San Benedetto del Tronto

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San Benedetto del Tronto
Panorama di San Benedetto del Tronto
San Benedetto del Tronto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Marche
Provincia: stemma Ascoli Piceno
Coordinate: 42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.9437806, 13.8833306Coordinate: 42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.9437806, 13.8833306
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 25,31 km²
Abitanti:
48.028 31-7-2009 
Densità: 1.897,59 ab./km²
Comuni contigui: Acquaviva Picena, Grottammare, Martinsicuro (TE), Monteprandone
CAP: 63039
Pref. telefonico: 0735
Codice ISTAT: 044066
Codice catasto: H769 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti: sambenedettesi 
Santo patrono: San Benedetto martire 
Giorno festivo: 13 ottobre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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San Benedetto del Tronto, (in dialetto sambenedettese Sammenedètte) chiamata anche Riviera delle Palme, è una città italiana di 48.028 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, la seconda per popolazione dopo il capoluogo ma la prima se si considera il solo centro urbano principale senza le frazioni[2].

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

È il comune litoraneo più meridionale delle Marche. I confini naturali a sud (fiume Tronto) e ad est (mare Adriatico) sono ben definiti mentre a nord e ad ovest non sono altrettanto identificabili. L'elevata espansione urbana nel territorio stretto tra mare e collina non permette una lettura facile dei limiti dell'abitato.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

La città presenta un nucleo antico (il "Paese alto" o "su dèntre" in sambenedettese) su un modesto rilievo a poca distanza dal mare, ai piedi del quale si sviluppa l'abitato originario della parte più recente, la "Marina". Questa è attraversata dal corso del torrente Albula e si è sviluppata con gli anni fino al fiume Tronto, a meridione, inglobando la località di Porto d'Ascoli, mentre a nord si salda con il quartiere Ischia di Grottammare, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano che giunge fin quasi al fiume Tesino.

[modifica] Storia

Il primo dato certo dell'esistenza di San Benedetto è dell'anno 998, mentre sull'origine non si hanno certezze anche se è accreditata l'ipotesi di un nucleo sorto attorno ad una chiesa che avrebbe ospitato le spoglie di San Benedetto martire, soldato romano martirizzato nell'antica Cupra (attuale Cupra Marittima). In passato era stata ritenuta sorgere sul sito dell'antica città di Truentum, poi Castrum Truentinum, oggi identificata con il sito archeologico scavato alla foce del Tronto nel comune di Martinsicuro.

Nel XIV e XV secolo San Benedetto fu contesa tra Ascoli e Fermo. Nel 1478 un'epidemia di peste, pare portata da turchi, devastò il territorio di San Benedetto decimando la popolazione a tal punto che nel 1491, essendo il paese rimasto pressoché disabitato, su iniziativa del municipio di Fermo che all'epoca ne deteneva la giurisdizione, venne deciso di dare facoltà ad alcuni profughi imolesi di stabilirvisi, concedendo loro terreni in enfiteusi. Oggetto della rivalità tra le città di Ascoli e Fermo, fu per secoli aspramente contesa delle due rivali. Nel 1463 Fermo dette incarico al frate Giacomo della Marca (San Giacomo della Marca) di pronunciarsi quale arbitro nella questione e risolvere le secolari controversie fra Fermo ed Ascoli. Frate Giacomo della Marca il 3 luglio 1463 emise il suo giudizio assegnando la parte bassa di S. Benedetto, oggi corrispondente al territorio a sud del torrente Ragnola, a Monteprandone, garantendo quello sbocco a mare strategico per gli ascolani e annettendo alla giurisdizione di Monteprandone quel Montecretaccio sotto il quale si sarebbe dovuto costruire, ma che poi non fu mai realizzato, il porto suddetto (Porto d'Ascoli).

Saccheggi e devastazioni a varie riprese caratterizzano anche il XVI secolo per cui il paese, seppure di importanza strategica, non riuscì a svilupparsi se non dopo aver riacquistato un po' di tranquillità. È del 1615 la testimonianza di una prima espansione fuori dalle mura, verso il mare, con la costruzione di una chiesetta dedicata alla "Madonna della Marina" in corrispondenza del luogo dove oggi è situata Piazza Cesare Battisti in prossimità del vecchio Palazzo Municipale. Costruita sul litorale deserto lungo la Via Litoranea che dalla Porta Sud conduceva alla spiaggia, fuori delle mura del borgo antico, fu stimolo per la popolazione a scendere in marina. Nel giro di pochi anni cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. Parzialmente distrutta dall'inondazione del torrente Albula del 6 luglio 1898, per i danneggiamenti subiti fu chiusa al culto e demolita l'anno seguente, ma non si spense nel popolo sambenedettese la devozione alla "Madonna del Mare" e una nuova chiesa venne costruita, quella attuale. Nel cortile interno dei locali adiacenti ad essa è tuttora conservata un'epigrafe in latino del 1615, a memoria della fondazione dell'antica chiesetta.

L'espansione avvenne lentamente e con gradualità, nel 1793 ci fu il primo intervento urbanistico organizzato, nel 1851 la cittadina contava appena 5.351 abitanti (censimento dello Stato Pontificio). Nel 1863 la costruzione della linea ferroviaria adriatica costituì un passaggio storico per tutto il territorio. Negli stessi anni aprivano i primi stabilimenti balneari e l'amministrazione del sindaco Secondo Moretti delineò la vocazione turistica della cittadina.

Nel 1907 comincia la costruzione del porto peschereccio, il cui ultimo ampliamento è del 2000. Nel 1912 avviene il varo del primo peschereccio a motore in Italia, il "San Marco" , su concezione del monsignor Francesco Sciocchetti.

Nel 1935 un decreto regio annette, dopo molti tentativi avvenuti negli anni precedenti, la frazione Porto d'Ascoli (frazione fino al 1961, anno in cui viene ufficialmente incorporata al comune) staccandola dal piccolo comune di Monteprandone, per motivi di convenienza territoriale in quanto San Benedetto è in piena espansione e necessita di spazio.

Nel 1944 dopo 144 bombardamenti aerei e 6 cannoneggiamenti navali che hanno devastato la città nella Seconda guerra mondiale, San Benedetto viene liberata.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Torre dei Gualtieri (o Torrione)

Alba sotto il torrione

Più propriamente denominato "Mastio della Roccia" e più popolarmente noto come "Torrione" (lu Turriò o lu Campanò) è forse l'elemento più rappresentativo della città, spiccando dall'altura del Paese Alto a dominare l'intero abitato. Eseguita nell'ultimo ventennio del XV secolo a seguito di una ristrutturazione della cinta muraria dopo uno dei tanti conflitti tra Ascoli e Fermo presumibilmente dalla famiglia Gualtieri, la quale, verso l'anno 1145 iniziò la riedificazione del castello (sopra le rovine dell'antica pieve caduta in rovina per mano dei pirati turchi che depredavano le coste o per le invasioni barbariche) terminata circa ben tre secoli dopo con la costruzione di questa insolita torre dalla foggia così singolare. Di altezza relativamente modesta (20 m), a pianta esagonale schiacciata, è interamente in laterizio, presenta un orologio sulla faccia rivolta verso mare e una merlatura superiore eseguita nel restauro del 1901 su progetto dell'architetto Giuseppe Sacconi. L'interno è suddiviso in quattro livelli forniti di copertura a volta (a botte cuspidata per i primi due livelli).

[modifica] Torre guelfa

Si trova all'interno di una villa privata ma si può scorgere dalla S.S. 16 in località Porto d'Ascoli. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata del XIV secolo con opera a sporgere costituita da beccatelli e piombatoi. Costituita in muratura a sacco con paramenti esterni ed interni in laterizio, faceva parte del forte ricostruito dalla città di Ascoli dopo il 1348, distrutta poi da Gentile da Mogliano, signore di Fermo.

[modifica] Chiesa di San Benedetto martire

Il primo insediamento risale all'XI secolo dove sorgeva l'antica pieve di San Benedetto sorta sul sepolcro di San Benedetto martire attorno alla quale, dopo il 1140, venne costrita la cinta muraria. Poco rimane dell'antico sepolcro e del vecchio edificio poiché la chiesa fu modificata ed ampliata alla fine del XVIII secolo su disegno dell'architetto Pietro Augustoni. Interamente in laterizio con facciata con cornici e paraste e timpano in pietra, nella chiesa sono conservate, oltre a reperti, epigrafi e lapidi, diverse altre opere: una pala del 1707 del pittore fermano Ubaldo Ricci relativa all’ultima cena, una pala della Madonna del Rosario di anonimo del XVI secolo e un’altra della Madonna del Carmelo, sempre di anonimo, del XVIII secolo; inoltre il simulacro dell’Immacolata Concezione realizzata nel 1856, un Cristo Morto della seconda metà dell’800 e soprattutto l’altare di San Benedetto martire con reliquie del Santo.

[modifica] Cattedrale "Santa Maria della Marina"

Sorta nel 1615, è stata la prima costruzione fuori le mura del borgo antico. Costruita sul litorale deserto lungo la Via Litoranea che dalla Porta Sud conduceva alla spiaggia, fu uno stimolo per la popolazione a scendere in marina. Infatti, nel giro di pochi anni, cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. Parzialmente distrutta nell'inondazione del torrente Albula del 6 luglio 1898, per i danneggiamenti subiti, fu chiusa al culto e demolita l'anno seguente. Dopo molte vicessitudini la chiesa fu ricostruita e inaugurata nel 1908 (nel frattempo la sede parrocchiale è stata eretta, con breve pontificio del 27 novembre 1820, presso una chiesetta che era situata nell'attuale piazza Battisti). Primo parroco fu padre Gioacchino Pizzi, dei Chierici Regolari. Nel 1847 fu benedetta la prima pietra dell'attuale chiesa cattedrale. I lavori furono lentissimi: Mons. Boschi benedisse la chiesa il 4 aprile 1908, essendo parroco don Francesco Sciocchetti. Ingrandita e completata negli anni settanta è stata consacrata da mons. Radicioni l'11 febbraio 1973 (la solennità liturgica della consacrazione è spostata al 13 per la concomitanza della festa della Madonna di Luordes). Con la stessa data dell'11 febbraio 1973 un decreto della Sacra Congregazione dei Vescovi elevava la chiesa della Marina a "concattedrale" e dieci anni dopo, con decreto pontificio del 30 settembre 1983 la chiesa diventava la nuova Cattedrale della diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto. È stata insignita nel 2001 del titolo di "Basilica Minore".

[modifica] Caserma pontificia

Si trova lungo la S.S. 16 in prossimità dell'incrocio con via Mare, la via principale di Porto d'Ascoli. Edificio fortificato a pianta quadrangolare con corpi d'angolo a "puntone" e chiostro interno a doppio ordine con archi a tutto sesto, la scarpatura di base è bloccata a metà altezza con un cornicione a sezione semicircolare. Portale d'ingresso in pietra con sovrastante stemma in pietra della città di Ascoli. La copertura è con capriate in legno e sovrastante manto di coppi. Chiamata anche "Caserma Guelfa", è popolarmente definita come la "Dogana" per il ruolo che assunse per secoli di ultimo avamposto pontificio prima del Regno delle Due Sicilie; parte di tale struttura, in epoca recente, è stata adattata a luogo di ristorazione.

[modifica] Chiesa di Santa Lucia

Piccola e suggestiva chiesetta rurale, tanto cara agli abitanti di San Benedetto. L'attuale e modesto edificio è stato costruito nel 1785 da Bernardino Voltattorni. Il precedente, probabilmente molto antico, doveva trovarsi nelle vicinanze, e presumibilmente costruito sulle rovine di un antico tempio romano del locale forum o conciliabulum. La chiesetta di Santa Lucia, situata lungo la strada Panoramica, gode di una vista stupenda sulla città. Nel passato era mèta, nel giorno di Pasqua, di pellegrinaggio da parte dei devoti sambenedettesi i quali erano soliti fare un pic-nic nei suoi dintorni.

[modifica] Monumento al Pescatore

Questa statua è collocata nel punto in cui il lungomare si innesta con il molo sud del bacino portuale e riproduce la tenuta dei pescatori durante le tempeste, quando, per richiamare l'attenzione sul pericolo derivante dalla nebbia incombente sul mare, si servivano della tromba. È opera di Cleto Capponi, artista grottammarese.

[modifica] Monumento al gabbiano Jonathan

Realizzato dall'artista Mario Lupo nel 1986, il monumento a il gabbiano Jonathan Livingston, protagonista del libro di Richard Bach, sorge lungo la passeggiata del molo sud, quella che è stata ribattezzata "The Jonathan's way". L'opera, proiettata per 10 metri, racchiude in un cerchio azzurro la vita dei gabbiani e delle acque. È il simbolo della operosità generosa e della tenacia tipiche della gente di mare, gente abituata ad affrontare e superare silenziosamente ostacoli e difficoltà.

[modifica] Lungomare

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Riviera delle Palme (Marche).
Tratto di lungomare nord

Nel 1931 su progetto dell'ingegner Luigi Onorati fu realizzato il lungomare che ancor oggi, oltre ad essere una via di comunicazione essenziale, è il centro pulsante della San Benedetto turistica ed è anche divenuto il luogo col quale si identifica l'immagine cittadina, in Italia e anche all'estero. Considerato spropositato all'epoca della costruzione, ha una sede stradale larga complessivamente 30 metri e parte dalla rotonda Giorgini, al termine del centralissimo viale Secondo Moretti, e, nella sua parte più settentrionale, per il ritiro del mare conseguente al continuo ingrandimento del porto, risulta molto arretrato rispetto alla riva del mare. Conclude nella rotonda Salvo D'Acquisto a Porto d'Ascoli per una lunghezza complessiva di circa 6 km. È costeggiato da lussureggianti giardini, una pineta, campi da tennis, una pista di pattinaggio e un edificio, la "Palazzina Azzurra", storico locale della città, sulla foce del torrente Albula che determina la fine del primo tratto, a sud del quale parte la zona più propriamente turistica, con stabilimenti balneari sulla spiaggia da un lato e ville ed alberghi dall'altro lato della strada. Caratteristica peculiare del lungomare è l'abbondante presenza di palme (in prevalenza Phoenix canariensis e sylvestris) che sono diventate un po' il simbolo cittadino (oggi, tra giardini pubblici e privati e lungo i viali cittadini, si contano un totale di circa 8.000 palme di varie specie) in senso turistico, avendo preso la stessa azienda di promozione turistica il nome di Riviera delle Palme.

Nel 2001 è stata completata la pista ciclabile che costituisce un'unica passeggiata fino a Cupra Marittima, anche se, nel collegamento tra San Benedetto e Grottammare, nell'attraversamento della zona portuale, tra il molo sud e il vecchio stadio "F.lli Ballarin", restano alcuni tratti promiscui e quindi meno fruibili. La parte sud del lungomare, che arriva fino a Porto d'Ascoli, è stata oggetto di interventi in tempi diversi. Nel 2004 si è dato il via ad un rifacimento radicale che ha visto l'ammodernamento della prima parte del lungomare sud: sono state ampliate sia la zona pedonale che la pista ciclabile. Poi nel 2007 è stato inaugurato il 2° tratto. Oltre all'area pedonale ed alla pista ciclabile, sono presenti dei "giardini tematici", le "oasi": giardino arido, giardino umido, giardino delle palme, giardino delle rose, giardino della macchia mediterranea. I materiali scelti sono compatibili con la nuova vocazione del lungomare in modo da far apparire tali tratti veri e propri spazi naturali sul mare, ove sostare per ammirare il panorama, o per l'accesso diretto alla spiaggia. Sul sito ufficiale del Comune è possibile ammirare le foto del nuovo lungomare ed effettuare anche un giro virtuale. È previsto l'ammodernamento dell'ultimo tratto (lungomare Nord) nei prossimi anni.

[modifica] Il Corso

Lo storico viale Secondo Moretti, situato nel centro città, perpendicolare all'inizio del lungomare nord, è ormai da decenni, il luogo d'incontro della popolazione sambenedettese e dei dintorni. Zona pedonale, recentemente ristrutturato, sede di locali storici della città e di numerose attività commerciali, da alcuni anni è arricchito da una collezione di opere di arte moderna, in particolare sculture, di artisti del calibro di Ugo Nespolo, Enrico Baj, Mark Kostabi, Salvo, Paolo Consorti, Marco Lodola.

[modifica] Sentina

Sentina d'estate

Situata a nord della foce del fiume Tronto, è un'area di 200 ettari nella quale sono presenti solo pochissimi edifici rurali e che, nonostante qualche zona coltivata e nonostante i tentativi di bonifica integrali effettuati nel passato, presenta una zona umida di grandissima importanza a livello biologico e aviofaunistico. È indicata come una delle ultime zone umide per la migrazione dell'avifauna, presente tra la foce del Po e il Gargano ed è uno dei rarissimi tratti di spiaggia sabbiosa con retroterra non edificato di tutto l'Adriatico. È ricca di specie vegetali e animali a rischio o sempre più rare sul suolo italiano, e la sua importanza in ottica ambientalista è sempre crescente data la continua antropizzazione di tutte le zone costiere sia delle Marche che del confinante Abruzzo.

[modifica] Cultura e Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Dialetto

« ...la singolare cadenza di quel dialetto che si estrania da tutti gli altri delle Marche e dell'Abruzzo, un dialetto di adusti corsari provenuti chissà da quale parte del sud... »

Dal dialetto particolare con caratteristiche che lo differenziano dai dialetti circostanti, San Benedetto del Tronto può essere considerata (anche se ancora per poco visto l'esiguo numero dei sambendettesi d'origine) un'oasi etnica, un'isola linguistica soprattutto per quanto riguarda la fonetica ed il lessico, dovuta a fattori storici ed etnici. Una lingua difficile, un dialetto particolare, gentile ed austero allo stesso tempo, che ha parole e frasi di sorprendente efficacia, inflessioni melodiose, penetranti, fiere, ma che presenta anche melanconie e soavi tenerezze, e che non somiglia a nessun dialetto del Piceno e a nessun vernacolo del vicino Abruzzo. Il dialetto sambenedettese quindi non può definirsi un dialetto marchigiano ma neanche un dialetto abruzzese il che presuppone una unità etnica pre-romana distinta dalle circostanti.

È infatti abbastanza diverso dal dialetto di Ascoli, e dunque di tutti gli altri comuni della vallata truentina, che seguono le condizioni linguistiche del capoluogo, per cui sarebbe non sbagliato ma forse un po' troppo semplicistico ascriverlo al dominio ascolano, ma nel contempo non ha nulla a che vedere con la parlata della confinante località abruzzese di Martinsicuro, che presenta caratteristiche già schiettamente teramane.

In ogni caso, come in tutti i dialetti del basso piceno, anche quello sambenedettese presenta metafonesi sannita di -u ed -i finale, che però a differenza di Ascoli, non danno vita ad un dittongo ma ad una sola vocale: perciò "bello" se ad Ascoli diviene bìellë, a S. Benedetto diventa bìllë, "forte" diventa fùrtë, ecc. Come nell'ascolano, cadono tutte le vocali finali ed interconsonantiche ad eccezione della a ("casa" rimane casa).

Nonostante gli sforzi delle locali associazioni culturali, il sambenedettese sta scomparendo[senza fonte] in quanto la popolazione sambendettese d'origine (soprattutto le antiche famiglie marinare) rappresentano ormai solo una minoranza rispetto ai sambenedettesi "acquisiti", e cioè le migliaia di persone, soprattutto delle campagne dell'entroterra Piceno, che, nei decenni scorsi sono emigrati e si sono stabiliti a San Benedetto del Tronto.

« …..di questo paese che a me pare il più bello, il cui dialetto, che ad altri può sembrare barbaro, ha per me tanta poesia, tanta dolcezza di ricordi da sentirne l’acuta nostalgia nella lontananza, ho cercato di ritrarre le abitudini, i sentimenti semplicemente…… »
(prefazione del saggio Poesia Vernacola Sambenedettese, Bice Piacentini)

[modifica] Istruzione

Per l'istruzione secondaria vi sono i seguenti istituti: Liceo Classico, Liceo Scientifico, Liceo Psico-Pedagogico, Istituto Tecnico Commerciale, Istituto Professionale Statale Industria e Artigianato (IPSIA) e Istituto Professionale Alberghiero.

[modifica] Università

Da qualche anno sono stati istituti corsi universitari triennali in Biologia e Biologia della nutrizione da parte dell'Università di Camerino con sede distaccata sul lungomare.

Dal 2005-2006 è attivo un corso triennale in Economia, Mercati e Gestione d'impresa, per l'Università Politecnica delle Marche, con sede distaccata a Porto d'Ascoli.

[modifica] Musei

[modifica] Museo ittico

È tra i musei più importanti del territorio piceno. Intitolato all'insigne scienziato sambenedettese Augusto Capriotti, inaugurato nel 1956 comprende oggi oltre 9.000 esemplari suddivisi in: pesci, crostacei, molluschi, cetacei, echinodermi, celenterati e fossili. Interessante anche la biblioteca contenente più di 1.000 volumi comprendente anche testi rari e di valore storico e scientifico.

[modifica] Museo delle anfore

Ospitato nei pressi del porto, rappresenta una singolare collezione di anfore di disparate epoche (cananee, fenicie, puniche, greche, romane e bizantine) raccolte in tutto il Mediterraneo dai pescherecci sambenedettesi che praticavano la pesca a strascico, tecnica già da anni non più consentita, che ha permesso di recuperare questi reperti perduti di civiltà passate.

Il Museo delle anfore è il primo passo per il costituendo "Museo del Mare" che si dovrà comporre anche dell'Antiquarium Truentino e del Museo della Pesca e della Civiltà Marinara integrando anche il Museo Ittico e Paleontologico.

[modifica] Museo di arte sacra

Fa parte del circuito dei musei sistini della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto delle Marche, si trova all'interno del Paese alto, accanto all'episcopio, ed ospita una notevole collezione di arte sacra comprendente sculture lignee di pregio.

[modifica] Palazzo Piacentini

All'interno del Paese Alto, già dimora della poetessa Bice Picentini, ora di proprietà del comune, ospita il Centro di esposizione di Arte Contemporanea, l'Archivio storico del comune di San Benedetto (con tutto il materiale documentario prodotto dal comune dal 1700 al 1970, e un documento del 1570 lo "Statuto dei Fermani", raccolta di leggi e regolamenti del dipartimento dello Stato Pontificio). Dal 4 aprile 2009 è inoltre sede della "Pinacoteca del Mare", dove sono esposte oltre 180 opere del patrimonio comunale, con dipinti di Alfred Joseph Chatelain, Adolfo De Carolis e Armando Marchegiani, oltre ad una sezione dedicata alle fotografie storiche della città proveniente dagli archivi privati dei fotografi locali Sgattoni e Traini.

[modifica] Cucina

Il piatto tipico di San Benedetto del Tronto è il "brodetto alla sambenedettese" una zuppa di pesce, senza pomodoro (al limite con pomodoro verde) e con l'aggiunta di peperoni e aceto, unica nel suo genere.

[modifica] Personalità legate a San Benedetto del Tronto

  • Monsignor Francesco Sciocchetti: ideatore e realizzatore nel 1912 della prima imbarcazione da pesca con motore in Italia. Si deve a lui l'edificazione della nuova chiesa dedicata alla Madonna della Marina, oggi cattedrale, ed ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo di una città in grande crescita, con la sua attività di parroco e il suo multiforme ingegno.
  • Bice Piacentini: Beatrice Piacentini-Rinaldi (1856-1942), personaggio di grande rilievo della cultura locale degli inizi del Novecento, scrisse sonetti in vernacolo sambenedettese per poi occuparsi della promozione di un genere letterario, quello della poesia dialettale, la cui considerazione era molto limitata. Con l'antologia "Sonetti Marchigiani" (1926) raggiunse notorietà con l'affermazione dei temi a lei cari, sulla condizione e il ruolo della donna nella società dell'epoca e la schietta rappresentazione di una vita quotidiana genuinamente verista che oggi sono una testimonianza della cultura e del costume di un'epoca che può considerarsi conclusa.
  • Andrea Pazienza: San Benedetto del Tronto, 1956 - Montepulciano, 1988. Celebre fumettista, è stato uno dei più importanti artisti italiani dell'ultimo quarto del Novecento. Autore di personaggi atipici e dissacranti (tra cui Pentothal, Zanardi e Pompeo), poeta in versi e in immagini, esuberante narratore, "Paz" ha utilizzato l'immagine e la parola in prospettiva quasi barocca, inquieta e inquietante, in un vigoroso incontro di toni e colori genialmente destabilizzanti. A lui è dedicata una piazza del centro storico.
  • Alfred Joseph Chatelain: (Moutier - 1863, Nizza - 1943) pittore impressionista di origine svizzera che soggiornò per qualche anno a San Benedetto del Tronto affascinato dalla straordinaria bellezza e particolarità dello spettacolo offerto delle imbarcazioni da pesca dalle vele colorate che andavano e tornavano ogni giorno dal mare e che divennero uno dei temi principali delle sue opere.
  • Giovanni Tebaldini: (Brescia, 7 settembre 1864 – San Benedetto del Tronto, 11 maggio 1952) è stato un organista, compositore e musicologo italiano.
  • Pierluigi Camiscioni: ex-giocatore di rugby, ha militato non solo nelle file della squadra locale ma anche nella massima serie nazionale in particolare con L'Aquila Rugby arrivando a ottenere diversi caps con la nazionale maggiore compresi nel triennio 1975 - 1978 e vincendo sempre con L'Aquila il campionato nazionale della massima serie nel 1982;

[modifica] Eventi

  • San Benedetto martire: festa del patrono della città, per molti anni è stata organizzata ogni ultimo sabato di maggio, ma dal 2008 si è tornati a celebrarla nella data di origine, il 13 ottobre, giorno esatto a cui si fa risalire nell'anno 304, il martirio del soldato romano.
  • Madonna della Marina: uno degli eventi principali dell'estate sambenedettese, si svolge l'ultima domenica di luglio e consiste in una processione in mare con i pescherecci, in cui i pescatori rendono omaggio alla Madonna della Marina, l'imbarcazione principale, che precede il corteo di imbarcazioni, ospita il ritratto della Madonna proveniente dalla cattedrale. Dopo la benedizione da parte del vescovo e il ricordo delle vittime del mare, avviene il lancio in mare della corona di fiori. Segue poi una processione a terra fino alla cattedrale. Per il porto ed il centro cittadino ci sono stand gastronomici ovviamente a base di pesce. La festa si conclude in tarda serata con un grande spettacolo pirotecnico in mare a cui le persone assistono dal porto e dalla spiaggia.

[modifica] Curiosità

Nella seconda metà degli anni '80 è stata la location di alcuni film come Mezzo destro, mezzo sinistro, nel 1985. Gran parte del film è stato girato tra il porto, la spiaggia e lo stadio Riviera delle Palme. Un altro film girato in città è stato il film per la televisione Ferragosto OK nel 1987.

[modifica] Economia

[modifica] Pesca

Tutta la storia di San Benedetto è legata alla pesca. Sebbene in continuo calo, questo settore rimane trainante per l'economia locale se non si considera solo la parte propriamente marittima (si tenga presente che San Benedetto del Tronto è il secondo porto italiano, dietro Mazara del Vallo, per quantità di pesce pescato e numero di pescherecci ed uno dei maggiori mercati ittici d'Italia) ma si tiene conto di tutto l'indotto, e soprattutto la sviluppatissima industria conserviera che, nata a supporto della commercializzazione del pesce, oggi opera su tutti i prodotti alimentari, in primo luogo quelli ortofrutticoli.

[modifica] Turismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Riviera delle Palme (Marche).

Il turismo rappresenta la voce più importante delle entrate cittadine. San Benedetto si è affermata, fin dai primi decenni del Novecento, come una delle più note e apprezzate stazioni balneari italiane. A partire dalla seconda metà degli anni sessanta, si è imposta anche come la prima meta turistica delle Marche per numero di presenze. Vanta la Bandiera Blu della Comunità Europea e investe nel promuovere e nel consolidare un'immagine acquisita ormai non solo a livello nazionale. Tale immagine è veicolata, da circa un decennio, con il marchio "Riviera delle Palme", nome che, accomunandoli sotto la stessa Azienda di Promozione Turistica, ingloba anche gli altri due paesi rivieraschi della parte più meridionale del Piceno, Grottammare e Cupra Marittima, oltre ad alcuni paesi dell'entroterra sambenedettese, Offida, Monteprandone, Acquaviva Picena, Ripatransone e al comune laziale di Accumoli (entrato a far parte del consorzio nel 2008).

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Gaspari (centro-sinistra) dal 29/05/2006
Centralino del comune: 0735 7941
Posta elettronica: sindaco@comune.san-benedetto-del-tronto.ap.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

Gli impianti sportivi principali sono il palazzetto dello Sport Bernardo Speca, lo stadio Riviera delle Palme, la piscina comunale "Primo Gregori" ed il complesso tennistico "C.Maggioni".

[modifica] Calcio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Società Sportiva Sambenedettese Calcio.

La Sambenedettese Calcio è stata a lungo un vanto cittadino, in quanto espressione di una realtà in grande crescita e che provava anche nello sport ad evidenziarsi in ambito nazionale. Questo dal primo dopoguerra fino agli anni ottanta. Nel 1956 la prima esperienza in serie B dove in tre riprese ha disputato complessivamente 21 campionati di serie B. Nel 1994, a causa di inadempienze verso la Federazione, dalla C1 fu declassata in eccellenza, quando prima, in tutta la sua storia, non era mai scesa al di sotto della serie C. Si può dire che gli ultimi dodici anni siano stati i più bui della storia della Sambenedettese, con due fallimenti e un susseguirsi di situazioni instabili a livello societario. La squadra ha militato in C1 dal 2002 al 2009 e il legame con la cittadinanza e il comprensorio non sono mai venuti a mancare per cui la Samb (come viene da sempre chiamata) continua ad avere un buon seguito di pubblico.
Nell'estate del 2009 la Sambenedettese, appena retrocessa nella Seconda divisione della Lega Pro (ex C2), fallisce nuovamente ed è costretta a ripartire ancora una volta dall'Eccellenza.

[modifica] Ciclismo

[modifica] Tirreno-Adriatico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Tirreno-Adriatico.

Dalla seconda edizione del 1967 San Benedetto del Tronto è sede fissa dell'ultima tappa di quella che si è consolidata come la seconda corsa ciclistica a tappe d'Italia, ovviamente dopo il Giro d'Italia. La corsa a tappe si svolge in marzo ed è sempre collocata immediatamente prima della classica di primavera, la Milano-Sanremo, normalmente programmata nel sabato più prossimo al 21 marzo. Così il martedì o il mercoledì precedente la Tirreno-Adriatico si conclude sul lungomare di San Benedetto, generalmente con una tappa in linea per velocisti (per alcuni anni si è disputata una gara a cronometro).

[modifica] Giro d'Italia

Anche il Giro d'Italia ha fatto tappa a San Benedetto:

[modifica] Motonautica

Nei giorni 9, 10 e 11 maggio 2008 si è aperto il campionato mondiale Powerboat p1, con il gran premio inaugurale a San Benedetto del Tronto, mentre nei giorni 23, 24 e 25 maggio 2008 campionato nazionale off-shore classe 3 e endurance classe b con la presenza di 23 team da tutta Italia.

A luglio si svolge il "Gran Premio città di San Benedetto del Tronto", valido per il campionato italiano moto d'acqua, e si svolge a largo del molo sud con la presenza di piloti ed i loro rispettivi team provenienti da tutta Italia.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico mensile ISTAT del 31 luglio 2009
  2. ^ Censimento 2001
  3. ^ Stefania Serino. «Delegazione Pro Loco in visita a Poggio Bustone». ilQuotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno, 04-10-2009. URL consultato in data 04-10-2009.

[modifica] Bibliografia

  • Enrico Liburdi. Storia di San Benedetto del Tronto negli ultimi tre secoli. Edizioni A.T.I.N.A, 1950, Ancona
  • Assessorato alla Cultura, Consorzio Turistico Riviera delle Palme. Il Patrimonio Invisibile

[modifica] Informazione

  • BUM - Bollettino Ufficiale Municipale, organo di informazione ufficiale del comune
  • il settimanale Riviera Oggi presente anche nel web con il sito www.sambenedettoggi.it
  • il quotidiano online IlQuotidiano.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche
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