Parco nazionale dello Stelvio

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Coordinate: 46°28′48″N 10°32′24″E / 46.48°N 10.54°E46.48; 10.54

Parco nazionale dello Stelvio - Nationalpark Stilfser Joch
Tipo di area Parco nazionale
Codifica EUAP EUAP0017
Class. internaz. IUCN category II - SIC - ZPS
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Lombardia Lombardia
Province Bolzano Bolzano
Brescia Brescia
Sondrio Sondrio
Trento Trento
Superficie a terra 130.734[1] ha
Provvedimenti istitutivi LN 740 24/04/1935 - DPR 23.04.1977, DPCM 26.11.1993 - DPR 7.07.06
Gestore Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio
Presidente Ferruccio Tomasi
Cevedale-Martello.jpg
Sito istituzionale
Immagine del parco, dalla valle del Braulio

Il Parco nazionale dello Stelvio (in ted. Nationalpark Stilfser Joch), istituito nel 1935, è uno dei più antichi parchi naturali italiani. È nato allo scopo di tutelare la flora, la fauna e le bellezze del paesaggio del gruppo montuoso Ortles-Cevedale, e di promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile nelle vallate alpine della Lombardia, del Trentino e dell'Alto Adige.

Si estende sul territorio di 24 comuni e di 4 province ed è a diretto contatto a nord con il Parco Nazionale Svizzero, a sud con il Parco naturale provinciale Adamello-Brenta e con il Parco regionale dell'Adamello: tutti questi parchi, insieme, costituiscono una vastissima area protetta nel cuore delle Alpi, per quasi 400.000 ettari.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Parco nazionale dello Stelvio fu istituito nel 1935[2] su un territorio che è stato ampliato a 130.734 ettari nel 1977. È caratterizzato da una moltitudine di specie animali e vegetali e nel suo territorio si trovano grandi boschi, aree agricole, masi di montagna, casali e paesi abitati. Il parco nazionale dello Stelvio è oggi amministrato da un consorzio costituito dal ministero dell'Ambiente, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento e Regione Lombardia. I tre comitati di gestione (Bolzano, Trento e Lombardia) fanno riferimento ad un consiglio direttivo, in cui sono rappresentati anche figure scientifico e ambientaliste.

Il 30 settembre 2009 un accordo tra lo Stato italiano e le province autonome di Trento e Bolzano (tramite l'organo paritetico della Commissione dei 12) ha previsto il passaggio della gestione del parco agli enti regionali interessati, cioè Lombardia, provincia autonoma di Trento e provincia autonoma di Bolzano, con introduzione di un comitato di indirizzo formato da 7 componenti: 3 rappresentanti dei comuni, ministero dell'Ambiente, regione Lombardia, Province di Bolzano e di Trento con l'esclusione dal consiglio di gestione delle figure scientifico-ambientaliste. Il Parlamento Italiano ha ratificato l'accordo nel dicembre 2010. Il PD e gli ambientalisti hanno accusato la SVP di essersi astenuta sulla fiducia al governo Berlusconi IV il 14 dicembre 2010 in cambio del via libera della maggioranza parlamentare alla suddivisione del parco; la SVP ha negato.[3][4] Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente, ha abbandonato il Popolo delle Libertà in dissenso, poi rientrato.[5] Legambiente ha denunciato il rischio di rilassamento delle norme di tutela del parco in provincia di Bolzano, con la possibilità di apertura alla caccia, all'utilizzo delle strade forestali, alla creazione di impianti da sci e in genere alla speculazione edilizia, con gravi rischi per la conservazione del'habitat naturale.[3][6] Nel marzo del 2011 il Presidente della Repubblica Napolitano non ha convalidato il Decreto Legge che sanciva il passaggio del Parco, rinviandolo alla commissione paritetica dei 12[7].

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Il parco include un'ampia varietà morfologica e di ecosistemi, con grandi dislivelli (da 650 m s.l.m. ai 3900 m s.l.m. delle vette dei ghiacciai).

Si possono trovare quindi cervi, camosci, caprioli, stambecchi, marmotte, volpi, ermellini, scoiattoli, lepri, e anche tassi e donnole.
Ci sono stati avvistamenti di lupi, linci e anche orsi, provenienti dal vicino Parco naturale provinciale dell'Adamello-Brenta.[senza fonte]
Numerose specie di uccelli nidificano nella zona del parco: la pernice bianca, la coturnice, il gracchio corallino, il corvo imperiale, la cornacchia, il picchio, il gallo forcello, il francolino di monte, la poiana, lo sparviero, il gufo, l'aquila reale e, grazie ad un riuscito e prezioso progetto di reintroduzione, il gipeto. Tanti animali vi trovano rifugio ed è anche grazie al parco naturale che alcune specie in via di estinzione sono protette e accudite.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Nella fascia altimetrica che va dai 1000 ai 2000 metri, l'ambiente del Parco è dominato dalle foreste di conifere. La specie più diffusa è sicuramente l'abete rosso (Picea abies), al quale si associano pochi ed isolati gruppi di abete bianco (Abies alba), quest'ultimo presente soprattutto in val di Rabbi, zona trentina del Parco.
Queste formazioni di alberi risalgono i versanti diradandosi verso il limite superiore per cedere lentamente il posto al larice (Larix decidua) ed al pino cembro (Pinus cembra), diffuso principalmente in Val di Peio.
Ai boschi di aghifoglie, segue la fascia degli arbusti nani, che sale oltre il limite della vegetazione (circa 2600 metri).
Dopo i 2800 metri trovano spazio le rocce, i ghiaioni, le nevi perenni e le morene glaciali, dove la presenza di forme di vita è garantita solo da alcune tenaci specie pioniere assai specializzate come i licheni.
All' interno del Parco si trovano inoltre ambienti particolari come le torbiere: zone umide caratterizzate da una flora altamente specializzata come la Drosera rotundifolia e la Pinguicula alpina, piccole piante carnivore, che sopperiscono alla carenza di azoto del terreno catturando piccoli insetti, o la rara Paludella squarrosa, una briofita a distribuzione circumpolare-artica, presente in poche stazione delle Alpi fra la Lombardia e il Trentino.

Accessi[modifica | modifica sorgente]

Esistono numerosi centri-visita attrezzati da cui è possibile accedere al parco ed informarsi.

Settore lombardo[modifica | modifica sorgente]

Settore altoatesino[modifica | modifica sorgente]

Settore trentino[modifica | modifica sorgente]

  • Centro visitatori di Rabbi
  • Centro visitatori di Cogolo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Con legge n. 740, recante «Costituzione del Parco Nazionale dello Stelvio», pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia» del 3 giugno 1935. Per la storia di tale istituzione cfr. F. Pedrotti, Notizie storiche sul Parco Nazionale dello Stelvio, Temi, Trento 2005.
  3. ^ a b La Repubblica, 22 dicembre 2010
  4. ^ Corriere della Sera, 8 dicembre 2010
  5. ^ La Voce del Nord-Est, 22 dicembre 2010
  6. ^ Legambiente
  7. ^ La divisione dello Stelvio bloccata dal Quirinale

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]