Tetraodontidae

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Tetraodontidi - Pesci palla
Arothron stellatus ballooned.jpg
Arothron stellatus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Infraclasse Teleostei
Superordine Acanthopterygii
Ordine Tetraodontiformes
Sottordine Tetraodontoidei
Famiglia Tetraodontidae

La famiglia Tetraodontidae comprende 185 specie di pesci d'acqua dolce e salata, appartenenti all'ordine Tetraodontiformes, conosciuti comunemente come pesci palla.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sono diffusi nella maggior parte delle acque tropicali del globo. Alcune specie, come Tetraodon miurus, vivono solamente in acque dolci.

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Tetraodontidae deriva dal greca con il significato di "quattro denti".

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo un ottimo nuotatore per via della rigidità del proprio corpo, il pesce palla non risulta oggetto di predazione poiché dotato di due particolari sistemi di difesa: è in grado di ingurgitare rapidamente grandi quantità di acqua, diventando molto grande e difficile da inghiottire anche per predatori di grosse dimensioni; inoltre la sua carne contiene un veleno molto potente, la tetradotossina, una neurotossina che inibisce la funzione respiratoria, portando rapidamente alla morte.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I pesci palla si cibano prevalentemente di molluschi, crostacei, meduse e polipi dei coralli, di cui spezzano i gusci o la struttura esoscheletrica con il forte becco dentato.

Commestibilità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fugu (cucina).

I visceri contengono in molte specie la velenosa tetrodotossina e per questo motivo in Italia dal 1992 ne è proibito il commercio a scopo alimentare. In Giappone, paese dedito al consumo di questa pietanza, possono servirla solo i cuochi licenziati in prevenzione dei pericoli causati dalla tetrodotossina ed è proibito il commercio di pesci non preparati ai consumatori [1]. Nella preparazione casalinga si riscontrano di tanto in tanto casi d'intossicazione e/o di morte: dal 1993 al 2006 si sono registrati appena 23 casi di avvelenamento di cui uno solo avvenuto in un ristorante, tutti gli altri erano pescatori che avevano ingerito ciò che avevano pescato. In passato i decessi oscillavano fra i 50 e i 200 all'anno[2].

Generi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (JA) ふぐ, p.14.
  2. ^ Thomas S. Langner, Choices for living: coping with fear of dying, seconda edizione, Springer, 2002, p. 170. ISBN 978-0-306-46607-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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