Monteprandone

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Monteprandone
comune
Monteprandone – Stemma Monteprandone – Bandiera
Monteprandone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Stefano Stracci (lista civica Uniti per la Città) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 42°55′12.92″N 13°50′07.87″E / 42.920256°N 13.835519°E42.920256; 13.835519 (Monteprandone)Coordinate: 42°55′12.92″N 13°50′07.87″E / 42.920256°N 13.835519°E42.920256; 13.835519 (Monteprandone)
Altitudine 266 m s.l.m.
Superficie 26,38 km²
Abitanti 12 428[1] (30-6-2011)
Densità 471,11 ab./km²
Frazioni Centobuchi
Comuni confinanti Acquaviva Picena, Colonnella (TE), Controguerra (TE), Martinsicuro (TE), Monsampolo del Tronto, San Benedetto del Tronto
Altre informazioni
Cod. postale 63076
Prefisso 0735
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044045
Cod. catastale F591
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 951 GG[2]
Nome abitanti monteprandonesi
Patrono san Giacomo della Marca
Giorno festivo 28 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteprandone
Posizione del comune di Monteprandone nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Monteprandone nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Monteprandone (Munneprannù in dialetto monteprandonese) è un comune italiano di 12 428[1] abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Panoramica

Centro del subappennino marchigiano, posto nell'immediato entroterra di San Benedetto del Tronto, a soli 5 km dal mare Adriatico, sulla cresta di una breve dorsale che divide la valle del torrente Ragnola (a nord) da quella del fiume Tronto (a sud).

L'unica frazione del comune, Centobuchi, si trova sulla via Salaria ed è oggetto di una grande espansione demografica legata alla vicinanza con le grandi vie di comunicazione e con l'urbanizzazione di tutto l'asse che dalla periferia di San Benedetto del Tronto porta a quella del capoluogo di provincia Ascoli Piceno, che dista 20 km circa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo documento storico riguardante Monteprandone risale al 1039 quando un certo Longino insieme a un tale Guido Massaro fecero dono del borgo e della chiesa di San Nicola di Bari al Monastero di Santa Maria di Farfa nella Sabina, che lo tenne fino al 1292 quando, spontaneamente, la popolazione per motivi di sicurezza decise di passare sotto la protezione di Ascoli. Il legame con Ascoli si fece ancora più saldo grazie a papa Giovanni XXII che con la bolla del 13 maggio 1323 concesse in feudo perpetuo ad Ascoli "per la fedeltà e i servizi resi e in ritorsione alla ribelle Fermo" il tratto di territorio tra il Tronto e il Ragnola, garantendo quello sbocco a mare strategico per gli ascolani e annettendo alla giurisdizione di Monteprandone quel Montecretaccio sotto il quale si sarebbe dovuto costruire il porto suddetto (Porto d'Ascoli).
Il castello di Monteprandone era inidoneo alla qualifica di "città" e come comunità era rimasta sempre nel limbo del contado Ascolano e quindi non poteva far generare "nobiltà civica". Pur tuttavia la nomina del "podestà" era lasciata alla comunità di Monteprandone in una terna di tre nobili ascolani.
Le famiglie notabili della comunità di Monteprandone furono: Allegretti, Aloysi, Amedei, Amici, Aureli, Blasocchi, Campanelli, Cappella, Carota, Castellani o Castellani Boccabianca, Corazza, Crocetta, Malfanti, Marozzi, Massi, Merlini, Nicolaj, Pallotta, Parissi, Pellili, Peroni (ora Pirri Salimei), Romandini, Rosati (poi Rosati di Monteprandone de Filippis Delfico) Rossi, Santomi o Santoni, Sari (estinti in un ramo dei Rosati, quello del col. Leopoldo), Serroni, Uriali, Zazza.

Tra il XIV e il XV secolo vennero annessi altri tre colli: Montetinello, Monterone e Monticelli, arrivando così ai cinque colli che vediamo oggi rappresentati nello stemma comunale.

Nel 1935 un decreto regio annette, dopo molti tentativi avvenuti negli anni precedenti, la frazione Porto D'Ascoli, staccandola dal comune di Monteprandone, per motivi di convenienza territoriale in quanto San Benedetto è in piena espansione e necessita di spazio, e su richiesta dei cittadini stessi.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

La leggenda vuole che il castello sia stato eretto nel IX secolo da un cavaliere franco a seguito di Carlo Magno. Il suo nome sarebbe stato Brandone o Prandone, da cui il nome del castello e del paese.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

È ancora intatta parte della cinta muraria dei secoli XIV-XV.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Nicola di Bari[modifica | modifica sorgente]

È detta anche Chiesa di San Niccolò. Di origine molto antica, in quanto nell'attuale territorio di Monteprandone esisteva già ai primi secoli dell'era cristiana la pieve di San Donato, testimonianza della presenza viva di una comunità cristiana delle origini, collegata con la vicina Truentum (oggi Martinsicuro). Nell'alto Medioevo, questo territorio con i suoi castelli di Sculcula e di Monte Cretaccio e le sue chiese fu sottoposto al vescovo di Fermo e all'abbazia di Farfa. L'attuale chiesa parrocchiale, nata "ab immemorabili" dall'antico monastero farfense di San Leonardo, fu elevata a Collegiata nel 1507. Ristrutturata fra il 1639 e il 1658, fu completamente rifatta nei primi anni dell'Ottocento in stile neoclassico su disegno dell'architetto Pietro Maggi e fu riconsacrata da monsignor Bufarini nel 1858[3]. Al suo interno si conserva un crocifisso ligneo trecentesco e un organo a canne realizzato su disegno del perugino Angelo Morettini nel 1839. Si tratta di uno dei primi organi moderni racchiuso in una cassa di risonanza in legno ad uno scomparto. I Morettini furono una famiglia di costruttori d'organo la cui attività ha poi attraversato tutto il XIX secolo[4].

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Si trova ad 1,5 km dal centro abitato e fa parte del complesso del convento francescano che fu eretto nel 1449 proprio grazie a San Giacomo della Marca, il più illustre cittadino figlio di questa terra, le cui spoglie sono conservate in questa chiesa. Vi è un trittico del XIV secolo e poi opere di Vincenzo Pagani e Cola d'Amatrice. Da segnalare anche il chiostro cinquecentesco del convento (detto anche convento di San Giacomo).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Museo dei codici[modifica | modifica sorgente]

Della biblioteca istituita da San Giacomo della Marca, arricchitasi anche dopo la sua morte fino a raggiungere più di 700 pezzi, oggi rimane solo una minima parte. Ma la presenza di un codice del IX-X secolo e di 54 codici del XIV-XV secolo è sufficiente per parlare di un autentico tesoro di inestimabile valore artistico e culturale, tornato al suo splendore dopo il restauro curato fino al 2012 dall’Opificio delle Pietre dure di Firenze[5].

I manoscritti sono conservati in teche predisposte per proteggerli dagli effetti delle variazioni di illuminazione e di temperatura. Sono una parte della cosiddetta Libreria di San Giacomo, raccolta nel '400 dal Santo per favorire l'istruzione di confratelli e studiosi. Sermoni, Laudi, opere di storia e di letteratura, manoscritti risalenti al XIV e al XV secolo e in un caso addirittura al IX secolo. Si tratta di 60 volumi ed è possibile visionare anche una lettera di San Giacomo a San Giovanni da Capestrano, datata Roma 14 dicembre 1455. Su alcuni codici si legge ancora la dichiarazione con cui San Giacomo rendeva nota la persona che glieli aveva regalati o venduti, il costo ed il luogo di destinazione, che al tempo era il Convento di Santa Maria delle Grazie di Monteprandone.

Dopo essere stati conservati nel convento di Santa Maria delle Grazie, oggi questi codici di proprietà comunale, insieme ad altri libri di importanza storica per Monteprandone e il suo territorio, sono conservati sotto le volte a crociera del piano terra del Palazzo Comunale[6].

Fra 2011 e 2012, si sono registrati segnali di interessamento ai codici di San Giacomo da parte di studiosi del francescanesimo. Tra questi vi è Antal Molnar, direttore dell’Accademia Culturale Ungherese in Italia, che nel novembre 2011 ha visitato Monteprandone e il museo civico.[7]

Nel marzo 2012, i codici sono stati visionati e studiati dal professor Francesco Nocco, paleografo presso l’Università degli studi di Bari[8]. Il professore si è recato più volte a Monteprandone, acquisendo per la Biblioteca del Dipartimento il catalogo intero dei codici e gli atti degli ultimi due convegni dedicati al Santo.

Persone legate a Monteprandone[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

I primi di agosto si tiene la sagra delle olive fritte all'ascolana e dello spezzatino di muflone.

Il patrono San Giacomo si festeggia il 28 novembre.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La tradizionale economia agricola con i tipici prodotti di questa terra come olio di oliva e vino, oggi è una voce secondaria di fronte alla presenza di numerose attività industriali anche di grandi proporzioni site a Centobuchi e sviluppatesi negli ultimi 30 anni. Tra le altre si evidenziano la produzione di elicotteri, quella di mobili per bagno e la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli. Di notevole interesse economico sono anche le svariate attività, sia al dettaglio che all'ingrosso.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11[modifica | modifica sorgente]

Nella cittadina ci sono tre squadre di calcio nel paese proprio l'unica squadra è il Monteprandone calcio che milita attualmente nel girone M di Terza Categoria marchigiana (per le altre due vedi la frazione Centobuchi).

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Due le squadre presenti a Monteprandone: A.S.D. Futsal Prandone e Atletico Centobuchi. La prima, fondata nel 2010, dopo due campionati in serie D ottiene, nella stagione 2011/2012, la promozione in serie C2. La seconda milita attualmente in serie D.

Mobilità e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La località è servita dalla fermata ferroviaria "Monteprandone", posta lungo la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto pubblico suburbano a Monteprandone è gestito con autocorse svolte dalla società START.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Bruno Menzietti lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Stefano Stracci lista civica "Uniti per la Città" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pagina della Parrocchia San Niccolò, sul sito web della Diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone, Montalto
  4. ^ Il suono dell'organo per il duecentenario verdiano in L'Osservatore Quotidiano, 11 luglio 2013. URL consultato il 16 luglio 2013.
  5. ^ Un articolo sul sito del Comune di Monteprandone che dà conto della collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e delle sue opere di restauro sui Codici e i documenti di San Giacomo della Marca.
  6. ^ Sito istituzionale del Comune di Monteprandone
  7. ^ Claudia Cinciripini, I codici di San Giacomo della Marca conquistano l'Ungheria in Riviera Oggi, 4 novembre 2011. URL consultato il 2 luglio 2013.
  8. ^ Claudia Cinciripini, I codici di San Giacomo conquistano l’Università di Bari in Riviera Oggi, 15 maggio 2012. URL consultato il 2 luglio 2013.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1] Sul sito ufficiale dell'Opificio delle Pietre Dure, è disponibile l'editoriale introduttivo e l'indice di una rassegna dedicata a diversi interventi di restauro realizzati dall'istituto, fra cui anche quella sui codici di San Giacomo della Marca nel Museo Civico di Monteprandone
  • [2] Elenco dei codici conservati nel museo civico di Monteprandone secondo la numerazione di Saturnino Loggi, dal sito ufficiale del Santuario Santa Maria delle Grazie e San Giacomo della Marca
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