Sarda sarda

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Palamita
Sarda sarda.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Famiglia Scombridae
Genere Sarda
Specie Sarda sarda
Nomenclatura binomiale
Sarda sarda
(Bloch, 1793)
Sinonimi

Palamita sarda, Pelamis sarda, Pelamys sarda, Sarda mediterranea, Sarda pelamis, Scomber mediterraneus, Scomber palamitus, Scomber ponticus, Scomber sarda, Thynnus brachypterus, Thynnus sardus

Nomi comuni

Palamita

Sarda sarda Spain.png

La palamita (Sarda sarda) è un pesce di mare appartenente alla famiglia Scombridae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffusa nel mar Mediterraneo, nel mar Nero (dove non si riproduce) e nell'Oceano Atlantico a nord fino alla congiungente tra la Scandinavia ed il Canada ed a sud tra l'Angola e l'Argentina. È molto raro nei territori posti all'estremo dell'areale. Nei mari italiani è comune.

È un pesce dalle abitudini nettamente pelagiche si può trovare sia in alto mare che in acque costiere. È frequente imbattersi in banchi numerosi di questi pesci predatori anche nel sotto costa, ma solo quando le condizioni meteorologiche e marine lo consentono. Trattasi, però, di esemplari piuttosto giovani.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È un pesce dal corpo fusiforme, molto idrodinamico, con testa appuntita, peduncolo caudale sottile con 2 carene laterali, coda falcata, caratteristiche che conferiscono una considerevole potenza al suo nuoto. La bocca è ampia e supera l'occhio ed è armata di numerosi denti conici abbastanza evidenti. Le pinne dorsali sono due: quella anteriore è più lunga e triangolare, con altezza decrescente e bordo superiore dritto; la seconda, contigua, è corta ed opposta all'anale. Le pinne ventrali e le pinne pettorali sono piccole. Esistono inoltre due serie di pinnule.

Il colore è azzurro metallico sul dorso e degrada in un colore argenteo sui fianchi, per assumere un colore bianco madreperlaceo sul ventre. Sul dorso ci sono 7-10 barre nere o grigiastre oblique, quasi orizzontali.

Arriva a misurare 80 cm per 10 kg di peso, ma normalmente è più piccola.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Carnivora e predatrice, questa specie caccia principalmente piccoli pesci come acciughe, sardine, aguglie, eccetera.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Avviene in primavera-estate. I giovani portano bande scure verticali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

È una specie gregaria, che vive sempre in banchi. Effettua lunghe migrazioni e si avvicina alle coste in periodi diversi a seconda delle località, in autunno nel mar Ligure, in estate nel golfo di Napoli, in primavera in Sicilia, ecc.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Date le carni ottime e la sua indole combattiva è molto apprezzata sia da pescatori sportivi che da pescatori professionali: i primi la insidiano soprattutto dalla barca con la tecnica della traina, mentre i secondi la catturano soprattutto con apposite reti, denominate “palamitare”. A San Vincenzo in provincia di Livorno si fa addirittura una “sagra della palamita”. Le sue carni sono adatte ad essere conservate sott'olio come quelle del tonno rosso. In determinati periodi dell'anno, che variano da zona a zona è possibile insidiarla pure da riva con la tecnica dello spinning con artificiali di medie dimensioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Sarda sarda in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy in Trainito, Egidio (a cura di), Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

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