Martinsicuro

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Martinsicuro
comune
Martinsicuro – Stemma
Martinsicuro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Amministrazione
Sindaco Paolo Camaioni (Città attiva) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 42°53′06.48″N 13°54′57.57″E / 42.885133°N 13.915992°E42.885133; 13.915992 (Martinsicuro)Coordinate: 42°53′06.48″N 13°54′57.57″E / 42.885133°N 13.915992°E42.885133; 13.915992 (Martinsicuro)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 14,66 km²
Abitanti 17 078[1] (31-12-2010)
Densità 1 164,94 ab./km²
Frazioni Villa Rosa
Comuni confinanti Alba Adriatica, Colonnella, Monteprandone (AP), San Benedetto del Tronto (AP)
Altre informazioni
Cod. postale 64014
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067047
Cod. catastale E989
Targa TE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 201 GG[2]
Nome abitanti martinsicuresi
Patrono san Gabriele dell'Addolorata
Giorno festivo 27 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Martinsicuro
Posizione del comune di Martinsicuro all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Martinsicuro all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Martinsicuro è un comune italiano di 17.078 abitanti[3] della provincia di Teramo in Abruzzo. È situato sulla destra della foce del fiume Tronto.

È il comune più settentrionale dell'Abruzzo ed il primo comune, venendo da nord, affacciato sul Mar Adriatico

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Su una collina sovrastante il fiume (località Colle di Marzio) sono stati rinvenuti i resti di un insediamento dell'età del bronzo (X-IX secolo a.C.).

Alla foce del fiume era sorto il centro abitato di Truentum, ricordata da Plinio il Vecchio[4] tra le altre colonie e cittadelle fortificate della regio V Picenum, presso il fiume omonimo, e attribuita ai Liburni. Strabone la cita come città che riprende il nome dal fiume Truentus (Τρουεντῖνος ποταμός), collocandola tra il fanum Cupra e Castrum Novum (Giulianova).[5]

Nella città transita anche Giulio Cesare , come ricorda Cicerone nelle lettere ad Attico. E' citata da Sillo Italico e dal geografo Pomponio Mela, è riportata nell "Itinerarius Antonini" e nella "Tabula Peutingeriana".

Dopo la conquista romana nel III secolo a.C. fu municipio con il nome di Castrum Truentinum. Gli scavi condotti nella località "Case Feriozzi" tra il 1991 e il 1995 riportarono alla luce i resti dell'antica città[6], con un quartiere commerciale, già esistente nel II secolo a.C. e impiantato secondo un disegno urbanistico regolare. In epoca augustea la città venne collegata alla Via Salaria, come comprova il rinvenimento di cippi miliari in contrada Marino del Tronto (dopo Ascoli Piceno) la consolare ,attraversata Ascoli Piceno all'altezza della contrada Marino attraversava il fiume Tronto rientrando più a valle nell'attuale territorio abruzzese sulle pendici delle colline di Ancarano , Controguerra e Colonnella arrivando dunque sulla costa adriatica proprio nella città di Castrum Truentinum dove si ricollegava con la strada litoranea.

Lo storico nucleo di Martinsicuro (in località "Case Feriozzi" ) presenta evidenti tracce di riutilizzo di resti lapidei dell'antica città romana di Castrum Truentinum, città della cui esatta ubicazione si era persa da secoli ogni memoria.Sebbene nei secoli passati non furono rari rinvenimenti di reliquie nei dintorni di Martinsicuro quali: anfore , lucerne.iscrizioni , fregi (famoso il fregio di Fondo Ottone rinvenuto nel 1937) , altarini lapidei , monete ,tubi in piombo,tegoloni, frammenti di intonaci , fu nel periodo 1991-1995 che furono condotte mirate campagne di scavo sulla sponda meridionale della foce del fiume Tronto,scavi che,sotto la direzione dell'archeologo Andrea Staffa , portarono alla luce tracciati urbani basolati ,mura di edifici , una fontana pubblica,taverne e canalizzazioni, resti di gruppi statuari in bronzo,iscrizioni lapidee ,arule in pietra,pezzi di larari ,monete e oggetti di vario genere che testimoniavano l'esistenza dell'antica città marittima di Castrum Truentinum. Furono identificate le diverse aree urbane della città, il Macellum (destinato alla vita pubblica), nelle immediate adiacenze del porto , il quartiere commerciale costituito per lo più da ambienti destinati all'approvvigionamento di merci (che venivano trasportate per mare tramite il porto e per terra tramite la via Salaria).Le attività erano basate principalmente sul commercio , l'artigianato e la pesca marittima, come testimoniano sia i rinvenimenti di oggettistica (ami ,aghi e frammenti di reti da pesca) che un'epigrafe funeraria in memoria del purpurarius (commerciante di porpora) Caius Marcilius menzionato anche come "quinquevires" della città nella stessa epigrafe. Alcuni Truentini sono menzionati anche come militari ,come testimonia l'epitafio che commemora la morte di due giovani fratelli (l'uno tribuno militare e l'altro centurione) appartenti alla famiglia Allidia di Castrum Truentinum. Oppure l'epigrafe funeraria in ricordo di Caius Pollius , cittadino Truentino e guardia pretoriana, rinvenuta lungo la via Salaria a Roma nel 1736. Altre iscrizioni testimoniano l'esistenza di organi amministrativi e religiosi presso la città come ad esempio il collegio sacerdotale dei seviri Augustales per il culto imperiale oppure di una istituzione costituita da cinque uomini (quinquevires) di cui non è chiara la funzione e di cui certamente faceva parte il menzionato Caius Pollius.Sul finire del VI sec d.C. la citta fu gradatamente abbandonata, sia a causa della crisi economico-politica che colpi tutto l'Impero romano, sia a causa dell'avanzare della linea di costa che dall'altezza dell'attuale ferrovia adriatica avanzò verso l'interno fino a ridosso della litoranea, rendendo paludoso l'abitato.

Fu sede vescovile nel V secolo[7] (il vescovo fu Vitale, inviato dal Papa a Costantinopoli) .In seguito la città cadde probabilmente in potere dei Longobardi dopo la conquista di Fermo nel 580. Fino agli inizi dell'VII secolo sono attestati livelli di frequentazione con strutture in legno e sepolture, mentre gran parte degli abitanti dovette spostarsi in preesistenti centri più interni, come Colonnella (Civitas Tomaclara) e forse anche Civitella del Tronto. Sulla costa rimase un insediamento noto dalle fonti come "Turris ad Trunctum"[8].

Nel XVI secolo nei pressi della foce del Tronto venne costruita una delle torri di avvistamento del sistema difensivo voluto da Carlo V contro le incursioni saracene, che venne diretta dal nobile spagnolo Martin de Segura nel 1547 e realizzata (contemporaneamente alla bastionatura di Civitella del Tronto) dall'architetto militare spagnolo P. Srivà. Dal nome del nobile spagnolo Martin de Segura deriverebbe l'attuale toponimo della cittadina. Presso la torre si andò in seguito formando un piccolo borgo.

Il comune è stato insignito della Medaglia di bronzo al merito civile per i bombardamenti subiti dal paese durante la seconda guerra mondiale[9].

Precedentemente appartenente al comune di Colonnella, divenne comune autonomo nel 1963. Negli anni sessanta e settanta Martinsicuro ha conosciuto un forte sviluppo turistico, convertendosi (insieme alla vicina frazione di Villa Rosa) in una frequentata località balneare.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Gustav", fu sottoposto a violenti bombardamenti che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, donne e anziani. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Martinsicuro (TE), 1943-1944

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La "Torre di Carlo V", costruita nel 1547 a difesa delle incursioni saracene e in seguito dogana, intorno alla quale si è costituito l'attuale abitato, conserva in facciata un'edicola con lo stemma imperiale degli Asburgo. Nella Torre è aperto dal 12 agosto 2009[10] un museo archeologico che ospita i reperti rinvenuti negli scavi archeologici del territorio comunale.

La moderna chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, novecentesca, custodisce un dipinto absidale, opera di Giuseppe Pauri (1882-1949). Di fronte sorge la "Villa Bernabei", residenza signorile del 1866. Le fornaci Franchi e Fiore a Villarosa, in attività per la produzione di laterizi rispettivamente nel 1904-1977 e nel 1921-1985, sono oggi in abbandono.

Sulla strada statale Adriatica si trova il "Museo delle armi antiche".

Il litorale adriatico di Martinsicuro e della sua frazione di Villa Rosa, tra le foci dei fiumi Tronto e Vibrata, è un tratto di costa sabbioso che comprende un biotopo con dune e vegetazione psammofila. Nei canneti presso i fossi naturali sono ospitate specie di uccelli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

È il primo centro di dialetto classificabile come "teramano", perché presenta già vocali quasi tutte aperte e caduta della -a finale in quasi tutte le parole (allòrë per "allóra", Pèsca per "pésca"), nonché una forte palatalizzazione della a intervocalica (straèdë per "strada"). È un dialetto che dagli stessi abitanti martinsicuresi viene considerato simile a quello di Giulianova, ma con influssi sambenedettesi, soprattutto nella cadenza, nella metafonesi sannita di -u e -i finale, per cui "forte" diventa furtë e "bello" diventa bìllë.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Martinsicuro si trova lungo il percorso del Corridoio Verde Adriatico, la lunga ciclabile di 1000 km prevista dalla foce del Po alla Puglia.

Sono ancora in corso di realizzazione i lavori per il completamento della ciclabile nel territorio comunale. A nord c'è il fiume Tronto che necessita di essere attraversato per la creazione della continuità con Porto d'Ascoli (Marche). Nel 2011 sarà completato il nuovo ponte della statale dove è prevista la realizzazione della necessaria e strategica fascia ciclopedonale che unirà ciclisticamente Marche e Abruzzo. Verso sud la continuità è assicurata dal ponte ciclopedonale sul torrente Vibrata che crea il collegamento con Alba Adriatica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2012 Abramo Di Salvatore centrodestra Sindaco
2012 in carica Paolo Camaioni lista civica "Città Attiva" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Martinsicuro che milita nel girone A abruzzese di Promozione. È nata nel 1964.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2010.
  4. ^ Plinio, Naturalis Historia, 3,110 (testo originale su wikisource in latino).
  5. ^ Strabone, V, 4, 2 (testo in inglese sul sito LacusCurtius).
  6. ^ Sito archeologico di Castrum Truentinum, sul sito della Regione Abruzzo. A. R. Staffa, Scavi a Martinsicuro, località Case Feriozzi: la riscoperta dell'antica Truentum-Castrum Traentinum, in Archeologia nell'area del basso Tronto (Atti del convegno, San Benedetto del Tronto 1993), Tivoli 1995, pp. 111-146.
  7. ^ Il vescovo Vitale fu inviato nel 485 da papa Felice III ad Acacio, patriarca di Costantinopoli
  8. ^ V. Galiè, Castrum Trentum e Turris ad Trunctum, Macerata, 1984.
  9. ^ L'onorificenza è stata conferita il 15 settembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita a Teramo[1], con la seguente motivazione: Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Gustav", fu sottoposta a violenti bombardamenti che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, donne e anziani. Nobile esempio di spirito di sacrificio e amor patrio. 1943 - 1944 Martinsicuro.
  10. ^ Blog dell'Antiquarium di Castrum Truentinum nella Torre di Carlo v.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]