Amandola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Amandola
comune
Amandola – Stemma Amandola – Bandiera
Veduta di Amandola
Veduta di Amandola
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
Sindaco Adolfo Marinangeli (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 42°58′48.36″N 13°21′27″E / 42.9801°N 13.3575°E42.9801; 13.3575 (Amandola)Coordinate: 42°58′48.36″N 13°21′27″E / 42.9801°N 13.3575°E42.9801; 13.3575 (Amandola)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 69,4[1] km²
Abitanti 3 709[2] (31.12.2011)
Densità 53,44 ab./km²
Frazioni Bore, Botundoli, Buzzaccheri, Caccianebbia, Campo di Masci, Capovalle, Casa Coletta, Corazza, Casa di Carlo, Casa Innamorati, Casalicchio, Casa Paradisi Inferiore, Casa Paradisi Superiore, Casa Tasso, Cese, Ciaraglia, Colle San Fortunato, Colle Turano, Coriconi, Corvellari, Cucchiaroni, Fossacieca, Francalancia, Garulla Inferiore, Garulla Superiore, Le Piane, Marnacchia, Merli, Moglietta, Montane, Paolucci, Paterno, Pucci, Rustici, Salvi, San Cristoforo, San Ruffino, Schiti, Scagnoli, Suitullo, Taccarelli, Vena, Verri, Vesciano, Vidoni, Villa Conti, Villa Fiorentina
Comuni confinanti Comunanza (AP), Gualdo (MC), Monte San Martino (MC), Montefalcone Appennino, Montefortino, Penna San Giovanni (MC), Sarnano (MC), Smerillo
Altre informazioni
Cod. postale 63857
Prefisso 0736
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 109002
Cod. catastale A252
Targa FM
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 283 GG[3]
Nome abitanti amandolesi
Patrono Beato Antonio da Amandola
Giorno festivo 25 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amandola
Posizione del comune di Amandola nella provincia di Fermo
Posizione del comune di Amandola nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Amandola (Amàndola, la Mannola in dialetto fermano) è un comune italiano di 3.709 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche. Fa parte dell'Area Vasta n. 4 di Fermo, dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche (A.S.U.R. Marche).

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Profilo della cittadina.

Amandola poggia sopra tre colli dell'alta valle del Tenna che prendono i nomi dai castelli che vi erano presenti fin da prima la sua nascita: Agello, Leone e Marrubbione. Il più alto ed abitato è Castel Leone e raggiunge un'altezza di circa 550 m s.l.m.

La città è situata sulla destra del torrente Bora (o Callugo) e a sinistra del fiume Tenna, che la separa dalla zona industriale. Si trova a circa 10 km dalla vetta del monte Castelmanardo (1917 m s.l.m.), appartenente alla catena dei Monti Sibillini, la quale chiude il suo territorio ad ovest. Verso est si apre la valle del Tenna, dove il comune di Amandola arriva fino alle sponde del lago di San Ruffino; a nord e a sud mostra un territorio caratterizzato da elevate e boscose colline e valli solcate da numerosi torrenti.

Il suo territorio è il terzo più vasto della provincia di Fermo dopo la stessa Fermo e il vicino comune di Montefortino, in esso sono presenti 48 frazioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La città nacque nel 1248 dall'unione dei tre castelli di Agello, Leone e Marrubbione, i quali sorti da tempo, si eressero a libero comune.

Il nome che per tradizione si vuole derivi da un "mandorlo", chiamato in dialetto fermano la mannola, ad indicare sia il frutto che l'albero, il quale veniva ammirato nella zona, sembra anche significare emblematicamente la posizione panoramica sul rilievo collinare che occupa, con lo scenario dei Monti Sibillini alle sue spalle, ad ovest.

Medioevo e rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Le mura di Amandola.

Nel periodo che va dal 568 al 570 Amandola fu invasa dai Goti e poi dai Longobardi. Nel 700 fu incorporata nel Ducato di Spoleto, successivamente diviso nelle grandi marche di Camerino e di Fermo. I ripetuti interventi dei Franchi e la donazione di molti terreni alla Chiesa da parte del re Pipino il Breve determinarono la divisone del Ducato di Spoleto. Nel 1249, dall'unione dei feudi Agello, Castel Leone e Marrubbione, si costituì il Comune di Amandola. Avuti gli Statuti nel 1265 edificò una cinta muraria perimetrale di 2230 metri con 5 porte: Agello, San Giacomo (l'unica ancora esistente), Marrubbione, Sant'Antonio e Putei. Le piazze pubbliche erano tre: la Platea Animalium, usata per le fiere del bestiame, la Platea Magna, luogo dove si tenevano le assemblee popolari e i festeggiamenti, la Platea Vallelonga, antica piazza del mercato. Era reputata per la fiorente industria della tessitura tra medioevo e rinascimento. Fra i suoi signori, si ricorda Tra il XIV ed il XV secolo si succedono numerose famiglie e i Signori a dominare su Amandola: i Signori di Varano, il duca Francesco Sforza, Cesare Borgia conosciuto anche come Duca Valentino, Malatesta, Niccolò Piccinino, il condottiero Mostarda da Forlì (XIV-XV secolo). Alla fine del XVI secolo vennero stipulati importanti accordi tra Amandola e i comuni circostanti per la definizione dei confini[4].

Tempi moderni[modifica | modifica sorgente]

Le centrale Piazza Risorgimento.

Nel 1798 Amandola subì l'impatto delle forze napoleoniche e, a causa di un tentativo di resistenza, affrontò un saccheggio conclusosi con la profanazione del sarcofago del Beato Antonio. Solo nel 1800 terminò l'occupazione francese e venne ripristinato il governo pontificio.

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale, nel marzo del 1944 le truppe tedesche ingaggiarono un breve conflitto con i partigiani il quale terminò con la fucilazione di 10 uomini, fra i quali Angelo Biondi che venne fucilato nella piazza principale. Nel settembre 1943, giunsero ad Amandola due famiglie di profughi ebrei jugoslavi (otto persone in tutto) in fuga verso il sud. Nonostante il pericolo, l'intero paese, guidato dal capostazione Giuseppe Brutti, si mobilitò in loro aiuto. Fu formata tra gli abitanti una commissione che si adoperò per dare gratuitamente ai profughi - che erano privi di tutto - alloggio, cibo e coperte e tutto quanto essi necessitassero. Quando un delatore rivelò la presenza di ebrei nel paese, essi furono trasferiti nella frazione di San Cristoforo, dove rimasero fino alla Liberazione. Per la loro azione, Giuseppe Brutti e la consorte Elvira Lucci Brutti sono stati insigniti dell'alta onorificenza di Giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem a Gerusalemme.[5]. Dagli anni del Dopoguerra Amandola, ha avuto un notevole sviluppo demografico e commerciale, arrivando a toccare più di 6000 abitanti nel suo comprensorio. Poi però, nei decenni successivi, si è avuto un calo, arrivando ad oggi (2012) a 3700 abitanti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

L'Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale

La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato e soprattutto la fioritura del proprio artigianato. Anche oggi la lavorazione del legno, il restauro e l'antiquariato del mobile, sono presenti e di notevole interesse. Amandola da molti anni si è caratterizzata come centro turistico montano ricco di una efficiente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi che rendono piacevole il soggiorno.

  • la Chiesa di Sant'Agostino o santuario del Beato Antonio, è una delle costruzioni più significative della cittadina, risalente al XV secolo, caratterizzata da un portale in stile gotico di ispirazione veneziana, e da un campanile realizzato da P. Lombardo.
  • la Chiesa di San Francesco è un altro edificio romanico-gotico, anche se rimaneggiata, che conserva un portale e gli affreschi situati alla base del campanile. Nel chiostro sono ospitati il museo antropogeografico ed il museo della civiltà contadina dotati di applicazioni interattive.
  • La settecentesca ex-Collegiata ora è adibita a struttura cine-teatrale.
  • Piazza Alta si trova il Palazzo del Podestà del 1352, con la torre parzialmente ricostruita nel 1547, il Teatro comunale La Fenice ed il Palazzo del Popolo, trasformato in un convento di benedettine.

Altri monumenti d'interesse sono l'Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale e l'Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio. È presente anche un Ospedale Civile, operante e in attività.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ristrutturato e ampiamente funzionante, l'antico teatro "La Fenice", oggi ospita associazioni culturali, teatrali, dialettali, che si esibiscono dal vivo, restituendo alla cittadina quell'aspetto artistico che le mancava. Sono presenti inoltre, numerose associazioni sul territorio amandolese, che variano in ambiti diversi, alcuni dei quali legati alla sensibilizzazione dei cittadini e verso la promozione della cultura stessa. Per anni si è tenuto il Festival del Teatro, che richiamava centinaia di spettatori anche da molti km di distanza.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Di seguito alcune specialità culinarie di Amandola:

  • Crispella, è molto simile ad una frittella ma ha un gusto completamente diverso. Sopra ad essa vi si può aggiungere sale o zucchero a seconda delle preferenze.
  • Coppa maritata, fetta di pane raffermo imbevuta nell'uovo sbattuto come per fare la frittata, e successivamente fritta in olio bollente, e mangiata caldo. è una originale prelibatezza.
  • Vincisgrassi, lasagne rosse al forno, il cui sugo di carne mista, prevede nella ricetta originale pezzi finemente tritati di interiora di pollo.
  • Fregnaccia, pasta sfoglia delle lasagne condita con sugo ed arrotolata, oppure semplicemente condita con pecorino grattugiato e pepe nero. La sagra si celebra verso la metà di luglio ad Amandola.
  • Pancetta, rinomata per la sua preparazione, è stata resa famosa in Italia dal motoclub "Aquile dei Sibillini" che, viaggiando di motoraduno in motoraduno e organizzando il motoraduno "della Pancetta" appunto ha esportato questo prodotto.
  • Lo 'Ngriccio, è una minestra composta da patate e vari legumi. È deliziosa se fatta bene. Lo si può assaggiare quando avviene la festa di "Santa Maria della Meta" a settembre nella frazione Rustici.
  • Il mistrà, liquore ottenuto dalla distillazione del vino e semi di anice, reso famoso dalla ditta Varnelli.
  • Vino cotto, specialità soprattutto di Loro Piceno, anche in Amandola la produzione è ottima e di buon gusto.
  • Ciauscolo, salame in cui viene usata la stessa carne delle salsicce ed un po' di aglio.
  • Porchetta, maiale disossato e cotto intero al forno a fuoco lento. La carne viene internamente condita con sale, pepe, agli interi ed abbondante finocchio selvatico. si mangia fredda tagliata a fette sottili
  • Cicerchiata, dolce tipico di carnevale fatto con l'impasto usato per fare la pasta all'uovo a cui viene aggiunto un po' di mistrà. Viene fritto in piccole palline delle dimensioni dei ceci (da cui il nome cicerchiata), fatto sgocciolare, ed amalgamato in pentola con miele. Viene fatto raffreddare a forma di ciambella e mangiato a fette. Può essere decorato con zuccherini colorati in onore del carnevale. Negli ultimi anni si è diffusa la versione con miele e cacao
  • Calcione, ha la forma di un grosso raviolo ripieno però o di ricotta o di cioccolato o di crema di castagne e cacao profumato con mistrà.

Inoltre Amandola è resa famosa dal tartufo, nelle varietà di tartufo bianco o nero.

Persone legate ad Amandola[modifica | modifica sorgente]

  • Beato Antonio Migliorati viene festeggiato il 25 gennaio, ma la festa grande si ha l'ultima domenica di agosto con concerti, la rievocazione storica delle canestrelle, luminarie e fuochi d'artificio.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Epifania, le befane scendono in piazza con relativi giochi a tema e cantanti.
  • 25 gennaio, festa del patrono cittadino, il Beato Antonio Migliorati da Amandola.
  • Carnevale "de li Paniccià", famosissimo carnevale paesano a cui ogni anno vi partecipano numerosi carri di ogni paese vicino. È un'importante occasione di felicità e accoglienza che il popolo Amandolese mostra.
  • Nella terza settimana di agosto il paese si veste a festa per celebrare in maniera sfarzosa il suo patrono. Musica, giochi, divertimenti di ogni tipo per tutta la giornata compresa la sera. Nell'ultimo giorno, spettacolari fuochi d'artificio illuminano il cielo buio del paese.
  • Prima settimana di novembre, "Diamanti a tavola". Rassegna dei prodotti tipici del paese e delle zone circostanti con particolare attenzione per il tartufo nostrano. Vi sono anche pancetta, coppa maritata, la famosa dialettalmente chiamata "crispella" e molte altre prelibatezze culinarie locali.
  • Basketball for Africa

Manifestazione che coniuga pallacanestro e solidarietà. La prima edizione si è svolta durante l'estate 2012, si occupa di ricavare fondi per l'associazione "Sports Around The World".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è sede del circondario amministrativo montano omonimo di Amandola della provincia di Fermo, comprendente oltre al capoluogo circondariale, anche i comuni preappenninici di Montefortino, Montefalcone Appennino, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano e Smerillo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

L'associazione sportiva di calcio "A.s.d. Amandola", fondata nel 1958, ha disputato molte volte campionati federali eccellenti. Nel 2008/2009 ha partecipato al campionato di Prima Categoria; nel 2009/2010 essendo retrocessa ha partecipato al campionato di Seconda Categoria; nel 2010/2011 è stata di nuovo promossa in Prima Categoria. In questa stagione calcistica 2013/14 l'A.s.d. Amandola si è iscritta solo al campionato di calcio a 5 femminile, squadra che milita in serie D provinciale. Il settore giovanile ha resistito anche se cambiando denominazione in"A.s.d. Atletico Sibillini". È presente anche un'altra società calcistica la "A.s.d. Virtus Amandola" la quale partecipa, da 5 anni e con buoni risultati,al campionato di calcio interprovinciale UISP.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Altra società è la "Pol. 5 Fonti Basket" fondata nel 1991; da diversi anni milita in Serie D. Nel 2004 la squadra juniores si aggiudica il titolo regionale.

Basketball for Africa[modifica | modifica sorgente]

Manifestazione che coniuga pallacanestro e solidarietà. La prima edizione si è svolta durante l'estate 2012, si occupa di ricavare fondi per l'associazione "Sports Around The World".

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La "Pallavolo Sibillini", ha ottenuto alla fine della stagione 2010/2011 la promozione in Serie B2.

Motociclismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 è stato fondato il motoClub "Aquile dei Sibillini" che, con i suoi motoraduni "della Pancetta", è riuscita a portare un gran flusso di moto e di turisti. Particolare afflusso vi è stato nel 2006 quando circa 2000 moto riempivano la piazza di Amandola.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 14º censimento generale della popolazione e delle abitazioni
  2. ^ ISTAT data warehouse
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Sito SibilliniWeb
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp. 72-73, 260
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Ferranti. Memorie storiche della città di Amandola. Ascoli Piceno, 1891-92.
  • A. Terribili. Amandola. Roma, 1949.
  • Autori vari. Amandola e il suo territorio. 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche