Curino

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Curino
Curino - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Biella
Coordinate: 45°35′52″N 8°13′4″E / 45.59778, 8.21778Coordinate: 45°35′52″N 8°13′4″E / 45.59778, 8.21778
Superficie: 21 km²
Abitanti:
474
Densità: 23 ab./km²
Comuni contigui: Brusnengo, Casapinta, Crevacuore, Masserano, Mezzana Mortigliengo, Pray, Roasio (VC), Soprana, Sostegno, Trivero, Villa del Bosco
CAP: 13865
Pref. telefonico: 015
Codice ISTAT: 096023
Codice catasto: D219 
Nome abitanti: curinesi 
Santo patrono: San Quirino 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
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Curino (in piemontese Curin) è un comune di 474 abitanti della provincia di Biella. Il nome Curino non identifica nessun centro abitato, ma solo il territorio comunale che risulta quindi composto da diverse frazioni (San Martino, Santa Maria, San Bonomio, San Nicolao) a loro volta suddivise in Cantoni isolati tra loro (Montangero).

Indice

[modifica] Territorio

Si estende sulle colline attorno alla strada che unisce Brusnengo con Pray, in Val Sessera, che si snoda nella valle del torrente Bisingana, per ben 2137 ettari, con altitudini comprese tra i 296 e i 787 m della Cima la Guardia. Oltre al torrente Bisingana che scende a Sud dalla Cima la Guardia bagnano il territorio comunale il Torrente Coggiolasca sul versante Nord e la Riale Ravasanella, uno dei corsi d'acqua che danno origine al Torrente Rovasenda, la quale segna per vari km il confine con il comune di Sostegno. La Riale Ravasanella nei pressi del confine con Roasio (VC) è sbarrata da una diga e forma il Lago Ravasanella. Il territorio di Curino è anche lambito dalle acque del Lago delle Piane, originato da una diga sul Torrente Ostola in territorio di Masserano.

[modifica] Clima

Presenta il massimo assoluto delle precipitazioni in primavera, ed un massimo secondario di poco inferiore in autunno, mentre il minimo assoluto è quello dei mesi invernali, che arriva ad essere anche la metà del minimo estivo. La piovosità media annua è notevolmente inferiore a quella di alcune delle zone limitrofe (Valsessera, Valsesia, Triverese).

[modifica] Rive rosse di Curino

Ambiente particolare, proposto per l'istituzione di un parco naturale; è completamente disabitato ed è caratterizzato da una serie di colline di terra rossa e da calanchi, rivestite da una scarsa vegetazione che si è adattata alle condizioni particolari del luogo.

[modifica] Cenni storici

I più antichi insediamenti umani in questa parte del Biellese risalgono al Paleolitico medio, stando ai manufatti litici scoperti nel 1974 presso le rive dei torrenti Ostola ed Osterla.

In epoca preistorica troviamo i Liguri e poi, dalla seconda metà del I millennio a.C., i Celti, fino alla occupazione romana avvenuta nel II secolo a.C., che tuttavia toccò solo marginalmente le aree montane e collinari, limitandosi a controllare le vie di transito per i valichi alpini, mediante la costruzione di centri commerciali e presidi militari, tra i quali il Castrum Quirinum da cui poi deriverà il nome Curino.

Il primo centro di cui si hanno notizie storiche certe è Sostegno, citato in un documento del 882, per le sue cave di calce, probabilmente già in uso in epoca romana.

A partire dal X secolo, tutte queste terre furono donate dagli Imperatori alla chiesa di Vercelli, e la loro storia, a seguito di investiture e conflitti, si andò differenziandosi nei secoli successivi.

Nel Medio Evo Curino era parte del Comitato di Pombia che Arduino d'Ivrea aveva ceduto al fratello Umberto e che, dopo la caduta del Primo Re d'Italia, passava nel 1014 al Vescovo di Vercelli Uguccione; nel 1243 fu venduto, dal legato del Papa, al Comune di Vercelli, salvo essere poi rivendicato dal Vescovo di Vercelli, Martino degli Avogodro di Quaregna, che non riconobbe la vendita, così come in seguito fece anche il Papa. Nel 1394 Nicolò Fieschi, conte di Lavagna, lo ottenne come feudo perpetuo a favore del figlio Antonio Fieschi.

In pratica quindi Curino rimase legato al feudo pontifico di Masserano e, seguendone la storia, rimase indipendente dai Savoia fino al 1767. Il Feudo pontificio di Masserano, assieme a quello di Crevacuore, fu retto dapprima dai Fieschi conti di Lavagna e poi dai Ferrero Fieschi, elevandosi da Contea a Marchesato ed infine addirittura a Principato.

Grazie al favorevole sistema daziario del feudo di Masserano, Curino divenne un centro di attività di scambio con la Valsessera, la Valsesia e la pianura vercellese; il nome del Cantone Gabella probabilmente risale ad allora.

Nel corso del 1900 Curino, come tutto il Biellese, fu coinvolto in un massiccio fenomeno di emigrazione che portò allo spopolamento dei paesi: i Curinesi emigrarono dapprima come stagionali svolgendo attività di calzolai e bottai, poi come muratori e falegnami, soprattutto in Svizzera, ma anche in Francia, Stati Uniti, Argentina e Sud Africa.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Adriano Buzio (lista civica Insieme per Curino) dal 08/06/2009
Centralino del comune: non disponibile
Posta elettronica: disponibile non disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali