Ursus arctos marsicanus

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Orso bruno marsicano
Orso marsicano.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Ursidae
Genere Ursus
Specie Ursus arctos
Sottospecie U. a. marsicanus
Nomenclatura trinomiale
Ursus arctos marsicanus
Altobello, 1921

L'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921) è un mammifero onnivoro della famiglia degli Ursidi: in particolare, si tratta di una sottospecie dell'orso bruno (Ursus arctos) endemica dell'Italia centro-meridionale, dove sopravvive con una cinquantina di esemplari[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Presenta corporatura abbastanza tozza e tarchiata, anche se più slanciata rispetto a quella di altre sottospecie di orso bruno di maggiori dimensioni. La testa è grande e tondeggiante, con muso cilindrico e piuttosto schiacciato dotato di un grosso tartufo nerastro. Il pelo è bruno-fulvo uniforme su tutto il corpo, con tendenza all'inscurimento sulla parte distale degli arti, i quali sono grossi e forti. Gli occhi sono piccoli e di color nocciola, mentre le orecchie sono anch'esse piccole e di forma arrotondata, poste leggermente ai lati del cranio. La coda è ridotta a un moncherino di meno di 10 cm.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

In media gli esemplari maschi pesano fra i 100 e i 150 kg e raggiungono in posizione eretta un'altezza di 1,50 - 1,80 metri[3], mentre le femmine sono solitamente del 25% più piccole sia in termini di dimensioni che di peso. Queste misure rendono l'orso bruno marsicano uno dei mammiferi carnivori più grandi d'Italia, sicuramente il più grande della parte centro-meridionale del Paese, mentre rispetto alle altre sottospecie di orso bruno (anche alla sottospecie nominale, che vive in Triveneto e alla quale spetta il titolo di carnivoro più grande d'Italia) ha dimensioni relativamente contenute.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

L'habitat dell'orso bruno marsicano è teoricamente abbastanza variabile: si adatta infatti a una varietà di ambienti diversi, sebbene legati alle immediate vicinanze di una copertura boschiva. A causa della presenza umana, tuttavia, questi animali si sono rifugiati in aree via via sempre più impervie e con elevata copertura boschiva. Pare che durante l'estate si spostino verso aree a quota maggiore con copertura prativa e cespugliosa, mentre durante l'inverno prediligano aree rocciose, possibilmente lontane da qualsiasi tipo di attività umana.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali estremamente schivi e dalle abitudini quasi del tutto (probabilmente addirittura totalmente) notturne. I vari esemplari sono solitari e piuttosto territoriali: ciascun orso delimita un proprio territorio che si estende dai 10 ai 200 km², a seconda della disponibilità di cibo al suo interno. Spesso gli orsi marsicani (in particolare i maschi) compiono spostamenti anche di grossa entità (spesso nella stagione riproduttiva), che li portano in alcuni casi ad attraversare zone abitate e ad entrare involontariamente in conflitto con la popolazione locale, portando scompiglio nella comunità.

Durante l'inverno, questi animali si scavano una tana più o meno profonda oppure occupano delle cavità nella roccia nelle quali vanno in letargo per un periodo più o meno lungo a seconda delle condizioni climatiche: a tale scopo, fra l'estate e l'autunno si nutrono abbondantemente, immagazzinando grossi cuscinetti adiposi che sfrutteranno per sopravvivere durante il periodo di inattività.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

La loro dieta è composta per oltre il 90% di vegetali: si nutrono infatti di radici, tuberi, frutta, bacche ed altro materiale vegetale. Risulta lampante che tale dieta è povera di nutrienti, inoltre non si tratta di animali erbivori e ciò vuol dire che essi abbisognano di grandi quantità di cibo per sopravvivere. L'animale mangia anche piccoli animali, sia vertebrati che invertebrati, mentre solo sporadicamente uccide grossi mammiferi, preferendo nutrirsi delle loro carcasse. La credenza popolare, che vuole l'orso come uno spietato uccisore di capi di bestiame, oltre che dei cani da guardia e dei pastori, risulta fondamentalmente errata e legata ad episodi sporadici, in quanto alla presenza dell'uomo questi animali preferiscono fuggire. Tuttavia, tale credenza ha giustificato la persecuzione perpetratasi nei secoli di questi animali, che ancora al giorno d'oggi vengono sporadicamente uccisi per avvelenamento ed a causa delle trappole poste dai bracconieri[4].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali al vertice della catena alimentare e senza predatori naturali: presentano perciò un tasso riproduttivo estremamente basso. La femmina, infatti, partorisce solitamente due gemelli dopo una gestazione che dura circa sei mesi. I cuccioli vengono accuditi dalla madre, che li difende dai pericoli dimostrando enorme coraggio (una femmina con cuccioli diviene infatti assai pericolosa anche per l'uomo, in quanto molto aggressiva), per 2-3 anni, sicché la distanza fra un parto e l'altro è in media di 4 anni. Le femmine divengono sessualmente mature dopo il terzo anno d'età, ma è raro che si accoppino ai primi calori. La mortalità infantile ha picchi che sfiorano il 50%.

La speranza di vita di questi animali in natura supera facilmente i 20 anni d'età.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La specie, un tempo diffusa in tutta la zona ad est degli Appennini dalle Marche alla Puglia, attualmente è confinata in una ristretta porzione degli Appennini centrali, con particolare riferimento all'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Nel 1969, anno in cui Franco Tassi divenne direttore del predetto parco nazionale, sopravvivevano una sessantina di orsi marsicani; nel 2008, secondo le stime fornite dall'Ente autonomo Parco nazionale d'Abruzzo, nel territorio ne vivrebbero un numero ricompreso tra i 40 e i 50 esemplari[5].

Dunque la popolazione ursina non ha registrato crescite, nonostante gli sforzi sia finanziari che umani compiuti negli ultimi decenni, e risulta sempre a rischio di estinzione, in virtù sia del numero sia del basso tasso riproduttivo[6]. La metà circa della popolazione totale vive in Abruzzo, nella subregione della Marsica. In particolare, la presenza di questo plantigrado è stabile, oltre che nel Parco d'Abruzzo (del quale rappresenta il simbolo), anche nel Maiella, nel Sirente-Velino e nel Gran Sasso, pur non essendo sporadici gli avvistamenti nell'alto Molise, nei Monti del Reatino (Lazio) e nei Monti Sibillini (Marche-Umbria), dove la specie potrebbe essersi irradiata[7]. Recenti avvistamenti sono avvenuti nell'Appennino marchigiano, in provincia di Pesaro e Urbino [8]. Non confermati gli avvistamenti tra le province di Salerno e Potenza[9].

La condizione di salute dell'orso marsicano desta preoccupazione, a causa del basso numero di esemplari rimasti, che si accoppiano tra loro riducendo la variabilità genetica e diventando sempre più soggetti a malattie. Nel 2011, infatti, sono stati segnalati casi di dermatite in alcuni esemplari[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Ciucci, Luigi Boitani 2008, The Apennine brown bear: A critical review of its status and conservation problems in Liste Rosse italiane.
  2. ^ La rivincita dell'orso In 124 sui monti d'Italia - Corriere della Sera
  3. ^ L'orso bruno marsicano, descrizione sul sito ufficiale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
  4. ^ John Hooper, Italy battles to save the last of its wild bears in The Guardian, 24 agosto 2004. URL consultato il 16 agosto 2007.
  5. ^ «Natura protetta», trimestrale d'informazione del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, gennaio 2009.
  6. ^ Animali in via d'estinzione: orso bruno marsicano (online) nel sito di «Ecoo»
  7. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  8. ^ Il blog dell'Orso Bruno: Avvistato orso fra Marche ed Umbria
  9. ^ Il blog dell'Orso Bruno: Nessuna traccia dell'orso a Caggiano
  10. ^ Federica Di Leonardo, Salute dell’orso marsicano. Problemi e strategie di risoluzione in Gaianews.it, 21 dicembre 2011. URL consultato il 13 febbraio 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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