Camandona

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Camandona
Panorama di Camandona
Camandona - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Biella
Coordinate: 45°38′41″N 8°6′0″E / 45.64472, 8.1Coordinate: 45°38′41″N 8°6′0″E / 45.64472, 8.1
Altitudine: 805 m s.l.m.
Superficie: 9 km²
Abitanti:
400
Densità: 44 ab./km²
Frazioni: Canova, Cerale, Dagostino, Falletti-Guelpa, Gallo, Governati, Mino, Molino, Pianezze, Piazza, Vacchiero, Vigliano 
Comuni contigui: Bioglio, Callabiana, Pettinengo, Piatto, Trivero, Vallanzengo, Valle San Nicolao, Veglio
CAP: 13050
Pref. telefonico: 015
Codice ISTAT: 096009
Codice catasto: B457 
Nome abitanti: camadonesi 
Santo patrono: San Grato 
Giorno festivo: 7 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Camandona (in piemontese Camandon-a) è un comune di 400 abitanti della provincia di Biella.

Indice

[modifica] Geografia

Il territorio di Camandona si allunga in direzione nord-ovest/sud-est ed è collocato nella parte alta del bacino dello Strona di Mosso. La quota più bassa (500 m circa) si raggiunge nei pressi di questo torrente, che segna il confine a sud-est con il comune di Callabiana e a sud con quello di Pettinengo; il Rio Overa segna invece verso nord-est il confine con Veglio. A monte il territorio comunale culmina attorno a quota 1400 m, nei pressi della Panoramica Zegna. [1].

Il municipio

Il capoluogo comunale (Bianco) e la maggior parte delle frazioni che compongono Camandona è situata attorno a quota 800 metri su una fascia che domina il solco vallivo della Strona, piuttosto incassato. Poco a monte di Falletti-Guelpa, la più occidentale di queste frazioni, si trova il Santuario del Mazzucco, risalente al XVII secolo e dedicato a Sant'Anna e alla Madonna delle Grazie. Ricade parzialmente nel territorio del comune anche l'invaso artificiale di Ponte Vittorio, formato da una diga che sbarra il torrente Strona.

[modifica] Storia

Camandona fu nel Medioevo un alpeggio, la cui occupazione permanente è documentata a partire dal 1446. L'esistenza di una parrocchia risale almeno al 1530, mentre il comune divenne autonomo solo il 16 dicembre 1627. Il 26 agosto 1722 Camandona fu smembrata dal feudo di Mosso, a cui apparteneva, per divenire un feudo a sé stante, affidato al Conte Giovanni Battista Marchisio. Il 15 dicembre 1798 venne eretto in piazza l'albero della libertà; nel 1821, con la restaurazione, Camandona entrò a far parte del mandamento di Mosso[2].
Nel 1945 nel territorio comunale si svolsero sanguinosi scontri tra i partigiani attivi in zona e le forze nazifasciste. [3]

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Gian Paolo Botto Stellia (lista civica Tradizione e futuro) dal 08/06/2009
Centralino del comune: non disponibile
Posta elettronica: disponibile non disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Personalità legate a Camandona

La salma di Edgardo Sogno, la cui famiglia è originaria di Camandona, è tumulata nel cimitero del paese.]][4]

La torre campanaria

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa parrocchiale SS. Grato e Policarpo; risalente al XVI secolo, il suo interno venne interamente affrescato negli anni 1864-1865 dal pittore Antonio Ciancia di Caprile. La massiccia torre campanaria in pietra ha una pendenza di circa 70 cm originatasi in seguito all'assestamento del terreno sul panoramico poggio dove è costruita. [5]


[modifica] Note

  1. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  2. ^ Comuni della Provincia di Biella, AA.VV, Nerosubianco edizioni, Cuneo 2005
  3. ^ Nuova guida di Biella e Provincia; Gabriella Giovannacci Amodeo, Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, [[1994]
  4. ^ Repubblica, 9 agosto 2000, pagina 3, sezione: Torino
  5. ^ Nuova guida di Biella e Provincia; Gabriella Giovannacci Amodeo, Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, 1994

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali