Ostrea edulis

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Ostrica comune
Huitres Cancale.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Phylum Mollusca
Subphylum Conchifera
Classe Bivalvia
Sottoclasse Pteriomorphia
Ordine Ostreoida
Famiglia Ostreidae
Genere Ostrea
Specie O. edulis
Nomenclatura binomiale
Ostrea edulis
Linnaeus, 1758

Ostrea edulis, conosciuta come ostrica comune, è una specie di mollusco bivalve della famiglia Ostreidae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Ostrea deriva dal greco òstreon che vuol dire ostrica ed edilis vuol dire commestibile.

Habitat e distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

L'ostrica vive attaccata sugli scogli litorali, da pochi metri a circa 50 di profondità, ove viene staccata, durante tutti i mesi dell'anno, specialmente in primavera ed estate. L'ostrica è comune nel Mar Mediterraneo, Oceano Atlantico e Mare del Nord. Viene allevata (ostricoltura) in località prefisse come a Taranto, nel Fusaro, a La Spezia, a Rovigno e in Francia, lungo la costa della Normandia e della Bretagna.

allevamento di ostriche ad Arcachon

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Conchiglia rotondeggiante, irregolare, con superficie rugosa, ricoperta di lamelle ondulate, inequivalve, la valva destra è piatta e squamosa, la valva sinistra, con la quale il mollusco è attaccato alla roccia, è invece concava. Dimensioni 7-12 centimetri di diametro ed oltre.

Da non confondere con Crassostrea gigas, l'ostrica concava, che come dice il nome comune ha le valve concave e allungate. Questa specie, nativa del Pacifico, negli ultimi anni ha soppiantato come produzione Ostrea edulis ed è la specie che più frequentemente si trova in commercio in quanto allevata in gran parte della Francia. Crassostrea gigas occupa da sola il 75% della produzione europea.

Nel Mediterraneo vivono numerose varianti locali come l'Ostrea tarantina, l'Ostrea adriatica, l'Ostrea tyrrena.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce tra marzo e luglio e tra agosto e dicembre.

Valore economico[modifica | modifica wikitesto]

Molto apprezzata per via della carni gustose e generalmente consumate fresche.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Egidio Trainito, Mauro Doneddu, Conchiglie del Mediterraneo, 2005ª ed., Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-449-5.
  • Arturo Palombi, Mario Santarelli, Gli animali commestibili dei mari d'Italia, 1979ª ed., Milano, Hoepli, 1979, ISBN 88-203-0031-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]