Tronto

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Tronto
Tronto
Stato Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Marche Marche
Abruzzo Abruzzo
Lunghezza 115 km[1]
Portata media 17 m³/s
Bacino idrografico 1.192 km²
Altitudine sorgente 2.400 m s.l.m.
Nasce Monte della Laghetta
Sfocia Mare Adriatico tra Porto d'Ascoli(San Benedetto del Tronto) e Martinsicuro

Il Tronto (Truentum e Truentus in latino, Trundë in dialetto ascolano) è un fiume italiano lungo 115 km[2] che scorre per la maggior parte della lunghezza del suo corso nella regione Marche.

Nasce dai Monti della Laga, esattamente dalla Cima della Laghetta (2369 m), poco a sud del Monte Gorzano (cime che segnano il confine tra Abruzzo e Lazio) poi, dopo aver percorso verso nord la conca di Amatrice e aver raccolto prima alcuni affluenti da sinistra che provengono dai monti Prato e Pozzoni (al confine tra le Province di Rieti e Perugia), e da destra un affluente che scende dal monte Macera della Morte (la cui cima segna il confine tra Lazio, Abruzzo e Marche) e che lungo il suo breve percorso segna il confine tra Abruzzo e Lazio, entra nella Regione Marche, virando verso est e giunge ad Arquata del Tronto. Subito dopo raccoglie le acque di altri importanti affluenti: da sinistra il torrente Fluvione, che nasce sotto la cima del Monte Vettore, da destra il torrente Volpara, che nasce dalla Macera della Morte (versante est), attraversa una gola e lambisce Ascoli Piceno, dove vicino al centro città lo raggiunge il suo principale affluente, il Castellano (lungo 45 km) che nasce da Cima Lepri (versante est). Poi la valle si allarga e il fiume forma numerosi meandri.

Il Tronto alimenta varie centrali idroelettriche nel corso superiore e medio e l'importante acquedotto Pescara del Tronto (dalla località in cui nasce) che fornisce la Provincia di Ascoli e parte di quella di Fermo.

Dal Comune di Castel di Lama alla foce il fiume segna il confine tra le Marche e l’Abruzzo. Sfocia nel Mare Adriatico tra i comuni di San Benedetto del Tronto e Martinsicuro.

Durante l'epoca Napoleonica ha dato il nome al Dipartimento del Tronto che comprendeva le attuali province di Ascoli, Fermo e Macerata e il cui capoluogo era la città di Fermo.

L'idronimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome del fiume, come riferisce Sebastiano Andreantonelli, nell'antichità fu citato da Gaio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio, come Truentum. Lo scrittore romano utilizzò il genere neutro, altri autori come Sebastiano Münster lo definirono al maschile come Truentus. Flavio Biondo lo chiamò Troentum e Tolomeo Truentinon, mentre Domenico Mario Negro Truennus, Strabone lo scrisse Druentum. Nel Concordantiae Canonum, un vecchio codice della biblioteca Vaticana, riportato nel VI tomo degli Annales del cardinale Cesare Baronio, è menzionato come Droentinum: «Vitalem Episcopum Droentinum ex regione Picena». Giusto Lipsio, nel IV libro del Poliorceticon, lo lesse Triuntum.

Giuseppe Castelli ascrive all'etimologia della scomposizione del nome Tru-entum il significato di corrente impetuosa. Egli prende spunto da Festo che interpreta le forme verbali truo, as e truans, antis nell'accezione di spostarsi o correre, verbi ricollegabili allo stesso significato che nella lingua sanscrita ha dru che vuol dire appunto correre, ed alla lingua greca in cui truo è versare e dròmos vuol dire corsa. Ciò avvicina il nome di questo fiume a Druantia o Druentia, ossia l'attuale Durance, un corso d'acqua della Provenza cui Livio attribuisce la stessa interpretazione etimologica.

Sull'epigramma di una lapide ascolana, databile intorno al 433 d.C., si legge come Truen: «DIVS. M. F. M. ALLEN M. F. TR. MIL. VEL. CEN. CASTRO. TRVEN. T. F. FILEIS. VIVA. FE.»

interpretato come: «(...) (Alleni)DIVS. M(arci). F(ilius). M. ALLEN(idius) M(arci). F(ilius). TR(ribunus). MIL(iltum). VEL(ina). CEN(turio). CASTRO. TRVEN(tino). T(iti). F(ilia). FILEIS. VIVA. FE(cit et sibi)»

e tradotto: «(...) Allenidio, figlio di Marco, Marco Allenidio figlio di Marco, della tribù Velina, tribuno militare - della tribù Velina, centurione, di Castro Truentino, (…) figlia di Tito, da viva pose per i figli e per sé».[3]

Giuseppe Marinelli si esprime sull'origine dell'idronomo e, attingendo da Plinio il Vecchio[4], riferisce che il fiume prese il nome dalla città di Truentum, l'attuale Martinsicuro, cittadina liburna attigua alla foce del corso d'acqua.

Regime idrologico[modifica | modifica sorgente]

Il Tronto ha regime appenninico con forti piene nella stagione piovosa autunnale (anche di 1.500 m³/s) e accentuate magre estive. Con un modulo medio di 17 m³/s è uno dei fiumi più ricchi d'acqua delle Marche, ciò grazie anche alla ricchezza d'acque dei Monti della Laga dai quali scaturisce.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe Marinelli, op. cit., pag. 350.
  2. ^ Giuseppe Marinelli, op. cit., pag. 350.
  3. ^ Tratto da: Storia di Ascoli, op. cit., traduzione a cura di P. B. Castelli.
  4. ^ Plinio, Naturalis Historia, 3, 110 (testo originale su wikisource in latino).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sebastiano Andreantonelli, Storia di Ascoli, Traduzione di Paola Barbara Castelli e Alberto Cettoli – Indici e note di Giannino Gagliardi, Ascoli Piceno, G. e G. Gagliardi Editori, Centro Stampa Piceno, giugno 2007, pag. 34 - 35;
  • Giuseppe Marinelli, Dizionario Toponomastico Ascolano - La Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009, pag. 350 - 352;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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