Parco nazionale del Circeo

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Coordinate: 41°14′06″N 13°03′50.4″E / 41.235°N 13.064°E41.235; 13.064

Parco nazionale del Circeo
Tipo di area Parco Nazionale
Codifica EUAP EUAP0004
Class. internaz. IUCN category II - AMP - SIC - ZPS - ZU - riserva della biosfera MAB
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Province Latina Latina
Comuni Latina, Ponza, Sabaudia, San Felice Circeo
Superficie a terra 5.616 ha
Provvedimenti istitutivi R.D.L. 285 25/01/1934 - L. 394 06/12/1991 - DPR 04/04/2005
Gestore Ente Parco Nazionale del Circeo
Presidente Gaetano Benedetto
Scorcio circeo.JPG
Mappa Parco del Circeo.png
Sito istituzionale

Il Parco nazionale del Circeo, istituito nel 1934, è una delle più antiche aree naturali protette d'Italia. Ubicato lungo la costa tirrenica del Lazio storico, si estende lungo il tratto di litorale compreso tra Anzio e Terracina, coprendo una superficie di 5.616 ha e prendendo il nome dall'omonimo promontorio.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu istituito nel 1934 dall'allora Amministrazione Forestale per volere di Benito Mussolini, dietro suggerimento del Sen. Raffaele Bastianelli, al fine di tutelare gli ultimi resti delle Paludi Pontine che proprio in quegli anni venivano bonificate. Natale Prampolini, il senatore e l'ingegnere che progettò la bonifica dell'agro pontino, fu infatti premiato da Vittorio Emanuele III col conferimento del titolo di Conte del Circeo nel 1941. È l'unico Parco nazionale italiano ed europeo a estendersi completamente in pianura e in un ambiente marino. Il Parco nazionale del Circeo è inoltre una “riserva della biosfera” dell'UNESCO dal 1997 ed è stato candidato al titolo di "Patrimonio dell'umanità”.

Già previsto dalla legge quadro sulle Aree Protette (L. 394/1991), solo nel 2005 il DPR 155/2005 ha dato il via all'istituzione dell'Ente Parco, iter conclusosi nel 2007 con la nomina del Presidente e del Consiglio Direttivo.[2]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco tutela un ricchissimo insieme di biomi. Vi sono cinque habitat fondamentali che si riportano qui di seguito:

La Foresta[modifica | modifica wikitesto]

Tipica "piscina" all'interno della foresta
Sentiero all'interno della foresta

Trattasi di ciò che rimane della vecchia "Selva di Terracina", ricoperta da macchia mediterranea e da alberi tipici delle aree marine, come pini, lecci e querce da sughero. Essa rappresenta la più estesa foresta naturale di pianura in Italia, estendendosi per 3.300 ha circa. La foresta, oggi, è ancora un ecosistema ricchissimo ed estremamente vario; caratteristiche, ad esempio, sono le "piscine", ovvero aree paludose che si formano principalmente nella stagione autunnale per l'accumulo di acqua piovana, e le "lestre", zone in cui, un tempo, gli abitanti stagionali edificavano i loro precari villaggi. Nella foresta esistono tre aree di Riserva Naturale Integrale: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia.

Tutta la foresta è visitabile tramite una fitta rete di sentieri, sia pedonali che ciclabili. Percorrendoli, si incontrano specie vegetali tipiche di aree continentali, quali il cerro, il frassino, la farnia e specie tipicamente mediterranee quali il leccio, l'alloro, la sughera: la foresta del Circeo, infatti, è un punto d'incontro di specie vegetali appartenenti a realtà climatiche diverse.

Il sottobosco è ricchissimo di specie, che producono bacche e piccoli frutti, come biancospino, prugnolo, melo e pero selvatico, corbezzolo, erica arborea, pungitopo ecc.. La presenza di bacche e frutti attira inoltre numerose specie di uccelli canori. Particolarmente ricca e pregiata è la presenza di funghi, la cui raccolta è regolamentata e controllata. Dal punto di vista della fauna, troviamo, oltre alle varie specie di uccelli: mammiferi tipici dell'area mediterranea, quali cinghiale, lepre, tasso, riccio, volpe, donnola, ecc..; rettili: biacco, natrice, vipera, testuggine di terra e palustre; anfibi: tritone, rospo, rana.

La foresta si presta ad essere visitata in ogni stagione dell'anno: dalla piacevole frescura, che ci accoglie in estate, alle scorribande dei cinghiali in autunno, dalla cornice colorata creata dai frutti del bosco e dai ciclamini autunnali alla magica fioritura del biancospino in inverno, punteggiata dal rosso delle bacche del pungitopo, ogni stagione dell'anno ha le propria peculiarità.

Per le sue particolari caratteristiche, la foresta del Circeo, nel 1977, è stata dichiarata "riserva della biosfera", ed inserita nel programma "MAB" (Man and biosphere).

Il Promontorio[modifica | modifica wikitesto]

Promontorio del Circeo visto da Terracina
Palme nane in zona "Quarto Caldo"

È la cima montuosa del Monte Circeo che tocca i 541 m e che ha dato il nome all'intero Parco Nazionale. Geologicamente parlando, si tratta di un massiccio calcareo-dolomitico del Mesozoico formatosi per sedimentazione in una zona non ben definita dell'attuale Tirreno e successivamente scorso su strati di flysch, per circa 200 chilometri, fino ad occupare la posizione attuale. Secondo la leggenda, sul Circeo viveva la maga Circe che, dopo aver tentato di trasformare Ulisse e i suoi compagni in porci, come narrato nell'Odissea, li accolse per un anno e diede loro preziose informazioni. Visto da lontano, il Circeo assomiglia ad un donna addormentata, il che, secondo alcuni, ha dato origine alla leggenda di Circe. Il promontorio, dal punto di vista naturalistico, si divide in due versanti completamente diversi tra di loro. Il versante nord, detto anche "Quarto freddo", caratterizzato da un clima umido, è ricoperto da una fitta macchia alta di leccio, associata, a quote più basse, al frassino minore, al carpino nero, alla roverella e al farnetto. Nel sottobosco si trovano erica, ginestra e corbezzolo mentre, verso la foresta di pianura, nella zona di “Mezzomonte”, si trova una bellissima sughereta di circa 25 ha.

L'altro versante, il "Quarto caldo", si affaccia verso sud e gode dunque, per tutto l'anno, di un'ottima esposizione al sole. Vi prospera una vegetazione rupestre mediterranea con leccio, ginepro fenicio, euforbia arborea, mirto, lentisco, rosmarino, erica; tra i bassi cespugli troviamo invece il finocchio marino, l'elicriso, l'euforbia, lo statice e la centaurea di Circe. La presenza più interessante è però quella della palma nana, l'unica palma spontanea in Europa, relitto di epoche più calde. La fauna, invece, oltre che dal cinghiale, dal tasso e dalla faina, è rappresentata da numerosi uccelli, in particolare rapaci come il falco pellegrino, il gheppio e i numerosi altri che vi nidificano o che sorvolano la zona durante le migrazioni.

Il promontorio del Circeo rappresenta inoltre una zona di notevole interesse speleologico dal momento che, alla sua base, si aprono numerose grotte di straordinaria bellezza, le quali hanno mantenuto la traccia delle variazioni climatiche e delle oscillazioni del livello del mare nelle passate ere geologiche e hanno restituito preziose testimonianze di un'antichissima occupazione umana di questo luogo, già a partire dal Paleolitico. In tal senso, la grotta più conosciuta è la Grotta Guattari, al cui interno, nel 1939, fu rinvenuto un cranio di tipo neanderthaliano. Altra grotta interessantissima, facilmente raggiungibile via terra, è la grotta delle Capre, in prossimità della quale si trovano anche la grotta dell'Impiso e la grotta del Fossellone. Interessantissima, dal punto di vista archeologico, anche Grotta Breuil. Altre grotte sono: la grotta Azzurra, celebre per i suoi riflessi di colore; la grotta del Presepe, così chiamata per le sue caratteristiche colate stalagmitiche che, viste dal mare, sembrano statuine inginocchiate; le "Cinque grotte" o "Cattedrale", così chiamate per la forma che ricorda quella delle cattedrali gotiche, piene di guglie; la grotta della Maga Circe, che la leggenda vuole sia stata indicata dalla Maga Circe a Ulisse affinché egli vi ricoverasse la propria barca.

La Duna Litoranea[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della duna litoranea dalla spiaggia di Sabaudia
Fioriture primaverili sulla duna litoranea

Nel territorio del parco è compresa una fascia costiera sabbiosa che si estende, in lunghezza, per circa 22 km, partendo dalla scogliera calcarea del promontorio del Circeo, appena sotto torre Paola, proseguendo oltre il territorio del parco (che termina in località Capoportiere) fino al capo d'Astura. La spiaggia è formata da sabbie sottili e, alle spalle di essa, si innalza il cordone dunale che raggiunge una altezza massima di 27 m e le cui sabbie presentano una rigogliosa vegetazione. Le Dune ospitano diverse specie di piccole piante, come arbusti e cespugli, i quali offrono un habitat ideale per moltissime specie animali tra cui tassi, volpi, conigli, lucertole, coleotteri.

L'ambiente costiero dunale è un ambiente particolarmente difficile: le alte temperature, le lunghe siccità, il terreno poco fertile e i forti venti rendono difficile la sopravvivenza delle specie vegetali, che si sono così dovute adattare: troviamo così piante con foglie piccole, o addirittura aghiformi. Queste piccole piante, più vicine al mare, all'apparenza poco significative, sono invece fondamentali per la sopravvivenza della duna: giglio marino, gramigna delle sabbie, camomilla marittima, carpobroto, unghia di strega ecc.. con la loro stessa presenza attenuano la forza del vento; le loro radici riescono a formare un fitto reticolo sotterraneo che blocca la sabbia e rafforza la duna, permettendo così anche ad altre specie di sopravvivere. Tali piante, che sono riuscite ad adattarsi a vivere in questo luogo così inospitale, sono dette “pioniere” perché, come veri e propri coloni, sono state i primi abitanti di questi luoghi difficili e hanno creato un ambiente ospitale per altri organismi viventi. Procedendo dal mare verso l'interno troviamo, man mano, specie sempre più sviluppate, come il ginepro coccolone e il lentisco. Sul retroduna, le condizioni cambiano: l'azione del vento, schermata, si attenua progressivamente e il suolo diventa più profondo e più fertile. Possono così crescere veri e propri alberi: il pino marittimo e il leccio, per esempio, che vengono però sostituiti, sulle sponde dei laghi, da ontani, frassini, pioppi e salici.

La primavera è il momento in cui la duna del Circeo si mostra vivacemente colorata da numerosissime e profumate fioriture, ma anche le altre stagioni dell'anno offrono interessanti spunti di visita. In inverno, per esempio, si possono fare, complici anche le frequenti giornate serene, delle lunghe passeggiate sulla spiaggia, che appare costellata di conchiglie e su cui sono evidenti le tracce lasciate dagli animali di passaggio come gabbiani, volpi, conigli, cornacchie; in autunno, invece, non di rado si può assistere al volo di formazioni di uccelli che si spostano da un lago all'altro o si possono osservare le cosiddette “barchette di San Pietro”, meduse simili a piccole barche a vela, che rendono la spiaggia di colore azzurrino.

La delicatezza di un ambiente dunale di recente formazione ha ovviamente bisogno protezione, e per evitare i danni causati dal calpestio dei numerosi frequentatori della spiaggia, sono state predisposte passerelle in legno che consentono di accedere alla spiaggia senza danneggiare la vegetazione; la sommità della duna è invece percorsa da una strada che, per un tratto, in corrispondenza del lago dei Monaci, è percorribile solo a piedi o in bicicletta.

Le zone umide[modifica | modifica wikitesto]

Laghi costieri visti dall'alto

Si tratta dei quattro laghi costieri di Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano, piccoli bacini d'acqua salmastra e ideale rifugio per molte specie di uccelli acquatici. I laghi sono in realtà degli stagni costieri, con acque poco profonde (in media circa due metri) che comunicano con il mare attraverso una serie di canali che assicurano il ricambio idrico.

Oltre che per gli uccelli, tali zone sono fondamentali per tutta una serie di specie, che, anche se meno visibili e conosciute, rivestono un ruolo determinante per l'equilibrio ecologico. Nei canali di acqua dolce, ad esempio, troviamo la testuggine palustre, specie a rischio d'estinzione in Italia, oltre a una serie di pesci considerati importanti indicatori della qualità dell'ambiente. Altri animali di cui facilmente troviamo le tracce sono il tasso e l'istrice, oltre a volpe, donnola, cinghiale e riccio. Le sponde dei laghi ospitano, dal punto di vista della flora, una vegetazione composta prevalentemente da salicornie, inule e tamerici. Numerosissimi sono gli uccelli, che possono facilmente essere osservati presso la zona di Pantani dell'Inferno, di fronte al lago di Caprolace: qui, la presenza delle acque salmastre del lago e di quelle dolci degli acquitrini, favorisce la sosta di specie diverse.

Nelle acque salmastre dei laghi, ricche di vita, vengono inoltre praticate attività di pesca con sistemi compatibili con le esigenze di tutela, garantendo, così, il rispetto dell'ambiente, l'occupazione e il mantenimento di attività tradizionali.

Oltre ai quattro laghi costieri vi sono poi zone acquitrinose e pascoli destinati prevalentemente all'allevamento dei bufali allo stato brado; qui troviamo aironi guardabuoi, gru, oche, pavoncelle, allodole, chiurli.

Data la rilevanza delle zone umide del Circeo, nel 1976 queste vennero dichiarate "Zona Umida di Interesse Internazionale".

L'isola di Zannone[modifica | modifica wikitesto]

Zannone vista dal mare

Zannone è una piccola isola entrata a far parte del Parco nel 1979; è disabitata e ricoperta da boschi di lecci e querce. Tra le isole ponziane, è l'unica ad aver conservato intatta la propria copertura vegetale. Presenta motivi di interesse in ogni stagione: dalle spettacolari fioriture dell'erica, durante il periodo autunnale, alle migliaia di uccelli che vi sostano durante i periodi di passo (migrazioni), alla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi fondali. Dal punto di vista della flora troviamo: sulla scogliera l'elicriso che, salendo, viene sostituito dal lentisco, dal mirto e dall'erica; più in alto la ginestra, la fillirea, l'euforbia arborea che, man mano, lasciano il posto al corbezzolo e al leccio; a settentrione, invece, troviamo boschi di lecci, con eriche e allori.

Le Riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territorio del Parco nazionale del Circeo si trovano alcune riserve naturali statali:

Punti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Cerasella[modifica | modifica wikitesto]

Situata nel cuore della foresta, rappresenta il punto di partenza ideale per un'escursione. È un'area attrezzata in cui è presente un recinto faunistico con daini e cinghiali. Da qui si può scegliere fra diversi sentieri, tutti pianeggianti e non particolarmente impegnativi.

Cocuzza[modifica | modifica wikitesto]

Ospita il Centro di documentazione sull'Istruzione Scolastica e sull'Opera Sanitaria nelle Paludi Pontine.

La Villa di Domiziano[modifica | modifica wikitesto]

In località Palazzo, sulla sponda orientale del lago di Sabaudia, si trova il più grande complesso monumentale dell'intero comprensorio del Circeo: la Villa di Domiziano (I secolo d.C.).
L'estensione notevole del complesso antico, di poco inferiore alla superficie attualmente occupata dall'area di Riserva naturale Rovine di Circe, nella quale la villa è quasi interamente compresa, ne fa uno dei complessi più interessanti di tutto il Lazio.

Il borgo di Villa Fogliano[modifica | modifica wikitesto]

Sulle rive dell'omonimo lago, nel settore settentrionale del Parco, nel territorio del comune di Latina, si trova l'area del Borgo di Fogliano. La sua rilevanza non è solo naturalistica, ma anche storica ed architettonica: in questa zona sono state infatti rinvenute numerose testimonianze della presenza dell'uomo a partire della preistoria. Dopo un periodo di abbandono, l'area di Fogliano rifiorisce con Papa Bonifacio VIII, sotto il quale Sermoneta, Ninfa e i laghi costieri di Fogliano costituiscono un unico fiorente possedimento, affidato alla famiglia Caetani. Oggi il borgo di Villa Fogliano è celebre per il suo bellissimo giardino botanico, nato a fine Ottocento come giardino esotico; venne poi abbandonato negli anni '20 e, a causa della mancata manutenzione, iniziò spontaneamente a crearsi un processo tale che ha creato una situazione unica nel suo genere: piante tipiche della macchia mediterranea (leccio, palma nana, alloro) affiancate da palme, eucaliptus e araucarie.

Strutture ricettive[modifica | modifica wikitesto]

Centro visitatori del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia

In località Pantalone, in via Carlo Alberto, all'ingresso di Sabaudia, vi è una struttura di accoglienza e di orientamento alla visita al Parco. In essa si trovano il Museo Naturalistico, il Servizio Informazioni, la Biblioteca, la Sala Audiovisivi e la Sala Convegni.

È presente inoltre, nel vicino lembo di foresta, un percorso didattico con tabelle informative e le ricostruzioni di carbonaie e lestre, esempio di villaggio pre-bonifica.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.
  2. ^ Ente Parco sul sito ufficiale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]