Carassius auratus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Pesce rosso
Pesce rosso
la forma comune del pesce rosso
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Cypriniformes
Famiglia Cyprinidae
Genere Carassius
Specie C. auratus
Sottospecie C. auratus auratus
Nomenclatura trinomiale
Carassius auratus auratus
Linnaeus, 1758
Nomi comuni
  • Carassio rosso
  • Ciprino dorato
  • Carassio dorato

Il pesce rosso, chiamato anche carassio rosso o ciprino dorato (Carassius auratus auratus) è un pesce d'acqua dolce, appartenente alla famiglia dei Cyprinidae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Carassius auratus presenta una struttura anatomica ben proporzionata con corpo piuttosto affusolato ma robusto. Tutte le pinne sono mediamente proporzionate, con la caudale leggermente bilobata. La bocca, piuttosto piccola, è priva di barbigli, a differenza di quella presente nella carpa, specie a cui assomiglia nella forma generale del corpo.

La linea laterale è praticamente diritta e conta mediamente 30 squame.

La colorazione degli avannotti, che al momento della schiusa delle uova sono lunghi 4 millimetri, nonché degli esemplari molto giovani, è sempre bruno-olivastra come per il Carassius carassius; salvo nei rari casi di albinismo. La mutazione alla livrea rosso-arancio, che contraddistingue il carassio dorato d'allevamento da quello selvatico, avviene dal terzo all'ottavo mese di vita salvo per esemplari albini che rimarranno chiari per sempre. Il principale fattore ambientale che regola la mutazione del colore è la temperatura dell'acqua: esemplari allevati a temperature inferiori ai 18 gradi centigradi, infatti, tenderanno a rimanere per sempre di livrea bruno-olivastra; gli esemplari allevati in vasche la cui temperatura superi i 20 gradi, muteranno in gran numero nel caratteristico colore rosso-arancione.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie sembra originaria dell'Asia orientale ma è stata da così tanto tempo introdotta in altre aree che è estremamente difficile ricostruire il suo areale originario. Allevato e selezionato dal X secolo in Cina e diffuso in Europa alla fine del XVII secolo, il Carassio rosso raggiunge una lunghezza massima di 60 cm e un peso di 3 kg (ma solo in grandi vasche o in allevamenti all'aperto).
Il pesce rosso in natura vive in fiumi, laghi e specchi d'acqua calma, fino ad una profondità massima di 20 metri. I pesci rossi e le altre carpe vengono messi spesso in acque stagnanti per ridurre la popolazione di zanzare. Va detto però che la loro introduzione ha spesso conseguenze negative sull'equilibrio dell'ecosistema locale.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

Un Black Moor Giapponese in acquario.
Varietà cometa in vista frontale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Varietà di pesce rosso.

Gli incroci selettivi hanno prodotto esemplari con diverse variazioni di colore, alcuni dei quali si allontanano notevolmente dal colore dorato del pesce originale. Esistono inoltre forme del corpo diverse, così come differenti configurazioni degli occhi e delle pinne. Queste varietà estreme di pesce rosso devono essere tenute in un acquario; sono molto meno resistenti di quelle più simili all'originale "selvatico".

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

I pesci rossi possono soffrire di alcuni disturbi, i principali sono l'ulcera e l'idropisia.

L'ulcera in genere è contagiosa, non si può curare, ma raramente uccide il pesce, anche se spesso lo mutila. Avendone la possibilità è d'obbligo isolare il pesce malato. Negli allevamenti, quando raggiungono i 13 cm di lunghezza vengono vaccinati, ed è molto difficile che in futuro si ammalino di ulcera batterica.

Il dropsicismo (o idropisia) è una malattia un po' più rara, il sintomo principale è uno "spettinamento" delle squame. In pratica il pesce sembra arruffato, poiché accumula troppa acqua nel corpo, e la sua nuova forma spinge le squame in fuori. Questo disturbo può uccidere il pesce, ma non è ritenuto contagioso.

Un esemplare della forma selvatica catturato nel fiume Ombrone (GR) Rilasciato dopo la foto.

Per evitare i disturbi è bene che l'acqua dei pesci rossi sia sempre pulita e che fra le decorazioni dell'acquario non rimanga cibo in fermentazione.

L'acqua andrebbe cambiata almeno due volte al mese. Nella stragrande maggioranza dei casi l'acqua di rubinetto va bene, ma bisogna lasciarla decantare indicativamente una decina di ore, spesso la percentuale di cloro presente è sufficiente a provocare ustioni chimiche ai pesci (il cloro evapora a temperature molto basse).

Per cambiare l'acqua dagli acquari conviene passare una paglietta priva di detersivo sulle pareti, usare un tubo flessibile per succhiarla via, usarlo come fosse un aspirapolvere per raccogliere i residui, e togliere circa il 10% settimanale (o il 20% se la si cambia ogni 2 settimane) dell'acqua quindi versare l'acqua pulita senza spostare il pesce, che viceversa verrebbe sottoposto a enorme stress.

I pesci rossi possono trovarsi meglio in acqua leggermente salina, quindi può capitare di vedere qualcuno versare un cucchiaino di sale nell'acquario. Attenzione! Non bisogna usare sale da cucina, ucciderebbe i pesci. Per l'uso del sale meglio farsi consigliare da un esperto.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Si dice spesso che il pesce rosso abbia una memoria limitata a pochi secondi[senza fonte] (e tal supposizione dovrebbe, ragionevolmente, estendersi alla stragrande maggioranza dei pesci, nonché ad altri vertebrati a sangue freddo, viste le similarità anatomiche e funzionali dei loro sistemi nervosi). In realtà, questi pesci associano stimoli e mantengono per diverso tempo delle risposte apprese. Ad esempio, possono essere addestrati a svolgere compiti semplici, come a mangiare solo in un'area del loro acquario.

Il modo in cui i pesci delle stesse varietà si raggruppano nuotando insieme, suggerisce che i pesci di questa specie siano in qualche modo consci del proprio colore o forma.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

La dieta nel suo ambiente naturale comprende piccoli crostacei, insetti.

In acquario si possono nutrire con gli appositi mangimi, preferibilmente a granuli. Questo perché le scaglie tendono a rimanere sospese a pelo dell'acqua e i pesci ingerendole inghiottiscono una grande quantità di aria che può provocare loro problemi. Si consiglia di nutrirli due o tre volte al giorno con piccole quantità di cibo, in maniera che questo possa essere mangiato nell'arco di un paio di minuti, sia per non sporcare l'acqua sia perché questi pesci tendono ad ingozzarsi e rischiare seriamente di ammalarsi. La cosa migliore sarebbe di dar loro da mangiare cibi freschi almeno due o tre giorni la settimana. Tra questi gradiscono molto: pisellini freschi, insalata, zucchine, carote, mele, chicchi d'uva. La verdura va sbollentata in maniera che vada a fondo una volta inserita nell'acquario. Eventualmente la dieta andrebbe integrata con mangimi vivi, surgelati o liofilizzati, ad esempio larva di zanzara, dafnia o artemia salina. Il mangime non deve essere troppo ricco di proteine per evitare il pericolo di adiposità, frequente causa di moria tra i pesci rossi. Una volta a settimana andrebbero lasciati a digiuno.[1]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Sono pesci prolifici, che depongono le uova tra i vegetali. La loro riproduzione principalmente ha luogo in primavera-estate, cioè quando la temperatura dell'acqua inizia a superare stabilmente i 16 gradi (condizione indispensabile). Le femmine, generalmente più numerose dei maschi, si radunano in grossi bacini non molto profondi e successivamente sono raggiunte dai maschi. La tecnica di corteggiamento è piuttosto lunga; durante questa fase, il maschio, una volta scelta la partner, comincia a solleticarle l'addome mediante speciali piccole protuberanze che prendono il nome di tubercoli nuziali. La femmina è palesemente più grossa del maschio, infatti contiene le uova; il corteggiamento può durare da poche ore a circa tre giorni, alla fine dei quali la femmina depone le uova: ne può fare trentamila per ogni chilogrammo di peso del suo corpo. Le uova successivamente vengono fecondate dallo sperma maschile che però può vivere solamente trenta secondi nell'acqua, infatti la fecondazione è esterna al corpo materno. Dopo circa cinque giorni/una settimana, nascono le "larve" o "avannotti" che si nutriranno per i successivi nove giorni grazie al nutrimento del loro sacco vitellino. Col passare dei giorni, però, il sacco vitellino si esaurisce e fino a quando gli avannotti non impareranno a nutrirsi da soli, vi sarà un alto tasso di mortalità. I piccoli superstiti, se non cadranno vittime dei molti predatori acquatici (compresi gli stessi Carassius auratus adulti), raggiungeranno la maturità sessuale che avviene generalmente al secondo anno per i maschi ed terzo-quarto per le femmine. Grazie alla grande prolificità, i pesci rossi introdotti in habitat favorevoli al loro sviluppo, tendono a diventare infestanti danneggiando l'equilibrio autoctono.


Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Sono riconosciute 5 sottospecie:

La specie Carassius gibelio viene talvolta da alcuni autori considerata sottospecie di C. auratus o di C. carassius.

Esigenze di spazio[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente a quanto si pensa il pesce rosso è un animale estremamente esigente in fatto di spazio. Vanno evitate categoricamente le bocce e altre vasche di forma assimilabile e le vaschette di litratura inferiore ai 30 litri.[2][3]

Si stima infatti che un pesce rosso abbia bisogno di almeno 30 litri, 50 per vivere bene, ma questi litraggi saranno ottimali soltanto finché il pesce è piccolo (fino a due o tre anni d'età). Considerando il fatto che è un animale molto socievole e soffre la solitudine si sconsiglia l'acquisto se non si è disposti ad acquistare un acquario di almeno 100/120 litri (che andrà bene per massimo due pesci), tenendo presente che queste dimensioni saranno comunque scarse qualora i pesci si riproducano o con l'avanzare dell'età.[4] L'acquario dovrà essere dotato di filtro biologico e dovrà essere ben piantumato. I pesci rossi non hanno bisogno di temperature eccessivamente alte, in quanto pesci d'acqua fredda si adattano bene anche durante l'inverno, ma si consiglia l'uso del riscaldatore se la temperatura dell'acqua dovesse scendere sotto i 12º (le temperature ideali sono tra i 16º e i 26º).[5]

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Le carni, avendo un pessimo sapore ed essendo ricchissime di spine, sono pressoché inutilizzate nell'alimentazione umana.

Usanze e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'ambiente studentesco degli USA si era diffusa una strana "prova di coraggio": inghiottire un pesce rosso vivo. Questa pratica venne registrata per la prima volta all'Università Harvard nel 1939, ma è andata via via scomparendo nel corso degli anni.
  • In molti Paesi i pesci rossi vengono spesso distribuiti come premi nei luna park e nelle fiere paesane, in sacchetti di plastica contenente acqua appena sufficiente per farli sopravvivere. In Gran Bretagna il governo ha proposto di vietare questa pratica, in osservanza delle leggi per i diritti degli animali, ma un rapporto del 2005 riporta che questa idea sia stata abbandonata.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dosi di mangime per pesci: un consiglio per evitare di esagerare, pescirossi.net.
  2. ^ Pesci in boccia? Mai più!!, pescirossi.net.
  3. ^ NO! Ai Pesci Rossi Nella Boccia!, vergari.info.
  4. ^ Che dimensioni e che età raggiungono i pesci?, vergari.info.
  5. ^ La temperatura ideale dell'acqua: come mantenerla, pescirossi.net.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Melotto, Manuale pratico Acquario come allestirlo e curarlo per orifiamma, neon, pecilidi, anabantidi, discus, di fiume africano e marino, Colognola ai Colli (VR), DemetrA Piccole perle, 1998.
  • Dick Mills, PESCI D'ACQUARIO Guida fotografica a oltre 500 specie di pesci d'acquario marini e d'acqua dolce., Redazione ed impaginazione a Milano ma stampato a Singapore, FABBRI EDITORI, 2001.
  • Esther J. J. Verhoef-Verhallen, ENCICLOPEDIA dei Pesci tropicali d'Acquario, Milano, EDIZIONI WHITE STAR, 2004.


Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci