Bubulcus ibis

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Airone guardabuoi
Flickr - Dario Sanches - GARÇA-VAQUEIRA ( Bubulcus ibis ).jpg
Airone guardabuoi
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Pelecaniformes
Famiglia Ardeidae
Genere Bubulcus
Specie B. ibis
Nomenclatura binomiale
Bubulcus ibis
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Ardea ibis, Ardeola ibis

Nomi comuni

Airone guardabuoi o Guardabuoi

Bubulcus ibis

L'airone guardabuoi (Bubulcus ibis Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

L'airone guardabuoi ha tre sottospecie:

  • Bubulcus ibis coromandus
  • Bubulcus ibis ibis
  • Bubulcus ibis seychellarum

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'areale dell'airone guardabuoi comprende gran parte dell'Asia, dell'Africa, delle Americhe e dell'Europa meridionale, compresa l'Italia centro-meridionale. Il suo territorio di attestazione si sta espandendo e negli ultimi anni si è assistito ad un aumento delle popolazioni e delle nidificazioni in Italia settentrionale. Anche i contingenti di animali svernanti sono sensibilmente aumentati. Da notare che durante tutto il XX secolo il suo areale si è costantemente ampliato; infatti prima degli anni trenta non era noto in alcuna parte del continente americano, che oggi è occupato quasi totalmente dalla specie.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'airone guardabuoi, noto anche semplicemente come guardabuoi, è un Ardeide di taglia media (altezza 25 – 30 cm) dal piumaggio bianco e dal collo corto, becco giallo, zampe grigie. Durante la stagione riproduttiva gli adulti sfoggiano una livrea più colorata con piume arancioni sul vertice, sulla nuca e sul dorso, becco e zampe di colore carnacino. L'abito invernale è bianco con becco giallo.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Frequenta gli ambienti umidi ma anche i campi arati e seminati, dove sovente segue i trattori durante le fasi di lavorazione dei campi. Le colonie solitamente sono composte da una decina di esemplari.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Nidifica in garzaia insieme ad altre specie di Ardeidi. La costruzione del nido avviene prevalentemente su salici arbustivi e altre piante di boschi umidi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di pesci, anfibi e invertebrati acquatici e terricoli, nonché di piccoli roditori (arvicole)che scova nei terreni agricoli in fase di lavorazione. Dove è possibile segue mandrie di animali domestici o selvatici e si posa anche sul loro dorso per nutrirsi di parassiti.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

È specie protetta ai sensi della legge 157/92[1]. Risente dell'allargamento smisurato dei centri urbani che toglie terreno e alberi su cui nutrirsi e nidificare. Anche il bracconaggio colpisce questo uccello.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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