Graglia

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Graglia
comune
Graglia – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Biella – stemma Biella
Sindaco Elena Rocchi (lista civica La nuova torre) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°33′0″N 7°59′0″E / 45.55°N 7.98333°E / 45.55; 7.98333 (Graglia)Coordinate: 45°33′0″N 7°59′0″E / 45.55°N 7.98333°E / 45.55; 7.98333 (Graglia)
Altitudine 596 m s.l.m.
Superficie 20,28 km²
Abitanti 1 606[1] (31-12-2010)
Densità 79,19 ab./km²
Comuni confinanti Camburzano, Donato, Lillianes (AO), Mongrando, Muzzano, Netro, Settimo Vittone (TO), Sordevolo
Altre informazioni
Cod. postale 13895
Prefisso 015
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096028
Cod. catastale E130
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 079 GG[2]
Nome abitanti gragliesi
Patrono Madonna della Neve
Giorno festivo 5 agosto
Localizzazione
Graglia è posizionata in Italia
Graglia
Sito istituzionale

Graglia (Graja in piemontese) è un comune italiano di 1.606 abitanti della provincia di Biella. Vi hanno sede un noto santuario mariano e lo stabilimento dove si imbottiglia l'acqua minerale Lauretana.[3]

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Graglia ha una forma allungata in senso nord-ovest / sud-est; dalla cima del Mombarone (2.371 m) scende fino a toccare i 365 metri di quota in corrispondenza del Lago dell'Ingagna.
Idrograficamente appartiene al bacino del Torrente Elvo.[4]

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Elena Rocchi (lista civica La nuova torre) dal 08/06/2009

[modifica] La strage di Graglia

Il 27 aprile 1945, dopo un disperato combattimento durato 14 ore, si arresero ai partigiani una trentina di persone appartenenti al R.A.U. (Raggruppamento Arditi Ufficiali) e al R.A.P. fra cui 24 ufficiali cinque ausiliarie e due mogli di ufficiali che avevano raggiunto i mariti. Una di queste, moglie del Ten. Della Nave, era incinta.

I fatti accaddero a Cigliano nell’albergo “Cavallino Bianco” dove era tricerato il grosso dei soldati. Il R.A.P. di presidio a Cigliano era comandato dal Ten Mancuso mentre il 2° R.A.U. giunto di rinforzo era comandato dal Magg. Filippo Galamini. I prigionieri vennero concentrati in parte al “Cavallino Bianco” e in parte altrove. Il mattino del 28 gli uomini del RAU vengono condotti prima a Dorzano, poi ad Aral Grande, infine, il 1º maggio a Graglia ove tutti furono rinchiusi in una stanza dell’albergo “Belvedere” di Graglia. Furono giorni terribili di percosse e sevizie, pressoché senza mangiare. Alla donna incinta fu negato anche un bicchiere d’acqua.

Il giorno 2 maggio, poi, in più riprese, vennero condotti fuori. Il primo gruppo fu condotto presso un ruscello che divide il comune di Graglia da quello di Netro e qui tutti furono massacrati. Fra loro il Magg. Casini, il Cap. Gili, il S.Ten.Tosi. Il secondo gruppo viene massacrato in località Pairette. Morirono qui il Cap. Toppi, il Cap. Visconti di Modrone (Terziario Francescano) e il Ten. Conti. Il terzo gruppo fu ucciso alla cascina Quara nei pressi del Santuario, il quarto in località Portioli. Ultime a morire furono le donne, uccise dietro il cimitero.

Non ci fu pietà neppure per la donna incinta. Essa, gettata a terra con uno spintone, fu uccisa con una raffica di mitra insieme al bambino che portava in grembo. Le vittime di questa strage sono sepolte oggi nel cimitero di Graglia in una tomba comune sotto la lapide "Caduti RSI".

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Personalità legate a Graglia

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ "Azienda", pagina informativa sul sito della www.lauretana.com (consultato l'8-1-2011)
  4. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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