Graglia

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Graglia
Graglia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Biella
Coordinate: 45°33′0″N 7°59′0″E / 45.55, 7.98333Coordinate: 45°33′0″N 7°59′0″E / 45.55, 7.98333
Altitudine: 596 m s.l.m.
Superficie: 20 km²
Abitanti:
1.609
Densità: 80 ab./km²
Comuni contigui: Camburzano, Donato, Lillianes (AO), Mongrando, Muzzano, Netro, Settimo Vittone (TO), Sordevolo
CAP: 13895
Pref. telefonico: 015
Codice ISTAT: 096028
Codice catasto: E130 
Nome abitanti: gragliesi 
Santo patrono: Madonna della Neve 
Giorno festivo: 5 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Graglia (in piemontese Graja) è un comune di 1.609 abitanti della provincia di Biella. Vi ha sede un noto santuario.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Graglia ha una forma allungata in senso nord-ovest / sud-est; dalla cima del Mombarone (2.371 m) scende fino a toccare i 365 metri di quota in corrispondenza del Lago dell'Ingagna.
Idrograficamente appartiene al bacino del Torrente Elvo. [1]

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Elena Rocchi (lista civica La nuova torre) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 015 63665
Posta elettronica: graglia@ptb.provincia.biella.it

[modifica] La strage di Graglia

Il 27 aprile 1945, dopo un disperato combattimento durato 14 ore, si arresero ai partigiani una trentina di persone appartenenti al R.A.U. (Raggruppamento Arditi Ufficiali) e al R.A.P. fra cui 24 ufficiali cinque ausiliarie e due mogli di ufficiali che avevano raggiunto i mariti. Una di queste, moglie del Ten. Della Nave, era incinta.

I fatti accaddero a Cigliano nell’albergo “Cavallino Bianco” dove era tricerato il grosso dei soldati. Il R.A.P. di presidio a Cigliano era comandato dal Ten Mancuso mentre il 2° R.A.U. giunto di rinforzo era comandato dal Magg. Filippo Galamini. I prigionieri vennero concentrati in parte al “Cavallino Bianco” e in parte altrove. Il mattino del 28 gli uomini del RAU vengono condotti prima a Dorzano, poi ad Aral Grande, infine, il 1º maggio a Graglia ove tutti furono rinchiusi in una stanza dell’albergo “Belvedere” di Graglia. Furono giorni terribili di percosse e sevizie, pressoché senza mangiare. Alla donna incinta fu negato anche un bicchiere d’acqua.

Il giorno 2 maggio, poi, in più riprese, vennero condotti fuori. Il primo gruppo fu condotto presso un ruscello che divide il comune di Graglia da quello di Netro e qui tutti furono massacrati. Fra loro il Magg. Casini, il Cap. Gili, il S.Ten.Tosi. Il secondo gruppo viene massacrato in località Pairette. Morirono qui il Cap. Toppi, il Cap. Visconti di Modrone e il Ten. Conti. Il terzo gruppo fu ucciso alla cascina Quara nei pressi del Santuario, il quarto in località Portioli. Ultime a morire furono le donne, uccise dietro il cimitero.

Non ci fu pietà neppure per la donna incinta. Essa, gettata a terra con uno spintone, fu uccisa con una raffica di mitra insieme al bambino che portava in grembo. Le vittime di questa strage sono sepolte oggi nel cimitero di Graglia in una tomba comune sotto la lapide "Caduti RSI".

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Voci correlate


[modifica] Note

  1. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
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