Tinca tinca

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Tinca
Tinca tinca Prague Vltava 3.jpg

Czterocentymetrowy lin.jpg
Un adulto (sopra) e un esemplare giovanile

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Infraclasse Teleostei
Superordine Ostariophysi
Ordine Cypriniformes
Famiglia Cyprinidae
Sottofamiglia Tincinae
Günther, 1868
Genere Tinca
Cuvier, 1816
Specie T. tinca
Nomenclatura binomiale
Tinca tinca
(Linnaeus, 1758)

La Tinca (Tinca tinca (Linnaeus, 1758)) è un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia Cyprinidae, nonché unico esponente della sottofamiglia Tincinae Günther, 1868 e del genere Tinca Cuvier, 1816.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La tinca ha un corpo tozzo, coperto da piccole scaglie, con grosse pinne carnose. La livrea è verdastra sul dorso, più chiara e tendete al giallo nella zona ventrale. Le pinne sono verde-brune. Gli occhi sono rossi.

Solitamente raggiunge i 30-50 cm di lunghezza per 4 kg di peso, anche se sono registrate (non in Italia) tinche lunghe fino a 84 cm.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Pesce onnivoro, si nutre di organismi bentonici e vegetali, soprattutto in orari notturni.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il periodo di fregola avviene tra la primavera e l'estate, quando le tinche si spostano verso acque basse riccamente coperte di vegetazione acquatica.

L'accoppiamento avviene in più momenti (fino a 2 mesi), poiché la femmina produce centinaia di migliaia di uova (fino a 600.000 per kg di peso) che il maschio feconda esternamente.

La schiusa avviene dopo 5-6 giorni e le piccole larve sono provviste di un organo adesivo grazie al quale rimangono attaccate alle foglie delle piante acquatiche fino a quando il sacco vitellino si sarà riassorbito.

La maturità sessuale avviene ai quattro anni per i maschi e a due per le femmine.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffusa in tutte le acque dolci europee (arcipelago britannico compreso) a corso lento: laghi, fiumi, canali, stagni. A volte è segnalata nelle foci di alcuni fiumi sull'oceano artico, così come nel lago Bajkal.

Predilige fondi melmosi o ricoperti di vegetazione. Sopravvive anche in ambienti poveri di ossigeno. In inverno non si nutre, muovendosi lo stretto indispensabile, seppellendosi parzialmente nella melma di fondali fangosi.

Negli ultimi anni si è notata in Italia una contrazione della specie, concomitante alla diffusione di specie alloctone, quali il carassio e il pesce gatto.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

È un pesce dalle carni apprezzate, preda di pescatori sportivi e non, nonché oggetto di allevamento in acquacoltura. Per pescarla vengono impiegate canne bolognesi, fisse e da fondo, con montature medio-pesanti. Le esche sono simili a quelle in uso per la carpa, anche se sono maggiormente apprezzate quelle di origine animale quali il lombrico ed il bigattino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Freyhof, J. & Kottelat, M., Tinca tinca in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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