Sacco vitellino
| Sacco vitellino | |
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![]() Embrione umano di 2,6 mm |
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![]() Embrione umano da 31 a 34 giorni |
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| Anatomia del Gray | subject #11 54 |
Il sacco vitellino è una formazione anatomica che, nei cordati assolve alle funzioni nutrizionali nei primi stadi di sviluppo dell'organismo. Negli avannotti dei teleostei è ben riconoscibile nei primissimi giorni dopo l'uscita dall'uovo.
Indice |
Nei Mammiferi [modifica]
Nei topi [modifica]
Nel topo, il sacco vitellino è il primo sito della formazione del sangue, che porta alla produzione di eritrociti e macrofagi primitivi.
Negli esseri umani [modifica]
Il sacco vitellino è situato sulla parte ventrale dell'embrione; è rivestito dall'endoderma, fuori dal quale si trova uno strato di mesoderma. È il primo elemento visibile nel sacco gestazionale durante la gravidanza, di solito intorno alle 5 settimane di gestazione. Lo si vede abbastanza chiaro agli ultrasuoni, ed è riconoscibile fin dall'inizio in modo affidabile.
Fluido vitellino [modifica]
È riempito di fluido, il fluido vitellino, che può anche essere utilizzato per il nutrimento dell'embrione durante i primi stadi della sua esistenza.
Il sangue è trasportato verso la parete del sacco dall'aorta primitiva, e dopo aver circolato attraverso l'abbozzo del sistema circolatorio, è riportato dalle vene vitelline al tubo cardiaco dell'embrione. Questo circolo costituisce la circolazione vitellina, e attraverso di esso le sostanze nutrizie sono assorbite dal sacco vitellino e convogliate all'embrione.
Alla fine della quarta settimana il sacco vitellino presenta l'aspetto di una vescicola a forma di pera (vescicola ombelicale) aperta nel tubo digestivo con un tubo lungo e stretto, il dotto vitellino.
Dopo la nascita la vescicola appare come un piccolo annesso, qualcosa di forma ovaloide il cui diametro varia da 1 a 5 mm; è situato tra l'amnios e il corion e può trovarsi sulla placenta o essere ad una distanza variabile da essa.
Solitamente il dotto subisce una completa obliterazione durante la settima settimana, ma circa nel 3% dei casi, la sua parte prossimale persiste come un diverticolo del piccolo intestino, il diverticolo di Meckel, situato circa trenta centimetri al di sopra della valvola ileocecale, e può connettersi con una corda fibrosa alla parete addominale e all'ombelico.
A volte un restringimento del lume dell'ileo è visibile dalla parte opposta al sito di attacco del dotto.
Istogenesi [modifica]
Il sacco vitellino inizia a formarsi durante la seconda settimana dello sviluppo embrionale, contestualmente alla costituzione della vescicola amniotica. L'ipoblasto inizia a proliferare lateralmente ed inizia poi a scendere verso il basso.
Nel frattempo la membrana di Heuser, posta sul polo opposto della vescicola in formazione inizia la sua proliferazione verso l'alto e si incontra con l'ipoblasto. Quest'ultimo continua però per un certo tratto la sua discesa.
Si è così costituito il sacco vitellino.
Modificazioni [modifica]
- Sacco vitellino primario: è la vescicola costituitasi nella seconda settimana, il suo pavimento è costituito dalla membrana di Heuser e la sua volta dall'ipoblasto.
- Sacco vitellino secondario: questa prima trasformazione è determinata dalla delaminazione del magma reticolato che riveste esternamente il sacco; questo evento porta ad una strozzatura nella sua parte terminale, nella zona di connessione tra ipoblasto e membrana esocelomica di Heuser. Le due parti si distaccano e quella inferiore, di dimensioni minori, costituisce una cisti che verrà presto riassorbita. La parte superiore è adesso rivestita solo dall'ipoblasto.
- Sacco vitellino definitivo: durante la quarta settimana di sviluppo, durante la quale avviene la determinazione delle superfici embrionali, il sacco vitellino subisce esternamente la pressione della piegha cefalica, della piega caudale e delle pieghe laterali. Una piccola porzione del sacco, nella parte superiore, viene a costituire il tubo intestinale. La parte immediatamente inferiore, invece, forma il mesentere ventrale. La parte più distale costituisce una piccola vescicola, che è ciò che resta del sacco vitellino.

