Acquasanta Terme

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Acquasanta Terme
comune
Acquasanta Terme – Stemma Acquasanta Terme – Bandiera
Castel di Luco ad Acquasanta Terme
Castel di Luco ad Acquasanta Terme
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Sindaco Barbara Capriotti (lista civica) dal 28-5-2006
Territorio
Coordinate 42°46′09.12″N 13°24′34.02″E / 42.7692°N 13.40945°E42.7692; 13.40945 (Acquasanta Terme)Coordinate: 42°46′09.12″N 13°24′34.02″E / 42.7692°N 13.40945°E42.7692; 13.40945 (Acquasanta Terme)
Altitudine 392 m s.l.m.
Superficie 138,06 km²
Abitanti 3 020[1] (30-11-2012)
Densità 21,87 ab./km²
Frazioni Agore, Arli, Arola, Cagnano, Capodirigo, Centrale, Cocoscia, Collefalciano, Colle Frattale, Corneto, Falciano, Farno, Favalanciata, Fleno, Forcella, Luco, Matera, Novele, Paggese, Peracchia, Piandelloro, Piedicava, Pito, Poggio Farno, Pomaro, Ponte d'Arli, Pozza, Quintodecimo, Rocca Monte Calvo, San Giovanni, San Gregorio, San Martino, Santa Maria, San Paolo, San Pietro d'Arli, San Vito, Tallacano, Torre Santa Lucia, Umito, Vallecchia Monte Acuto, Vallecchia Monte Calvo, Valledacqua, Vallefusella, Venamartello, Vosci
Comuni confinanti Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Montegallo, Roccafluvione, Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale 63095
Prefisso 0736
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044001
Cod. catastale A044
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 120 GG[2]
Nome abitanti acquasantani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Acquasanta Terme
Posizione del comune di Acquasanta Terme nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Acquasanta Terme nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Acquasanta Terme è un comune italiano di 3 020 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Si trova a 19 km di distanza da Ascoli Piceno, dalla quale si raggiunge percorrendo la via Salaria in direzione di Roma. Dopo Ascoli, possiede il territorio più esteso della provincia (138,06 km²). Questo territorio è in gran parte montuoso e costellato di frazioni.

Il comune fa parte della Comunità Montana del Tronto, di cui ha la sede legale.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Acquasanta Terme sorge nell'alta valle del fiume Tronto, incastonata fra i Sibillini a nord e i Monti della Laga a sud, e circondata da boschi di castagni plurisecolari nella frazione di Umito, querce, faggi e abeti bianchi. Le montagne circostanti si raggiungono agevolmente in escursioni pedestri.

Come testimonia il nome, Acquasanta possiede sorgenti sulfuree intorno alle quali sorgono stabilimenti termali con vasche naturali libere alimentate da acqua calda. Le acque termali sono note fin dall'antichità per le loro proprietà curative.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti ad Acquasanta si fanno risalire alla preistoria, come testimoniano ritrovamenti di resti umani presso la frazione di Umito, nelle caverne della zona di Rio Secco, ed in località Carpineto, con reperti anche di vasellame, in ferro e bronzo, purtroppo non conservati[3].

All'epoca romana, invece, risalgono le prime fonti sulle terme, quando la città era un mansio: secondo Tito Livio, nel 50 a.C. il console Lucio Munazio Planco guarì con le acque di Acquasanta dopo aver inutilmente provato cure analoghe in Toscana[4][5]. Sulla Tavola Peutingeriana, inoltre, la città figura con il nome di Vicus ad Aquas o Pagus ad acquas[6]. Ruderi delle terme romane si ritrovano nella frazione Santa Maria del Tronto, con una cisterna e resti delle piscine[7]. Queste terme vennero distrutte in epoca barbarica e successivamente ricostruita nell'attuale sede di Acquasanta.

Nel Medioevo, secondo lo storico Francesco Antonio Marcucci, anche Carlo Magno visitò le terme nell'800 durante il suo viaggio verso Roma per l'incoronazione al Sacro Romano Impero. Attorno all'anno 1000, Acquasanta passo sotto l'influenza dell'Abbazia di Farfa prima, dei Vescovi-Conti ascolani successivamente.

Attorno al XIV secolo la città passa al Libero Comune di Ascoli ed il territorio viene suddiviso in sindicati organizzati sullo schema delle pievanie[8]:

  • Acquasanta, nato inizialmente come Aquis, con sede a Luco e comprendente anche Cagnano ed Acquasanta. Successivamente ingloba il sindicato di Facciano, corrispondente all'attuale Falciano, e quello di Venamartello, costituito dai paesi alla sinistra del fiume Tronto. Le ville che alla fine costituiranno questo sindicato saranno Arli, Arola, Cagnano, Falciano, Luco, Paggese, Piedicava, Santa Maria del Tronto, Tallacano, Torre Santa Lucia, Valledacqua, Vallefusella e Venamartello;
  • Montacuto, con sede a Pomaro, comprendente anche i paesi di Pito, Pozza, Umito e Vallecchia Monte Acuto;
  • Montecalvo, con sede a San Martino, comprendente anche le frazioni di Collefrattale, Farno, Fleno, Forcella, Rocca Monte Calvo, San Giovanni, San Gregorio, San Paolo, Vallecchia Monte Calvo e Vosci, oltre a Morrice e Pietralta attualmente nel comune di Valle Castellana;
  • Quintodecimo, nato successivamente, comprendente anche le località di Capodirigo, Favalanciata, Matera, Novele, Favalanciata, Peracchia e San Vito.

Nel XVI secolo i sindicati passano allo Stato Pontificio e sono inseriti nella Marca anconitana con i nomi di Acquasanta, Montacuto, Montecalvo e Quintodecimo. Il sindicato è retto da un podestà coadiuvato da un Parlamento Generale; le sedute del parlamento si tengono nella loggia della chiesa di San Lorenzo a Paggese per Acquasanta, nel palazzo della Comunità per Quintodecimo, nella loggia della chiesa di San Martino per Montecalvo e davanti alla chiesa di San Lazzaro presso Pito per Montacuto.

Vecchio stabilimento termale

In questo periodo Acquasanta conosce la peste e gli scontri tra le famiglie ascolane dei Parisani e dei Guiderocchi, fino alla sua distruzione il 16 marzo 1562, mentre a Montecalvo si sviluppa il banditismo contro il potere della Chiesa. Anche Acquasanta viene poi colpita dal terremoto del 1703, al quale seguì una terribile carestia nel 1716 e di nuovo la peste negli anni 1740-1746 a seguito del passaggio degli spagnoli. Su progetto di Lazzaro Giosaffatti, nel 1780, viene costruito un nuovo stabilimento termale.

Il brigantaggio riprende durante l'occupazione Napoleonica ed il successivo passaggio delle truppe dell'Austria e del Regno di Napoli. I ribelli, capitanati da Giuseppe Costantini e Giambattista Ciucci, si scontrano con le truppe francesi, condotte dal generale Jean D'Argoubert, costringendole alla firma del trattato di pace di Mozzano il 5 febbraio 1799[9].

Il brigantaggio prende di nuovo vigore con l'annessione al Regno d'Italia, con Giovanni Piccioni, ex priore di Montecalvo, che riprende la bandiera dei Volontari Pontifici tenendo testa ai Piemontesi del generale Pinelli per un paio di anni. Giovanni Piccioni viene catturato a San Benedetto del Tronto e condannato a 17 anni di lavori forzati, morendo infine nel carcere del Forte Malatesta.

Nel 1862 Montecalvo viene rinominato Montecalvo del Castellano per differenziarlo da altre località del Regno d'Italia, mentre con l'emanazione del Regio Decreto n. 2676[10] del 10 dicembre 1865, è stato decretato che, con decorrenza 1º gennaio 1866, vi fosse la soppressione dei comuni di Montacuto, Montecalvo del Castellano, Quintodecimo e Santa Maria, con l'aggregazione dei medesimi in un'unica unità amministrativa con capoluogo Acquasanta, che nel 1957 cambia infine denominazione in Acquasanta Terme.

Nella seconda guerra mondiale i Monti della Laga conoscono la resistenza dei partigiani italiani e slavi, culminata nel 1944 con l'eccidio di Pozza ed Umito. A metà strada tra le due frazioni si trova il cimitero dedicato alle vittime.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Ponte cinquecentesco a Ponte d'Arli

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giovanni ad Acquasanta (XIII secolo) con pala d'altare di Cola dell'Amatrice;
  • Chiesa della Maddalena ad Acquasanta (XIV secolo);
  • Chiesa di San Lorenzo a Paggese (XIII secolo) con trittico di Pietro Alemanno;
  • Chiesa del Crocifisso a Quintodecimo (XVI secolo);
  • Chiesa Santa Maria delle Piane a Quintodecimo;
  • Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Capodirigo;
  • Chiesa di San Pietro d'Arli;
  • Chiesa di San Pietro a Tallacano;
  • Abbazia farfense a Valledacqua.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Grotta naturale con piscina d'acqua termale presso lo stabilimento di Acquasanta;
  • Ponte romano con sovrapposizione di archi ottocenteschi sul torrente Garrafo lungo la Salaria ad Acquasanta;
  • Ponte cinquecentesco a Ponte d'Arli;
  • Resti delle antiche terme romane a Santa Maria;
  • Mulino ad acqua a Piedicava;
  • Cave di travertino a Centrale;
  • Casa del Brigante Piccioni a Rocca Monte Calvo.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Ponte romano sul Garrafo

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Una delegazione di Acquasanta partecipa ogni anno con propri figuranti alla rappresentazione storica della Quintana di Ascoli, che si tiene in occasione della festa di Sant'Emidio, patrono del capoluogo piceno.

Persone legate ad Acquasanta Terme[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Ad Acquasanta Terme ci sono tre squadre di calcio: l'Acquasanta Terme calcio (Seconda Categoria) e il Ponte d'Arli (anch'esso in Seconda Categoria), la terza squadra è nata nel 2013 ed è denominata Ponte d'Acquas che milita in Terza Categoria.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cava di travertino

Le attività economiche più note di Acquasanta sono quelle legate alle sue terme e all'estrazione del travertino, entrambe frutto del carsismo che caratterizza la zona.

Le terme sono note da epoca romana ed erano inizialmente costituite da una grotta naturale dove l'acqua sulfurea a circa 30 gradi si raccoglieva prima di defluire verso il fiume. Solo alla fine del XVIII secolo venne costruito uno stabilimento bagni in grado di accogliere l'accresciuto flusso di visitatori.

Per quanto riguarda il travertino, questo è il materiale che caratterizza i centri storici degli abitati della zona, primo tra tutti Ascoli Piceno. La sua lavorabilità lo rendevano estremamente adatto all'uso sia come materiale da costruzione che per lavorazioni artistiche, facilitandone la diffusione.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 maggio 2006 17 maggio 2011 Barbara Capriotti lista civica Sindaco
18 maggio 2011 in carica Barbara Capriotti lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 30 novembre 2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ La terra delle meraviglie
  4. ^ Regione Marche
  5. ^ G. Carducci. op. cit. pag. 241.
  6. ^ G. Carducci, op.cit. pag. 241.
  7. ^ Promediart
  8. ^ La terra delle meraviglie
  9. ^ Timoteo Galanti, Dagli sciaboloni ai piccioni Il "brigantaggio" politico nella Marca pontificia ascolana dal 1798 al 1865. Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 1990, pag. 30.
  10. ^ Regio Decreto n. 2676 del 10 dicembre 1865 in Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1866 ed altre anteriori, anno XLV, parte prima, Enrico Dalmazzo Editore, Firenze 1866, pag. 279.
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853, pp. 241–244;
  • Sebastiano Andreantonelli, Storia di Ascoli, Traduzione di Paola Barbara Castelli e Alberto Cettoli – Indici e note di Giannino Gagliardi, Ascoli Piceno, G. e G. Gagliardi Editori, Centro Stampa Piceno, giugno 2007, p. 42;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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