Dicentrarchus labrax

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Spigola
Dicentrarchus labrax (Belgium).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Moronidae
Genere Dicentrarchus
Specie D. labrax
Nomenclatura binomiale
Dicentrarchus labrax
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Centropomus lupus Lacepède, 1802
Centropomus mullus Lacepède, 1802
Dicentrarchus elongatus (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817)
Dicentrarchus lupus (Lacepède, 1802)
Labrax diacanthus (Bloch, 1792)
Labrax elongatus (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817)
Labrax labrax (Linnaeus, 1758)
Labrax linnei Malm, 1877
Labrax lupus (Lacepède, 1802)
Labrax vulgaris Guérin-Méneville, 1829-38
Morone labrax (Linnaeus, 1758)
Perca diacantha (Bloch, 1792)
Perca elongata Geoffroy Saint-Hilaire, 1817
Perca labrax Linnaeus, 1758
Perca sinuosa Geoffroy Saint-Hilaire, 1817
Roccus labrax (Linnaeus, 1758)
Sciaena diacantha Bloch, 1792
Sciaena labrax (Linnaeus, 1758)

Nomi comuni

Branzino,
Ragno,
Spigola

Dicentrarchus labrax (Linnaeus, 1758), detto spigola (nell'Italia peninsulare), branzino (prevalentemente nell'Italia settentrionale[2]), ragno (in Toscana[3]) o pesce lupo, è un pesce marino della famiglia Moronidae. Il nome "branzino" potrebbe derivare dal veneto branza (chela)[2] o da branchie[4](il pesce dalle branchie in vista), mentre il nome "spigola" deriva da "spiga" riferendosi alle punte dei raggi delle pinne dorsali[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La spigola vive nelle acque temperate del Mediterraneo, Mar Nero e Atlantico orientale (dalla Norvegia al Senegal), generalmente in acque costiere ed eccezionalmente fino ad un centinaio di metri di profondità.
La si può trovare su qualsiasi tipo di fondale, da quelli rocciosi alle praterie di Posidonia oceanica.
Ben tollerante ai cambiamenti di salinità, è in grado di risalire i fiumi per parecchi chilometri in cerca delle proprie prede.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Presenta un corpo affusolato e lungo, leggermente compresso e con un peduncolo caudale piuttosto alto. Il capo è robusto e termina con un'ampia bocca munita di minutissimi denti, che permettono al branzino di catturare e ingoiare prede di grandezza superiore al 45% del proprio corpo.

Presenta due pinne dorsali distinte fra loro, a differenza delle altre specie appartenenti alla famiglia dei serranidi, che ne presentano una sola.

Il nome del genere Dicentrarchus deriva proprio dalla presenza di due pinne dorsali. La prima è formata da 7 grossi raggi erettili. Il dorso è scuro, i fianchi argentei e il ventre bianco, mentre gli avanotti hanno il dorso e i fianchi ricoperti di punti neri, caratteristica che permane per diversi mesi dopo la nascita e che può farli confondere con la spigola macchiata (Dicentrarchus punctatus). Ben visibile la linea laterale, grazie alla quale il branzino riesce a percepire la presenza delle proprie prede in qualsiasi condizione meteomarina. Le pinne non hanno colorazioni particolari, salvo sfumature nerastre.

Le dimensioni medie si aggirano intorno ai 45–60 cm, ma un individuo adulto può raggiungere e superare il metro e mezzo di lunghezza e i 15 kg di peso.

Alimentazione e comportamento[modifica | modifica wikitesto]

È un predatore principalmente notturno; si nutre di piccoli pesci, anellidi, cefalopodi e crostacei, di cui va ghiotto.

Gregario nello stato giovanile, con l'età adulta tende a diventare maggiormente solitario.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce nei mesi invernali tra gennaio e marzo; è stata frequentemente documentata nel periodo di "fregola" la presenza di un singolo individuo di sesso femminile, in genere di grandi dimensioni, vicino al fondale (profondità in genere inferiore a 10 metri) e attorniato da un gruppo di decine di maschi di peso inferiore al chilogrammo. Dopo solo tre giorni di incubazione si schiudono le larve.

Pesca e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

La spigola è una delle specie più pregiate ed è oggetto di acquacoltura sia estensiva (lagune e valli), che intensiva (vasche e gabbie) in acque marine e salmastre. Di aspetto molto simile è il persico spigola, (denominazione imposta dalla legislazione italiana; in altri paesi si usa legalmente il termine locale corrispondente al Dicentrarchus labrax): allevato in acqua dolce o salmastra, è ottenuto per ibridazione tra due specie di moronidi nordamericane: il Morone chrysops e il Morone saxatilis. Gli avannotti provengono da Israele o dagli Stati Uniti e sono portati in Italia per via aerea in contenitori chiusi contenenti acqua e un'atmosfera di ossigeno.
In confronto ad altre specie ittiche, risulta particolarmente sensibile a carenze di ossigeno, per cui, oltre ai normali sistemi di ossigenazione, gli allevamenti sono provvisti di impianti da utilizzare in caso di emergenza (interruzioni della corrente elettrica), costituiti essenzialmente da bombole.
La spigola è una delle prede più ambite per il pescatore sportivo, viene insidiata con tutte le tecniche sia nelle acque dolci che salmastre e, ovviamente, in mare. Le esche preferite sono i vermi, i pesci sia vivi che morti (particolarmente apprezzata, anche se vietata dalla legge, la piccola anguilla), i gamberetti e vari tipi di esca artificiale come i cucchiaini o i minnow. La pesca professionale a questa specie ha un grande interesse economico e viene esercitata soprattutto con palamiti e reti da posta.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dicentrarchus labrax in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ a b Dizionario Garzanti, ed. 2006
  3. ^ a b Spigola sul dizionario Treccani
  4. ^ Branzino sul dizionario Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

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