Spinetoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Spinetoli
comune
Spinetoli – Stemma
Spinetoli – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Marche – stemma Marche
Provincia Ascoli Piceno – stemma Ascoli Piceno
Sindaco Angelo Canala (lista civica Solidarietà e Lavoro) dal 8-6-2009
Territorio
Coordinate 42°53′19.17″N 13°46′23.05″E / 42.8886583°N 13.7730694°E / 42.8886583; 13.7730694 (Spinetoli)Coordinate: 42°53′19.17″N 13°46′23.05″E / 42.8886583°N 13.7730694°E / 42.8886583; 13.7730694 (Spinetoli)
Altitudine 177 m s.l.m.
Superficie 12,41 km²
Abitanti 7 160[1] (31-12-2010)
Densità 576,95 ab./km²
Frazioni Pagliare del Tronto, Villa Ciarulli, Villa Palazzi, Villa San Pio X
Comuni confinanti Ancarano (TE), Castorano, Colli del Tronto, Controguerra (TE), Monsampolo del Tronto, Offida
Altre informazioni
Cod. postale 63078
Prefisso 0736
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044071
Cod. catastale I912
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 504 GG[2]
Nome abitanti spinetolesi
Patrono san Pio X
Giorno festivo 25 gennaio
Localizzazione
Spinetoli è posizionata in Italia
Spinetoli
Posizione del comune di Spinetoli nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Spinetoli nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Spinetoli (Spinétoli; Spenìtulë in dialetto ascolano[3]) è un comune italiano di 7.160 abitanti[4] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Indice

[modifica] Geografia fisica

A breve distanza dalla costa adriatica, Spinetoli sorge su un modesto poggio (177 m s.l.m.) a ridosso della Salaria, sulla riva sinistra del fiume Tronto presso la confluenza con il torrente Fiobbo.

[modifica] Storia

[modifica] Preistoria e antichità

I primi insediamenti umani rinvenuti nel territorio di Spinetoli risalgono all'epoca picena: è qui che negli anni 1870 gli scavi archeologici rivelarono l'esistenza di una necropoli del VII-V secolo a.C.

Quando i Piceni vennero in contatto con i Romani, riuscirono dapprima a contenerne le mire espansionistiche con un'alleanza (foedus aequum); poi, tuttavia, dovettero soccombere alla campagna militare del 268 a.C., condotta dai consoli Sempronio Sofo e Appio Claudio Russo.

Nella decisiva battaglia di Ascoli, secondo la tradizione, i Piceni furono spaventati a morte da un terremoto che ne provocò la ritirata e facilitò la vittoria romana. Per questo, proprio nel luogo di fondazione di Spinetoli, il console Sofo avrebbe fatto edificare un tempio votivo alla dea Tellure.

I Romani pacificarono la regione e inclusero il colle nell'Ager Asculanus, uno dei territori che avrebbero composto la regione picena augustea.

[modifica] Medioevo

Con la caduta dell'Impero romano, litorali e fondivalle restarono esposti al pericolo delle invasioni barbariche, e le alture tornarono ad essere luoghi privilegiati di difesa. L'incastellamento interessò Spinetoli già nell'alto medioevo, ma è dopo il 1000 che il castrum, posseduto dai monaci farfensi, viene citato dalle prime bolle papali.

Origine del nome

Il toponimo Spinetoli pare derivare da Spine(t)ola, nome con cui si designava il luogo di fondazione per vie della rosa spina che vi fioriva spontanea. Altra interpretazione dà al nome etimo affine a quello della città di Spina, e dunque un'origine etrusca.

Spinetoli divenne proprietà del vescovo di Ascoli, Emmone (1006-1036), nell'anno 1030, e poco dopo (1052) Leone IX ne confermò il possesso del successore di quegli, Bernardo II (1045-1069). Tornò ai farfensi per concessione di Enrico V, ma essi dividevano la sovranità con un feudatario investito dal vescovo.

La postazione spinetolese si rivelò decisiva nel preservare Ascoli dall'invasione normanna di Roberto il Guiscardo. Questi, che deteneva già l'Italia meridionale, aveva varcato il Tronto con l'appoggio di Gregorio III, occupando con successo Fermo e Spoleto ma fallendo l'obiettivo contro i castelli truentini.

Alle devastazioni normanne seguirono quelle sveve e, più tardi, l'Ascolano visse altre gravi sciagure con pestilenze (la più grave delle quali nel 1348), carestie e un terremoto; di lì a un secolo, tutta la regione avrebbe poi conosciuto l'oppressione della dominazione sforzesca (anni 1430-1440).

Spinetoli apparteneva allo Stato di Ascoli, ed era perciò coinvolta nelle secolari lotte con Fermo per l'egemonia sul Piceno. Possedeva un proprio statuto (XVI secolo), un podestà, un consiglio e quattro priori. Nel frattempo, a valle, si era venuta formando Pagliare. Su questo insediamento, prima di capanne poi in muratura, fondato dagli abitanti di Pantorano (Mozzano), Spinetoli ebbe giurisdizione.

[modifica] Età moderna e contemporanea

La “congiura” di Giacinto Centini

Un curioso episodio occupa le cronache spinetolesi e nazionali del Seicento. Ne fu protagonista un certo Giacinto Centini, nipote del cardinale Felice, che era vescovo di Macerata ed era stato papabile nel 1623. Centini anelava ai privilegi che avrebbe offerto la condizione di nipote del papa, e sperava perciò nella morte di Urbano VIII e nella successiva elezione di suo zio. Poiché Urbano godeva di ottima salute, nel 1630 Centini pensò bene di "dargli una spinta", essenzialmente tramite sortilegi e con l'ausilio di frati dediti alla stregoneria. Scoperte le pratiche a causa della delazione di un frate (che era stato designato dagli altri congiurati come vittima di un sacrificio umano), Centini fu condotto davanti all'Inquisizione e da questa fatto decapitare il 22 aprile 1634.[5]

Occupata nel 1501 dalla famiglia ghibellina ascolana dei Guiderocchi, Spinetoli fu saccheggiata nel 1538 dalla milizia di Paolo III. Il capitano delle truppe pontificie Niccolò Ardighelli cadde però vittima di un'imboscata, e in ritorsione il papa sottrasse il castello al dominio ascolano. Esso vi tornò nel 1543. Sotto Paolo IV, fino al 14 settembre 1557, Spinetoli si trovò coinvolta nella guerra contro Carlo V, che fu devastante e si concluse con la conservazione del Piceno da parte dello Stato Pontificio.

Quando l'avvento di Napoleone provocò la prima caduta del governo della Chiesa, Spinetoli entrò a far parte della Repubblica Romana (28 febbraio 1798), e successivamente del Regno d'Italia (1805), restando inclusa nel nuovo dipartimento del Tronto. Sotto Bonaparte il paese, che apparteneva a Monsampolo, conquistò il capoluogo comunale nel 1811. Quando poi i due comuni furono separati, a Spinetoli fu aggregata Pagliare, all'epoca frazione di Colli. Il comune di Pagliare creato in seguito dalla Restaurazione ebbe vita breve (cinquant'anni) e fu soppresso dopo l'Unità d'Italia.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Spinetoli

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Pagliare (Spinetoli).

Spinetoli ha due frazioni principali, Villa San Pio X e Pagliare del Tronto, entrambe situate nella valle del Tronto, e, di meno importanza, ci sono le frazioni di Villa Ciarulli e Villa Palazzi, entrambe a cavallo tra Pagliare e Spinetoli. Pagliare sorse nel XV-XVI secolo da insediamenti di popolazioni montane, e fu per qualche tempo anche comune autonomo. Assorbita definitivamente nel 1866, sviluppò fino a diventare molto più grande dello stesso capoluogo (possiede infatti oltre 5.600 abitanti, contro i circa 700 di Spinetoli), ma senza mai riacquistare lo status comunale.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Angelo Canala (lista civica Solidarietà e Lavoro) dal 8-6-2009 (2º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ http://78.152.110.212/wikiliva/index.php?title=Dialette_asculà
  4. ^ Dato Istat al 28/2/2010.
  5. ^ Abbiura del sig. Diacinto Centini e compagni condennati alla morte

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue