Porto San Giorgio

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Porto San Giorgio
comune
Porto San Giorgio – Stemma Porto San Giorgio – Bandiera
Piazza San Giorgio vista da Largo del Teatro
Piazza San Giorgio vista da Largo del Teatro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
Sindaco Nicola Loira (PD+lista civica "Porto San Giorgio al centro"+

SEL+Comunisti Italiani) dal 21-05-2012

Territorio
Coordinate 43°11′05.46″N 13°47′43.76″E / 43.18485°N 13.795489°E43.18485; 13.795489 (Porto San Giorgio)Coordinate: 43°11′05.46″N 13°47′43.76″E / 43.18485°N 13.795489°E43.18485; 13.795489 (Porto San Giorgio)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 8,58 km²
Abitanti 16 386[2] (30-6-2011)
Densità 1 909,79 ab./km²
Comuni confinanti Fermo
Altre informazioni
Cod. postale 63822
Prefisso 0734
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 109033
Cod. catastale G920
Targa FM
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 644 GG[3]
Nome abitanti sangiorgesi[1]
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto San Giorgio
Posizione del comune di Porto San Giorgio nella provincia di Fermo
Posizione del comune di Porto San Giorgio nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Porto San Giorgio è un comune italiano di 16 386[2] abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Porto San Giorgio è una città situata sulla fascia costiera delle Marche e appartiene alla provincia di Fermo. Confina da tre lati con il comune di Fermo, a est è bagnata dal mare Adriatico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nota ai tempi di Plinio il Vecchio come Navale Firmanorum e citata da Strabone nella Tavola Peutingeriana come Castrum Firmanorum o Castellum Firmanorum, Porto San Giorgio è legata allo sviluppo del porto di Fermo, tanto da essere chiamata ancora nel Medioevo Portus Firmi, probabilmente sito in epoca romana alla foce del fiume Ete.

Collegata a Fermo dalla strada Pompeiana, così chiamata in onore del generale romano di origine fermana Gneo Pompeo Strabone, che aveva latifondi nel Piceno Fermano. Fu padre del console Gneo Pompeo Magno e fu rivale di Gaio Giulio Cesare.

Sembra che il suo nucleo originario sia stato una colonia di pescatori veneti o dalmati, che dopo l'arrivo e le distruzioni dei barbari[quando? che "barbari"?] si erano stabiliti sulle falde del così detto Monte Cacciù, che sovrasta l'abitato. Portu Sancti Georgeij, così era indicato nei documenti medievali, divenuto fortezza nell'XI secolo col nome di Castel San Giorgio, nel 1164 passò per ordine di Federico Barbarossa al Capitolo dei Canonici di Fermo e nel 1266 fu preso in affitto dal comune di Fermo. Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo e futuro doge di Venezia, dette impulso al porto, dotandolo nel 1267 di una roccaforte, la Rocca Tiepolo, possente baluardo che fungeva da torre vedetta e sentinella vigile contro le incursioni dal mare. La storia di Porto San Giorgio da allora in poi si riassume in una serie di tentativi di riconquistare l'autonomia rispetto a Fermo. La cittadina, sviluppatasi nel corso del XVII secolo tra la linea di costa e la via Lauretana, con l'urbanizzazione del Borgo Marinaro, durante il periodo napoleonico divenne autonoma rispetto a Fermo e dopo l'Unità d'Italia definì il proprio territorio. Nel 1887 ottenne (almeno in parte) il suo territorio.

In epoca medievale Porto San Giorgio partecipava con i castelli dell’area intorno a Fermo alla Cavalcata che aveva luogo a Fermo il 15 agosto. Questa manifestazione risale, stando al primo documento trovato, almeno all'anno 1182. Durante la manifestazione del 15 agosto 1490, approfittando del fatto che i sangiorgesi si trovavano a Fermo, duecento fermani, capeggiati da tale Antonio Trovatelli irruppero nel palazzo del Vicario di Porto San Giorgio, bruciando l'archivio e asportando libri e documenti[senza fonte]. L'evento testimonia tensioni mai sopite fra i due paesi. Nel 1538 tra il Porto e Fermo si registrano nuovi contrasti, che si ripetono nel 1620 e nel 1711. Asti e attriti che nel 1729 sfociano in un conflitto passato alla storia con il nome di "guerra per l'imbarco dei grani".

Dal 1550 al 1675 Fermo e Porto San Giorgio sono governati dal cardinal nipote o dal parente più prossimo del Papa, con conseguente stabilità nella gestione della cosa pubblica. Verso il 1741 la Congregazione Fermana stabilisce che Castel San Giorgio sia considerato un castello distinto da Fermo. La cittadina ottiene il diritto di eleggere i suoi consiglieri ed i suoi magistrati e prende il nome di Porto San Giorgio. Nel 1748 Porto San Giorgio è alternativamente occupato da truppe spagnole e truppe tedesche. È il periodo della guerra di successione austriaca. L’allora arcivescovo Alessandro Borgia fatica non poco per placare le ire e le vendette del feldmaresciallo Christian Lobkowitz, che minaccia rappresaglie per non aver trovato viveri per le sue truppe dirette verso il Regno di Napoli.

Cinquant'anni dopo l'area fu nuovamente coinvolta in eventi bellici: il 28 novembre 1798, nell'ambito degli scontri che precedettero la battaglia di Civita Castellana, nella pianura che si estende su Porto San Giorgio e su Marina Palmense una colonna minore delle truppe napoletane, comandata dal generale Micheroux, si scontra con truppe francesi guidate dai generali Mounier, Rusca e Capabianca e viene sconfitta.

Un grave atto di nefandezza si consuma l'anno dopo. Tre navi armate battenti bandiera francese attraccano in porto. A bordo ci sono giacobini anconetani che fanno prigionieri i sangiorgesì accorsi ad accoglierli e bombardano il paese, causando tre morti e danneggiando delle abitazioni[senza fonte]. Nel 1802 con un documento scritto da Pietro Orlandi e firmato da numerosi sangiorgesi si ribadisce la volontà di autonomia e indipendenza del Porto in opposizione ai tentativi di riannessione da parte di Fermo. Nel 1810 per decreto del Viceré d'Italia Torre di Palme è annessa al Comune di Porto San Giorgio. Nel frattempo nonostante la vigilanza al Porto continuano le scorribande piratesche, tant'è che nel 1815 una ciurma di corsari rapisce decine di giovani per venderli in Oriente come schiavi[senza fonte]. Nel 1816 il Governo Pontificio decreta l'indipendenza di Porto da Fermo. Nel 1859 con la legge Rattazzi viene negata a Fermo la Provincia che aveva ottenuto dallo Stato della Chiesa; in compenso le viene ceduta Torre di Palme, frazione di Porto San Giorgio. Negli anni successivi vengono edificate la Stazione (anno 1863), la Società Operaia di Mutuo Soccorso, il teatro e una serie di restauri e rinnovamenti che danno a Porto San Giorgio l'attuale fisionomia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giorgio, del XIX sec. che ospita una copia del Polittico di Porto San Giorgio di Carlo Crivelli.
  • Chiesa delle Anime Sante, del XVII sec.
  • Teatro comunale, edificato nel 1815 e affrescato nel 1910 da Sigismondo Nardi.
  • Rocca Tiepolo, che prende il nome dal Governatore di Fermo Lorenzo Tiepolo, che la fece costruire nel 1276 per difendersi dai pirati saraceni. L'interno, restaurato di recente e conservato in discrete condizioni, ospita un teatro all'aperto ove si svolgono concerti ed altri eventi culturali.
  • Villa Bonaparte, costruita su ordine del fratello di Napoleone, Girolamo Bonaparte, a Porto San Giorgio dal 1829 al 1832, realizzata in stile neoclassico seguendo il progetto di Ireneo Aleandri, dedicata a "Caterina" dal Bonaparte. Per divergenze politiche con il Re di Napoli, nel 1831 fu confi­scata e pochi anni dopo venduta alla nobile famiglia Pelagallo, dopo essere stata adibita a Camera Apostolica. La villa presenta nella facciata decorazioni con bassorilievi e altorilievi di trofei d'armi. È circondata da un grande parco. Le stanze, pregevolmente affrescate, sono arredate con numerosi mobili in stile impero dell'epoca. Il pavimento è in graniglia e presenta decorazioni a mosaico.
  • Ville in stile liberty.
  • Piazza San Giorgio.
  • Centro antico denominato "Castello", circondato da mura restaurate di recente, con tre torri merlate e un camminamento illuminato.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera era di 953 persone (dato Istat). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla percentuale sulla popolazione residente erano:

Romania Romania 330 2,02%

Polonia Polonia 500 3,00%

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto di Porto San Giorgio è attualmente quello dell'area fermana, molto usato per la sua comprensibilità, e caratterizzato dalla presenza della distinzione, mantenuta dal latino, tra le vocali finali u ed o. Molte espressioni derivano dall'antica lingua dei romani, come "gne nòccia", derivante dal latino ne noceat, che significa: "che non ti nuoccia", "che ti sia propizio". Ciò è dovuto in primis all'aver fatto parte della storia di Roma antica e del suo impero e dello Stato Pontificio fino all'Unità d'Italia.

La cittadina è detta in dialetto sangiorgese semplicemente Lu Portu, cioè Il Porto, com'è chiamata generalmente dagli abitanti dell'entroterra, sia del capoluogo e sia della provincia, o modernamente, con italianizzazione pressoché totale, San Giorgio.

Tuttavia la parlata più antica, ora estinta, rivelava alcune influenze abruzzesi settentrionali, che dunque si spingevano fin dentro l'area fermana, come nel caso dei c.d. "frangimenti vocalici": ne sono un esempio ó chiusa, che passava ad ò aperta (fiòre, cròce), ò aperta, che si incamminava verso a (mante per "monte"), ed è aperta, che passava ad à (pràgo per "prego", per "bene", tàmpo per "tempo").

Cultura[modifica | modifica sorgente]

A Porto San Giorgio sono attive numerose associazioni di promozione culturale, nei settori della pittura, della musica, del teatro. Vengono altresì organizzate diverse esposizioni di arte e fotografia. Per iniziativa comunale si svolgono le rassegne "Di Villa in Villa. Percorsi di musica e pensiero tra le ville sangiorgesi", "In Ascolto della Bellezza. Festival di musica d'essai", il Festival "Rocca Aeterna. Incontri di Medioevo e Fantasia" e le conferenze "Sentieri del Pensare. Riflessioni sulla realtà tra filosofia e letteratura".

Il Teatro comunale ospita una stagione di prosa tra le più rinomate della Regione. Dalla stagione 2008/2009 si incentra monograficamente su un tema o su un autore.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina è quella del Piceno, basata su pesce e verdure e anche su carni e, basti pensare alle olive all'ascolana, fritture.

Piatti tipici sono i garagoli, o cucciulìtti, lumachine di mare in brodetto di sugo rosso e spezie, il brodetto, brodo di pesci e crostacei, i vincisgrassi, simili alle lasagne e con condimento di fegatini e cacciagione. I primi due vengono dalla tradizione marinara. Il terzo secondo alcuni risale al generale austriaco Windisch Graetz che nel 1799 assediò Ancona e attribuì la paternità del piatto al suo cuoco; secondo altri è una ricetta del libro scritto nel 1781 dal cuoco maceratese Antonio Nebbia e intitolato "Il cuoco maceratese" e riguarda lasagne chiamate "salsa per i princisgras".

Dolci tipici: l'amandovolo, a base di mandorle e cioccolato fondente, importato dal piemonte da un pasticciere stabilitosi in città, il fristingo (dolce natalizio di fichi, mandorle, pinoli e noci), la cicerchiata e le sfrappe (dolci che si gustano a carnevale).

Liquore tipico: Anisetta, famosa quella della premiata ditta Olivieri, da non confondere con il comune Mistrà (liquori all'anice simili alla sambuca) e l'immancabile vin cotto (difficilmente in vendita).

In occasioni particolari si possono servire i finocchi in pinzimonio, la mozzarella a crudo e le arance a fette condite con olio, sale e olive nere. Il pane è sciapo, simile al toscano.

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica sorgente]

Festa del Mare

Elemento cardine della festa è la famosa è la Padella Gigante dell'Adriatico (diametro di 4 m sul fondo e 6 m sull'orlo[5], con una capienza di 1000 litri di olio); la festa si tiene l'ultima settimana di luglio. In poche ore si può assistere a spettacolari fritture di quintali di calamaretti e sarde.

Nata alla fine degli Sessanta del Novecento, la festa intende ricordare un fatto accaduto il 7 aprile 1795, quando i pescatori di Porto San Giorgio scioperarono perché i padroni delle barche non intendevano aumentare la loro paga. I pescatori, preoccupati per i bilanci familiari messi in crisi dallo sciopero, affidarono all'artigiano Tommaso Mostarda la costruzione di una enorme padella allo scopo di consumare insieme le ultime riserve alimentari di ogni famiglia. Quando l'aumento del salario fu concesso, finalmente si tornò a pescare[6].

Festa patronale

Si svolge nella settimana che comprende il 23 aprile ed è caratterizzata dalla tombola, una specie di riffa che viene estratta in piazza, e dal mercato.

Altre manifestazioni

Ogni estate a Porto San Giorgio si svolge un festival internazionale di scacchi frequentato da giocatori professionisti di tutto il mondo.[7]. Di grande spessore la manifestazione di luglio "Proloco in Festa", con la partecipazione di rappresentanze culinarie che propongono il meglio della cucina marchigiana ed internazionale.

Persone legate a Porto San Giorgio[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Settore trainante è il turismo. Antica città di mare, è meta in estate di villeggianti provenienti da tutta Italia ed Europa. È meta di frequentatori d'inverno, grazie al clima e alle colline e montagne, la catena dei Sibillini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Trasporti su strada[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le infrastrutture: la città è attraversata da nord a sud dalla Strada statale 16 Adriatica e parallelamente alla costa dalla linea ferroviaria Adriatica Milano - Bologna - Ancona - Pescara - Bari - Lecce. A sud della città c'è il casello di Porto San Giorgio-Fermo dell'Autostrada A14 Adriatica e nei pressi c'è la SP Pompeiana perpendicolare alla Strada statale 16 Adriatica che si dirama in due strade: la Strada Provinciale Val d'Ete che costeggia il fiume Ete e la SP Castiglionese verso Ovest che termina a Fermo. La SP239 è un'arteria di rilievo, a doppia corsia per ogni senso di marcia, che collega Porto San Giorgio a Fermo e continua con una sola corsia verso i paesi dell'interno fino ad Amandola. A nord dall'estate 2011 si può usufruire anche del casello autoostradale di Porto Sant'Elpidio. Il Trasporto Pubblico di Linea (TPL) è erogato dalla società Trasfer che collega la stazione ferroviaria con il capoluogo di Provincia Fermo con una corsa ogni 20 minuti, ci sono poi i servizi lungo il litorale per collegare Lido di Fermo, Casabianca e Tre Archi e un servizio per la zona sud dove è ubicato il porto turisitco.[8]

In passato Porto San Giorgio era collegata a Fermo da una linea filoviaria.

Pista ciclabile[modifica | modifica sorgente]

Sulla linea di costa non esiste una vera pista ciclabile; esistono soltanto brevi tratti nelle vie interne, di diverse misure e caratteristiche e non delimitate da cordoli. Questo fa di Porto San Giorgio l'unico centro del Piceno non dotato di tratti ciclabili inquadrabili nella realizzanda Ciclovia Adriatica, che una volta completata andrà a collegare tutte le località della costa adriatica.

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

È presente la stazione di Porto San Giorgio-Fermo, posta sulla ferrovia Adriatica; fino al 1956 era in funzione anche la Ferrovia Porto San Giorgio-Amandola, a scartamento ridotto.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 dicembre 1998 9 giugno 2003 Francesco Amici centro-destra Sindaco [9]
10 giugno 2003 12 aprile 2008 Claudio Brignocchi centro-sinistra Sindaco [9]
13 aprile 2008 14 settembre 2011 Andrea Agostini centro-destra Sindaco [10][11]
15 settembre 2011 20 maggio 2012 Marcella Conversano Commissario prefettizio
21 maggio 2012 in carica Nicola Loira centro-sinistra Sindaco [12]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Porto San Giorgio è gemellato con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Fa parte dell'azienda sanitaria unica regionale delle Marche, zona territoriale n. 11 (A.S.U.R. Marche - Z.T. n. 11).

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le attività sportive di maggior successo della cittadina sono da sempre il basket, la ginnastica e la vela, che hanno visto squadre locali ottenere notevoli successi a livello nazionale.

  • Nel calcio Porto San Giorgio ospita quattro società militanti nelle serie dilettantistiche. La più importante e antica è la ASD Sangiorgese Calcio (che ha partecipato a numerosi campionati di serie D dagli anni 60 fino alla fine degli anni 80) , fondata nel 1922 col nome Unione Sportiva Sangiorgese, per opera di Nino Badalini, Giorgio Cionfrini, Alfredo Tozzi, Fulvio ed Umberto Fulvi. Nel 2011 la squadra fu rifondata con il nome di Nuova Sangiorgese Calcio e oggi dopo due campionati vinti consecutivamente disputa la Prima Categoria. Sono presenti anche: la ASD Borgo Rosselli, squadra del quartiere sud della città (da cui il nome), in Seconda Categoria; la Polisportiva Umberto Mandolesi 1983, presente nel quartiere nord, in Terza Categoria; la più giovane, l'Olimpia PSG, in Terza Categoria.
  • La squadra principale di calcio a 5 è il Porto San Giorgio C5 che milita in Serie B, ma esistono altre squadre di categorie inferiori tra cui il Futsal Cobà, squadra di calcio a 5 che milita in serie D ma ormai prossima alla C2.
  • Nel motociclismo si ricorda ENRICO MARIANI Campione Italiano classe 125cc Anno 1928.
  • In città eccelle da molti anni la società atletica "Nardi", che ha dato alla disciplina molti campioni di livello nazionale.
  • La vera eccellenza di Porto San Giorgio e la Pallacanestro che ha visto la squadra cittadina una branca della Unione Sportiva Sangiorgese partecipare al campionato di seria A nazionale sin dal 1946 insieme alle più blasonate Trieste e Milano.
  • La Sangiorgese Basket 1] ha militato per parecchi anni in C, B1 e B2 fino ad arrivare in serie A2 nel 1984-85 guidata dal Coach Cesare Pancotto . La squadra ha avuto come sponsor la Ci.Da. (dal nome del presidente Ciamarra Dario), la Fleming e la Sabelli, con colori biancoverdi. La Sangiorgese militò 5 stagioni in Serie A2[2].
  • Dopo la retrocessione dalla serie A2 la sangiorgese basket ha militato per diversi anni nel campionato di serie B con ottimi risultati sfiorando in qualche occasione la promozione in seria A, il perdurare della crisi economica della società priva di uno sponsor importante ha decretato la fine del sodalizio.
  • Il settore giovanile della sangiorgese basket è stato raccolto dalla Associazione Porto San Giorgio Basket che ha continuato l'attività giovanile sino ad oggi militando con la squadra senior nelle categorie regionali.
  • Nel 2008 nasce la Virtus Basket P.S.Giorgio che in pochi anni riesce ad comporre un buon settore giovanile e nel 2013 con la squadra senior viene promossa in serie C regionale.
  • A Porto San Giorgio ha sede una delle più antiche Leghe Navali Italiane. Nata nel 1939 dalla fusione tra il Circolo Canottieri Nettuno e il Circolo Canottieri Piceni, oggi vanta un gruppo vela che ormai da anni, in maniera assidua, consegue vittorie a livello nazionale e internazionale, diventando così il vivaio velico più importante della zona. Tra gli atleti più noti ricordiamo Andrea Curzi (4 volte campione italiano nella categoria Laser), Carlo Iommi e Giacomo Ortenzi (equipaggio 2 volte campione italiano nella categoria Flying Junior).
  • Giacomo Sabbatini è un altro velista di fama internazionale. Vincitore di numerose competizioni internazionali è stato campione italiano di regate in solitaria 2011 e il più giovane Italiano a partecipare alla regata transatlantica per solitari minitransat 6.50.
  • Porto San Giorgio è sede del circolo nautico A.S.N.P. (Associazione Sportiva Nautica Picena), fondata nel 1982 come "Circolo Nautico Piceno", che ha conseguito molte vittorie nei campionati italiani di Flying Junior, barca a deriva di origine olandese e che ha festeggiato nel 2005 il 50º anno dalla sua creazione.
  • Esiste un circolo di tennis che porta alla luce del professionismo molti ragazzi, tra cui Gianluigi Quinzi
  • Roberto Addazi è un atleta distintosi nella disciplina del lancio dello stivale, arrivato al 4º posto ai Campionati Mondiali a Squadre (2008), al 2º posto in Coppa del Mondo categoria Master (2013), al 3º posto ai Campionati Italiani (2008), al 2º posto ai Campionati Italiani categoria Master (2013) e al 1º posto in Coppa Italia (2010). Ha un primato personale di 47,91 metri, stabilito nel 2008.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nei bar e nei ritrovi frequentati dai marinai e dalla gente comune si gioca a Trucco, un gioco di carte che richiama, nelle regole, nei termini e nel nome, il "Truco", il gioco tradizionale argentino e di tutti i paesi bagnati dal Río de la Plata. A "Truco" a volte giocano i personaggi dei romanzi di Osvaldo Soriano, scambiandosi ricordi ed illusioni. Il Trucco si gioca anche in Catalogna e in alcune città di mare del sud della Francia, portato anche lì dal girovagare perpetuo di instancabili marinai.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fernando Palazzi, Novissimo dizionario della lingua italiana (IV appendice, Nomi degli abitanti di alcuni paesi), Milano, 1957, pag. 1402.
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Festa del mare, Porto San Giorgio., 16 luglio 2004. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  6. ^ [1]
  7. ^ Documentazione sul sito della Federazione Scacchistica Italiana delle gare di scacchi svolte a Porto San Giorgio
  8. ^ www.trasfer.eu.
  9. ^ a b Repubblica.it
  10. ^ Speciale elezioni 2008 - Elezioni comunali - Porto San Giorgio
  11. ^ Dimissione di 11 consiglieri.
  12. ^ Porto San Giorgio - Ballottaggio - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV. Porto San Giorgio. Strenna pubblicata in occasione dei festeggiamenti per l'inaugurazione del nuovo Acquedotto, 16 luglio 1922.
  • Cesare d'Altidona (C. Trevisani). Porto San Giorgio e visite dei dintorni. Fermo, Tipografia Economica, 1929.
  • Giocondo Rongoni. di Sole in Sole. Al Porto di San Giorgio tra '700 e '800. Fermo, Andrea Livi Editore, 1993.
  • Giarmando Dimarti. La Società Operaia di Porto San Giorgio tra storia comunale e storia nazionale, in AA.VV. Le società di mutuo soccorso italiane e i loro archivi. (a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Ufficio Centrale per i Beni Archivistici), Roma, Tipografia Mura, 1999.
  • Franco Loira, Marta Brunelli, Cristiano Marchegiani, La chiesa di San Giorgio. Storia, Appartenenza, Architettura, Comune di Porto S. Giorgio, Società Operaia di Mutuo Soccorso G. Garibaldi, 2004.
  • Giovan Battista Campanelli, Libro di memorie (a cura di Alfredo Luzi e Clara Muzzarelli Formentini), Pesaro, Metauro Edizioni, 2007.
  • Giarmando Dimarti. Paralipomeni storici, ovvero correzioni ed aggiunte alle dimenticanze della storiografia ufficiale, in Il corriere sociale. Anno XLII, n. 1, febbraio 2008.
  • Giarmando Dimarti, Società e storia nelle fonti documentali della Società Operaia di Mutuo Soccorso "Giuseppe Garibaldi" di Porto San Giorgio , in L'histoire c'est aussi nous / La storia siamo anche noi, Atti delle giornate internazionali di studio sulle Società di mutuo soccorso, Dudelange (Lussemburgo) 2007/2008, (a cura di Maria Luisa Caldognetto e Bianca Gera), Torino, Centro Studi Piemontesi, 2009.

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