Massignano

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Massignano
comune
Massignano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Marino Mecozzi (lista civica Uniti per Massignano) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 43°03′03.2″N 13°47′50.32″E / 43.050889°N 13.797311°E43.050889; 13.797311 (Massignano)Coordinate: 43°03′03.2″N 13°47′50.32″E / 43.050889°N 13.797311°E43.050889; 13.797311 (Massignano)
Altitudine 255 m s.l.m.
Superficie 16,39 km²
Abitanti 1 684[1] (30-6-2011)
Densità 102,75 ab./km²
Frazioni Villa Santi (località abitata con chiesa romanica del 1200,abside ben conservata); Marina di Massignano (località abitata, 172 ab. al cens. 2001)
Comuni confinanti Campofilone (FM), Cupra Marittima, Montefiore dell'Aso, Ripatransone
Altre informazioni
Cod. postale 63061
Prefisso 0735
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044029
Cod. catastale F044
Targa AP
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 880 GG[2]
Nome abitanti massignanesi
Patrono santi Gervasio e Protasio

protettrice: Beata Vergine del Perpetuo Soccorso

Giorno festivo 19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Massignano
Posizione del comune di Massignano nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Massignano nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Massignano è un comune italiano di 1 684[1] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Alcuni cenni su Massignano

Il piccolo borgo massignanese è posto in cima ad un colle a 254 metri s.l.m., distante circa 5 km dal litorale adriatico, che arriva a lambire con i 2 km di costa di marina di Massignano.  Abitato sin dall’epoca romana, secondo lo storico Colucci il suo territorio rientrava nell’amministrazione della città di Cupra. Tra il VI-IX sec. conosce un lungo periodo di crisi contraddistinto da carestia, pestilenze e guerre. Nel 967 il latifondo di Massinius, signore che ha dato origine al nome del paese, viene donato dall’imperatore Ottone I all’abbazia laziale di Farfa. Esisteva nella zona anche il castello di Forcella (XII sec.), di cui si possono vedere i ruderi a circa 2 km dal paese. Nel 1208 compare Tebaldo di Masigniano, questo significa che già esisteva un centro abitato indicato con tale appellativo. Durante il XIII secolo il territorio massignanese risulta sottomesso a Fermo, ma oggetto di continue contese con Ascoli. Nel 1532 fu tratto d’assedio da Muzio Colonna, corso in aiuto degli ascolani in guerra con la città di Fermo. Nel 1567 si discute l’esenzione e la liberazione di Massignano dalla giurisdizione fermana e la dipendenza immediata dalla Santa Sede. Nel 1577 Gregorio XIII con bolla solenne restituisce Massignano alla città di Fermo, rimanendo sempre sotto il dominio papale. I secoli XVII e XVIII sono caratterizzati da un lungo periodo di pace e tranquillità, in seguito alla cessazione delle continue dispute tra Fermo e Ascoli, interrotto all’inizio del XIX secolo dall’arrivo delle truppe napoleoniche. Massignano entrò a far parte del Dipartimento del Tronto (1805-1814), rientrando nel distretto di Fermo. Successivamente con la Restaurazione torna sotto il dominio pontificio sino al 1861, anno della proclamazione del Regno d’Italia. Il caseggiato collinare, a cui si arriva percorrendo un ameno viale alberato, mantiene l’impostazione medioevale, con le due porte originarie che ancora danno accesso alla piazza centrale che si presenta come un autentico salotto: vi si prospetta la TORRE CIVICA, già eretta come con funzione di campanile, al cui lato si osserva la mole del PALAZZO COMUNALE, rivisitata nell’800. Chiudono il piazzale un LOGGIATO di recente ristrutturazione e la chiesa di San Giacomo Maggiore, del 1700, abbellita da una tavola di VITTORE CRIVELLI, risalente pertanto, al ‘400, d’argomento mariano. Il bambino è rappresentato per terra, sostenuto da teste d’angelo, e non in braccio alla Madonna: questa scelta raffigurativa è una sorta di firma del famoso pittore che usò tale scena anche in altri suoi dipinti. I palazzi gentilizi portano, come d’abitudine, i nomi dei proprietari originari: FAVIANI, SANTINI, LAURANTONI, e sono stati eretti tra ‘400 e ‘600. Dalla metà degli anni ’90 il MUSEO di ARTE SACRA espone in modo ordinato una bella collezione di oggettistica religiosa dei secoli passati. Lungo la sottostante Val Menocchia è attiva la frazione VILLA SANTI, dove è situata l’abbazia dei SANTI FELICE E ADACTO, edificio ridefinito del ‘600, ma con l’abside ancora nel primitivo stile romanico. Da visitare inoltre: chiesa di Santa Maria della Misericordia in stile neoclassico, tratti delle antiche mura e il viale della Rimembranza autentica oasi di verde e tranquillità e balcone sul mare.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Marino Mecozzi lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Marino Mecozzi lista civica "Uniti per Massignano" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Massignano è gemellato con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Massignano vanta numerose associazioni sportive, culturali e del tempo libero presenti sul proprio territorio attraverso le quali è possibile praticare:

  • calcio (A.S.D. Massignano, squadra di Terza Categoria)
  • ciclismo (Scuola di Ciclismo Riviera 2000)
  • equitazione (Shuukaze Dojo)
  • judo (Shuukaze Dojo)
  • motocross (Amici del Motocross)
  • pattinaggio (A.S.D. Polisportiva Regina Pacis)
  • tennis tavolo (A.S.D. Polisportiva Regina Pacis)
  • tiro con l'arco (A.S.D. Polisportiva Regina Pacis)
  • calcio a 5 (A.S.D. Polisportiva Regina Pacis)
  • danza classica e moderna (A.S.D. Kratos equipe)
  • lotta greco-romana (A.S.D. Kratos equipe)
  • pallavolo (A.S.D. Kratos equipe)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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