Lago Bajkal

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Coordinate: 53°30′N 108°12′E / 53.5°N 108.2°E53.5; 108.2

Panoramica del Bajkal.
Lago Bajkal
Stato Russia Russia
Distretto federale Irkutsk Irkutsk, Buriazia Buriazia
Altitudine 455[1] m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 31 722[1] km²
Lunghezza 636 km
Larghezza 79 km
Profondità massima 1 642[1] m
Profondità media 744,4[1] m
Volume 23 615[1] km³
Sviluppo costiero 2 100 km
Idrografia
Immissari principali Selenga, Barguzin, Verchnjaja Angara, Turka, Snežnaja
Emissari principali Angara
Isole 27
Karte baikal2.png
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Lago Bajkal
(EN) Lake Baikal
Olchon1.jpg
Tipo Naturali
Criterio (vii) (viii) (ix) (x)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il lago Bajkal (in russo: о́зеро Байка́л?, ozero Bajkal, ['ozʲɪrə bʌj'kɑl], ascolta[?·info] in mongolo ed in buriato Dalai-Nor, Mare sacro) è un lago della Siberia meridionale, diviso fra i territori dell'oblast' di Irkutsk e della repubblica di Buriazia. È stato posto sotto la tutela dell'UNESCO come patrimonio dell'umanità nel 1996. Fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Carta tettonica semplificata dell'area.

Il lago Bajkal si estende su una superficie di 31 722 k[1], che ne fa uno dei maggiori laghi al mondo per superficie; si allunga per 636 km da nord a sud (è il secondo del mondo per lunghezza dopo il lago Tanganica), con una larghezza media di 48 km (massima 79,4 km). La profondità media del lago è di 744 m[1], con una massima di 1 642 m[1] nella parte centrale. Questi valori ne fanno contemporaneamente il lago d'acqua dolce più profondo del mondo e quello con il volume maggiore (23 615 k[1]). Contiene un volume d'acqua pressoché equivalente a quello dei cinque grandi laghi americani messi assieme. Si stima che contenga circa il 20% delle riserve d'acqua dolce del pianeta (esclusi i ghiacciai e le calotte polari).

Il lago Bajkal si estende in una zona geologicamente molto tormentata; occupa una zona di sprofondamento (fossa tettonica) molto profonda (la criptodepressione arriva a quasi 1 200 m sotto il livello del mare, dato che il pelo dell'acqua del lago è a circa 450 m s.l.m.)[1], ed è circondato da piccole catene montuose che si allungano tutto intorno alle sue coste: monti del Bajkal, monti del Barguzin, monti Primorskij, monti Chamar-Daban, monti Ulan-Burgasy e, all'estremità settentrionale, l'Altopiano Stanovoj.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Foce a delta del fiume Selenga.

Il Bajkal riceve le acque di 336 immissari, i maggiori dei quali sono il Selenga (che nasce in Mongolia), il Barguzin, la Verchnjaja Angara (Angara Superiore), la Turka e la Snežnaja; possiede per contro un solo emissario, l'Angara, tramite il quale il lago tributa allo Enisej. Il bacino imbrifero del Bajkal si estende su una superficie di circa 557 000 k.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il Bajkal si trova in una regione dal clima molto duro, con fortissime escursioni termiche fra le stagioni estreme; il lago, con la sua enorme massa d'acqua, esercita una forte azione di mitigazione delle temperature, con il risultato di avere inverni meno freddi ed estati più fresche e umide delle zone circostanti. D'inverno il lago è interessato da un esteso congelamento delle acque superficiali; questi ghiacci, per via della inerzia termica data dalla gran massa d'acqua, tendono a formarsi piuttosto tardi (dicembre) e a fondere completamente solo verso maggio.

Il lago è frequentemente battuto da un forte vento che viene chiamato "sarma" dalle popolazioni locali, che può toccare i 150 km/h.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Un gruppo di foche nerpa del Bajkal

Il lago Bajkal è caratterizzato da un ambiente atipico per un lago: le sue acque sono molto ricche d'ossigeno (soluzione satura al 75%) e anche il punto più profondo è popolato da forme di vita, mentre in altri laghi profondi in varie parti del mondo le forme di vita macroscopica scompaiono oltre i 300 m a causa dell'anossia.

Il lago Bajkal è sede di svariati endemismi.

Nel 1962 erano state censite nel lago e nelle sue vicinanze 1 220 diverse specie animali e vegetali, nel 1978 il numero era cresciuto a 1 400 e da allora ogni anno nuove forme di vita continuano ad essere scoperte. Ad oggi le nuove specie scoperte in loco sono oltre 2 500, di cui il 60% di tipo animale ed il 15% di tipo vegetale. Nel lago vi sono 250 specie di crostacei e ben 52 di pesci, di cui 27 endemiche del Bajkal.

Una delle specie più caratteristiche è la nerpa, la foca del Bajkal (Pusa sibirica), specie endemica di taglia piccola, dal manto grigio scuro, si nutre di pesci, ed è all'apice della catena alimentare del lago Bajkal. Alla fine del secolo scorso la caccia ne aveva drasticamente ridotto il numero, oggi risalito, grazie ad una politica di tutela, ad oltre 75 000 individui.

All'altra estremità della catena alimentare c'è un piccolo crostaceo filtratore del genere Epischura, che costituisce il 97% del plancton e raggiunge una biomassa pari a circa 4 milioni di tonnellate. Questo gamberetto non sopporta una temperatura più elevata di 12 °C, e quindi necessita di una elevata concentrazione di ossigeno, né sopporta una concentrazione salina anche solo leggermente superiore a quella (molto bassa) del lago Bajkal, ossia 100 mg di sali per litro d'acqua.

Alcuni ricercatori ritengono che soprattutto le specie endemiche più piccole si siano evolute dall'antica fauna di un immenso lago salmastro che sembra ricoprisse quasi l'intera Asia centrale agli inizi del Terziario (65 milioni di anni fa). Più tardi, 30 milioni di anni fa, il predetto lago si era frammentato in tanti piccoli laghi salmastri circondati da foreste di tipo tropicale. Una serie di importanti sconvolgimenti tettonici (ancor oggi in loco si verificano oltre 2 000 scosse ogni anno) dovuti alla collisione tra il continente euroasiatico con il sub-continente indiano, formarono una profonda frattura nella crosta terrestre la quale venne progressivamente riempita dalle acque convogliate dalla vasta pianura circostante, il volume d'acqua raccolto equivale alla massa d'acqua trasportabile da tutti i fiumi del pianeta nell'arco di un intero anno.

La fossa di frattura del Bajkal è una delle tipiche strutture geologiche estensionali, particolarmente vistosa perché superficiale, che si formano perpendicolarmente alle catene orogeniche (la catena orogenica in questo caso è quella himalayana).

Alcuni pesci, come la golomjanka (Comephorus baikalensis), e la suddetta foca del Bajkal sembrano essere arrivati in queste acque in epoche più recenti, forse dall'Artico attraverso gli immensi fiumi siberiani.

Nei pressi del lago esiste una riserva naturale nella quale vivono gli zibellini, specie a rischio di estinzione che oggi viene protetta, ed il cui allevamento è monopolio dello Stato russo.

Inquinamento[modifica | modifica sorgente]

Le acque del lago, mai più calde di 14 °C, lasciano filtrare lo sguardo fino a più di 40 m di profondità. Tale purezza è stata a più riprese posta a rischio da svariati eventi:

  • negli anni settanta, con il progetto per la costruzione della Ferrovia Bajkal-Amur, voluta da Leonid Brežnev per aprire la Siberia allo sfruttamento delle sue materie prime;
  • attraverso la nascita della città di Severobajkal'sk, 600 km a nord del lago;
  • riversando nel Bajkal gli scarichi delle industrie di Ulan-Ude (capitale della Buriazia, 350 000 abitanti), attraverso il fiume Selenga;
  • costruendo, proprio a Bajkal'sk, ad un centinaio di metri dalla riva, un grande impianto di trasformazione del legno e di lavorazione della cellulosa, peraltro contestato dalle popolazioni locali.

Fin dagli anni settanta, a protestare contro l'inquinamento del lago vi fu il biologo Grigorij Galazyj, membro dellAccademia delle Scienze, ed allora direttore dellIstituto di limnologia di Irkutsk, successivamente direttore del Museo del Bajkal. Secondo Galazyj "Nessuno dei molti decreti e progetti varati per proteggere il Bajkal è stato messo in atto, ed ogni giorno l'impianto per la lavorazione del legno riversa nel lago 250 000 l di acque di scarico, oltre a consumare 500 000  di legno l'anno".[senza fonte]

Il fiume Angara in uscita dal Bajkal.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Sulle sponde del lago si sono insediate comunità di credo differente; le religioni principali sono tre: lo "sciamanesimo tibetano", il "buddhismo" ed il cristianesimo ortodosso che fu portata dai russi dopo che Kurbat Ivanov scoprì le acque del lago Bajkal nel 1643.

Il territorio della Buriazia, che è bagnata dal Bajkal per il 60% della linea costiera e la sua gente, i Buriati, furono annessi allo Stato russo dai trattati del 1689 e del 1728, quando le terre intorno al Bajkal furono separate dalla Mongolia. Dalla metà del XVII secolo all'inizio del XX il numero di Buriati aumentò da 27 700 a 300 000.

Dopo l'annessione della Buriazia alla Russia la cultura buriata subì le influenze del buddhismo tibetano e della Chiesa Cristiana Ortodossa. I Buriati furono per lo più sottoposti ad un processo di integrazione ad usi e costumi tipicamente russi che li portò ad abbandonare progressivamente il nomadismo unitamente all'agricoltura itinerante, mentre i Buriati dell'est (Transbajkal) subirono l'influenza mongola (ancora oggi diversi gruppi vivono in yurta e sono in gran parte buddhisti). Nel Settecento fu costruito il primo monastero buddhista buriato.

I Buriati[modifica | modifica sorgente]

Il nome "Buriati" è menzionato per la prima volta in un'opera mongola: infatti costoro sono i discendenti diretti dell'antico popolo nomade dei mongoli ed ancora oggi vivono lungo le sponde del lago; una leggenda locale asserisce che la madre di Gengis Khan fosse nata nel villaggio di Barguzin, sulla riva orientale del lago. I buriati d'inverno sono soliti attraversare il lago ghiacciato (quando la crosta è spessa 1 metro) con i camion poiché in tal modo la distanza fra le città di Irkutsk ed Ulan Ude si accorciano di molto, anche se questa pratica è molto pericolosa.
I Buriati sono soliti pescare l'"omul", specie endemica piuttosto pregiata, unitamente ad altre 52 specie presenti nel lago e svariati tipi di crostacei.

Un'antica credenza popolare afferma che esistono due demoni maligni abitanti delle acque profonde intorno all'isola di Olkhon: "Burkhan" e "Doshkin Nojon", pronti a prendersi le anime dei pescatori durante le tempeste.
Una piccola consuetudine è quella di collocare dei nastrini colorati portafortuna detti "semelga" sopra gli arbusti.

La Roccia dello Sciamano[modifica | modifica sorgente]

Trattasi di un masso enorme che spunta appena dalle acque proprio laddove l'Angara lascia il Bajkal (vedi foto).

La Roccia dello Sciamano è protagonista di una leggenda che i buriati imparano a conoscere già in tenera età. Secondo tale leggenda il Grande Uomo Bajkal giunse in questa regione con le sue 337 figlie e decise di fermarsi; mentre dormiva una delle figlie, alla quale i gabbiani avevano raccontato le prodezze di Jenisej, decise di fuggire per correre verso l'uomo-fiume di cui si era innamorata; svegliatosi, il Bajkal scagliò verso la fuggitiva una pietra, la Roccia dello Sciamano appunto.

Chi era sospettato di un crimine veniva posto la sera al di sopra della roccia. Se al mattino era ancora lì e la corrente non l'aveva portato via, costui era innocente e veniva liberato. Tuttavia pare che ciò accadesse di rado, in quanto il fiume Angara possiede delle acque tanto rapide ed irruente che è l'unico fiume della regione a non gelare d'inverno.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Diverse organizzazioni stanno portando avanti progetti di ricerca scientifica presso il lago Baikal. La maggior parte di esse sono governative o associate con organizzazioni non governative. Il Centro di Ricerca Baikal è un'organizzazione di ricerca indipendente che porta avanti la realizzazione di progetti educativi e di ricerca ambientale al lago Baikal.

Nel luglio 2008, la Russia ha inviato due piccoli sommergibili, Mir -1 e Mir - 2, che scesero per 1592 m (5223 ft) sul fondo del lago Baikal per condurre test geologici e biologici sul suo ecosistema unico.

Dal 1993, il Lago Baikal è uno dei principali centri di ricerca sul neutrino al mondo. Lo studio di questa particella è stato condotto presso il lago Baikal grazie al Baikal Deep Underwater Neutrino Telescope (BDUNT) . Il Baikal Neutrino Telescope NT - 200 è stato disposto sotto la superficie del lago, a 3,6 km (2,2 miglia) dalla costa e ad una profondità di 1,1 km (0,68 km) . Si compone di 192 moduli (sensori) ottici (OM).

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Il numero 8 del fumetto italiano Nemrod (giugno 2008) è ambientato in questo lago e nelle zone circostanti.
  • Il romanzo di Clive Cussler Il tesoro di Gengis Khan è ambientato su questo lago.
  • Lo scrittore e avventuriero francese Sylvain Tesson ha vissuto da solo per 6 mesi in una capanna sulla sponda nord del lago, su questa esperienza ha scritto un libro, "Nelle foreste siberiane".

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j A new bathymetric map of Lake Baikal. INTAS Project 99-1669. Ghent University, Ghent, Belgium; Consolidated Research Group on Marine Geosciences (CRG-MG), University of Barcelona, Spain; Limnological Institute of the Siberian Branch of the Russian Academy of Sciences, Irkutsk, Russian Federation; State Science Research Navigation-Hydrographic Institute of the Ministry of Defense, St. Petersburg, Russian Federation. Morphometric data., Università di Gand, Gand, Belgio. URL consultato l'8 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La Ferrovia Circolare in prossimità del villaggio di Angasolka

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]