San Benedetto del Tronto

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San Benedetto del Tronto
comune
San Benedetto del Tronto – Stemma San Benedetto del Tronto – Bandiera
San Benedetto del Tronto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Giovanni Gaspari (PD) dal 30/05/2011 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.943781°N 13.883331°E42.943781; 13.883331 (San Benedetto del Tronto)Coordinate: 42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.943781°N 13.883331°E42.943781; 13.883331 (San Benedetto del Tronto)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 25,31 km²
Abitanti 46 797[2] (31-05-2013)
Densità 1 848,95 ab./km²
Comuni confinanti Acquaviva Picena, Grottammare, Martinsicuro (TE), Monteprandone
Altre informazioni
Cod. postale 63074[1]
Prefisso 0735
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044066
Cod. catastale H769
Targa AP
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 593 GG[3]
Nome abitanti sambenedettesi
Patrono san Benedetto martire
Giorno festivo 13 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto del Tronto
Posizione del comune di San Benedetto del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di San Benedetto del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale
« …dalle colline dorate si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori… stupende barche da pesca che solcano il mare Adriatico, barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o con antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo e sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica…[4] »
(Franz Liszt)

San Benedetto del Tronto (Sammenedèttë in dialetto sambenedettese) è un comune italiano di 46.797 abitanti[2] della provincia di Ascoli Piceno, posto lungo la costa adriatica meridionale delle Marche alla foce del fiume Tronto, il quinto in regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro, Fano e Ascoli Piceno.

È il centro più importante e noto della Riviera delle Palme, dicitura originariamente riferentesi al solo litorale sambenedettese ma poi estesasi anche a quelli di Grottammare e di Cupra Marittima e persino ad alcune località dell'entroterra limitrofo dopo la nascita del consorzio turistico omonimo. La città richiama visitatori da ogni parte d'Italia e d'Europa e costituisce il principale polo turistico delle Marche per numero di presenze[5], oltre a possedere il maggior porto peschereccio dell'Adriatico e tra i maggiori d'Italia.

Dal 1999 la città viene insignita ininterrottamente della Bandiera Blu con stella, il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità legati a parametri di vario tipo fra cui quelli relativi alle acque di balneazione, alla pulizia delle spiagge e agli approdi turistici.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

È il comune litoraneo più meridionale delle Marche. I confini naturali a sud (fiume Tronto) e ad est (mare Adriatico) sono ben definiti mentre a nord e ad ovest non sono altrettanto identificabili. L'elevata espansione urbana nel territorio stretto tra mare e collina non permette una lettura facile dei limiti dell'abitato.

Clima[modifica | modifica sorgente]

San Benedetto gode di un clima particolarmente benigno, con inverni miti (7 °C circa di media stagionale) ed estati calde, ma non afose (23 °C circa di media stagionale). La temperatura media annua è di circa 15 °C mentre le precipitazioni sono generalmente comprese fra i 700 e gli 800 mm.[6]

San Benedetto del Tronto Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura media (°C) 6,2 7,4 9,8 13,2 17,2 21,3 24,0 23,6 20,6 16,3 11,8 8,2 15,0
Temperatura media minima (°C) 3,0 3,8 6,0 9,0 12,8 16,8 19,0 18,7 16,1 12,3 8,5 4,9 10,9
Temperatura media massima (°C) 9,4 11,1 13,7 17,5 21,6 25,9 29,0 28,6 25,2 20,3 15,2 11,5 19,1
Precipitazioni (mm) 63 52 63 60 51 51 42 56 71 82 86 80 757

Fiumi e torrenti[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Poco si sa in realtà delle origini di San Benedetto. Da sempre vengono fatte risalire al XII secolo ma, nell'estate 2011, in alcuni interessanti ritrovamenti archeologici avvenuti nel Paese Alto sono stati rinvenuti molti reperti risalenti ad epoca romana, tra cui una vasca, un mosaico di tessere bianche con cornici nere e un angolo di muro di un edificio con affreschi parietali di colore rosso tipici della fase decorativa romana risalente all'età neroniana o flavia, databili fra la prima metà del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C.[7]. Tali ritrovamenti mettono in discussione ciò che si sapeva sulle reali origini di San Benedetto. In passato era stata ritenuta sorgere sul sito dell'antica città di Truentum (città fondata dall'antico popolo dei Liburni), poi Castrum Truentinum, oggi identificata con il sito archeologico scavato alla foce del Tronto nel comune di Martinsicuro.

Quindi sull'origine non si hanno certezze e, in attesa di ulteriori studi sui ritrovamenti, continuiamo ad accreditare l'ipotesi di un nucleo sorto attorno ad una chiesa che avrebbe ospitato le spoglie di San Benedetto martire, soldato romano martirizzato nell'antica Cupra (attuale Cupra Marittima). Del nucleo abitativo di San Benedetto, definito come Plebs Sancti Benedicti in Albula, dal nome del santo protettore e titolare della chiesa omonima, nonché del torrente che tuttora l'attraversa, si hanno tracce dall'anno 998 in un atto relativo all'investitura del beneficio dei SS. Vincenzo e Anastasio in territorio di Acquaviva Picena, da parte di Uberto, vescovo di Fermo.

Il primo significativo mutamento insediativo si ha nel 1145 quando i signori Azzo e Berardo di Gualtiero ottennero l'autorizzazione dal vescovo Liberto di Fermo a realizzare un castrum sul colle ove sorge la pieve, pur nel rispetto delle pertinenze di questa.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel XIV e XV secolo San Benedetto fu contesa tra Ascoli e Fermo. Nel 1478 un'epidemia di peste, pare portata da turchi, devastò il territorio di San Benedetto decimando la popolazione a tal punto che nel 1491, essendo il paese rimasto pressoché disabitato, su iniziativa del municipio di Fermo che all'epoca ne deteneva la giurisdizione, venne deciso di dare facoltà ad alcuni profughi imolesi di stabilirvisi, concedendo loro terreni in enfiteusi.

Oggetto della rivalità tra le città di Ascoli e Fermo, fu per secoli aspramente contesa delle due rivali. Nel 1463 Fermo dette incarico al frate Giacomo della Marca (San Giacomo della Marca) di pronunciarsi quale arbitro nella questione e risolvere le secolari controversie fra Fermo ed Ascoli. Frate Giacomo della Marca il 3 luglio 1463 emise il suo giudizio assegnando la parte bassa di S. Benedetto, oggi corrispondente al territorio a sud del torrente Ragnola, a Monteprandone, garantendo quello sbocco a mare strategico per gli ascolani e annettendo alla giurisdizione di Monteprandone quel Montecretaccio sotto il quale si sarebbe dovuto costruire, ma che poi non fu mai realizzato, il porto suddetto (Porto d'Ascoli).

Sotto lo Stato pontificio[modifica | modifica sorgente]

Saccheggi e devastazioni a varie riprese caratterizzano anche il XVI secolo per cui il paese, seppure di importanza strategica, non riuscì a svilupparsi se non dopo aver riacquistato un po' di tranquillità. È del 1615 la testimonianza di una prima espansione fuori dalle mura, verso il mare, con la costruzione di una chiesetta dedicata alla Madonna della Marina in corrispondenza del luogo dove oggi è situata Piazza Cesare Battisti in prossimità del vecchio Palazzo Municipale. Costruita sul litorale deserto lungo la Via Litoranea sulla direttrice che dalla Porta Sud conduceva alla spiaggia, fuori delle mura del borgo antico, fu stimolo per la popolazione a scendere in marina.

Nel giro di pochi anni cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. Parzialmente distrutta dall'inondazione del torrente Albula del 6 luglio 1898, per i danneggiamenti subiti fu chiusa al culto e demolita l'anno seguente, ma non si spense nel popolo sambenedettese la devozione alla Madonna del Mare e una nuova chiesa venne costruita, quella attuale. Nel Museo di Arte Sacra di San Benedetto del Tronto è conservata un'epigrafe in latino del 1615, a memoria della fondazione dell'antica chiesetta.

L'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo demografico del Castro Sancti Benedicti e, successivamente al 1860 con Regio Decreto, di San Benedetto del Tronto, non può che rassomigliare a quello di tanti altri centri rivieraschi dell'Adriatico, ove svolgono un ruolo determinante le immigrazioni, rese necessarie per il ripopolamento sul finire del XV secolo e proseguite fino ai giorni nostri in modo significativo, le incursioni e le catture barbaresche, i rapporti con le popolazioni transadriatiche, le epidemie, le successive e massicce emigrazioni in altri luoghi dell'Italia ed all'estero, talune con caratteristiche specifiche legate ai mestieri del mare.

San Benedetto, attraverso questi fenomeni, appare come una vera e propria “testa di ponte” ove si approdava con le barche o si giungeva dai paesi dell'interno e ci si stanziava, magari per ripartire per altri lidi, ma sempre lasciando tracce di quegli apporti demografici. Ciò è particolarmente significativo dal XVIII secolo, quando la pesca fa da motivo di attrazione e la viabilità costiera, resa più agevole e sicura, ne fa uno snodo tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli.

Il XVIII secolo è il secolo nel quale la popolazione sambenedettese inizia ad uscire dal sovraffollato quartiere Castello dopo aver invaso con le nuove costruzioni lo spazio di rispetto delle mura fortificate e talvolta scavalcate queste verso i giardini sottostanti, accompagnato dall'espansione lungo e al di sotto della strada “Lauretana” (l'attuale statale 16) indi dei "paiarà" (toponimo del primo insediamento sviluppatosi sulle terre sottratte al mare, che deve il proprio significato da quelle case costruite con paglia impastate con argilla).

Il restante territorio della marina è ancora inabitabile a causa degli acquitrini che vi si sono formati con il ritirarsi della costa e la campagna vede solo rare case coloniche. In prosieguo di tempo, con la relativa conquista e bonifiche delle terre alla marina, buona parte delle circa 5000 anime che costituivano la popolazione sambenedettese nel 1850, abitavano già nella loro maggioranza nel quartiere Marina che arricchiva la nomenclatura delle contrade portandola da nove a dodici.

Sono soprattutto i pescatori, i calafati, gli sciabicotti, i pescivendoli ed i facchini di marina che per una maggiore comodità professionale si insediano al di sotto della Strada detta Lauretana. Il centro sociale, civile e di conseguenza economico non è più individuabile all'interno delle mura del Castello, ove la maggior parte dei residenti ora sono pochi artigiani con le loro botteghe, i benestanti, ed alcuni possidenti agricoli. Qualche marinaio abita ancora nel quartiere Castello, ma ciò rappresenta un'eccezione rispetto alla maggioranza che occupa lo spazio sotto le mura orientali.

Nel 1763 ci fu il primo intervento urbanistico organizzato a cura dell'ing. Paglialunga di Fermo, nel 1851 la cittadina contava appena 5.351 abitanti (censimento dello Stato Pontificio). Nel 1860 i Cacciatori delle Alpi liberano la città dal dominio della Chiesa. Nel 1863 la costruzione della linea ferroviaria adriatica costituì un passaggio storico per tutto il territorio. Negli stessi anni aprivano i primi stabilimenti balneari e l'amministrazione del sindaco Secondo Moretti delineò la vocazione turistica della cittadina. Risale al 1896 il regio decreto che concede a San Benedetto l'attributo del Tronto.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1907 comincia la costruzione del porto peschereccio, il cui ultimo ampliamento è del 2000. Nel 1912 avviene il varo del primo peschereccio a motore in Italia, il "San Marco", su concezione del monsignor Francesco Sciocchetti.

Nel 1928 con Decreto Ministeriale, San Benedetto otteneva il riconoscimento di Stazione di Cura, soggiorno e turismo, prima località balneare delle Marche e di tutta la costa adriatica.

Nel 1935 un decreto regio annette, dopo molti tentativi avvenuti negli anni precedenti, la frazione Porto d'Ascoli (frazione fino al 1961, anno in cui viene ufficialmente incorporata al comune) staccandola da Monteprandone per motivi di convenienza territoriale in quanto San Benedetto è in piena espansione e necessita di spazio.

Il 18 giugno 1944 dopo 144 bombardamenti aerei e sei cannoneggiamenti navali che hanno devastato la città nella seconda guerra mondiale, San Benedetto viene liberata.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma della città di San Benedetto del Tronto

Il sito Comuni italiani[8] descrive così lo stemma:

Blasonatura stemma

« Di colore celeste chiaro, racchiuso in nastri dorati, sormontati da una corona turrita, porta il disegno di una torre con ai lati due alberi di ulivo sormontati da due rami: uno di alloro e uno di quercia con al disopra un sole. »

Blasonatura gonfalone

« Drappo troncato di azzurro e di rosso. »

Caratteristiche dello stemma

Simboli: Mare, Palma, Spada, Torre

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture storiche e militari[modifica | modifica sorgente]

Torre dei Gualtieri (o Torrione)[modifica | modifica sorgente]

Alba sotto il torrione

Più propriamente denominato "Mastio della Rocca" e più popolarmente noto come "Torrione" (lu Turriò o lu Campanò) è forse l'elemento più rappresentativo della città, spiccando dall'altura del Paese Alto a dominare l'intero abitato. Eseguita nell'ultimo ventennio del XV secolo a seguito di una ristrutturazione della cinta muraria dopo uno dei tanti conflitti tra Ascoli e Fermo presumibilmente dalla famiglia Gualtieri, la quale, verso l'anno 1145 iniziò la riedificazione del castello (sopra le rovine dell'antica pieve caduta in rovina per mano dei pirati turchi che depredavano le coste o per le invasioni barbariche) terminata circa ben tre secoli dopo con la costruzione di questa insolita torre dalla foggia così singolare.

Di altezza relativamente modesta (20 m), a pianta esagonale schiacciata, è interamente in laterizio, presenta un orologio sulla faccia rivolta verso mare e una merlatura superiore eseguita nel restauro del 1901 su progetto dell'architetto Giuseppe Sacconi. L'interno è suddiviso in quattro livelli forniti di copertura a volta (a botte cuspidata per i primi due livelli).

Torre Guelfa[modifica | modifica sorgente]

Si trova accanto una villa privata e si può scorgere dalla S.S. 16 in località Porto d'Ascoli. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata del XIV secolo con opera a sporgere costituita da beccatelli e piombatoi. Costituita in muratura a secco con paramenti esterni ed interni in laterizio, faceva parte di una fortezza consistente in due grandi torri, sette torrioni con settanta merli, ricostruita dalla città di Ascoli dopo il 1348, distrutta poi da Gentile da Mogliano, signore di Fermo.

Caserma Guelfa[modifica | modifica sorgente]

Si trova lungo la Strada Statale 16 in prossimità dell'incrocio con via Mare, la via principale di Porto d'Ascoli. Edificio fortificato a pianta quadrangolare del XVI secolo con corpi d'angolo a "puntone" e chiostro interno a doppio ordine con archi a tutto sesto, la scarpatura di base è bloccata a metà altezza con un cornicione a sezione semicircolare. Portale d'ingresso in pietra con sovrastante stemma in pietra della città di Ascoli. La copertura è con capriate in legno e sovrastante manto di coppi. Inizialmente aveva la destinazione di Ospizio al Porto, Hostaria e nuovi magazzini per il deposito delle merci, successivamente assunse il ruolo di ultimo avamposto pontificio prima del Regno delle Due Sicilie per questo è popolarmente definita come la "Dogana Pontificia".

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Benedetto martire[modifica | modifica sorgente]

Il primo insediamento risale all'XI secolo dove sorgeva l'antica pieve di San Benedetto sorta sul sepolcro di San Benedetto martire attorno alla quale, dopo il 1140, venne costruita la cinta muraria. Poco rimane dell'antico sepolcro e del vecchio edificio poiché la chiesa fu modificata ed ampliata alla fine del XVIII secolo su disegno dell'architetto Pietro Augustoni. Interamente in laterizio con facciata con cornici e paraste e timpano in pietra, nella chiesa sono conservate, oltre a reperti, epigrafi e lapidi, diverse altre opere: una pala del 1707 del pittore fermano Ubaldo Ricci relativa all'ultima cena, una pala della Madonna del Rosario di anonimo del XVI secolo e un'altra della Madonna del Carmelo, sempre di anonimo, del XVIII secolo; inoltre il simulacro dell'Immacolata Concezione realizzata nel 1856, un Cristo Morto della seconda metà dell'Ottocento e soprattutto l'altare di San Benedetto martire con reliquie del Santo.

Cattedrale di Santa Maria della Marina[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale di Santa Maria della Marina
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Santa Maria della Marina.

Eretta dal Comune nel 1615, in onore della Madonna della Spiaggia, è stata la prima costruzione posta fuori le mura del borgo antico. La chiesa sorgeva nell'attuale Piazza Cesare Battisti, un tempo chiamata Piazza del Mercato, sulla direttrice che collegava il borgo vecchio e il mare, quando agli inizi dell'Ottocento la chiesa, ormai cadente, venne sconsacrata ed adibita a magazzino. La chiesa, riaperta al culto dal Governo Pontificio dopo il 1816, venne seriamente danneggiata dall'alluvione del Torrente Albula del 6 luglio 1898 e quindi abbattuta nel maggio del 1899, per ampliare la piazza del Municipio. Essa fu uno stimolo per la popolazione a scendere in marina.

Infatti, nel giro di pochi anni, cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. La prima pietra della ricostruzione della chiesa nuova, da erigere in Piazza Nardone (già Piazza Roma già Piazza del Teatro perché vi si affacciava il Teatro Concordia, sul lato opposto della chiesa), fu posta il 16 maggio 1847 dal Vescovo Carlo Gentile. Il primo progetto del bolognese Gaetano Ferri fu ritenuto troppo ambizioso e quindi seguì quello dell'ascolano Ignazio Cantalamessa. Dopo una pausa di dieci anni, divenuto vescovo della diocesi l'abate Giacinto Nicolai, i lavori furono ripresi. Veri animatori della costruzione furono Don Francesco Sciocchetti e Padre Gioacchino Pizzi dei Chierici Regolari che, nel 1821 acquistò l'area per costruirla. Don Sciocchetti diede il via ai lavori che furono affidati all'architetto Giuseppe Rossi ed approvati dall'architetto Giuseppe Sacconi.

Monsignor Luigi Boschi vescovo diocesano consacrò la chiesa il 4 aprile 1908. Ad opera dei successori di Don Sciocchetti, venne costruito il battistero, la gradinata esterna e metà della facciata. Subito dopo la seconda guerra mondiale si pensò al completamento di quella che per la vastità, per l'eleganza delle linee architettoniche e dell'ubicazione sarebbe stata destinata a divenire una "degna cattedrale". Furono dunque edificati il campanile, l'abside e fu completata la facciata. Fu consacrata, con rito solenne, con elevazione a concattedrale da monsignor Vincenzo Radicioni il 7 febbraio 1973. Dieci anni dopo, con decreto pontificio del 30 settembre 1986 la chiesa diveniva la nuova cattedrale della "Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto". È stata insignita nel 2001 del titolo di "Basilica minore".

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Progettata dall'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa e costruita a partire dal 1870, la chiesa è stato il punto di riferimento religioso per tutto l'antico centro storico del Mandracchio, il complesso di case di marittimi che sorgevano attorno alla retrostante via Laberinto. Le vetrate policrome sono state realizzate nel 1988 (anno dell'ultimo restauro) su disegno dell'artista locale Marcello Sgattoni. La chiesa, in stile neoclassico ed elementi decorativi in laterizio, ha un portale d'ingresso con timpani e fregi in pietra che si affaccia su piazza Matteotti, l'antica piazza d'Armi, perché luogo dove sostavano le truppe di passaggio.

La piazza è dominata dall'artistica fontana realizzata a partire dal 1870 su progetto dell'architetto romano Virginio Vespignani. Più avanti, degni di nota una grande ancora (a ricordo dell'antico nome dello stradone, cioè via dell'Ancoraggio) e, più avanti, la statua La Retara, dedicata cioè alla donna addetta alla fabbricazione e riparazione delle reti da pesca, opera in bronzo dello scultore Aldo Sergiacomi. All'interno sono custodite le immagini della Madonna del Rosario di Andrea Tavernier, una seicentesca Fuga in Egitto e la Sacra famiglia, opera del massimo pittore sambenedettese Armando Marchegiani.

Santuario della Madonna del Santissimo Sacramento[modifica | modifica sorgente]

Non molto distante dal vecchio palazzo municipale, vi è il santuario intitolato alla “Madonna del Santissimo Sacramento”. È la chiesa dei “Padri Sacramentini” della “Congregazione del Santissimo Sacramento” che si richiama all'opera e alla spiritualità di San Pier Giuliano Eymard (in francese Saint Pierre-Julien Eymard). Ricavata dall'ex Teatro Virginia, fu consacrata l'8 dicembre 1939 dal vescovo Luigi Ferri, che in questa chiesa è sepolto. Egli fortemente volle nella sua diocesi di Ripatransone un luogo di culto dedicato all'Adorazione Perpetua. Nel santuario infatti il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è esposto tutto il giorno all'adorazione dei fedeli che qui accorrono numerosi.

La chiesa, di impianto moderno e a pianta rettangolare, è suddivisa in tre navate. La parete absidale posteriore, dietro l'altare, mostra un grande mosaico opera dell'artista contemporaneo di origini ungheresi Giovanni Hajnal. Esso richiama l'episodio evangelico della Cena di Emmaus: l'imponente e slanciata figura del Cristo risorto, tra lo stupore e la meraviglia dei due discepoli, sembra congiungere la terra e il Cielo, mentre dona l'Eucaristia sotto le specie del Pane spezzato e del Vino, sullo sfondo appare la croce con la quale il Figlio di Dio offre agli uomini la salvezza attraverso il sacrificio del suo Corpo del suo Sangue.

Vescovado[modifica | modifica sorgente]

Già Palazzo Anelli, deve il suo nome alla famiglia che almeno dal fine del XVIII secolo abitava nel luogo dove oggi sorge questo edificio. La struttura presenta elementi liberty in un contesto medievale ed è composta da due corpi a pianta rettangolare, un avancorpo a due livelli prospettante sulla piazza e un corpo arretrato a quattro livelli che costituiscono la torretta. Da evidenziare le facciate arricchite da eleganti cornici e fasce marcapiano in laterizio. Pregevoli le inferriate, le ringhiere e le cancellate in ferro battuto a motivi floreali. Oggi, dopo un attento e mirato restauro, è la prestigiosa sede del Vescovado.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

Piccola e suggestiva chiesetta rurale, tanto cara agli abitanti di San Benedetto. L'attuale e modesto edificio è stato costruito nel 1785 da Bernardino Voltattorni. Il precedente, probabilmente molto antico, doveva trovarsi nelle vicinanze, e presumibilmente costruito sulle rovine di un antico tempio romano del locale forum o conciliabulum. La chiesetta di Santa Lucia, situata lungo la strada Panoramica, gode di una vista stupenda sulla città. Nel passato era mèta, nel giorno di Pasqua, di pellegrinaggio da parte dei devoti sambenedettesi i quali erano soliti fare un pic-nic nei suoi dintorni.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Fontana posta al centro della rotonda Giorgini.

Palazzina Azzurra[modifica | modifica sorgente]

Il complesso della Palazzina Azzurra nasce dal progetto dell'ing. Luigi Onorati ingegnere capo del Comune di San Benedetto del Tronto. Commissionata dall'Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, per "migliorare le proprie attrezzature ricettive e creare un luogo di ritrovo e divertimento" la Palazzina Azzurra fu inaugurata il 1º settembre 1934. In stile prettamente razionalistico, tipico dell'epoca fascista, fu costruita a fianco dei due campi da tennis e del Circolo Forestieri.

L'edificio a due piani, dipinto di azzurro, ospitava al piano terra il bar, salotti, docce e servizi per signori e signore; al primo piano, al quale vi si accedeva e tuttora vi sia accede tramite una scalinata, erano dislocati la sala lettura, due salotti, uno spogliatoio ed un fumoir.

I salotti, dalle pareti semicircolari e vetrate, consentivano di avere una visuale ottimale sul panorama della pineta nuova e sui campi sportivi. Un complesso architettonico abbastanza esclusivo, ma capace di soddisfare le diverse aspettative legate al tempo libero, allo svago estivo, nonché a quello sportivo e festaiolo dell'epoca. L'edificio senza essere di eccelso valore monumentale, ha avuto nella storia recente di San Benedetto un grande valore significativo per l'immagine turistica.

La guerra mondiale che sottopose la città a pesanti bombardamenti ne condizionarono ogni attività: ma già il dopoguerra si caratterizzò per un rinvigorito entusiasmo. Essa si distinse per essere uno dei più ricercati luoghi di ritrovo serale e sala da ballo del Paese, per le generazioni e per la cultura musicale che si sono susseguite dagli anni cinquanta fino agli anni ottanta.

Dopo un periodo di decadenza, che rifletteva le difficoltà di un'intera comunità cittadina, il progetto di restauro intrapreso dal Comune di San Benedetto (20 luglio 1996), restituiva alla cittadinanza la struttura nell'accezione più autentica, con spazi destinati alla promozione e alla diffusione dell'arte, con sale destinate all'esposizione, uffici e servizi, il tutto completato da parco. Nel suo cortile è ospitata Vale & Tino, eccezionale scultura in neon colorato di Marco Lodola.

Teatro comunale Concordia[modifica | modifica sorgente]

Il teatro "Concordia" nasce ufficialmente come progetto cittadino, nel corso di una riunione tenuta nell'aula consiliare, indetta dall'Associazione dei filarmonici locali, il giorno 28 luglio 1827. A seguito di un'accurata ristrutturazione è tornato nella piena disponibilità della cittadinanza il 30 aprile 2008, con una serie di spettacoli che ha visto alternarsi sul palcoscenico compagnie locali a professionisti di livello nazionale.

Monumento al pescatore[modifica | modifica sorgente]

Questa statua è collocata nel punto in cui il lungomare si innesta con il molo sud del bacino portuale e riproduce la tenuta dei pescatori durante le tempeste, quando, per richiamare l'attenzione sul pericolo derivante dalla nebbia incombente sul mare, si servivano della tromba. È opera di Cleto Capponi, artista grottammarese.

Monumento al gabbiano Jonathan[modifica | modifica sorgente]

Realizzato dall'artista Mario Lupo nel 1986, il monumento a il gabbiano Jonathan Livingston, protagonista del libro di Richard Bach, sorge lungo la passeggiata del Molo sud, quella che è stata ribattezzata The Jonathan's way. L'opera, proiettata per 10 metri, racchiude in un cerchio azzurro la vita dei gabbiani e delle acque. È il simbolo della operosità generosa e della tenacia tipiche della gente di mare, gente abituata ad affrontare e superare silenziosamente ostacoli e difficoltà.

Il corso[modifica | modifica sorgente]

Lo storico viale Secondo Moretti, costruito agli inizi degli anni trenta del secolo scorso dall'ingegner Luigi Onorati nell'ambito del progetto che portò alla realizzazione del lungomare, situato nel centro città, perpendicolare all'inizio del lungomare nord, è ormai da decenni, il luogo d'incontro della popolazione sambenedettese e dei dintorni. Zona pedonale, recentemente ristrutturato, sede di locali storici della città e di numerose attività commerciali, da alcuni anni è arricchito da una collezione di opere di arte moderna, in particolare sculture, di artisti del calibro di Ugo Nespolo, Enrico Baj, Mark Kostabi, Salvo, Paolo Consorti, Marco Lodola, Paolo Annibali.

Punto nevralgico del corso, indiscusso punto riferimento e luogo di ritrovo della cittadina è la suggestiva piazza Giorgini (o rotonda Giorgini), dedicata a Carlo Giorgini, uno dei più amati sindaci della città, famosa come la Rotonda, situata all'incrocio tra la fine di viale Secondo Moretti e l'inizio nord del lungomare. La caratteristica fontana situata al centro della piazza, è ormai diventata uno dei simboli e delle immagini più note della città.

Lungomare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riviera delle Palme (Marche).
Tratto di lungomare nord

Nel 1931 su progetto dell'ingegner Luigi Onorati fu realizzato il lungomare che ancor oggi, oltre ad essere una via di comunicazione essenziale, è il centro pulsante della San Benedetto turistica ed è anche divenuto il luogo col quale si identifica l'immagine cittadina, in Italia e anche all'estero. Considerato spropositato all'epoca della costruzione, ha una sede stradale larga complessivamente 30 metri e parte dalla famosa e suggestiva rotonda Giorgini (la rotonda), al termine del centralissimo viale Secondo Moretti, e, nella sua parte più settentrionale, per il ritiro del mare conseguente al continuo ingrandimento del porto, risulta molto arretrato rispetto alla riva del mare. Conclude nella rotonda Salvo D'Acquisto a Porto d'Ascoli per una lunghezza complessiva di circa 6 km.

È costeggiato da lussureggianti giardini, una pineta, campi da tennis, una pista di pattinaggio e un edificio, la "Palazzina Azzurra", storico locale della città, sulla foce del torrente Albula che determina la fine del primo tratto, a sud del quale parte la zona più propriamente turistica, con stabilimenti balneari sulla spiaggia da un lato e ville ed alberghi dall'altro lato della strada. Caratteristica peculiare del lungomare è l'abbondante presenza di palme (in prevalenza Phoenix canariensis e sylvestris) che sono diventate un po' il simbolo cittadino (oggi, tra giardini pubblici e privati e lungo i viali cittadini, si contano un totale di circa 8.000 palme di varie specie) in senso turistico, avendo preso la stessa azienda di promozione turistica il nome di Riviera delle Palme.

Tratto di lungomare sud

Nel 2001 è stata completata la pista ciclabile che costituisce un'unica passeggiata fino a Cupra Marittima verso nord e fino a Porto d'Ascoli verso sud. La parte sud del lungomare, è stata oggetto di interventi in tempi diversi. Nel 2004 si è dato il via ad un rifacimento radicale che ha visto l'ammodernamento della prima parte del lungomare sud: sono state ampliate sia la zona pedonale che la pista ciclabile. Poi nel 2007 è stato inaugurato il 2º tratto. Il tracciato ciclabile fa parte del più esteso progetto denominato Ciclovia Adriatica che una volta completato collegherà l'intera costa adriatica.

Oltre all'area pedonale ed alla pista ciclabile, sono presenti dei "giardini tematici", le "oasi": giardino arido, giardino umido, giardino delle palme, giardino delle rose, giardino della macchia mediterranea. I materiali scelti sono compatibili con la nuova vocazione del lungomare in modo da far apparire tali tratti veri e propri spazi naturali sul mare, ove sostare per ammirare il panorama, o per l'accesso diretto alla spiaggia. Sul sito ufficiale del Comune è possibile ammirare le foto del nuovo lungomare ed effettuare anche un giro virtuale. È previsto l'ammodernamento dell'ultimo tratto (lungomare Nord) nei prossimi anni.

Centro storico del mare[modifica | modifica sorgente]

Ne fanno parte gli stabilimenti balneari della prima parte del lungomare nord, dal torrente Albula alla concessione numero 20 (inclusa la 29), e sono gli chalet storici della città costruiti intorno agli anni cinquanta e sessanta e che, per la maggior parte, hanno mantenuto caratteri tipologici di quegli anni.

Faro[modifica | modifica sorgente]

Il faro

L'attuale faro è entrato in funzione ufficialmente nel 1957 ed è stato costruito tra la Rotonda e la zona portuale (in zona strategica e centrale all'area portuale), in considerazione del fatto che l'importanza di un faro è nella posizione e nella portata del fascio di luce. È elemento necessario ai naviganti e marinai per l'avvicinamento alla costa, come richiamo nell'oscurità notturna per gli uomini in mare che localmente, prima della sua costruzione avevano come riferimento solo il Torrione e il suono delle campane; idealmente per questo motivo è stato costruito lungo la perpendicolare che parte dal Paese Alto in direzione est.

È una torre cilindrica su fabbricato ed è alta 31 metri. Sulla sua sommità si trova collocata una lampada alogena da 100 W che emana una luce bianca che, grazie a delle lenti opportunamente combinate ed allineate, viene riflessa emergendo come un intenso fascio di raggi paralleli, quindi convogliata in un unico punto e proiettata in lontananza. La portata della luce del faro si proietta ad una distanza di 32 MN in condizioni di perfetta visibilità. Con il versante ovest oscurato (a prevenire fastidi alla città) ed è una luce ottica rotante che emana due lampi in un periodo di dieci secondi. In condizione di eventuale avaria, vi è anche un fanale più piccolo di riserva con una portata più contenuta. In presenza di nebbia si aziona pure il nautofono collocato sulla punta del molo sud che emana un segnale sonoro per le imbarcazioni che altrimenti non riuscirebbero a percepire i due fanali identificativi dell'imboccatura del porto, rispettivamente con luce verde nel molo nord e con luce rossa nel molo sud. La scala a chiocciola con 150 scalini porta alla sommità della struttura e ad una terrazza dalla quale è possibile vedere da levante l'intera città e le colline circostanti.

Il faro di San Benedetto del Tronto oggi funziona in automatico grazie ad una fotocellula che lo aziona o lo spegne. Ma all'epoca della sua costruzione, era un faro manuale il cui funzionamento si realizzava dietro degli ingranaggi mossi da un peso motore che quotidianamente doveva essere ricaricato dal farista. Il faro assume una notevole importanza per tutta la marineria medio adriatica sia perché esso è l'unico che ha una portata notevole tra Ancona ed Ortona sia per la portata geografica (la distanza, cioè, alla quale può essere visto tenendo conto della curvatura della terra e della quota a cui è l'occhio dell'osservatore).

Altri monumenti e sculture cittadine[modifica | modifica sorgente]

  • I sognatori: opera in bronzo realizzata da Paolo Annibali rappresenta un tronco d'albero morto di quattro metri d'altezza, che offre riparo a vari animali e due bambini che dormono, mentre un ramo appena germogliato spunta dall'alto.
  • Il saluto di Ubu: l'opera in bronzo realizzata da Enrico Baj si richiama ad un lavoro teatrale di Alfred Jarry, fondatore della patafisica.
  • Vale & Tino: inaugurata il giorno di San Valentino, la straordinaria scultura in neon colorato di Marco Lodola è posizionata all'interno del cortile della Palazzina Azzurra.
  • Allegro: si chiama semplicemente Allegro l'opera di Ugo Nespolo collocata nella fontana di viale Secondo Moretti.
  • I bambini della guerra: in piazza Bambini del Mondo, su cui si affaccia il Municipio, anzi proprio su una parete del Palazzo comunale, colpisce l'attenzione una scultura di Ugo Nespolo intitolata I bambini della guerra.
  • Il mare, il ritorno: sorge sulla banchina portuale Malfizia, dinanzi al mercato ittico al minuto, il complesso di sculture intitolato Il mare, il ritorno, opera dello scultore sambenedettese Paolo Annibali
  • Il monumento ai caduti: sorge in viale Secondo Moretti è un'opera in bronzo di Mario Cataldi e fu inaugurato il 14 agosto 1921.
  • L'elefantino tra le palme: un'opera allegra, perfettamente integrata nel nuovo arredo del viale, che si è subito trasformata in un monumento "vivo e vissuto".
  • La famiglia del pescatore: l'opera in bronzo, dello scultore offidano Aldo Sergiacomi, è dedicata alla famiglia del pescatore.
  • La Retara: il monumento alla retara, opera in bronzo dello scultore Aldo Sergiacomi, è un doveroso omaggio ad una delle figure tipiche della città. Il basamento dell'opera è arricchito da una poesia in vernacolo, dedicata appunto alla figura della retara, del poeta sambenedettese Giovanni Vespasiani
  • Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare: opera di Ugo Nespolo collocata all'inizio del lungomare della città.
  • Principe: la fontana collocata in via Cairoli, una delle traverse del corso, è dominata da una scultura di Paolo Consorti, giovane ma già affermato artista sambenedettese.
  • To see through is not to see into: opera di Mark Kostabi collocata nella zona pedonale del centro città.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Sentina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sentina (riserva naturale).
Sentina d'estate

Situata a nord della foce del fiume Tronto, è un'area di 200 ettari nella quale sono presenti solo pochissimi edifici rurali e che, nonostante qualche zona coltivata e nonostante i tentativi di bonifica integrali effettuati nel passato, presenta una zona umida di grandissima importanza a livello biologico e aviofaunistico. È indicata come una delle ultime zone umide per la migrazione dell'avifauna, presente tra la foce del Po e il Gargano ed è uno dei rarissimi tratti di spiaggia sabbiosa con retroterra non edificato di tutto l'Adriatico. È ricca di specie vegetali e animali a rischio o sempre più rare sul suolo italiano, e la sua importanza in ottica ambientalista è sempre crescente data la continua antropizzazione di tutte le zone costiere sia delle Marche che del confinante Abruzzo.

Torre sul porto[modifica | modifica sorgente]

Edificio del 1543 edificato come torre di avvistamento, si trova all'interno dell'area protetta dalla riserva.

"Torre sul Porto" - Sentina

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Il comune al 31 dicembre 2012 conta 46.962 abitanti. Gli abitanti sono così ripartiti: 22080 maschi e 24882 femmine, le famiglie sono 20230.

La popolazione straniera residente a San Benedetto è composta da 2658 unità, le famiglie con almeno uno straniero sono 1529.

Popolazione straniera residente
Paese 2010
Albania Albania 886
Romania Romania 518
Polonia Polonia 183
Ucraina Ucraina 162
Marocco Marocco 160
Cina Cina 160
Russia Russia 100

La tabella elenca le principali comunità straniere residenti in città.

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti marchigiani e Dialetti abruzzesi settentrionali.
« ...la singolare cadenza di quel dialetto che si estrania da tutti gli altri delle Marche e dell'Abruzzo, un dialetto di adusti corsari provenuti chissà da quale parte del sud... »
(André Gide)

Il dialetto sambenedettese è compreso, al pari degli altri dialetti marchigiani diffusi a sud del corso centrale dell'Aso, nelle parlate meridionali intermedie. Tali parlate sono caratterizzate da una fonetica di tipo meridionale, che va dall'indebolimento delle vocali atone (con la sola eccezione della -a finale) alla metafonesi delle toniche, assumendo forme diverse secondo le aree prese in considerazione.

La zona di San Benedetto, in particolare, presenta una notevole ricchezza lessicale che rende il dialetto locale di una sorprendente efficacia e duttilità e alcuni caratteri fonetici che lo differenziano dai dialetti circostanti, fra cui la frequenza di alcune rotazioni vocaliche (come, ad esempio, tréstë, < tristem; sòbbëtë < subitum). Fra i caratteri che invece lo accomunano agli altri dialetti del basso Piceno, va segnalata la cosiddetta metafonesi sannita di -u ed -i finale, che però a differenza dell'ascolano, non dà vita ad un dittongo ma ad una sola vocale ("bello" se ad Ascoli diviene bìellë, a S. Benedetto diventa bìllë, "forte" diventa fùrtë, ecc.), e la caduta di tutte le vocali finali ed interconsonantiche ad eccezione, come già si è indicato, della a finale.

Nonostante gli sforzi delle locali associazioni culturali, il sambenedettese sta scomparendo[10] anche per effetto di una diminuzione della popolazione autoctona (in particolare delle antiche famiglie marinare) e della forte immigrazione proveniente da altre zone d'Italia in particolare dall'entroterra Piceno.

« …..di questo paese che a me pare il più bello, il cui dialetto, che ad altri può sembrare barbaro, ha per me tanta poesia, tanta dolcezza di ricordi da sentirne l'acuta nostalgia nella lontananza, ho cercato di ritrarre le abitudini, i sentimenti semplicemente…… »
(prefazione del saggio Poesia Vernacola Sambenedettese, Bice Piacentini)
(Dialetto sambenedettese)
« Rrèsce la lune che lu mare alluce
s'apre 'na vèla 'nghe 'na stella ròsce
che ppiù léntane va la rècunòsce
jè chèlle che qua 'pitte chiuse sta
la lune t'accumpagne
stu còre sta 'nghe tè
vanne senza nu lagne
te vuje troppe bbè
la rète 'ssune sòlla bbenedètte
pecchè 'nghe la preghire la sò fatte
pure l'acqua se sènte suddesfatte
de pèsce jè ne fa pià prassà.
E quascè a tutte l'ore
je sting a récètà
pè quill' che qua 'n còre
sempre me ce starà
cale lu sòle arrève le lancètte
e chèlle che va annanz' jè la 'ssune
guarde qua 'n térre 'nghe cert'ucchie bbune
mme cèrche e pù nen fa che sesperà
dico a lu mare furte
te vuje bbè prassà
vaste che me repurte
chi nen se po' scurdà
vanne senza nu lagne
te vuje tròppe bbè! »
(IT)
« Spunta la luna che illumina il mare
s'apre una vela con una stella rossa
che per quanto possa essere lontana la riconosco
è quella che è chiusa qua nel petto
la luna ti accompagna
questo cuore è con te
vai senza un lamento
ti voglio troppo bene
la sua rete l'ho benedetta
perché con la preghiera l'ho fatta
pure l'acqua si sente soddisfatta
di pesce glie ne fa prendere tanto
E quasi a tutte le ore
io prego
per lui che qui nel cuore
sempre mi starà
scende il sole arrivano le lancette (antiche barche da pesca)
e quella che va avanti è la sua
guarda qua sulla terra con gli occhi buoni
mi cercà e poi non fa che sospirare
dico al mare forte
ti voglio tanto bene
basta che mi riporti
chi non si può scordare
vai senza un lamento
ti voglio troppo bene! »
(Nuttate de lunë, antico canto marinaro sambenedettese)

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

L'assistenza sanitaria è garantita dall'azienda AUSL 12 San Benedetto del Tronto, struttura pubblica facente capo all'Area Vasta n.5 dell'ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale) delle Marche.[11]

L'assistenza è garantita dal presidio ospedaliero di San Benedetto del Tronto, l'Ospedale civile Madonna del Soccorso, costruito nel secondo dopoguerra. L'edificio sanitario fu realizzato per volere di Agata Voltattorni (1862-1947), la quale il 23 maggio del 1945, con atto notarile del Dott. Passannante Beniamino N° 298 Vol.IX Mod. I, aveva provveduto a donare una villa con annessa casa colonica e podere di 2,15.85 ettari siti in via Silvio Pellico, affinché fossero adibiti «a casa di cura o uso analogo».[12] Fanno capo all'ospedale di San Benedetto anche altri presidi sanitari posti nei comuni limitrofi alla città, nelle località di Centobuchi, Grottammare, Montefiore dell'Aso, Porto d'Ascoli e Ripatransone.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Istruzione secondaria[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio cittadino sono presenti i seguenti istituti di scuola media superiore:

Università[modifica | modifica sorgente]

Da qualche anno sono stati istituti corsi universitari triennali in Biologia e Biologia della nutrizione da parte dell'Università di Camerino con sede distaccata sul lungomare nel complesso dell'ex GIL.

Dal 2005-2006 è attivo un corso triennale in Economia, Mercati e Gestione d'impresa, per l'Università Politecnica delle Marche con sede nel Palazzo Vannicola di via Mare.

Offerta formativa A.A. 2010/2011

Scuola di Bioscienze e biotecnologie (UNICAM)

  • Biologia della nutrizione (classe L-13)

Facoltà di Economia "Giorgio Fuà" (UNIVPM) Economia e commercio (classe L-18 e L-33)

  • Curriculum economia del territorio e del turismo
  • Curriculum economia, mercati e gestione di impresa

Musei[modifica | modifica sorgente]

Polo Museale "Museo del Mare"[modifica | modifica sorgente]

Il Polo museale denominato "Museo del Mare" è composto da cinque sezioni: il Museo Ittico "Augusto Capriotti", il Museo delle Anfore, il Museo della Civiltà Marinara delle Marche, l'Antiquarium Truentinum e la Pinacoteca del Mare. I primi quattro sono ubicati negli spazi del Mercato Ittico all'Ingrosso. La Pinacoteca del Mare invece si trova all'interno del Palazzo Piacentini.

Museo Ittico "Augusto Capriotti"[modifica | modifica sorgente]

È tra i musei più importanti del territorio piceno. Intitolato all'insigne scienziato sambenedettese Augusto Capriotti, inaugurato nel 1956 comprende oggi oltre 9.000 esemplari suddivisi in: pesci, crostacei, molluschi, cetacei, echinodermi, celenterati e fossili. Interessante anche la biblioteca contenente più di 1.000 volumi comprendente anche testi rari e di valore storico e scientifico.

Museo delle Anfore[modifica | modifica sorgente]

Ospitato nei pressi del porto, rappresenta una singolare collezione di anfore di disparate epoche (cananee, fenicie, puniche, greche, romane e bizantine) raccolte in tutto il Mediterraneo dai pescherecci sambenedettesi che praticavano la pesca a strascico, tecnica già da anni non più consentita, che ha permesso di recuperare questi reperti perduti di civiltà passate.

Museo della Civiltà Marinara delle Marche[modifica | modifica sorgente]

Il Museo della Civiltà Marinara delle Marche è parte del polo museale ”Museo del Mare”, che comprende il Museo Ittico Augusto Capriotti, il Museo delle Anfore e la Pinacoteca del Mare a Palazzo Bice Piacentini. È situato nello stabile del Mercato Ittico ed espone una collezione permanente di oggetti legati alla vita marinara in un percorso espositivo multimediale.

Antiquarium Truentinum[modifica | modifica sorgente]

Ultima sezione del polo museale "Museo del Mare", si trova anch'esso negli spazi del Mercato Ittico all'Ingrosso che già ospitano il Museo Ittico, il Museo delle Anfore e quello della Civiltà marinara delle Marche. L'Antiquarium raccoglie numerosi reperti archeologici recuperati negli anni scorsi dall'Archeoclub locale, e documenti antichi che narrano la storia di San Benedetto del Tronto e dei comuni limitrofi dal Neolitico fino al millequattrocento.[13].

Palazzo Piacentini[modifica | modifica sorgente]

All'interno del Paese Alto, già dimora della poetessa Bice Piacentini, ora di proprietà del comune, ospita il Centro di esposizione di Arte Contemporanea, l'Archivio storico del comune di San Benedetto (con tutto il materiale documentario prodotto dal comune dal 1700 al 1970, e un documento del 1570 lo "Statuto dei Fermani", raccolta di leggi e regolamenti del dipartimento dello Stato Pontificio). Dal 4 aprile 2009 è inoltre sede della Pinacoteca del Mare, dove sono esposte oltre 180 opere del patrimonio comunale, con dipinti di Alfred Joseph Chatelain, Adolfo De Carolis, Angelo Landi e Armando Marchegiani, oltre ad una sezione dedicata alle fotografie storiche della città proveniente dagli archivi privati dei fotografi locali Sgattoni e Traini. Vi è inoltre allestita una mostra permanente sulla liuteria locale (strumenti ad arco e pizzico, accessori, modelli, fotografie e un fondo documentale sui musicisti e liutai storici della Provincia di Ascoli Piceno), che testimonia la lunga tradizione del Piceno nella costruzione degli strumenti musicali.

Museo d'Arte sul Mare (MAM)[modifica | modifica sorgente]

Il Museo d'Arte sul Mare (MAM)[14] è un museo permanente all'aperto che si sviluppa per 1.150 metri lungo la passeggiata del Molo sud (chiamata La strada di Jonathan). Esso contiene 145 opere tra sculture e murali, delle quali 140 realizzate sulle facce dei blocchi frangiflutti di travertino e cemento, allineati lungo la passeggiata, da 130 scultori e wall painters ospiti del Simposio artistico internazionale "Scultura Viva" e provenienti da 37 nazioni di cinque continenti.

Museo di arte sacra[modifica | modifica sorgente]

Fa parte del circuito dei musei sistini della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto delle Marche, si trova nei pressi della Cattedrale (nell'ex caserma dei Carabinieri), ed ospita una notevole collezione di arte sacra comprendente sculture lignee di pregio.

Museo Pietraia dei Poeti[modifica | modifica sorgente]

Il museo pietraia dei poeti sorge in contrada Barattelle, a pochi chilometri dal centro cittadino, sulla sommità di una collina che sovrasta la città. Di proprietà dello scultore locale Marcello Sgattoni, è un'esposizione permanente delle sue creazioni e delle sue sculture costituite da materiali derivati dal territorio stesso e per questo perfettamente integrate con l'ambiente circostante.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Il piatto tipico di San Benedetto del Tronto è il brodetto alla sambenedettese (lu vrudètte) una zuppa di pesce, senza pomodoro (al limite con pomodoro verde) e con l'aggiunta di peperoni e aceto, unica nel suo genere.

Questa pietanza esiste "da quando esistono i pescatori a San Benedetto", ed ha costituito per secoli il principale elemento del pasto dei marittimi.

Ha un'origine antica e prettamente popolare derivata dall'abitudine della gente di mare, di cucinare direttamente a bordo, quella parte del pescato non destinabile alla vendita, sia per la qualità (poco richiesta), sia per la taglia troppo piccola e sia infine per l'insufficienza quantitativa; da tale mescolanza di pesci, buoni seppur non di grandi dimensioni, ecco nascere il brodetto.

Non esiste una ricetta codificata del brodetto, vi sono molte variazioni sul tema. C'è il brodetto di barca (preparato ancora dai marinai appunto a bordo) fatto con i pesci che sono a disposizione ed un brodetto, che sopravvive in alcune famiglie, più rigoroso nella ricerca di specie di pesci appropriati. C'è un brodetto di ristorante che ha inserito scampi o panocchie, vongole o cozze, assolutamente introvabili nelle ricette più tradizionali.

Persone legate a San Benedetto del Tronto[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Spettacolo pirotecnico per la festa della Madonna della Marina

San Benedetto martire[modifica | modifica sorgente]

Festa del patrono della città, per molti anni è stata organizzata ogni ultimo sabato di maggio, ma dal 2008 si è tornati a celebrarla nella data di origine, il 13 ottobre, giorno esatto a cui si fa risalire nell'anno 304, il martirio del soldato romano.

Madonna della Marina[modifica | modifica sorgente]

Uno degli eventi principali dell'estate sambenedettese, si svolge l'ultima domenica di luglio e consiste in una processione in mare con i pescherecci, in cui i pescatori rendono omaggio alla Madonna della Marina, l'imbarcazione principale, che precede il corteo di imbarcazioni, ospita il ritratto della Madonna proveniente dalla cattedrale. Dopo la benedizione da parte del vescovo e il ricordo delle vittime del mare, avviene il lancio in mare della corona di fiori. Segue poi una processione a terra fino alla cattedrale. Per il porto ed il centro cittadino ci sono stand gastronomici, come da tradizione a base di pesce. La festa si conclude in tarda serata con un grande spettacolo pirotecnico in mare a cui le persone assistono dal porto e dalla spiaggia.

L'Antico e le Palme[modifica | modifica sorgente]

Un mercato dell'antiquariato organizzato nel pieno centro cittadino, che richiama numerosi commercianti del settore da tutta Italia.

Scultura Viva[modifica | modifica sorgente]

Organizzato a giugno di ogni anno nell'ambito del MAM (Museo d'Arte sul Mare[14]), che si sviluppa lungo i 1.150 metri del molo sud, il Simposio internazionale d'arte "Scultura viva" è una delle più interessanti manifestazioni cittadine. Ad esso partecipano scultori e pittori muralisti provenienti da ogni parte del mondo, che, durante una settimana e alla presenza del pubblico, realizzano le loro opere sulle facce dei massi frangiflutto, allineati a margine della lunga passeggiata artistica.

Premio "Libero Bizzarri"[modifica | modifica sorgente]

Uno dei concorsi più rinomati nel campo del cinema documentario a livello nazionale, si svolge ogni anno nel mese di luglio.

Notte bianca sambenedettese[modifica | modifica sorgente]

La seconda "Notte bianca" organizzata in Italia dopo l'esperienza di Roma del 2003. La prima Notte bianca sambenedettese è stata organizzata il 31 luglio 2004 e da allora richiama, ogni estate, circa 200000 presenze in riviera. Di solito si svolge nel primo sabato di Agosto.

Giocalaluna Estate[modifica | modifica sorgente]

È il cartellone estivo di intrattenimento serale dedicato ai bambini e alle loro famiglie; si svolge ogni anno dalla fine di giugno all'inizio di settembre coinvolgendo, nei tre punti della città dove hanno luogo le attività, migliaia di turisti e residenti. Il Ludobus "Legnogiocando" con i suoi giochi in legno artigianali costituisce una delle attrazioni principali del cartellone[15].

Super Summer Games[modifica | modifica sorgente]

La più grande discoteca all'aperto d'Italia, con numerosi ospiti illustri; si svolge dalla sera del 14 agosto fino all'alba del 15, di solito nell'area Ex camping di San Benedetto.

Maremoto Festival[modifica | modifica sorgente]

Manifestazione musicale che si tiene in città ogni estate, nell'area Ex galoppatoio in zona porto, in cui si esibiscono gruppi e cantanti, emergenti e non, della scena musicale indipendente italiana. Della durata di quattro giorni, il festival è arrivato alla sesta edizione.

Anghiò[modifica | modifica sorgente]

Anghiò (che in dialetto sambenedettese significa alice) è il Festival Internazionale del Pesce Azzurro che si tiene a San Benedetto ogni estate con lo scopo di dare visibilità ad una specie ittica presente in grande quantità nei mari italiani, attraverso mostre a tema, laboratori didattici per bambini, piatti tipici della tradizione italiana e internazionale da degustare freschi, convegni ed incontri a tema, laboratori del gusto ed altre iniziative finalizzate alla conoscenza del pesce azzurro. L'evento serve anche a promuovere e a valorizzare la lunga tradizione ittica della Regione Marche e di San Benedetto in particolare.

E..state a San Benedetto del Tronto[modifica | modifica sorgente]

Rassegna Teatrale Nazionale, che si tiene in città ogni estate, nell'area Parco Wojtyla, in cui si esibiscono varie compagnie teatrali. Della durata di sei settimane, il festival, arrivato alla seconda edizione, viene organizzato dalla compagnia teatrale Gli O'Scenici.

Festival "Musica e Liuteria per amore, arte e scienza"[modifica | modifica sorgente]

Giunto alla sesta edizione, questo appuntamento, che si tiene dopo la prima metà di agosto, celebra i talenti musicali e i liutai del territorio Piceno, attraverso mostre, conferenze e concerti eseguiti dal gruppo da camera "I Solisti Piceni".

Nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

San Benedetto panorama.png

Magnify-clip.png
Foto panoramica degli agglomerati urbani di San Benedetto del Tronto (in alto) e Grottammare.

La città presenta un nucleo antico (il "Paese alto" o "su dèntrë" in sambenedettese) su un modesto rilievo a poca distanza dal mare, ai piedi del quale si sviluppa l'abitato originario della parte più recente, la "Marina". Questa è attraversata dal corso del torrente Albula e si è sviluppata con gli anni fino al fiume Tronto, a meridione, inglobando la località Porto d'Ascoli, mentre a nord si salda con il quartiere Ischia di Grottammare, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano che giunge fin quasi al fiume Tesino. Ad sud-ovest seguendo l'argine del fiume Tronto si fonde con la frazione Centobuchi di Monteprandone.

Area metropolitana di San Benedetto del Tronto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco delle Functional Urban Regions dell'Italia.

Il comune di San Benedetto del Tronto e i comuni limitrofi di Grottammare, Acquaviva Picena, Monteprandone, Colonnella e Martinsicuro si configurano come un'unica entità urbana non essendovi soluzione di continuità tra gli abitati. Tale agglomerazione ha conosciuto un notevole e costante sviluppo dal dopoguerra ai giorni nostri: nel 1951 aveva 47.337 abitanti divenuti 70.140 nel 1971, 96.012 nel 2007 e 100.611 nel luglio 2010 distribuiti su un territorio di 125 km²[17] e con una densità di popolazione pari a 805 ab/km².

Ben più vasta è tuttavia l'area (o regione) metropolitana di San Benedetto del Tronto, basata sui flussi pendolari e individuata con la metodologia del Functional Urban Regions (FURs). Secondo tale metodologia al polo metropolitano vanno aggregati tutti i comuni contermini che abbiano almeno il 10% di tasso di pendolarismo verso di esso. L'area metropolitana di San Benedetto del Tronto raggiunge in tal modo una popolazione di 175.818 abitanti, distribuita in 23 comuni entro un raggio di 15 km dalla città su un territorio di 472 km² e con una densità demografica pari a 366 ab/km²[18].

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

La città di San Benedetto del Tronto è suddivisa in 16 quartieri: Agraria, Albula centro, Europa, Fosso dei Galli, Mare, Marina centro, Marina di sotto, Paese Alto, Ponterotto, Porto d'Ascoli centro, Ragnola, Salaria, San Filippo Neri, Sant'Antonio da Padova, Santa Lucia, Sentina.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Pesca, cantieristica ed industria navale[modifica | modifica sorgente]

Peschereccio all'interno del porto di San Benedetto

San Benedetto del Tronto è divenuto, nel corso dei secoli, un polo peschereccio e turistico di primaria importanza nazionale. Nel 1912 il varo di un porta-pesce a motore ha avviato un processo di trasformazione della propulsione dei natanti che, dalla vela, è giunto sino ai motopescherecci oceanici. Accanto a queste vicende si sono avuti ammodernamenti e sviluppi anche in altri settori direttamente collegati alle attività sul mare, come la cantieristica, la lavorazione della canapa, la costruzione di cavi e di reti, le officine della motoristica navale, la strumentistica di bordo, la commercializzazione del pescato (San Benedetto vanta il mercato ittico all'ingrosso più importante d'Italia), le catene del freddo per il trasporto del pesce.

Sebbene in continuo calo, questo settore rimane trainante per l'economia locale se non si considera solo la parte propriamente marittima (si tenga presente che San Benedetto del Tronto è il secondo porto italiano, dietro Mazara del Vallo, per quantità di pesce pescato e numero di pescherecci ed uno dei maggiori mercati ittici d'Italia) ma si tiene conto di tutto l'indotto, e soprattutto la sviluppatissima industria conserviera che, nata a supporto della commercializzazione del pesce, oggi opera su tutti i prodotti alimentari, in primo luogo quelli ortofrutticoli. A San Benedetto del Tronto inoltre troviamo un Centro di addestramento professionale per gli addetti alla pesca di altura.

« «...gli ardimentosi pescatori di San Benedetto del Tronto si spingono dovunque: dall'Atlantico all'Artico, in Islanda, in Giappone, valenti in tecniche non consuete in Italia. Sono così diversi da tutti gli altri delle Marche, da costituire una specie di colonia e di razza a parte.» »
(Viaggio in Italia, Guido Piovene)

Il porto[modifica | modifica sorgente]

Panoramica aerea del porto di San Benedetto

Il porto di San Benedetto del Tronto che secondo la classificazione nazionale dei porti italiani è considerato di 2ª categoria, 1ª classe; è un importante centro di pesca. Esso è formato dal Molo Nord interamente banchinato e dal Molo Sud a tre bracci. Tra la radice del molo nord e lo scalo d'alaggio si trova la Banchina del Mercato del Pesce, mentre tra lo scalo d'alaggio e la radice del molo sud si estende una Banchina di Riva. A sud dello scalo d'alaggio è stata realizzata la nuova Darsena Turistica con pontili nel suo interno. Due sono le banchine destinate alla pesca, lunghe 80 e 1100 m ed illuminate da torri faro. L'imboccatura del porto è rivolta a nord. Possiede circa 380 posti barca, le imbarcazioni devono avere una lunghezza massima di 25 metri. Il porto ospita una cospicua flotta di pescherecci ed è il secondo porto per importanza delle Marche dopo Ancona ed il primo come porto peschereccio.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riviera delle Palme (Marche).

Il turismo rappresenta la voce più importante delle entrate cittadine. San Benedetto si è affermata, fin dai primi decenni del Novecento, come una delle più note e apprezzate stazioni balneari italiane. A partire dalla seconda metà degli anni sessanta, si è imposta anche come la prima meta turistica delle Marche per numero di presenze. Vanta la Bandiera Blu della Comunità Europea e investe nel promuovere e nel consolidare un'immagine acquisita ormai non solo a livello nazionale. Tale immagine è veicolata, da circa un decennio, con il marchio "Riviera delle Palme", nome che, accomunandoli sotto la stessa Azienda di Promozione Turistica, ingloba anche gli altri due paesi rivieraschi della parte più meridionale del Piceno, Grottammare e Cupra Marittima, oltre ad alcuni paesi dell'entroterra sambenedettese, Offida, Monteprandone, Acquaviva Picena, Ripatransone e al comune laziale di Accumoli (entrato a far parte del consorzio nel 2008). La consistenza ricettiva, tra esercizi alberghieri e appartamenti è notevole: San Benedetto del Tronto vanta oltre 120 esercizi tra alberghi e residence per una disponibilità di circa 8 000 posti letto ai quali si aggiungono i 13 000 degli appartamenti privati. La vicinanza di San Benedetto del Tronto a verdeggianti colline del Piceno con importanti borghi di origine medievale, permette interessanti escursioni per gli appassionati d'arte, di storia e di enogastronomia, nel raggio di pochi chilometri.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La strada statale 4 "Salaria" parte dal corso Italia di Roma e termina nel quartiere "Porto d'Ascoli centro" a San Benedetto del Tronto
Raccordo autostradale 11 Ascoli-San Benedetto del Tronto

San Benedetto è collegata con Roma, in tutte le fasce orarie della giornata, da una pluralità di corse di pullman di linea, attraverso la via Salaria o sul percorso autostradale A24.

Strade[modifica | modifica sorgente]

La città è collegata all'Autostrada A14 mediante il casello di San Benedetto del Tronto sito a sud della città, la parte nord è servita invece dal casello di Grottammare. Dal casello di San Benedetto è possibile raggiungere la città tramite la strada sopraelevata "SP227".

Tramite il raccordo autostradale RA11 da San Benedetto è possibile raggiungere velocemente Ascoli Piceno e conseguentemente le zone industriali e le cittadine poste lungo la vallata del Tronto.

Ad est è collegata con Roma e Rieti attraverso la Strada statale 4 Via Salaria (Roma-San Benedetto), arteria che necessita in alcuni tratti di ammodernamenti ma per la maggior parte ha caratteristiche di strada extraurbana secondaria e a scorrimento veloce.

In futuro è prevista la costruzione di una bretella collinare, che congiungerà da nord a sud la città, smaltendo così l'intenso traffico cittadino, concentrato principalmente sulla SS16 e sul lungomare.

La stazione ferroviaria nel 1955

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

San Benedetto possiede due stazioni ferroviarie, una centrale nei pressi del porto e l'altra nella località di Porto d'Ascoli; entrambe sono poste sulla ferrovia Adriatica.

Dalla stazione di Porto d'Ascoli parte la diramazione per Ascoli, che serve tutta la vallata del Tronto e la città di Ascoli Piceno.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Tratto di pista ciclabile (lungomare sud)

A San Benedetto il servizio di trasporti pubblici urbani è gestito dalla società Start che con un buon numero di linee serve tutti i quartieri della città, le cittadine della vallata del Tronto ed i paesi collinari adiacenti al comune. È attiva anche una linea extraurbana per Ascoli Piceno, Giulianova, Civitanova Marche e Roma.

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

La città presenta una cospicuo numero di piste ciclabili, tanto che è possibile percorrerla senza interruzioni da nord (dove presenta un collegamento con la pista ciclabile di Grottammare) a sud (immergendosi all'interno del Parco della Sentina). Dal 2001 al 2010 è stato completato il tratto che costituisce un'unica passeggiata fino a Cupra Marittima andando ad ampliare il lungo Corridoio Verde Adriatico. Nei prossimi anni è prevista la costruzione di un ponte sul fiume Tronto, che renderà possibile il collegamento tra il tratto ciclabile all'interno della Sentina e la pista sul lungomare di Martinsicuro (TE).

Presso la stazione ferroviaria centrale e la riserva naturale della Sentina è attivo un servizio di Bike Sharing gratuito, per turisti e residenti, chiamato C'entro in Bici. La pista ciclabile di San Benedetto del Tronto è inserita nel Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che costeggia la riviera adriatica e che attraversa cinque regioni dall'Emilia-Romagna alla Puglia. Dalla Ciclovia Adriatica (nei pressi della Riserva naturale regionale Sentina) si dirama poi la Ciclovia Salaria, un percorso ciclistico che, una volta completato, andrà a collegare la costa adriatica con Roma e con la costa tirrenica (a Ostia) seguendo da vicino l'itinerario dell'antica Via Salaria.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 2001 27 maggio 2006 Domenico Martinelli centro-destra Sindaco [19]
28 maggio 2006 29 maggio 2011 Giovanni Gaspari centro-sinistra Sindaco [20]
30 maggio 2011 in carica Giovanni Gaspari centro-sinistra Sindaco [21]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportata la lista dei principali impianti presenti nel territorio comunale:

La struttura sportiva cittadina più importante è lo stadio Riviera delle Palme costruito a metà degli anni ottanta e premiato come miglior opera sportiva. Venne inaugurato il 13 agosto 1985 con una partita amichevole fra il Milan e la Sambenedettese, squadra che vi disputa le gare interne e vi ha la sede sociale. Lo stadio ha una capienza di 15.000 posti tutti a sedere, presenta inoltre una copertura integrale sulla cui sommità è presente una centrale fotovoltaica, che rende la struttura completamente indipendente dal punto di vista energetico. È il secondo stadio italiano, dopo il Bentegodi di Verona, ad utilizzare questa soluzione per la produzione di energia alternativa.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Sambenedettese Calcio.

La Sambenedettese Calcio è stata a lungo un vanto cittadino, in quanto espressione di una realtà in grande crescita e che provava anche nello sport ad evidenziarsi in ambito nazionale. Questo dal primo dopoguerra fino agli anni ottanta. Nel 1956 la prima esperienza in serie B dove in tre riprese ha disputato complessivamente 21 campionati. Nel 1994, a causa di inadempienze verso la Federazione, dalla C1 fu declassata in Eccellenza, quando prima, in tutta la sua storia, non era mai scesa al di sotto della serie C. Si può dire che gli ultimi dodici anni siano stati i più bui della storia della Sambenedettese, con due fallimenti e un susseguirsi di situazioni instabili a livello societario. La squadra ha militato in C1 dal 2002 al 2009 e il legame con la cittadinanza e il comprensorio non sono mai venuti a mancare per cui la Samb (come viene da sempre chiamata) continua ad avere un buon seguito di pubblico.
Nell'estate del 2009 la Sambenedettese, appena retrocessa nella Seconda divisione della Lega Pro (ex C2), fallisce nuovamente ed è costretta a ripartire ancora una volta dall'Eccellenza. La squadra, dopo un'ottima stagione, conquista la Serie D nella stagione 2010/2011. Nella stagione 2012/2013, invece, dopo aver vinto il proprio girone di Serie D, la squadra è fallita ed attualmente gioca in Eccellenza.

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle squadre della cittadina militano in Serie D, ma la squadra principale, il Riviera delle Palme C5, gioca in Serie C1 e disputa le partite casalinghe presso il Palazzetto dello sport Bernardo Speca.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Tirreno-Adriatico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tirreno-Adriatico.

Dalla seconda edizione del 1967 San Benedetto del Tronto è sede fissa dell'ultima tappa di quella che si è consolidata come la seconda corsa ciclistica a tappe d'Italia, ovviamente dopo il Giro d'Italia. La corsa a tappe si svolge in marzo ed è sempre collocata immediatamente prima della classica di primavera, la Milano-Sanremo, normalmente programmata nel sabato più prossimo al 21 marzo. Così il martedì o il mercoledì precedente la Tirreno-Adriatico si conclude sul lungomare di San Benedetto, generalmente con una tappa in linea per velocisti (per alcuni anni si è disputata una gara a cronometro).

Giro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Anche il Giro d'Italia ha fatto tappa a San Benedetto:

'Datà Tappa da km Vincitore Nazionalità
1953 (14 maggio) Rimini 182 Albino Crespi Italia Italia
1964 (26 maggio) 11ª Rimini 185 Raffaele Marcoli Italia Italia

Gran Fondo Maremonti[modifica | modifica sorgente]

Un altro evento ciclistico importante, organizzato dalla A.S.D. Pedale Rossoblu-Picenum, è la Gran Fondo Maremonti, gara ciclistica amatoriale che si svolge a San Benedetto del Tronto e che consiste in una serie di percorsi che comprendono molte località dell'entroterra Piceno, e attira cicloturisti e amatori da tutta italia. La manifestazione è accompagnata da una serie di eventi collaterali di carattere enogastronomico e commerciale.

Ginnastica artistica[modifica | modifica sorgente]

La World Sporting Academy, società che milita nella serie A di ginnastica artistica, ha la propria sede di allenamento presso la tensostruttura per la ginnastica, di cui rivendica la gestione,[24][25] all'interno del Centro sportivo "Sabatino D'Angelo".

Atletica[modifica | modifica sorgente]

La Maratonina dei Fiori è la manifestazione sportiva più numerosa e partecipata della città, seconda solo alla Tirreno-Adriatico. L'appuntamento podistico (valido per il campionato regionale Marche) è organizzato dall'Atletica Avis da ben 12 anni, ed ospita numerosi atleti da ogni parte d'Italia.

Motonautica[modifica | modifica sorgente]

Nei giorni 9, 10 e 11 maggio 2008 si è aperto il campionato mondiale Powerboat p1, con il gran premio inaugurale a San Benedetto del Tronto, mentre nei giorni 23, 24 e 25 maggio 2008 campionato nazionale offshore classe 3 e endurance classe b con la presenza di 23 team da tutta Italia.

Nel 2010 il Reparto Corse del Cantiere sambenedettese Metamarine, con il responsabile marketing Giulio Brandimarti e il team manager Giovanni Cimini, mette nel cartiere il suo primo Mondiale Powerboat Gps. A pilotare il bolide, il pilota ed imprenditore grottammarese Marco Pennesi e il suo compagno di guida nonché nipote, il giovanissimo e promettente Stefano Bonanno.

A luglio si svolge il "Gran Premio città di San Benedetto del Tronto", valido per il campionato italiano moto d'acqua, e si svolge a largo del molo sud con la presenza di piloti ed i loro rispettivi team provenienti da tutta Italia.

Pattinaggio[modifica | modifica sorgente]

Dal 28 luglio al 7 agosto 2010 San Benedetto ha ospitato gli europei di pattinaggio in linea.

Le gare si sono svolte sulla pista di pattinaggio F.Panfili, sul nuovo circuito stradale presso il quartiere "Agraria" e lungo il "Lungomare nord Trieste" per la maratona finale.

Alla manifestazione sportiva hanno pertecipato venticinque rappresentative delle seguenti nazioni: Albania, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria.

La città si è candidata ad ospitare i futuri mondiali di pattinaggio che verranno svolti in Italia.

Personalità sportive legate a San Benedetto del Tronto[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cambiano i Cap: San Benedetto diventa 63074 « Riviera Oggi
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2013.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Citazioni tratte da libri e guide varie su San Benedetto del Tronto
  5. ^ San Benedetto Del Tronto - Turismo
  6. ^ I dati riportati in tabella sono estratti dal sito: climate-data.org
  7. ^ [1]
  8. ^ Blasonatura stemma e gonfalone, da comuni-italiani.it. URL consultato il 20 novembre 2008.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Serata dedicata al brodetto al Rotary Club - ilQuotidiano.it
  11. ^ Sito ufficiale dell'ASUR.
  12. ^ Otello Bizzarri, Un ospedale, un paese... una storia in comune, San Benedetto del Tronto, Tipografia Ficcadenti, 1981.
  13. ^ [2]
  14. ^ a b www.mamsbt.it
  15. ^ [3]
  16. ^ Il Mascalzone - San Benedetto del Tronto - l'informazione della riviera adriatica a portata di mouse - notizie - informazioni - cronaca - news - ascoli piceno - marche
  17. ^ L'estensione dell'area è in linea con la media dei comuni capoluogo limitrofi: Ascoli Piceno 160 km², Teramo 152 km², Fermo 124 km², Rieti 207 km², Macerata 93 km², Ancona 123 km², Pesaro 127 km², Urbino 228 km².
  18. ^ I dati relativi alla popolazione e alla densità demografica dell'area urbana e di quella metropolitana sono stati elaborati sulla base delle rilevazioni Istat del luglio 2010
  19. ^ Repubblica.it/Speciale Elezioni 2001
  20. ^ Elezioni comunali 2006 - Marche: Fermo
  21. ^ San Benedetto del Tronto - Ballottaggio - Elezioni Comunali 15-16 maggio 2011 - la Repubblica.it
  22. ^ Stefania Serino, Delegazione Pro Loco in visita a Poggio Bustone in ilQuotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno, 4 ottobre 2009. URL consultato il 13 aprile 2010.
  23. ^ città gemellate con Alba Iulia. URL consultato il 29 aprile 2011.
  24. ^ Polemiche per la gestione della tensostruttura per la ginnastica artistica, La Provincia Marche, 25 marzo 2011.
  25. ^ J.H. Mattoni convocata dalla nazionale, continua la polemica sulla Tensostruttura, ilQuotidiano.it, 9 marzo 2012. URL consultato il 7 gennaio 2014.
  26. ^ MATTONI JESSICA HELENE, Federazione Ginnastica D'Italia - Comitato Regionale Marche, 27 novembre 2013.
  27. ^ Jessica Mattoni, un’Azzurra coi fiocchi ai Mondiali di Rotterdam in Riviera Oggi, 19 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Liburdi. Storia di San Benedetto del Tronto negli ultimi tre secoli. Edizioni A.T. I. N.A, 1950, Ancona
  • Assessorato alla Cultura, Consorzio Turistico Riviera delle Palme. Il Patrimonio Invisibile

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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