Offida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Offida
comune
Offida – Stemma Offida – Bandiera
Offida – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Valerio Lucciarini De Vincenzi (lista civica Offida Solidarietà e Democrazia) dal 27-05-2014
Territorio
Coordinate 42°56′07.26″N 13°41′31.2″E / 42.93535°N 13.692°E42.93535; 13.692 (Offida)Coordinate: 42°56′07.26″N 13°41′31.2″E / 42.93535°N 13.692°E42.93535; 13.692 (Offida)
Altitudine 293 m s.l.m.
Superficie 49,6 km²
Abitanti 5 285[3] (30-6-2011)
Densità 106,55 ab./km²
Frazioni Borgo Miriam, Santa Maria Goretti

Località: Rovecciano, San Barnaba, San Venanzio Contrade: Ciafone, Lava, San Lazzaro, Tesino[1]

Comuni confinanti Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Cossignano, Monsampolo del Tronto, Ripatransone, Spinetoli
Altre informazioni
Cod. postale 63073
Prefisso 0736
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044054
Cod. catastale G005
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 981 GG[4]
Nome abitanti offidani
Patrono san Leonardo di Noblac[2]
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Offida
Posizione del comune di Offida nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Offida nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Offida (ofˈfiːda, Offìda;[5][6] Ufida in dialetto offidano) è un comune italiano di 5 285[3] abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Centro del subappennino marchigiano, il cui territorio è posto interamente tra le valli del fiume Tesino (a nord) e del fiume Tronto (a sud). Il centro abitato deve la sua pianta irregolare allo sperone roccioso sul quale sorge, ritagliato dai due rami sorgentizi del torrente Lama, affluente di sinistra del Tronto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piuttosto dibattute le origini di Offida. Lo stesso toponimo è oggetto di diverse interpretazioni e non aiuta a formarsi un'idea certa su come sia sorto il centro abitato. Nel territorio offidano sono presenti tombe picene (VII-V secolo a.C.) e vestigia romane ma non c'è traccia storica certa fino al 578 d.C. quando gli ascolani in fuga per l'invasione longobarda fondarono diversi castelli nei colli piceni, compresa Offida.

Secondo alcuni storici Offida già nel VII secolo sarebbe stato un centro di una certa importanza, divenendo sede di un Gastaldato. Dello stesso ci sarebbero tracce in epoca carolingia e sotto il Sacro Romano Impero quando la città assunse grande importanza.

Al 1039 risale la prima testimonianza storica certa, quando Longino d'Azone cede all'Abbazia di Farfa il castello di Ophida. Nel 1261 una bolla di papa Urbano IV conferma i poteri dell'Abbazia di Farfa istituendo il Presidato Farfense, una sorta di governatorato distaccato da Farfa e indipendente da qualsiasi diocesi.

Nel 1292 papa Niccolò IV concede ai comuni marchigiani la facoltà di eleggere podestà, consoli e priori. Per Offida e per altri grandi centri marchigiani dell'epoca si tratta di un riconoscimento ufficiale per delle istituzioni già operanti e "collaudate".

Torrione della rocca

Analogamente a tutto il territorio piceno, il periodo che va dal XIII al XVI secolo è caratterizzato dalle guerre tra Ascoli e Fermo con gli offidani che presero le parti di quest'ultima. Risalgono alla prima metà del Cinquecento le terribili lotte interne tra Guelfi e Ghibellini sfociate in numerosi fatti di sangue.

Alla metà del XVI secolo Offida stipula una tregua con Ascoli e negli stessi anni tutto quello che sottostava al Presidato di Farfa passa sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa. Dopo un secolo sotto la diocesi di Montalto, Offida passa sotto la diocesi di Ascoli.

Nel 1831 papa Gregorio XVI eleva Offida al rango di città.

Con la fine del XIX secolo inizia il passaggio da un'economia esclusivamente agricola ad una con marcata presenza artigianale fino ad arrivare allo sviluppo di piccole industrie di una cittadina che, oggi, non è più quell'importante punto di riferimento che è stato per secoli.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, la famiglia Talamonti nascose e protesse dalla deportazione i componenti di una famiglia di profughi ebrei greci, i Ventura, giunti a Offida nel 1942 in domicilio coatto. Per questo loro impegno di solidarietà, il 19 novembre 1979, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni ad Adelino Talamonti e a suo figlio Fides, e a Camillo Talamonti e ai suoi figli Fernando ed Emma (suor Fernanda).[7]. Nel giugno 1944 le truppe tedesche fecero saltare il ponte della tramvia elettrica che collegava Offida con la stazione ferroviaria di (Castel di Lama), il ponte della "strada Mezzina" sul torrente Lava, due ponticeili sistemati sotto i dirupi che circondavano Offida e, nel centro storico, furono distrutte le principali fonti di comunicazione (telefono e telegrafo) ed il trasformatore che forniva la corrente elettrica alla borgata Cappuccini. Nel 2010 è stata sede del campionato mondiali di ciclismo juniores ai quali hanno partecipato ben 49 nazioni. Manifestazione davvero imponente per un paese così piccolo se si pensa che la sede precedente è stata Mosca e che le prossima sarà Copenaghen. Alla cerimonia di aperturà ha partecipato Valentina Vezzali

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Legata all'incertezza delle origini, anche la natura di Ophida, o Ofida, come appare nelle prime testimonianze medievali, è oggetto di studi che non hanno portato ad una conclusione condivisa. Tramontate le tesi legate ad un'origine greca (da Ophis, serpente) o romana (da Oppidum, città fortificata), tra le altre teorie ha credito quella che fa risalire il nome all'unione di due radici di origine indoeuropea: Oph (ricco) e Ida (monte, colle).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Offida è entrata il 2 maggio 2008 nel club dei Borghi più belli d'Italia.[8] Vi sono resti di mura medievali con torri, mentre della rocca cinquecentesca restano un tratto di muraglia e due torrioni cilindrici.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria della Rocca, le absidi
Santuario di Sant'Agostino
la Collegiata

È uno dei maggiori monumenti dell'intera regione Marche. Sita all'estremo occidentale dell'abitato, risulta circondata su tre lati da altrettanti dirupi che la ritagliano esaltandone l'imponenza e aprendola allo sguardo di due vallate. La grande costruzione in laterizio in stile romanico-gotico si deve al Maestro Albertino che la eresse nel 1330 sulla preesistente piccola chiesa benedettina.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria della Rocca.
  • Santuario di Sant'Agostino. In seguito all'arrivo delle reliquie relative al Miracolo Eucaristico di Lanciano, l'originale chiesa della Maddalena venne sostituita da una chiesa più grandiosa, che gli agostiniani decisero di intitolare proprio a Sant'Agostino. La sua costruzione si protrasse dal 1338 al 1441. La facciata è barocca (1686). L'interno fu modificato e ampliato nel XVIII secolo con pianta a croce latina, con cupola entro tiburio e una veste tardobarocca di stucchi e arredi lignei pregevoli (coro e confessionali in radica di noce dell'ebanista offidano Alessio Donati). Sempre nell'interno si conservano una preziosissima croce reliquiaria (la "croce santa" che conserva la reliquia del suddetto miracolo), opera in argento dorato realizzata a Venezia nel Trecento e un altro reliquiario di arte marchigiana del Quattrocento.
  • Chiesa della Madonna del Suffragio. Sulla facciata posta ad oriente vi sono due piccole porte murate in travertino del secolo XIV, un fregio in terracotta di stile romanico e un architrave in travertino con fregi bizantini. Sempre sulla stessa facciata vi è l'originario ingresso della chiesa di Sant'Antonio abate con a lato un affresco di Simone de Magistris dedicato allo stesso santo, molto deteriorato in quanto esposto all'esterno. L'interno a tre navate fu realizzato nel Settecento. Vi si conserva una statua lignea del Quattrocento e uno scheletro ligneo del Seicento raffigurante "la morte", che un tempo la Compagnia del Suffragio portava come emblema in processione.
  • Monastero di San Marco. Sorto come monastero francescano nel Trecento su un preesistente sito benedettino, ha vissuto diversi cambiamenti nel corso dei secoli. Dal 1655 ospita le monache benedettine mentre l'attuale chiesa di San Marco in stile barocco fu fatta costruire nel 1738 occupando la parte centrale di quella originale eretta nel 1359 di stile romanico-gotico e della quale sono tornati alla luce un ampio portale con sovrastante rosone (attualmente non visibili perché racchiusi nel muro di cinta). Il lato sud su piazza Baroncelli, oltre al portale a edicola di accesso alla chiesa (1574) presenta gli originali archetti gotici e monofore chiuse, così come sul lato nord che però non è visibile perché racchiuso dalle mura di cinta del monastero. Nel monastero sono conservati alcuni affreschi del XIV-XV secolo, una croce lignea policroma e una croce reliquiario di pietra e perle preziose.
  • Chiesa dell'Addolorata. Chiesa quattrocentesca a navata unica con un'elegante loggetta cinquecentesca sul fronte ed un elaborato cornicione in cotto. All'interno vi è esposta la "bara", cioè quel carro con baldacchino finemente decorato sul quale è sistemata la statua del Cristo morto che viene portata in processione il venerdì santo.
  • Chiesa Collegiata. Costruita tra il 1785 e il 1798 dall'architetto ticinese Pietro Maggi su un disegno assai modificato dell'ascolano Lorenzo Giosafatti; ha un interno in stile neoclassico Luigi XVI e una facciata realizzata solo alla fine dell'Ottocento in stile eclettico di laterizio e travertino. All'interno, fra l'altro, vi si conservano un cofanetto ligneo duecentesco con 26 figurette eburnee di arte settentrionale, una croce astile del Trecento, un reliquiario del Quattrocento, un gruppo ligneo del Cinquecento, un crocifisso ligneo di Desiderio Bonfini (1612), pitture dei secoli XIV, XV e XVI (scuola crivellesca e scuola di Pietro Alemanno). Il coro intagliato con colonnine tortili e specchi in radica di Verona a due ordini di 14 stalli fu realizzato da Alessio Donati per la chiesa di Santa Maria della Rocca ma venne trasferito nel 1794 nella Collegiata, insieme alle reliquie di San Leonardo di Noblac conservate in un'urna posta all'interno dell'altare maggiore, anch'esso in legno. La chiesa, nonostante la distanza, ha risentito della forte scossa di terremoto verificatasi a L'Aquila il 6 aprile 2009: infatti il giorno del terremoto si sono staccati alcuni pezzi di intonaco dal campanile.
  • Santuario del Beato Bernardo. Il convento dei cappuccini di Offida con l'annessa chiesa, dove visse fra Bernardo per lunghi anni, restò in piedi dal 1614, anno di fondazione, fino al 1893, quando i frati, in vista dell'imminente bicentario della morte del beato, decisero di ricostruirne un altro più moderno, con chiesa più ampia e decorosa in suo onore. Ricostruirono i due edifici sullo stesso terreno conventuale su disegno dell'architetto cappuccino fra Angelo da Cassano d'Adda. Fra Angelo appena giunto in Offida, nella primavera del 1893, dopo un attento studio del sito, risultato con una configurazione a carattere stratigrafico e argilloso, quindi terreno difficile e ad alto rischio relativamente al settore edilizio, prese la sua decisione coraggiosa: nonostante tutto, decise di non mutare il "sito" della costruzione ma di spostare solo di poche decine di metri, verso sud – ovest, la sede del nuovo complesso conventuale. Nel nuovo Santuario, a tre navate, ampio e luminoso, è stata prevista una cappella in onore del beato, destinato alla custodia delle sue spoglie mortali. In un primo tempo nella nuova chiesa, la cappella del beato era ornata da un altare di stile composito poi abbattuto per far posto all'attuale complesso architettonico. L'altare era ornato da quattro colonne tortili, in legno scuro, due per lato, con una trabeazione classicheggiante, a più moduli. Nel centro si apriva la nicchia con la statua del beato, reggente il giglio sulla destra ed il teschio sulla sinistra, mentre un angioletto, sulla sua sinistra, mostrava una scritta. È probabile che l'altare fosse stato composto con elementi architettonici della vecchia cappella del beato, costruita nel 1792, se non si trattava addirittura dello stesso antico altare, sistemato nella nuova sede. L'attuale cappella sorge nel terzo vano laterale sinistro, ampliato in profondità, il quale, con un andito di rimpetto, delle stesse dimensioni, ora occupato dall'organo, conferisce alla chiesa la forma di croce latina, a tre navate. Il baldacchino è costituito da quattro colonne con basi verticalmente sviluppate e sobriamente decorate, con fusti lisci e con capitelli corinzi, ed è abbellito con decorazioni nell'architrave e nella volta, dovute sicuramente al Girolomini, come suoi sono i due vasi ai lati e la guglia terminante con una croce nel centro. In una fascia si legge: MANUM SUAM APERUIT INOPI (aprì la sua mano al bisognoso), con esplicita allusione alla bontà e generosità del beato verso i poveri. In vista del terzo centenario della morte del beato (1994) il 14 ottobre 1992 sono iniziati i lavori di restauro delle decorazioni pittoriche, del tetto della chiesa. Dopo il natale del 1992 si è dato inizio ala ristrutturazione del coro e del presbiterio. Un nuovo altare ligneo è stato sistemato nel presbiterio. I due nuovi amboni sono opera ammirevole dell'ebanista cappuccino padre G. Trombetta da Cingoli. L'indovinata illuminazione esalta la vivida cromia delle tele dipinte a spatola, opere di un artista che nutre e anima le sue figurazioni di fulgida luce diurna. In questa occasione è stata eretta una statua commemorativa del Beato Bernardo collocata all'inizio del viale d'accesso al santuario realizzata dal famoso scultore locale Aldo Sergiacomi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Comunale
  • Palazzo comunale. Costruito tra il XIII e il XIV secolo (torre centrale merlata). La facciata è preceduta da un portico a 7 arcate con un'elegante loggetta a 14 arcate alzata nel XV secolo. All'interno vi è una piccola pinacoteca con opere di Pietro Alamanno e Simone de Magistris da Caldarola. Nell'archivio storico comunale si conserva, tra l'altro, il catasto pergamenaceo mutilo del XIV secolo forte di ben 70 pergamene in caratteri gotici.
  • Teatro Serpente Aureo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Serpente Aureo.

Il Teatro Serpente Aureo fu costruito nel 1820 su disegno di Pietro Maggi, demolendo parte dell'antica casa comunale della quale è rimasto l'elegante portico quattrocentesco a fungere da facciata. Ampliato e decorato poco dopo l'unità di Italia con stucchi dorati e dipinti a tempera. Con pianta "a boccascena" o a "ferro di cavallo" tipica dei teatri settecenteschi conta tre ordini di diciassette palchetti e un loggione diviso in quindici parti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il carnevale di Offida[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carnevale di Offida.

Di origini antichissime ha una tradizione consolidata ed è caratterizzato da manifestazioni molto originali che traggono origine probabilmente dai saturnali romani.

Le testimonianze storiche si hanno a partire dal Cinquecento quando il carnevale ha il suo massimo splendore in grandi città come Roma e Venezia. Le principali manifestazioni che caratterizzano oggi il carnevale offidano sono essenzialmente due: il bove finto e i vlurd.

Il merletto a tombolo[modifica | modifica wikitesto]

Monumento alle merlettaie

L'arte del merletto a tombolo, dal latino tumulus cioè tumolo, è una tradizione che si tramanda da almeno cinque secoli da madre in figlia.

Per realizzare manualmente il pregiato merletto occorrono pochi strumenti: un tombolo, cioè un rullo lungo circa 30 centimetri e dal diametro di 20 centimetri; una prebenda, dal latino prae habere, tenere davanti, così chiamata ancora in dialetto, cioè il reggitombolo a tre piedi, filo, spillini di ottone argentato e parecchie coppie di fuselli.

Le prime testimonianze storiche dell'uso del tombolo a fuselli, per la realizzazione di pregiati merletti, risalgono al Cinquecento, ma alcune opere pittoriche, insieme ad altre tracce, lasciano pensare che la tradizione fosse già salda almeno due secoli prima.

Nel 1600 il merletto offidano era famoso per la ricercatezza e per la qualità.
L'istituzione di una scuola del merletto risale al 1910, ma non fu un'esperienza felice per la resistenza culturale secondo la quale sono le mamme a dover insegnare alle figlie l'arte di lavorare a tombolo.

Dal 1998 vi è un Museo del merletto a tombolo, stabilmente ospitato a Palazzo de Castellotti. Dal 2006 è presente in territorio offidano anche un'associazione culturale senza scopo di lucro (Associazione culturale merletto a tombolo di Offida) che si occupa di salvaguardare i tradizionali metodi di esecuzione offidani, divulgarli soprattutto alle nuove generazioni e confrontare tecniche di esecuzione fra le diverse merlettaie. La riscoperta anche a fini turistici ha rinverdito, negli ultimi anni, una tradizione secolare tanto che oggi, specie nei mesi estivi, girando per le strade di Offida, si possono vedere merlettaie che lavorano al tombolo di fronte all'ingresso della propria casa, proprio come è accaduto per secoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Offida ha due scuole una "nuova" e una "vecchia", nell'ex monastero di Sant'Agostino.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico "Guglielmo Allevi". Allestito all'interno del Palazzo comunale ha reperti del paleolitico, neolitico, età del bronzo e della civiltà picena.
  • Pinacoteca civica
  • Museo delle tradizioni popolari. Allestito nei locali sotterranei dell'ex convento di Sant'Agostino.
  • Museo del merletto a tombolo offidano.
  • Museo Aldo Sergiacomi. Nello studio che fu dello scultore offidano specializzato in opere di arte sacra in marmo e bronzo.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che per il Rosso Piceno e l'Offida Pecorino DOC, Offida è famosa per alcune specialità culinarie. In particolare sono da segnalare i "funghetti" mentre è di recente stata riscoperta e rilanciata con una apposita sagra un'altra specialità caratteristica: il "chichì ripieno".

Funghetti[modifica | modifica wikitesto]

Sono un dolce che si presenta come un tortino di forma tondeggiante irregolare sul quale emergono delle forme bianche, simili a cappelle di funghi, dure e cave all'interno. Gli ingredienti sono farina, acqua, zucchero, albume d'uovo e semi di anice che conferiscono il caratteristico sapore. Un dolce povero e antico che si conserva per lungo tempo e riacquista morbidezza se lo si riscalda.

Chichì ripieno[modifica | modifica wikitesto]

Focaccia o più propriamente "schiacciata" in pasta di pane sottile, forma tonda e piatta, viene riempita tradizionalmente con tonno, alici, capperi e peperoni tritati.

Persone legate ad Offida[modifica | modifica wikitesto]

  • Beato Corrado da Offida (Offida, 1237 - Bastia Umbra, 12 dicembre 1306): ricordato nei Fioretti francescani, Corrado da Offida ha un ruolo di primo piano tra i frati del tempo. Ebbe modo di conoscere fra Leone ed i primi compagni di San Francesco. Fu guardiano nei conventi di Offida, Forano e la Verna, valente predicatore. Morì a Bastia Umbra, dove si trovava per la predicazione in preparazione al Natale. Il corpo, sepolto a Bastia, fu successivamente trafugato dai perugini e collocato insieme a quella di S.Egidio nella chiesa di S. Francesco a Perugia, ove fu beatificato nel 1817. Il 12 novembre 1994, le reliquie sono state trasportate solennemente da Perugia ad Offida e poste nel terzo altare di sinistra nella chiesa Collegiata.
  • Baldassarre Baroncelli (Offida, 1390 - Fermo, 1436): nominato comandante delle milizie vaticane e vice castellano della mole Adriana dal Papa Eugenio IV. Ebbe l'incarico dallo stesso Papa di governatore di Bologna, ove fece decapitare il senatore Antonio Bentivoglio. Rientrato a Roma, il 30 giugno 1435 gli fu conferita l'onorificenza di Senatore della Prefettura quindi gli venne affidato il comando generale della milizia ecclesiastica. Volendo recuperare alla Sede Apostolica la Marca anconitana, occupata da Francesco Sforza, senza spargimento di sangue, organizzò un attentato per ucciderlo. Prima, però di poter porre in atto il suo disegno, le milizie papali furono sconfitte il 16 settembre 1436 a Reccardina, presso Budrio. Il Baroncelli, fatto prigioniero, fu rinchiuso nella fortezza del Girone di Fermo. Qui perse la vita per una tegola cadutagli forse non a caso sulla testa (casu tegula percussus occubuit - Adami: Antiquitatae Firmanae). Il Ghirarducci, storico bolognese, invece riferisce che fu sepolto col capo a fior di terra e lasciato morire di fame.
  • Beato Bernardo da Offida (7 novembre 1604 - 22 agosto 1694): laico cappuccino, al secolo Domenico Peroni, passò tutta la lunga vita ad Offida, eccetto il breve periodo del noviziato, che fece a Corinaldo nel 1626. Analfabeta, ebbe il dono della scienza infusa, e frequentemente era consultato da vescovi e personalità nei più difficili problemi. Fu beatificato da Pio VI il 25 maggio 1795. La sua tomba è meta di pellegrinaggi. La prima statua marmorea che gli fu innalzata si ammira in una nicchia del tiburio del duomo di Milano. Il celebre compositore austriaco Franz Joseph Haydn (1732 -1809) compose in suo onore una messa. Il pontefice Gregorio XVI parla di lui nel diploma del 20 dicembre 1831, col quale dichiara città la terra di Offida, citandone i miracoli e il seguito popolare
  • Guglielmo Allevi (Offida, - 20 aprile 1834 - Offida, 30 novembre 1896): poeta, patriota, politico, scrittore, archeologo, paleontologo.
  • Loris Annibaldi (Offida, 11 marzo 1912 - Grecia, 21 novembre 1940): ufficiale medico, morto eroicamente sul fronte greco fu decorato di medaglia d'oro al valor militare. A lui è stato intitolato l'ospedale militare di Milano.
  • Olindo Pasqualetti (Offida, 12 settembre 1916 - Torino 21 novembre 1996): poeta neoumanista, vincitore di numerosi concorsi di prosa e poesia latina nei Certami internazionali. A lui è stata intitolata la piazza prospiciente la chiesa di Santa Maria della rocca
  • Tonino Carino (Offida, 31 luglio 1944 - Ancona, 8 marzo 2010): giornalista sportivo italiano. Legato particolarmente alla piazza di Ascoli, fu cronista storico della trasmissione RAI 90º minuto.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale storico offidano: dal giovedì al martedì grasso
  • Croce Santa: 3 maggio, commemorazione del Miracolo Eucaristico (il nome dell'antica festa si deve al prezioso reliquiario a forma di croce che venne fatto realizzare nel Trecento da artisti veneti e che viene portato in processione assieme agli altri segni tradizionali del miracolo: il coppo insanguinato, la tovaglia insanguinata e il cavallo/mulo)
  • Beato Bernardo di Offida: 23 agosto
  • Beato Corrado di Offida: 30 settembre
  • San Leonardo di Noblac, patrono di Offida: 9 novembre
  • Le Cove: nel mese di agosto presso la chiesa della Addolorata, è la festa del grano, di antica tradizione contadina (cove sta per covoni)
  • Sagra del chichì ripieno: prima domenica di agosto
  • Mercatino dell'antiquariato: i venerdì di luglio ed agosto
  • Mostra mercato del vino dei colli piceni: primi giorni di settembre

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XIX secolo Offida contava su un tabacchificio e diverse industrie occupate nel baco da seta. Un rapido sviluppo che viene frenato dalle due guerre e che riprende negli anni sessanta con la modernizzazione dei processi agricoli e l'apertura di fabbriche di confezioni, calzature, borse, metallurgia leggera, materiale elettrico.

L'orientamento attuale punta ad una valorizzazione delle eccellenze del luogo che sono rappresentate dalla produzione di vino di qualità (Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore) e dal merletto a tombolo nel campo artigianale.

La valorizzazione del patrimonio artistico e culturale è un obiettivo che mira sempre di più ad uno sviluppo delle potenzialità turistiche del territorio offidano.

Mobilità e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La tranvia di offida in una cartolina del 1932

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene in realtà ubicata in territorio di Castel di Lama, Offida è servita dalla stazione ferroviaria "Offida-Castel di Lama", posta lungo la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, sulla quale sono svolte relazioni regionali Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico suburbano a Offida è gestito dalla società START, che effettua autocorse su Ascoli Piceno.

Dal 1926 al 1952 nell'attuale Viale della Repubblica faceva capolinea la tranvia elettrica di Offida che, con un percorso di circa 11 km, collegava la stessa con la stazione ferroviaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Lucio D'Angelo lista civica "Offida Solidarietà e Democrazia" Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Lucio D'Angelo lista civica "Offida Solidarietà e Democrazia" Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Valerio Lucciarini De Vincenzi lista civica "Offida Solidarietà e Democrazia" Sindaco
27 maggio 2014 "in carica" Valerio Lucciarini De Vincenzi lista civica "Offida Solidarietà e Democrazia" Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Polisportiva Offida che milita nel girone D di Prima Categoria. La squadra di calcio a 5, l'Offida C5, milita in Serie C, mentre la squadra di pallavolo femminile milita nel campionato di serie C invece quella maschile in serie B2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Offida - Statuto
  2. ^ Sito Istituzionale del Comune di OFFIDA - AP
  3. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia (DOP)
  6. ^ E non Òffida, come alcuni erroneamente riportano (cfr Sapere.it).
  7. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.226-27.
  8. ^ Articolo su Sambenedetto Oggi del 2 maggio 2008
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Fillich, Nicola Savini. Offida. Storia, monumenti, folklore. Comune di Offida - Pro Loco, 1987
  • Città e Paesi d'Italia - Volume III. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1967.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche