Colonnella
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| Colonnella | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 303 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 21 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 166 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Civita, San Giovanni, San Martino, Vallecupa, Vibrata | ||||||||
| Comuni contigui: | Alba Adriatica, Controguerra, Corropoli, Martinsicuro, Monteprandone (AP) | ||||||||
| CAP: | 64010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0861 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 067019 | ||||||||
| Codice catasto: | C901 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 3 (sismicità bassa) | ||||||||
| Nome abitanti: | collonnellesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Michele | ||||||||
| Giorno festivo: | 8 maggio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Colonnella è un comune di 3.495 abitanti della provincia di Teramo.
"... Antichi palazzi costruiti su un'alta collina, un intreccio di viuzze e scalinate, diverse piazzette caratteristiche, un panorama incantevole, unico, l'aria salubre, fresca, questa è Colonnella..."
Indice |
[modifica] Storia
Fin dai tempi antichi il territorio era vastissimo: bagnato dal mare a Est, dal Tronto a Nord, confinava con Controguerra ad Ovest e con Tortoreto a Sud, un paese di mare, ma anche agricolo.
Nel "Dizionario Geografico ragionato del Regno di Napoli" di L.Giustiniani, pubblicato nel 1797, viene cosi descritta: "Colonnella, terra in Abruzzo Ultra, in provincia di Teramo, in diocesi di Campli. Ella si appartiene allo Stato di Atri, che è Regno, vedesi in alta collina, distante dal mare due miglia, e diciotto dalla città di Teramo.
L’aria che vi si respira è molto salubre e gode di un orizzonte sorprendente, dominando gran parte dello Stato Pontificio. In quelle vicinanze vi fu la città di Truento, eretta dai Liburni, con 50 torri".
Colonnella ha oggi circa 3200 abitanti, il suo territorio si estende per 22 Kmq ed è suddiviso in nove contrade: il Centro capoluogo, Civita, Giardino, Riomoro, San Giovanni, San Martino, Sant’Angelo, Vallecupa e Vibrata.
Cicerone, nelle sue lettere ad Attico, fa menzione che: "Cesare, da Fermo in Castrum Truentino venisse" (lib. 8; epist. 18). Plinio scrive: "Truentum cum amne, quod solum Liburnorum in Italia est" (Hist. nat. lib. 3, cap.13), e Strabone, avvisa finalmente: "Deinceps Truentum, et eiusdem inis oppidum" (lib. 6).
I Goti e poi i Longobardi, nel 739, smantellarono la città truentina. Gli scampati ricostruirono nell’acropoli dell’antica città un rozzo paese chiamato "Civitas Tomacchiara" e alle foci del Tronto, "Torri a Tronto".
Ma gli scampati truentini non si sentivano sicuri in questi due paesi, così spianarono il più alto colle del territorio e vi formarono una piccola colonia.
Colonnella è sorta dall’incastellazione di due popolazioni di due parrocchie diverse: San Biagio e Santi Cipriano e Giustina.
Nel "Cronicon Farfense" del 936-962, troviamo due citazioni: "Curtem S.Maria Colunnellae" e "Curtem de Colunnella".
Alla fine del 900, Colonnella apparteneva al Ducato di Spoleto che possedeva la "Contea di Aprutium e quella di Ascoli".
Ma i Normanni che si erano stabiliti in Puglia e in Sicilia cominciarono la loro penetrazione a Nord, furono fermati sul Tronto dal Papa Gregorio VII, nel 1078 con la minaccia della scomunica.
Perciò Colonnella passò al Regno di Napoli, subendo le sorti degli Angioini e degli Aragonesi.
Nel 1273 l’Abruzzo fu diviso in due province: Citra e Ultra flumen Piscaria.
Nel 1282, Carlo I d’Angiò emanò un capitolare in cui si designavano i punti strategici e i passi ai confini del Regno e vi inscrisse Colonnella e Torre a Tronto.
Colonnella venne designato "Capitolo" ovvero "Posto fisso di dogana".
Nel 1385 il Re di Napoli, Carlo III, vendette Colonnella ad Ascoli.
Nel 1440, Francesco Sforza, per combattere Giosia Acquaviva, penetro dalla Marca in territorio Aprutino e fece devastare molti luoghi e tra questi Torri a Tronto e Civita Tomacchiara, che non risorsero più.
Il 22 novembre 1535, Carlo V, per ribellione commessa dagli Ascolani, concesse la terra di Colonnella a Benedetto Rosales, per un compenso di 200 ducati.
Nel 1852 troviamo il nipote di Benedetto, Giulio Cesare Rosales, a capo dei briganti e nel 1588, caduto nelle mani della giustizia, venne condannato a morte e giustiziato. Successivamente, nel 1602, Colonnella fu acquistata da Andrea Matteo Acquaviva, duca di Atri e principe di Caserta per 2.200 ducati; nel 1640 fu venduta Colonnella a Diana di Capua per 23.131 ducati.
Abitanti di Colonnella, elencati per fuochi: a.1532 (f. 124), a. 1545 (f. 167), a. 1561 (f. 200), a. 1595 (f. 171), a. 1648 (f. 170), a. 1699 (f.146), a. 1797 (f. 1.350).
Sempre aggregata al Regno di Napoli, Colonnella ne seguì il destino ed ebbe la sua importanza come centro militare avanzato.
Alla fine del ‘700 a Napoli comparirono i primi patrioti, aperti alle idee della Rivoluzione francese.
Dal 18 giugno 1796 vennero fortificati i confini del Regno per resistere all’avanzata delle truppe francesi specialmente presso il fiume Tronto; ma i generali preferirono arrendersi senza colpo ferire e vendettero tutti i fortini ai Francesi.
Nel dicembre del 1796 scoppiò fulminea, a Colonnella, la rivolta contro i Francesi, venne distrutto il ponte sul Tronto, oganizzata la guerriglia, tese imboscate, presi e seviziati i
soldati francesi. Ma con l’arrivo della colonna francese del generale Planta, Colonnella venne riassoggettata e terribilmente saccheggiata, fu incendiato il municipio, e distrutti tutti gli atti e le scritture pubbliche.
Nel 1806 i Francesi conquistarono Teramo e la fortezza di Civitella : il 2 agosto 1806 vennero abolite le Università e il presidato; iniziò nei Comuni il governo dei Decurioni, di età non inferiore a 21 anni, di condizione economica pari a un reddito di 96 ducati ed estratti a sorte.
Sempre nel 1806, Ferdinando IV fuggì in Sicilia e venne creato il nuovo Regno di Napoli, affidato a Giuseppe Bonaparte, che nominato nel luglio 1807 Re di Sardegna, lascia il potere a Gioacchino Murat che sarà fucilato nel 1815.
Nell’anno 1809 i fratelli Ciammarichella avevano costituito un gruppo di rivoltosi e si facevano chiamare "insorgenti". Essi agivano quali sostenitori del Re Ferdinando IV contro i "Francesi giacobini".
Fecero irruzione a Colonnella, a quel tempo amministrata dal sindaco Giuseppe Castagna, e la saccheggiarono e dopo aver corrotto quattro guardie civiche, entrarono in paese e iniziarono eccidi e vendette.
Dopo alterne vicende fu ristabilito l’ordine e furono sgominati i rivoltosi. I pochi superstiti ripararono nei paesi vicini e sulle montagne. Si erano fatti corrompere Luigi Ionni, Marco Trivelli e i fratelli Michele e Filippo Camozzi. Gli "insorgenti" erano: Pasquale, Silvestro e Domenicantonio Pezza, Giovanni e Lorenzo Marini, Tommaso Ionni, Mattia Pandolfi, Angelo De Santis, Serafino De Santis, Bernardo Tori, Francesco, Sabatino e Pancrazio Bianchini.
Tra i molti briganti che operavano nel territorio di Colonnella ricordiamo: Sante Sgaliffa, Pietro Cesarini, Francesco Di Giuseppe, Giuseppe e Vincenzo Paolucci, Emidio Pecoraro, Ventura Piccioni, Giacomo e Giovanni Pistoferri, Claudio, Lorenzo e Vincenzo Di Saverio, Gioacchino Silimperi.
Tra le bande ricordiamo: la banda dello Sciabolone, del Piceno, la banda dei fratelli Ciammarichella e la banda di Nicomì, già garzone dei Ciammarichella.
Il Congresso di Vienna riconsegna a Ferdinando IV il suo territorio che si chiamerà "Regno delle Due Sicilie" e il Re prende nome di Ferdinando I.
Anche Colonnella, analogamente agli altri comuni a sud del Tronto, era compresa nel Regno delle Due Sicilie.
Il comune era amministrato da un Sindaco, eletto dall’Intendente provinciale, da un 1° eletto, o vice Sindaco, da un 2° eletto e da 10 decurioni; potevano votare ed essere eletti i cittadini che pagavano le tasse e i professonisti.
Alla fine degli anni ’50 Il Regno delle due Sicilie si avviava alla sua fine, per opera dei suoi patrioti, delle rivolte popolari e per lo sbarco di Garibaldi in Sicilia e la conseguente conquista di Napoli, avvenuta l’8 settembre 1860.
Il plebiscito del 21 ottobre 1860, che proponeva "o il ritorno dei Borboni sul Tronto o l’annessione al Regno d’Italia" si concluse per la provincia di Teramo a favore della seconda alternativa con 15.113 "si" e soli 165 "no". L’11 ottobre 1861, il Sindaco Giuseppe Marzi e la Giunta, composta dagli assessori Filippo Castagna, Michele Crescenti, Achille Castagna e Giovanni Barnabei, deliberarono: "Considerando che la solenne rimembranza del Plebiscito del 21 ottobre 1860, avvenuto in ciascun comune di queste province meridionali, deve essere solennizzata con ogni pompa, così questa Giunta delibera che sia celebrata una festa civile in questo Comune nel dì 21 corrente, anniversario del voto popolare per l’Unità d’Italia sotto lo scettro dell’immortale Vittorio Emanuele".
Nel 1862, su una popolazione di 3.809 abitanti, gli elettori erano 55.
Il comune nel 1862 cominciò ad affrontare i problemi urgenti come la costruzione di un ponte stabile sul fiume Tronto in sostituzione del "ponte a battelli"; così "si sta per costruire il ponte di fabbrica per la ferrovia, il Comune chiede al Governo che questi si facesse più largo per dare il passaggio ai cariaggi a ruota".
Si curò l’istruzione pubblica, la realizzazione di strade per Controguerra, Martinsicuro e Tortoreto e si cominciò ad affrontare il problema del rifornimento di acqua potabile.
Risulta dagli atti comunali che nel 1867 venne demolita la vecchia chiesa di San Leopardo, sita il Largo palazzo e i servizi religiosi vennero svolti nella nuova chiesa dei Ss. Cipriano e Giustina.
Nel 1873 venne affrontato il problema dell’illuminazione pubblica che verrà realizzata con 10 lampioni a petrolio e potenziata con altri 3 lampioni nel 1879.
Nel 1896 vi fu "un periodo doloroso per la nostra salubre e ridente contrada, cioè l’invasione colerica".
Nel 1900 l’impianto di illuminazione pubblica a petrolio venne trasformato in impianto ad acetilene e successivamente nel 1913 in impianto elettrico, che faceva dire al Sindaco: "alla fine di luglio l’arcano fluido poteva rallegrare di luce diamantina il nostro paese".
Sindaci efficienti furono dal 1886 al 1890 Francesco Franchi e dal 1902 al 1905 Bernardo Volpi.
L’artefice dell’assetto urbanistico di Colonnella fu il Sindaco Massimo Cincolà.
Con l’avvento del fascismo un podestà molto attivo fu Francesco Franchi che realizzò numerose opere pubbliche. Egli affrontò anche il problema dello stemma e la relativa delibera del 27 novembre 1930 affermava: "Il nostro Comune da tempo immemorabile fa uso di uno stemma rappresentato da uno scudo avente in basso due ramoscelli di alloro incrociati e nel mezzo una colonna sorgente su tre punte raffigurati i tre colli (Civita, centro abitato, colle Marzio) e sul colle Civita sorgeva l’antica città di TRUENTUM distrutta nel 565 dai Bizantini guidati da Giovanni, nipote di Bellisario e inviato nel Piceno a combattere i Goti e distruggere le città loro amiche; riteniamo, in mancanza di documenti probatori in possesso di questo municipio, per essere stato l’archivio comunale distrutto nella invasione francese del 1809, che l’uso antico del suddetto stemma ne sanziona la legittimità dell’assunzione e del possesso".
Nel 1936 venne inaugurato il monumento ai caduti in piazza Garibaldi e nel 1938 la nuova scuola elementare in entrambi i casi con la partecipazione di S.e. Pietro Badoglio, Maresciallo d’Italia e Duca di Addis Abeba.
Sulle lapidi del monumento sono riportati i nomi dei caduti: 76 del primo conflitto mondiale e 51 del secondo.
Nelle elezioni comunali del 1946 conquistarono il potere le sinistre e negli anni successivi la contrapposizione tra la frazione di Martinsicuro e il capoluogo si accentuò, la rivalità tra i due centri era sempre esistita, ma quando il numero degli abitanti di Martinsicuro superò quello del capoluogo sembrò che la situazione potesse degenerare.
Per un certo periodo la maggioranza consiliare del Comune fu detenuta dai rappresentanti della frazione. Sembrò evidente che anche il nome del Comune potesse cambiare.
La popolazione del capoluogo si mobilitò e, attenendosi alle leggi in vigore, chiese la divisione territoriale che ottenne nel 1963; Martinsicuro e Villa Rosa vennero staccate da Colonnella per formare il comune di Martinsicuro.
Da allora la vita di Colonnella non ha più subito "sussulti" e procede tranquilla come quella di tanti altri piccoli paesi di provincia.
I sindaci che da allora hanno guidato il nostro paese sono stati nell’ordine: Guido Iustini, Rivo Bianchini, Ugo Crescenzi, Vincenzo Cichetti e Augusto Di Stanislao che è attualmente in carica.
Il 6 dicembre 1991 è stato ospite di Colonnella Luciano Lama, che a quel tempo ricopriva la carica di Vice Presidente del Senato.
Lama era stato segretario Generale della CGL dal 1970 al 1986.
Venne a Colonnella per salutare dopo più di cinquant’anni l’ex sindaco Guido Iustini, suo amico e compagno di scuola, e fu accolto con affetto e cordialità da tanti colonnellesi in un’affollata assemblea presso la scuola media.
[modifica] Monumenti
Il Centro storico di Colonnella, dominato dalla Chiesa e dalla Torre civica dell'orologio, è caratterizzato da numerose piazzette e strette vie, dette in dialetto "rue". Il paese nel corso degli anni ha cambiato fisionomia con la demolizione, nel centro storico, di alcune case fatiscenti e pericolanti. Tra i palazzi più antichi ricordiamo i palazzi Volpi, Marzi, Pardi e Grilli. Importante è anche il Palazzo Municipale.Esso sorge nel sito della soppressa Prepositura. Il progetto venne approntato dall'Ing. Cocchia nel 1841 e la costruzione, per un importo di 1.000 ducati, iniziò in breve tempo. 1 lavori durarono però molti anni e nel 1863 vennero stanziate 4.250 per completarli. Sulla facciata dei Palazzo Municipale è ancor oggi visibile la lapide a Giordano Bruno, apposta nel 1914. All'inizio di questo secolo è stato poi aggiunto un elemento molto importante all'architettura dei paese: la lunga e caratteristica scalinata. Essa consente di raggiungere direttamente Piazza del popolo ed è diventata l'emblema dei paese. La parte superiore della scala che unisce la Piazza con via Indipendenza venne realizzta nel 1923 su progetto dell'Ing. Lino De Cecco, il lato sud fino all'inizio di via Roma venne costruito negli anni 1932 e 1933.
LA CHIESA DEI SANTI CIPRIANO E GIUSTINA La Chiesa si affaccia su Piazza del Popolo ed è visibile, con il suo alto campanile, da qualsiasi direzione si acceda al paese. E' stata costruita nel periodo che va dal 1795 al 1815, ad opera dell'Architetto Pietro Maggi e dei figlio Giacinto, che completò l'opera dopo la morte del padre. La Chiesa è realizzata in laterizio ed è caratterizzata nella facciata dalle possenti paraste che sostengono una robusta trabeazione. Sopra il portone principale si apre un finestrone con leggera cornice. Il campanile è composto, nella parte centrale, da paraste binate e da aperture ad arco a tutto sesto. Sulla sua sommit… si erge una piccola cupola ottagonale sorrnontata da una croce. All'interno la Chiesa mostra più evidenti gli interventi di restauro effettuati nel corso del 1995: il pavimento è nuovo, sono stati restaurati gli altari e tutte le decorazioni che ornano la parte superiore delle pareti. Entro apposite nicchie, sono conservate sul lato destro le statue di San Biagio , della Madonna del Suffragio e di San Antonio mentre sul lato sinistro quelle di San Vincenzo Ferreri, San Giuseppe e di San Michele Arcangelo. Dietro l'altare, costruito nel 1946, è posto un antico coro ligneo, restaurato di recente, sormontato da una grande tela che rappresenta i Santi Cipriano e Giustina. Nella chiesa si conserva un prezioso ORGANO, di notevole valore artistico e storico, realizzato nel 1833 da Quirino Gennari di Lanciano figlio Gaetano. L'organo è stato poi restaurato da Felice e Carlo Burroni di Osimo. Lo strumento è racchiuso in una cassa di risonanza ad unico scomparto. Il prospetto è composto da 27 canne in stagno disposte a cuspide con ali laterali ascendenti, bocche allineate, labbro superiore poco accentuato. Il piede è molto alto. La consolle è a finestra con tastiera cromatica di 56 note e pedaliera dritta, cromatica, di 18 note. Rilevante anche la statua lignea della Madonna del Suffragio conservata in un'apposita nicchia che sormonta un altare laterale, posto lungo la parete destra della Chiesa. La pregevole statua lignea scolpita, dorata e dipinta raffigura la Madonna con il Bambino e costituisce senz'altro un momento di presenza artistica napoletana a Colonnella. Non si hanno notizie certe, ma si può ipotizzare che la statua sia stata realizzata alla fine del '700 secondo stilemi già collaudati, con forti accentuazioni policrome rawisabili nelle dorature dipinte, che di fatto creano una profonda suggestione visiva fino a perseguire una vera e propria funzione "abbagliante" secondo il dettato controriformistico. Alla Madonna dei Suffragio si rivolgono i credenti, con preghiere e buone azioni, affinchè interceda presso Dio a favore delle anime dei Purgatorio. La statua, dentro un trono dorato, nella seconda domenica di luglio, viene trasportata lungo le vie del paese sulle spalle dei devoti che si alternano nel duro compito, in occasione della tradizionale festa.
LA TORRE DELL'OROLOGIO Non si conosce con certezza la data di costruzione della torre dell'orologio, che insieme alla Chiesa e la sua torre caratterizza il profilo di Colonnella. Si hanno invece notizie certe sul periodo in cui sono stati realizzati gli orologi che hanno funzionato all'interno della torre. Nel 1837 venne commissionata dall'Amministrazione comunale la costruzione di un nuovo orologio, a seguire i lavori furono delegati Filippo Volpi e Giovanni Marzi. Nel 1868 fu risolto un annoso problema, quello dei suono debole delle campane che scandivano le ore dei giorno. Approfittando che in quell'anno furono rifuse le campane del campanile della Chiesa, si decise di rifondere anche le due dell'orologio e con l'aggiunta di 160 libbre (53 kg circa) di nuovo metallo si costruì una nuova campana grande e dal suono pi— forte. Come seconda campana fu utilizzata quella della chiesa di San Leopardo che non ne aveva più bisogno in quanto quest'ultima chiesa, ubicata in Largo Palazzo, era stata demolita nel 1867. Una nuova apparecchiatura per l'orologio della torre civica venne acquistata nel 1875. La torre è stata restaurata nel 1964 e nel 1970 dopo quasi un secolo di funzionamento, e numerose riparazioni, si decise di sostituire la macchina dell'orologio che funzionava a peso con una macchina elettrica. L'antica macchina è comunque conservata ancora nel vano alto della torre.
IL MONUMENTO Al CADUTI Il monumento ai caduti è posto al centro di piazza Garibaldi. La struttura principale venne progettato dall'Ing. Emidio Fiore di Teramo, mentre il gruppo bronzeo che lo sovrasta venne ideato dallo scultore Antonio Mazzotta. L'opera venne inaugurata l'8 dicembre 1936 dal Maresciallo Pietro Badoglio. I monumento vennero apposte le tre lapidi che si trovavano in piazza del Popolo nei pressi della nicchia che dà su via dello Statuto. Su queste lapidi sono riportati i nomi dei caduti colonnellesi nella I guerra mondiale. In anni recenti è stata apposta una nuova lapide che ricorda i caduti colonnellesi nella Il guerra mondiale.
LA FONTE VECCHIA Dai tratti architettonici e da alcune parti delle murature esistenti, è da supporre che l'origine della "Fonte vecchia", situata in contrada Giardino, sia da ricondursi al periodo romano. Taleipotesi viene avvalorata in quanto nell'area circostante, in passato, affioravano resti di un insediamento di epoca romana. La fonte è stata ristrutturata più volte in epoche diverse, con utilizzo di materiali a seconda delle epoche di intervento ed è dotata di un lungo cunicolo sorgivo che si inoltra nel cuore della collina per circa venti metri. L'ultimo intervento di restauro è stato effettuato nel 1987 e sono stati inseriti nuovi elementi architettonici a miglioramento di tutto il complesso che ancora oggi viene utilizzato come lavatoio pubblico e come grande riserva idrica per tutto il paese.
FONTE OTTONE E' situata in contrada San Martino, lungo l'omonimo fosso. Anche questa fonte è di origine antichissima, sempre da ricondursi all'epoca romana. Infatti conserva ancora oggi l'antica toponomastica dedicata ad Ottone, imperatore romano d'oriente del periodo bizantino. Anche in questo sito, nell'area limitrofa alla fonte, affiorano segni di un insediamento di epoca romana con resti di muratura in pozzolana. Purtroppo la fonte oggi non è più visibile in quanto ricoperta da una florida vegetazione. Bisognerebbe quindi, che venga riportata alla luce per uno studio e per un migliore utilizzo della sorgente.
LA CISTERNA CINCOLA' La cisterna si trova sul colle Pianaccio in contrada San Martino. Affiora per 1,70 metri dal terreno. E' larga metri 5,90 e lunga metri 6,50. Due fori circolari sul piano superiore, del diametro di 80 cm, permettono di accedere all'interno, che è diviso in due vani rettangolari. La volta è a botte. La cisterna è conservata in ottimo stato e fino ad alcuni anni fa veniva utilizzata per accumulo di acqua per uso irriguo.
LA CISTERNA RICCI La cisterna si trova in contrada Vibrata, nei pressi di villa Ricci, poco distante dalla statale 259. E' completamente interrata. Un irregolare foro sulla parte est permette l'accesso nel vano (metri 4 per 3). Su tutta l'area circostante affiorano frammenti in ceramica ed embrici di vario tipo. Sulla copertura, fino a qualche anno fa, era possibile osservare resti di pavimentazione con mattoncini posti a spina pesce (opus spicatum). La cisterna è posizionata in maniera tale da raccogliere acqua piovana. Il suo stato di conservazione è ottimo.
LE CASE DI TERRA Il patrimonio di case di terra che Colonnella possiede è indubbiamente pregevole, simile quello di Casalincontrada in provincia di Chieti.Alcune di queste sono conservate in modo dignitoso ed in un paio di casi sono ancora utilizzate come abitazione. Certo questo patrimonio deve essere protetto, ma con l'attenzione oggi viva per l'ambiente e per la conservazione dei propri beni culturali, questo è possibile. A questo materiale oggi si torna a guardare: il passato può insegnare qualcosa e queste case di terra ci parlano dell'abilità dell'uomo, del suo volersi costruire una dimora il più confortevole possibile con materiali facilmente reperibili, ci parlano della solidarietà per cui ci si aiutava nella costruzione e ci parlano, con i vari locali e la loro disposizione, dei modo di vita dei passato.
Una casa di terra che si incontra in contrada Giardino lungo la strada della Fonte Vecchia Le case di terra vengono chiamate "pencire":conquesto termine si indicano a Colonnella casecostruite in terra cruda. Per la loro costruzione si seguiva il seguente procedimento. Si scavavano le fondamenta che venivano riempite con la terra impastata con paglia, con la "cama" e con un po' d'acqua per renderla più morbida. Si aspettava poi che questa divenisse consistente man mano che si asciugava e si preparava l'impasto, formato da terra, argilla, paglia e sassolini, per innalzare i muri esterni e i divisori. Il tutto veniva energicamente lavorato con acqua. Infine si formavano dei blocchi ai quali si dava parvenza di regolarit… tagliandoli con una tagliafieno. Il lavoro andava avanti con una certa lentezza: il muro non veniva innalzato subito tutto insieme, per evitare crolli dovuti ai blocchi nel complesso ancora non ben consistenti, ma si procedeva di circa mezzo metro di altezza per volta in modo che, dopo che era diventata solida la parte costruita, si poteva procedere con nuovi blocchi e così via.
La casa di terra di "lu piattare" posta all'ingresso del paese per chi arriva da San Giovanni Man mano che si costruiva si prevedevano porte e finestre, queste molto piccole. Arrivati al tetto, si utilizzavano travi, "murale", canne per coprire le case e tegole al di sopra di tutto. La "pencire" era generalmente ad un solo piano, formata da una camera da letto, una cucina, molto spesso anche da uno "stallitte". Se sopravveniva la necessità di un'altra stanza, si aggiungeva una nuova costruzione, ecco perchè si possono vedere "pencire" che si estendono in lunghezza. Poteva avere il forno in una parete esterna, in modo da poter panificare autonomamente.
[modifica] Personaggi illustri
PADRE BONAVENTURA DA COLONNELLA Appartenne all'ordine Francescano. Nacque a Colonnella e morì in Terra Santa, martirizzato dai Turchi, nel 1634.
PADRE ANTONIO DA COLONNELLA "Uomo dotto, assai benigno, affabile nella confessione". Fu confessore lateranense. Nacque a Colonnella "eletta terra d'Abruzzo", morì a Roma nel 1644, nel convento di San Francesco a Ripa. Il 31 dicembre di ogni anno i Francescani dedicano la funzione a questo loro confratello.
PADRE BRUNO BRUNI DA COLONNELLA Padre Bruno Bruni era figlio dei dottore di leggi Brunamonte Bruni e di Tisbia Trambocca, ambedue di nobile famiglia di Colonnella. Nacque il 7 novembre 1590 a Civitella dei Tronto, dove il padre esercitava la carica di governatore. Fino a 15 anni peregrinò con il padre in varie città. In questi anni si istruì nelle lettere, nella musica e nel timore di Dio. Nel 1605 entrò nel seminario romano gesuita, studiò Fisica, Matematica, il suono dell'organo e ne divenne esperto, e portò a termine gli studi filosofici. Si trasferì quindi in Etiopia adoperandosi alla conversione al Cristianesimo delle popolazioni locali. Il 25 aprile 1635 fu assalito dagli eretici e trafitto da 17 ferite; quindi, insieme ad altri religiosi fu posto sopra a del fieno secco e bruciato. Venne soccorso e salvato. Il 6 aprile 1640, fu fatto prigioniero dagli uomini dell'Imperatore d'Etiopia, e il 12 aprile 1640 fu impiccato sulla piazza dei mercato in Tamber. Il suo corpo non fu toccato dagli animali selvaggi di cui era ricca quella regione e scomparve portato via dagli angeli, come affermavano i cattolici.
GIACINTO ARMAROLI Il maestro Giacinto Armaroli, nato a Teramo il 10 marzo 1859 e morto a Roma il 10 giugno 1924 dopo una lunga malattia, fu uno dei cittadini più illustri di Colonnella, dove svolse ininterrottamente la sua attività educativa dal 1890 fino alla morte. Maestro sensibile, aperto, dinamico e soprattutto lungimirante, fu l'inventore del sillabario mobile e dei banchi portatili, che consentivano l'insegnamento all'aperto anche nelle zone di campagna. Per tali invenzioni ottenne il brevetto e fu premiato all'esposizione di Napoli.
MASSIMO CINCOLA' Nacque a Colonnella il 24 dicembre 1863; studioso e di vivace intelligenza si specializzò nella progettazione di impianti idraulici e in breve tempo divenne un ottimo professionista. La sua attività si svolse prevalentemente a Colonnella. Ricopri la carica di Sindaco del paese per 16 anni e si occupò dell'assetto urbanistico di Colonnella. E' sua la sistemazione di piazza Vittorio Emanuele Il, oggi piazza dei Popolo. Le ampie scalinate, le viuzze, le piazzette, sistemate allora, sono rimaste belle e caratteristiche. Risanò le finanze pubbliche senza trascurare le frazioni di Villa Rosa e Martinsicuro. Curò le strade, i servizi, l'istruzione, la pubblica illuminazione, le fognature. Il rinnovamento di Colonnella dal 1910 al 1926 opera sua. Morì a Pescara il l' luglio 1937.
PRIMO BRUNO VOLPI Primo Bruno Volpi nacque a Colonnella il 5 settembre 1871. Era discendente della nobile famiglia colonnellese dei Volpi, con cui era in netto contrasto a causa dell'audacia delle sue idee di sinistra che all'epoca, per una famiglia nobile così importante, era molto "imbarazzante". Primo Bruno Volpi viveva in una modesta abitazione all'imbocco dell'attuale strada di Fonte Ottone; trasferitosi a Pescara, agli inizi del novecento, per motivi di lavoro, entrò presto in contatto con i maggiori artisti abruzzesi dell'epoca, da d'Annunzio, ai fratelli Cascella, Alicandri Coppa Zuccari, Sorricchio e tanti altri. Fu in questo periodo che nacque l'idea di fondare la "Rivista adriatica (Mare Piceno)". Il primo numero uscì a Pescara il 15 dicembre 1911. A dirigerla era lo stesso Primo Bruno Volpi. Una vasta schiera di artisti e scrittori di tutta Italia col laborò alla rivista che fu stampata fino al 1914. Primo Bruno Volpi fu anche autore di numerosi saggi, novelle e poesie. Morì a Colonnella il 20 dicembre 1957.
GAETANO GRILLI Nacque a Colonnella il 26 settembre 1871. Studiò presso la scuola normale di Città Sant'Angelo e si diplomò maestro elementare nel 1890. Si laureò a Bologna in pedagogia con pieni voti e lode. Realizzò una prestigiosa carriera scolastica ricoprendo le cariche di direttore didattico, provveditore agli studi, direttore didattico centrale delle scuole dell'Urbe. Istituì la scuola all'aperto a Roma, ed oggi troviamo il suo busto al Gianicolo presso la scuola a lui intitolata. Partecipò alla vita politica sia a Colonnella che a Roma e non avendo aderito al regime fascista, fu perseguitato e rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli. Fu eletto consigliere comunale di Colonnella nel 1907, quindi ancora nel 1910, 1914 e 1946. Scrisse molto occupandosi di didattica. Pubblicòinoltre alcune opere in versi. Morì a Roma il 13 novembre 1950.
GERINO CINCOLA' Nacque a Colonnella l'8 giugno 1887. Frequentò il seminario di Ripatransone e poi di Fermo per uscirne sacerdote. Negli anni successivi rimase a Colonnella come parroco-coadiutore. Partecipò alla guerra libica ed in seguito alla prima guerra mondiale. Divenne poi parroco a Cossignano. Studiò profondamente la storia perchè già pensava di scrivere libri di argomento storico. Il suo primo romanzo fu "Lucilla", pubblicato nel 1933, che è ambientato ai tempi dell'Imperatore Valeriano. Nel 1937 pubblicò "Le tortorelle del Nilo" che deve essere considerato il seguito dei primo. Del 1938 è "Cuori abruzzesi", romanzo storico ambientato nel periodo borbonico. Ed infine nel 1940 pubblicò: "Amor che vince ...", storia d'amore e di brigantaggio. Collaborò alla rivista religiosa "Il giornalino". Morì a Cossignano il 24 gennaio 1953.
[modifica] Tradizioni popolari
LA FESTA DEI MANOPPI
Numerose feste si svolgono nel corso dell'anno, una delle più antiche è la festa "dei manoppi" che si svolge la seconda domenica di luglio. Fin dal sabato si onora la Madonna Ss.ma dei Suffragio. Al nome religioso della festa viene aggiunto quello laico dei "manoppi". Quasi sicuramente la ragione è che le offerte dei cittadini per realizzare la festa non erano in denaro ma in natura, cioè in grano, proprio perchè la festa cadeva al termine della trebbiatura. Ancora oggi il momento principale è la processione della statua della Madonna che ha luogo a mezzogiorno della domenica. Anticamente e fino alla fine degli anni 50 oltre alla processione si svolgevano "le carrate", una sfilata di carri agricoli addobbati con covoni di grano e trainati da buoi anch'essi ornati con nastri e campanelli. I carri erano in totale 5 o 6 ed erano realizzati dai proprietari terrieri più grandi di Colonnella, come i Volpi, i Barnabei, i Catenacci, i Crescenzi, i Flaiani. La realizzazione pratica era però dei contadini che dipendevano dalle varie famiglie. Per costruire "le carrate" occorreva scegliere in modo appropriato le spighe del grano e disporle poi sui carri. La realizzazione di una "carrata poteva durare anche otto giorni. Molto spesso, sul carro, veniva riprodotta, con le spighe, la statua della Madonna. Il giorno della festa i carri trainati dai buoi entravano in paese e raggiungevano la piazza in attesa della processione. Al termine della sfilata c'erano riconoscimenti e premi per le più belle e le più "pesanti" "carrate", cioè quelle che contenevano pi grano.
LA FESTA DI SANT'ANTONIO I Colonnellesi sono sempre stati molto devoti a Sant'Antonio. Questo particolare affetto per il Santo era in parte interessato. Infatti Sant'Antonio era il protettore degli animali e di tutti gli addetti alla stalla e qualche anno fa, a Colonnella, tutti erano occupati in agricoltura e quindi tutti avevano a che fare con gli animali e il loro protettore. Oggi la festa di Sant'Antonio è quasi dimenticata,ma fino agli anni '50 stata ben viva tra i colonnellesi. Il Santo si festeggia il 17 gennaio. La sera precedente si usava accendere, all'aperto, dei grandi falò detti in dialetto "li fochere". Il giorno successivo gli uomini si recavano in chiesa di buon mattino per confessarsi e comunicarsi.Poi nel pomeriggio i giovani, a gruppi di quattro o cinque, usavano recarsi nelle case del paese per cantare il "Sant'Antonio" e ricevere in cambio doni ... commestibili. Tra i giovani del gruppo ce n'erano sempre due mascherati da Sant'Antonio e da Diavolo. A sera, al termine della questua, i cantori consumavano tra canti e risate tutti i doni ricevuti. Riportiamo qui di seguito i versi di uno dei canti di Sant'Antonio.
Buonaseramiei signori Diamo o voi il nostro augurio. Apprestatevi a far dono per omaggio a Sant'Antonio.
Evviva Sant'Antonio, nostro caro gran Santo, che i miracoli ogni momento ha sparso per tutto il mondo.
Evviva Sont'Antonio, noi ringraziamo ognora. Evviva Sant'Antonio, perchè tu sei il protettor.
Evviva Sant'Antonio, nostro caro gran Santo. che i miracoli ogni momento ha sparso per tutto il mondo.
Evviva Sant'Antonio, noi ringraziamo ognora. Evviva Sant'Antonio, arrivederci l'anno che vien.
LA FESTA DI SAN GABRIELE Il 27 febbraio a Colonnella, come in tanti altri paesi d'Abruzzo, si festeggia San Gabriele. I colonnellesi sono particolarmente devoti a questo Santo e da sempre il momento centrale dei festeggiamenti è "la corsa degli asini". Negli ultimi anni, dopo una lunga interruzione, si è rinnovata la tradizione di disputare la corsa nel giorno di San Gabriele. Oggi, come tanti anni fa, gli animali vengono montati con un sacco sulla groppa. Il percorso è sempre lo stesso e coincide con il rettilineo di via Roma. L'arrivo è posto in fondo alla scalinata.
[modifica] Cultura
Nel 1994 si è costituita l'associazione culturale "Giulio Cesare Rosales" che ha come obiettivo quello di promuovere l'attività culturale a Colonnella. L'associazione ha operato soprattutto in campo editoriale, fondando un giornale trimestrale: "Colonnella frammenti". La rivista si definisce "periodico di informazione e cultura" e attraverso numerosi articoli si è occupata di storia, tradizioni locali, dialetto, tutti riferiti a Colonnella. Il periodico è diretto da Nicoletta dei Pesco. Oltre alla pubblicazione del periodico sono stati editi due volumi che riguardano Colonnella. Nel 1994 "La devozione mariana a Colonnella" (documenti e immagini) di Gabriele Di Cesare. Il libro, oltre alla dottrina dell'Immacolata Concezione, propone la ristampa anastatica di un opuscolo edito nel 1856 e riferito ad una festa tenuta a Colonnella. Inoltre c'è la pubblicazione di foto della processione della Madonna del Suffragio, del 1946, ed una storia della festa dei manoppi. Nel 1995 "Lu cile tune è lu cchji llucende" (voci poetiche a Colonnella) raccolta di poesie su Colonnella scritte nell'ultimo secolo. Gli autori delle poesie sono: Antimo Di Giuseppe, Giacomo Libetti, Stamura Santoni Grilli, Pasquale Gemelli, Alfredo Capriotti, Filippo Daniele, Albisa Di Giuseppe, Tito Rubini. Nel 1996 la ristampa anastatica di un'opera di Francesco Savini: "Le relazioni fra Teramo e le vicine Marche nei documenti teramani" (pubblicata ad Ancona nel 1915). Il libro contiene una prefazione curata dal Prof. Marcello Sgattoni.
La copertina di un numero di "Colonnella Frammenti". La rivista è pubblicata a Colonnella dal 1994 "Colonnella frammenti" ha un illustre predecessore: "Rivista Adriatica", un quindicinale illustrato fondato, nel 1912, e diretto da Primo Bruno Volpi. Una rivista ideata a Colonnella, con la direzione e l'amministrazione nel nostro paese. Su "Rivista Adriatica", che aveva collaboratori e corrispondenti lungo tutta la costa adriatica, scrissero numerose personalità dell'epoca: Bartoli, Sorricchio, Squarcia, Corradini, Alicandri, Cascella, Crucioli, Coppa-Zuccari, Guzzanti, Emiliani per citarne solo alcune. In via G. d'Annunzio, al secondo piano dell'edificio della Scuola materna, è allestita la Biblioteca comunale. Essa è fornita di circa 2.000 libri che riguardano la storia, la letteratura antica e contemporanea, la politica, la sociologia, la psicologia ed altro ancora. Non mancano testi per ragazzi e bambini e vi sono vocabolari e volumi che aiutano i giovani nei loro studi. Un buon numero di volumi riguarda l'abruzzesistica. La biblioteca è anche fornita di impianto video per la riproduzione di videocassette che sono disponibili in buon numero.E' ha disposizione un computer per la consultazione di opere multimediali e per il collegamento Internet.
MOSTRE DI ASTRONOMIA L'Abruzzo e' una regione con una altissima densita' di Istituti di Ricerca dove, da un punto di vista sia teorico che osservativo, ci si dedica all'Astronomia e all'Astrofisica. Per ricordare solo quelli che ci sono piu' vicini geograficamente citiamo il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, il Dipartimento di Fisica dell'Universita' de L'Aquila, l'Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore e l'Osservatorio Astronomico di Collurania a Teramo.
Proprio in collaborazione con quest'ultimo e' stata organizzata la mostra di Astronomia ospitata nei locali della Biblioteca Comunale dal ...al ... in occasione dell'annuale passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi il 10 agosto. La mostra ha lo scopo di far conoscere sia la storia dell'Osservatorio di Collurania, sicuramente la struttura di piu' lunga tradizione in Abruzzo tra quelle che si dedicano all'Astronomia, sia le nuove frontiere dell'Astronomia, aperte in anni recenti dal rapido progresso della tecnologia (citiamo solo per fare un esempio il telescopio spaziale Hubble).
Sara' a disposizione dei visitatori (l'ingresso e' naturalmente gratuito) un computer attraverso il quale connettersi via Internet a quella fonte inesauribile di informazioni che e' la rete che collega milioni di computers sparsi su tutto il pianeta. In particolare, dato il tema della mostra, sara' possibile visitare in tempo reale siti di interesse astronomico sparsi in tutto il mondo e rendersi cosi' conto di come siano a portata di mano i risultati della ricerca scientifica mondiale. E' organizzata infine dal personale dell'Osservatorio di Collurania per il 10 agosto alle ore 21 una conferenza pubblica, che si terra' presso i locali del Cinema ...., sugli argomenti della moderna Ricerca Astronomica.
[modifica] Manifestazioni
PALIO DELLE CONTRADE A partire dal 1981 si svolge, il 15 agosto, il Palio delle contrade, la suggestiva rievocazione si svolge nel centro storico. E' organizzato dall'Ente Manifestazioni Colonnella. Esso consiste nella rievocazione della presa di possesso dei feudo di Colonnella da parte del barone spagnolo Benedetto Rosales, nel 1532. Ha luogo una suggestiva cerimonia nel centro sto rico di Colonnella, che si conclude con una sfilata, attraverso le vie dei paese della corte e dei rappresentanti delle varie contrade. Tra il suono delle chiarine, il rullar dei tamburi ed il volteggiare delle variopinte bandiere degli sbandieratori, si crea una stupenda atmosfera in tutto il borgo antico del paese. I costumi sono ricercati e ricchi di ornamenti. Le contrade fanno a gara nel mostrarsi belle ed eleganti. Nel tardo pomeriggio poi la festa ha il suo culmine nella sfida delle contrade. Civita, Giardino, Riomoro,, San Giovanni, San Martino, Torrione, Vallecupa e Vibrata si sfidano in una durissima corsa in salita. Quattro contradaioli trai nano un carro cinquecentesco, su cui siede un fantino. Lungo un percorso di poco meno di un chilometro, tra l'entusiasmo della gente e il tifo delle contrade, si consuma l'annuale sfida. Tutto termina in piazza grande, dove il barone Rosales consegna il Palio alla contrada vincitrice, e dove per tutta la sera continua la festa dei vincitori e gli sconfitti si consolano mangiando e bevendo.
SAGRA ENO-GASTRONOMICA Ogni anno, a cavallo di ferragosto, l'Ente Manifestazioni Colonnella organizza la Sagra eno-gastronomica. Nel suggestivo scenario di Piazza del popolo si aprono gli stand gastronomici che offrono a chiunque l'occasione di assaporare i piatti tipici locali e di assaggiare i vini prodotti dalle cantine locali. E' piacevole, in queste serate d'agosto, assaggiare i gustosi piatti e farlo nello scenario unico della settecentesca piazza. Un po' di musica e tanta allegria completano le serate.
SAMARCANDA Samarcanda è la mostra-mercato di antiquariato, antichità, modernariato, collezionismo, artigianato artistico e tradizionale. E' diventata da alcuni anni un appuntamento fisso per appassionati e non. Si svolge in agosto nei giorni della sagra ed è organizzata dall'Ente Manifestazioni Colonnella. Ha come motto: "svuota la soffitta".Chi ha la pazienza di cercare trova sicuramente tante curiosità e rarità tra le decine e decine di espositori che occupano il caratteristico centro storico del paese.
COLONNELIA SOTTO LE STELLE A partire dal 1995, organizzata dall'Ente Manifestazioni Colonnella, si svolge lungo la caratteristica scalinata del paese la sfilata di moda:"Colonnella sotto le stelle". E' l'occasione per mostrare i capi prodotti dalle principali ditte di abbigliamento della Val Vibrata, ma è anche l'occasione per ammirare ed eleggere la Miss Val Vibrata, che poi parteciperà alle selezioni nazionali per Miss italia.
COLONNELLA ARTE Dal 1994 si svolge in Largo Palazzo, nel caratteristico centro storico dei paese, la rassegna di Cinema e Teatro all'aperto che dal 1996 è diventata "Colonnella arte" con l'inserimento di una rassegna di musica rock. L'organizzazione è curata dall'Ente Manifestazioni Colonnella.
Settimana del Cinema italiano I film proiettati sono solo italiani ed ogni rassegna ha un tema conduttore. Per il 1996, ad esempio, sono stati proiettati film tratti da libri. Teatro in piazza Le opere rappresentate tendono a privilegiare i temi leggeri e rilassanti più adatti al clima vacanziero. Non mancano commedie in dialetto abruzzese. Musica rock E' lo spazio prettamente giovanile delle manifestazioni estive. Si esibiscono in piazza complessi locali e gruppi famosi.
ARTI E MESTIERI Arti e mestieri è la mostra mercato dell'arte e dell'artigianato e dal 1994 promuove la produzione degli operatori di Colonnella e dei centri vicini. Gli artigiani espongono i loro prodotti nei locali prospicenti la suggestiva scalinata che attraversa il paese. L'organizzazione è curata dall'Ente Manifestazioni Colonnella. In sintesi "belle cose" ed "ottimi affari".
PRESEPE VIVENTE Dal dicembre 1978, organizzato dalla Pro loco, si svolge a Colonnella il Presepe vivente. La manifestazione nel corso degli anni ha assunto un rilievo sempre maggiore e da alcuni anni ha come palcoscenico il suggestivo centro storico del paese. Lungo le viuzze e nelle suggestive piazzette del borgo antico vengono rievocate le scene del presepe. La natività, il mercato, l'accampamento romano, l'annunciazione, gli ovili dei pastori e tante altre scene sono ricostruite con rigore e attenzione. La rappresentazione ha luogo due volte nel periodo delle feste natalizie: il 26 dicembre ed il 6 gennaio.
MOSTRE DI ASTRONOMIA L'Abruzzo e' una regione con una altissima densita' di Istituti di Ricerca dove, da un punto di vista sia teorico che osservativo, ci si dedica all'Astronomia e all'Astrofisica. Per ricordare solo quelli che ci sono piu' vicini geograficamente citiamo il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, il Dipartimento di Fisica dell'Universita' de L'Aquila, l'Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore e l'Osservatorio Astronomico di Collurania a Teramo.
Proprio in collaborazione con quest'ultimo e' stata organizzata la mostra di Astronomia ospitata nei locali della Biblioteca Comunale dal ...al ... in occasione dell'annuale passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi il 10 agosto. La mostra ha lo scopo di far conoscere sia la storia dell'Osservatorio di Collurania, sicuramente la struttura di piu' lunga tradizione in Abruzzo tra quelle che si dedicano all'Astronomia, sia le nuove frontiere dell'Astronomia, aperte in anni recenti dal rapido progresso della tecnologia (citiamo solo per fare un esempio il telescopio spaziale Hubble).
Sara' a disposizione dei visitatori (l'ingresso e' naturalmente gratuito) un computer attraverso il quale connettersi via Internet a quella fonte inesauribile di informazioni che e' la rete che collega milioni di computers sparsi su tutto il pianeta. In particolare, dato il tema della mostra, sara' possibile visitare in tempo reale siti di interesse astronomico sparsi in tutto il mondo e rendersi cosi' conto di come siano a portata di mano i risultati della ricerca scientifica mondiale. E' organizzata infine dal personale dell'Osservatorio di Collurania per il 10 agosto alle ore 21 una conferenza pubblica, che si terra' presso i locali del Cinema ...., sugli argomenti della moderna Ricerca Astronomica. Il manifesto di Colonnella "Rock Festival": musica giovane in piazza CALEIDOSCOPIO L'otto aprile '96 si è svolta la prima edizione di Caleidoscopio, festival degli artisti di strada. Nel centro storico del paese si sono esibiti numerosi artisti provenienti da ogni parte d'Italia. Ha curato l'organizzazione la locale Pro loco.
Naturalmente per tutte le manifestazioni raccontate in queste pagine ci sono stati la compartecipazione e il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Colonnella. Per alcune ha collaborato anche l'Amministrazione provinciale di Teramo.
[modifica] Gastronomia
La cucina colonnellese non si discosta molto da quella degli altri centri della Val Vibrata. Essa trae origine dalla civiltàcontadina ed è una cucina "forte" ricca di sapori e di aromi. Tra i primi domina la "massa" impastata in casa da mani sapienti. Tra le carni un posto d'onore è per il maiale oltre naturalmente alla capra, al castrato e a ogni tipo di carne bianca. Quasi tutto si cucina con l'olio d'oliva. Ci sono poi i dolci numerosi e dai gusti più vari. I piatti tipici locali hanno tutti origine nel passato. Sono legati quasi sempre a feste tradizionali religiose, infatti erano queste le poche occasioni annuali in cui a tavola c'era abbondanza e varietà di cibo. Ed ancor oggi gli anziani ricordano le feste del passato oltre che per il loro valore religioso anche per le gustose e abbondanti mangiate. I maccheroni alla chitarra e gli ingredienti per realizzarli Tra i primi molto diffuso a Colonnella è ilTimballo. E' una pasta al forno realizzata con sfoglie e ripiena di vari ingredienti tra cui carne, uova, latte e parmigiano. Le Tagliatelle, dette "mpaiatelle", confezionate con uova e farina, condite con sugo di pollo o di papera, erano in passato consumate in occasione della trebbiatura del grano.Con gli stessi sughi si condiscono i Maccheroni alla chitarra, realizzati con l'apposito strumento detto "chitarra" e tipico in tutto l'Abruzzo'. Altri piatti, oggi poco consumati sulle tavole colonnellesi, erano i quadretti, in dialetto "li quatracciule" e i Tagliolini. Rispetto alle tagliatelle sono più poveri di uova e vongono realizzati in brodo o quasi asciutti in sugo di pomodoro, olio e pancetta. Un piatto tipico abruzzese e quindi anche di Colonnella è quello delle "Screppelle mbusse", confezionate con uova, latte, acqua e farina. Dopo rapida cottura in padella le sottili sfoglie vengono avvolte e farcite con carne, uova sode e formaggio. A Carnevale si usa degustare i Ravioli in umido, fatti di ricotta, con condimento di sugo di carne e cacio pecorino. Un altro piatto che oggi è caduto in disuso e che una volta si usava consumare a Natale era costituito da pane tagliato, intinto nell'uovo e poi fritto. Le "scrippelle 'mbusse" e il brodo per bagnarle Veniva poi bollito in brodo con i tagliolini, Anche la polenta compare sul desco colonnellese e non è solo prerogativa delle regioni dell'Italia dei nord. Si usa il Polentone bianco, condito con pancetta e salsicce, e la Polenta, versata su un'ampia tavola, e condita con sugo di carne e salsicce. Sulle tavole imbandite troviamo poi spesso Agnolotti, Cannelloni e Tortelioni. I piatti di carne sono numerosi e vari. Molto usati tra i cibi della trebbiatura erano le Oche, il Pollo spezzato e il papero al forno, in dialetto "lu paparò" al forno, con aglio rosmarino alloro e buccia di limone, o in umido. Hanno origine sempre dal cenone della vigilia di Natale di un tempo altre pietanze, come il Cavolfiore, prima lessato e poi fritto con pastella, usato come contorno per le Sardine fritte, il Baccalà fritto e lo Stoccafisso in umido. Molto frequente sulle tavole colonnellesi ed anche specialità di quasi tutti i ristoranti locali è lo Spezzatino di castrato. Soprattutto a Pasqua si usa cucinare lo Spezzatino d'agnello. Ma la carne che si consuma con più frequenza è quella dei maiale. Salsicce di carne, di fegato e un tempo di trippa. La Ventricina, insaccato di carne grassa e magra con rosmanno secco. Salami, Lonze e Prosciutti stagionati per 6 o 7 mesi. Bistecche e Sanguinaccio. E poi anche lo Strutto, grasso di maiale Il tradizionale timballo di sfoglia cotto e conservato in capienti vesciche. Tra i formaggi ricordiamo il pecorino e poi la ricotta, la giuncata e la quagliata. La confezione ed il consumo dei dolci era legato alle feste tradizionali del calendario. Ancora oggi alcuni di questi dolci vengono realizzati solo in determinati periodi dell'anno. Tipici a Natale sono i Calcionetti. Dolci fritti di pasta sfoglia ripieni di un impasto costituito da ceci, cioccolata, cannella, limone, rum e noce moscata. Al posto dei ceci a volte troviamo le castagne. A Natale si confezionano anche i Panetti di fichi. Son fatti di fichi secchi pressati in appositi stampi, ripieni di mandorle, cioccolata e cedro.
[modifica] Personalità legate a Colonnella
- Alcide Pierantozzi (1985), scrittore
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Marco Iustini (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0861 74121
Posta elettronica: sindaco@comunecolonnella.it


