Sala Biellese

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Sala Biellese
comune
Sala Biellese – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Sindaco Silvio Barbera (lista civica Insieme Sala Bornasco) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°30′0″N 7°57′0″E / 45.5°N 7.95°E / 45.5; 7.95 (Sala Biellese)Coordinate: 45°30′0″N 7°57′0″E / 45.5°N 7.95°E / 45.5; 7.95 (Sala Biellese)
Altitudine 626 m s.l.m.
Superficie 8,09 km²
Abitanti 627[1] (31-12-2010)
Densità 77,5 ab./km²
Comuni confinanti Chiaverano (TO), Donato, Mongrando, Torrazzo, Zubiena
Altre informazioni
Cod. postale 13050
Prefisso 015
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096057
Cod. catastale H681
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 118 GG[2]
Nome abitanti salesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sala Biellese
Sito istituzionale

Sala Biellese (Sala ('d Biela) in piemontese) è un comune di 627 abitanti della provincia di Biella.

Un laghetto ghiacciato tra Sala Biellese ed Andrate (sommità della serra morenica)

Indice

Storia[modifica]

La rivolta delle tessitrici[modifica]

Nel 1896 le tessitrici di Sala, in un'epoca in cui la tessitura a mano era ancora l'attività tradizionale del paese, esercitata soprattutto dalle donne, insorsero contro la pretesa del governo di assoggettare la loro attività a tassazione, come se si trattasse di un'attività industriale. Scoppiata la rivolta, i carabinieri fecero fuoco sulla folla, uccidendo quattro persone. I responsabili della rivolta furono in seguito processati, ma furono assolti.[3].

La guerra partigiana[modifica]

A partire dal 14 dicembre 1944 operò nel Biellese Radio Libertà, che risulta essere stata la sola emittente radiofonica rivolta al pubblico (e che avesse quindi una funzione non direttamente militare) gestita dai partigiani nel corso della resistenza. Le prime trasmissioni avvennero da Callabiana e proseguirono per diverse sere; nel gennaio del 1945 a causa dell'accresciuta minaccia nemica la radio fu smantellata e trasferita a Sala Biellese, da dove riprese a trasmettere dopo qualche settimana proseguendo la propria attività anche oltre al 25 aprile.
L'idea nacque nell'ambito delle attività della seconda Brigata Garibaldi, e il contenuto delle trasmissioni è tuttora consultabile; la parte più consistente della relativa documentazione è custodita presso la Biblioteca Civica di Biella. Il redattore della programmazione era Sam (il farmacista Sandro Berruto), lo speaker Gibo (il ferroviere Luigi Galleis) e il tecnico radiofonico Gamma (il panettiere Giovanni Passaglia). Le trasmissioni avevano un accompagnamento musicale dal vivo, inizialmente eseguito alla chitarra da Grifo (il filatore Alfio Re) e al quale poi si aggiunsero altri strumenti ed un coro. [4]

Museo della Resistenza[modifica]

Sito dell’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, la mostra, curata da Elio Parlamento (partigiano “Varzi”), custodisce preziosi materiali documentari e iconografici raccolti dai protagonisti e dai ricercatori. Nel corso della Resistenza, gli abitanti della Serra e i combattenti delle formazioni partigiane sperimentarono nuove forme di relazione sociale e di rapporto con il territorio. Questi elementi sono ancora oggi rintracciabili lungo i sentieri che collegano Sala a Torrazzo e ad altri luoghi emblematici della lotta di liberazione. Il museo aderisce al progetto "Rete Museale AMI" ( http://www.ecomuseoami.it/site/index.php/il-progetto ) che prevede una valorizzazione e promozione del patrimonio museale dell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea.

Museo della Resistenza- Via Ottavio Rivetti, 5 - Tel 015 2551424

Personalità legate a Sala Biellese[modifica]

Amministrazione[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Angelo Stefano Bessone, La rivolta di Sala. Tra gli ultimi giansenisti e i primi socialisti, Biella 1976
  4. ^ Pagina on-line tratta dall'articolo di Piero Ambrosio e Alberto Lovatto per L'impegno, anno X, n. 1, aprile 1990
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica]

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