastico benedettino del IX secolo fu dedicato a San Martino di Tours, probabilmente eretto in zona frazione Comuna, e oggi totalmente scomparso. In alcuni documenti antichi infatti, il lago compare col nome di Lago di San Martino.

nel Basso Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Altri documenti del XII secolo confermarono che gli ultimi feudatari, tali Oddone e Bongiovanni, intorno al 1150 cedettero definitivamente gli ultimi possedimenti viveronesi ai vescovadi vercellesi.
Intorno a quel periodo, oltre alla chiesetta benedettina di San Martino, attraverso dei documenti risalenti al 1151 (di Papa Eugenio III) e del 1159 (Federico I Barbarossa), si confermò Viverone come località monacale benedettina, grazie anche e a studi condotti da Frate Lebole, storico viveronese del XIX secolo (a cui fu dedicata la via in frazione Rolle, da non confondersi con suo nipote Luigi Lebole, al quale fu invece titolata il nome della già via "Scuole" elementari).
Intorno al XII secolo, fu eretta, sulla collina orientale, una prima chiesetta dedicata a San Michele, poi ampliata a piccolo convento e denominata Cella S. Marco (XV secolo), quindi nuovamente Cella S. Michele. Infine, completamente ristrutturata, nel XVIII secolo fu definitivamente chiamata La Cella Grande, oggi elegante sede di un'azienda agricola.
Nei decenni successivi si inasprirono poi le rivalità tra i guelfi clericali (cui spicca il conte Pietro Bichieri, o Bicchieri, nipote del Cardinale Guala) e gli anticlericali ghibellini. Con la vittoria dei Guala-Bicchieri sui territori vercellesi, tutto il territorio viveronese fu nuovamente conteso nel 1350, questa volta tra i Visconti longobardi e i Savoia-Acaia piemontesi. I Visconti furono aiutati militarmente da Facino Cane, un condottiero mercenario al soldo di Teodoro II del Monferrato, che nel 1391 saccheggiò barbaramente il territorio.

Tuttavia, tredici anni più tardi, esattamente nel 1404, il conte-duca Amedeo VIII di Savoia riuscì a sconfiggere i Visconti e a riprendersi il paese. Per volere di Carlo Emanuele I, Viverone fu ceduto dapprima al fido marchese Mercurino Arborio di Gattinara (1465-1530), gran cancelliere di Carlo V e futuro cardinale; quando quest'ultimo morì, il paese fu quindi lasciato temporanemanete in feudo al nobile Francesco Dal Pozzo, poi nuovamente al casato di Giovanni Arborio di Gattinara (1480-1544)[4].
In questo periodo, Viverone visse un'epoca di splendore e di ricostruzione. Sorse infatti il castello collinare, sulle basi di un pre-esistente castrum militare dell'XI secolo, e successivamente chiamato il Ricetto (costruito intorno al 1420-1480 circa), situato nel punto più alto della collina di frazione Bertignano, quindi usato da piccola roccaforte di osservazione: purtroppo ne rimangono oggi pochissimi ruderi.

Dall'epoca moderna ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVII secolo Viverone continuò ad appartenere al casato dei Gattinara, dapprima col marchese Gian Aurelio (1620) e, successivamente (1790), col marchese Dionigi[5]. Più tardi, altri nobili piemontesi godettero dei paesaggi viveronesi come, ad esempio, i marchesi di Ponzone e i conti di Biandrate, e infine il Marchese Balbiano da Susa (1720-1760).
Il territorio viveronese fu ancora conteso nel XIX secolo, tra vari nobili di Azeglio, Borgo d'Ale, Alice Castello, Cavaglià e Roppolo, fino ai giorni nostri.

L'Unità d'Italia non placò le liti sul dominio del territorio. Esse continuarono per l'amministrazione economica e turistica del Lago. Le percentuali di proprietà di quest'ultimo, conteso tra le amministrazioni di Torino e di Vercelli (poi tra provincia di Vercelli e Biella nel 1992), si definirono solo intorno ai primi del Novecento. Fino a poco tempo fa infatti, alcuni sostenitori della Provincia di Torino usavano chiamare il lago come "Lago di Anzasco", quest'ultimo Lido già frazione di Piverone, sotto la Provincia di Torino.
Dal 1910 al 1940 poi, le acque del Lago di Viverone e del Lago di Bertignano furono utilizzate per degli scopi industriali; tra i due laghi funzionava una vecchia centrale idroelettrica della società Alta Italia. Durante la notte, con dei motori, l'acqua del Lago di Viverone veniva pompata su nel laghetto più alto di Bertignano, mentre di giorno veniva sfruttata l'energia idrica di caduta, nei momenti di maggiore richiesta. Di questo impianto esistono ancora dei resti, quali condotte di collegamento più una enorme cisterna metallica grigia, visibile sulla collina viveronese.
Ancor oggi, Viverone rimane un crocevia piemontese ricco di turismo e di tradizioni. Attualmente, lo scalo ferroviario più vicino si trova a Santhià (a circa 15 km). In passato però, esisteva una piccola linea con automotrice littorina, costruita durante il ventennio fascista, che si collegava con il vicino paese di Cavaglià, ma fu poi dismessa nel secondo dopoguerra.

Monumenti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Rocco in via omonima, con tipica facciata barocca piemontese con mattoni in cotto (costruita intorno agli anni 1710-1720)
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, sui resti di una più antica del XII secolo dedicata a San Nicola, fu eretta nella sua forma attuale tra il 1710 (inizio del campanile[6]) e il 1840, anno di completamento della facciata in stile neoclassico semplice, quindi ristrutturata nel 1981. Di stile simile rimane anche la chiesetta cimiteriale detta della "Cura" (costruita su una preesistente, già annessa ai clerici Cisterna nel 1190 con la Beata Vergine del Rosario presso il vicino Roppolo).
  • Chiesetta dedicata a San Defendente, in via omonima angolo via Umberto I, già attestata intorno al XVII secolo.
  • Il già citato "ricetto" collinare, in frazione Bertignano, sulle basi di un preesistente castrum militare dell'XI secolo, eretto nel 1420-1480 circa, usato da piccola roccaforte di osservazione, e di cui oggi ne rimangono solo pochissimi ruderi.
  • Villa Paolina di Via Zimone in frazione Rolle, provvista di un piccolo parco, costruita alla fine del XIX secolo
  • Villa Lucca, con parco comunale sul retro e oggi sede del Municipio, fu eretta per la famiglia del cavalier Pietro Lucca, un ricco possidente di Viverone e del vicino comune di Zimone sul finire del XVIII secolo

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Una piccola fiera l'ultimo martedì di luglio, con bancarelle in Via Umberto I/Piazza Zerbola e grigliata all'ex Oratorio parrocchiale di Via Lucca
  • La Commemorazione di san Rocco, presso la chiesa omonima, la mattina del 16 agosto
  • La Commemorazione ANPI del 25 aprile e del 4 novembre al municipio e presso la tomba cimiteriale di tutti i caduti delle guerre
  • Il carnevale benefico per le vie del paese e al centro polivalente, con tradizionale fagiolata carnevalesca
  • Eventi turistici vari, gare di barche a vela, divertimenti e bancarelle sul Lungolago, specialmente durante i periodi estivi.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Viverone è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino - Biella
  4. ^ Giovanni Bartolomeo Arborio Di Gattinara nell’Enciclopedia Treccani
  5. ^ bruzza.html
  6. ^ Viverone
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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