Parco nazionale dei Monti Sibillini

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Coordinate: 42°54′03.6″N 13°12′18″E / 42.901°N 13.205°E42.901; 13.205

Parco nazionale dei Monti Sibillini
Montisibillini flickr03.jpg
Tipo di area Parco nazionale
Codifica EUAP EUAP0002
Class. internaz. IUCN category II - SIC - ZPS
Stati Italia Italia
Regioni Marche Marche, Umbria Umbria
Province Ascoli Piceno Ascoli Piceno,Fermo Fermo Macerata Macerata, Perugia Perugia
Comuni vedi elenco nella pagina
Superficie a terra 69.722 ha
Provvedimenti istitutivi DM Ambiente 3/02/1990 - DPR 6/08/1993
Gestore Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Presidente Oliviero Olivieri
LogoParcoSibillini.jpg
Sito istituzionale

Il Parco nazionale dei Monti Sibillini è un'area protetta che tutela il massiccio dei Monti Sibillini e si estende tra le regioni di Marche e Umbria, ricadendo su quattro province: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia.

È gestito dall'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con sede a Visso.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il parco fu istituito nel 1993.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Si estende per una superficie di circa 71.437 ettari, su un terreno prevalentemente montagnoso. Il paesaggio predominante è quello del massiccio calcareo della catena degli Appennini, che in questa zona funge da tramite tra le forme più morbide della parte tosco-emiliana e le massime altezze abruzzesi, assumendo tratti severi e scoscesi.

Dall'asse principale della dorsale appenninica degradano un versante orientale e uno occidentale. Il primo è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi e ambienti naturali. I fondivalle dei fiumi e dei torrenti si articolano in gole strette e impressionanti (come le suggestive Gole dell'Infernaccio), create dalle attività telluriche e dall'erosione. Più in alto numerosi boschi (soprattutto faggete) si cingono a corona delle valli appenniniche con prevalente andamento nord-sud. Il versante occidentale degrada dolcemente verso l'Umbria con una serie successiva di depressioni ad alta quota, i famosi Piani di Castelluccio.

Monti[modifica | modifica sorgente]

Il versante sud del Monte Bove.

Il monte più alto, nonché la cima più alta delle Marche, è il Monte Vettore che con i suoi 2476 m domina Castelluccio. Numerose sono le cime che superano i 2000 metri, tra cui:

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del parco nascono quattro fiumi principali:

Lago di Pilato[modifica | modifica sorgente]

Il Lago di Pilato, habitat del chirocefalo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lago di Pilato.

Collocato tra le pareti impervie e verticali immediatamente sotto la cima del Monte Vettore, il lago di Pilato è uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti sull'Appennino e l'unico lago di origine naturale delle Marche. Le dimensioni e la portata d'acqua dipendono dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi, che ricoprono per buona parte dell'anno la superficie dello specchio d'acqua fino all'inizio dell'estate. In base al livello d'acqua, il lago può apparire unico, oppure diviso in due bacini, da cui deriva il soprannome di "lago con gli occhiali".

Il lago ospita un particolare endemismo, il Chirocefalo del Marchesoni: un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l'alto. Il lago di Pilato è l'unico habitat di diffusione di questo invertebrato, per cui vi è un divieto di balneazione e di avvicinamento a meno di cinque metri dalla riva, per non compromettere l'ecosistema di questo animale unico.

Nella tradizione popolare prende il suo nome dalla leggenda secondo la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte da Tiberio. Il corpo, chiuso in un sacco, venne affidato ad un carro di bufali lasciati liberi di peregrinare senza meta e sarebbe precipitato nel lago dall'affilata cresta della Cima del Redentore.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Flora[modifica | modifica sorgente]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Mammiferi[modifica | modifica sorgente]

Uccelli[modifica | modifica sorgente]

Rettili[modifica | modifica sorgente]

Crostacei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il 22 maggio 2003, in occasione della giornata Internazionale della Biodiversità, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è stato premiato con il Panda d'Oro per la realizzazione del progetto Ricostituzione degli Arbusti e reintroduzione del Pino mugo e dell'Abete bianco.

Con il Panda d'Oro il WWF vuole valorizzare le "buone pratiche" nel campo della tutela delle specie e degli habitat, promuovendo le tante esperienze, spesso poco conosciute, di interventi di conservazione ambientale. Su 41 progetti che hanno partecipato al concorso, 18 sono stati quelli promossi da parchi o riserve naturali, 9 dalle province e 3 dal Corpo Forestale dello Stato.

Accessi[modifica | modifica sorgente]

  • Amandola, (FM); facilmente raggiungibile dalle Marche, dà accesso al versante orientale della catena e alle valli dell'Ambro e del Tenna.
  • Arquata del Tronto, (AP); dà accesso al Monte Vettore per chi proviene dalla SS 4.
  • Norcia, (PG); permette di accedere ai Piani di Castelluccio.
  • Visso, (MC); accesso alla Val Nerina e al Monte Bove.
  • Fiastra, (MC); permette di accedere al settore settentrionale del parco.

Il Grande Anello dei Sibillini[modifica | modifica sorgente]

Il Grande Anello dei Sibillini è un percorso escursionistico di circa 120 km, che si sviluppa per tutta l'estensione del Parco nazionale dei Monti Sibillini. È percorribile a piedi o in mountain bike e nella sua versione trekking è diviso in nove tappe giornaliere (di circa 12 km in media) da compiere in successione. Si può iniziare da una qualsiasi delle tappe previste e si può percorrere sia in senso orario che anti-orario. L'intero percorso è segnalato da una cartellonistica dedicata e sono disponibili in commercio diverse guide e mappe con il tragitto per ciascuna tappa. L'ente parco ha ristrutturato diversi rifugi lungo il sentiero, che fungono da punti di ristoro e di pernottamento per gli escursionisti.[2]

Strutture ricettive[modifica | modifica sorgente]

Il parco ospita diversi centri di informazione turistica, con funzioni di documentazione e di approfondimenti tematici.[3]

Il Centro del Cervo e di Recupero della fauna selvatica e il Centro Visita e area faunistica del Camoscio appenninico, rispettivamente a Castelsantangelo sul Nera e a Fiastra, ospitano alcuni esemplari di cervo e di camoscio in condizioni simili a quelle naturali, che possono essere avvistati durante le visite.

Il Museo Antropogeografico di Amandola è dedicato alla varietà dei paesaggi naturali dei Sibillini e al loro rapporto con la vita dell'uomo in queste terre.[4]

I Centri visita e le Case del Parco sono degli spazi tematici che svolgono sia il ruolo di accoglienza turistica, che quello di educazione ambientale. Al loro interno è possibile acquistare mappe e guide e prenotare visite ed esplorazioni nel territorio del parco. Queste strutture sono ospitate ad Amandola, Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra-Acquacanina, Montefortino, Montemonaco, Norcia, Preci e Visso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Grande Anello dei Sibillini.
  3. ^ Museo Territoriale del Parco nazionale dei Monti Sibillini, offre una panoramica dei musei e dei centri visite del parco.
  4. ^ Sito ufficiale del museo antropogeografico di Amandola.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Alesi, M. Calibani, Il Parco dei Sibillini, Edizioni Ricerche, 1992.
  • A. Fermanelli, S. Polzinetti, Parco dei Sibillini, Ancona, Tecnoprint, 1990.
  • M. Zanetti, W. Toniello, Escursioni del Parco dei Sibillini, Verona, Cierre Edizioni, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]