Santa Vittoria in Matenano

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Santa Vittoria in Matenano
comune
Santa Vittoria in Matenano – Stemma Santa Vittoria in Matenano – Bandiera
Santa Vittoria in Matenano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
Sindaco Fabiola Di Flavio (lista civica) dal maggio 2014
Territorio
Coordinate 43°01′10.74″N 13°29′47.47″E / 43.01965°N 13.496519°E43.01965; 13.496519 (Santa Vittoria in Matenano)Coordinate: 43°01′10.74″N 13°29′47.47″E / 43.01965°N 13.496519°E43.01965; 13.496519 (Santa Vittoria in Matenano)
Altitudine 626 m s.l.m.
Superficie 26,18 km²
Abitanti 1 442[1] (30-6-2011)
Densità 55,08 ab./km²
Frazioni Ponte Maglio
Comuni confinanti Force (AP), Monte San Martino (MC), Montefalcone Appennino, Monteleone di Fermo, Montelparo, Servigliano
Altre informazioni
Cod. postale 63854
Prefisso 0734
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 109036
Cod. catastale I315
Targa FM
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 372 GG[2]
Nome abitanti santavittoriesi
Patrono Santa Vittoria
Giorno festivo 23 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Vittoria in Matenano
Posizione del comune di Santa Vittoria in Matenano nella provincia di Fermo
Posizione del comune di Santa Vittoria in Matenano nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Santa Vittoria in Matenano è un comune italiano di 1 442[1] abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Il comune fa parte del Circondario amministrativo montano di Amandola della provincia di Fermo, comprendente oltre al capoluogo circondariale, anche i comuni preappenninici di Montefalcone Appennino, Montefortino, Montelparo, Smerillo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Santa Vittoria fu fondata intorno all'898 dai monaci dall'Abbazia di Farfa. Questa abbazia, protetta dell’Imperatore Carlo Magno, nel periodo di suo massimo splendore controllava gran parte dell'Italia Centrale, ma, a seguito della decadenza dell'Impero Carolingio, venne assediata dai Saraceni. Dopo sette anni di assedio, l’abbazia venne alla fine abbandonata dai monaci che, divisi in tre gruppi e sotto la guida dell’abate Pietro I, si diressero verso il monastero di S. Ippolito e S. Giovanni in Silva presso Santa Vittoria, verso Rieti, dove vennero trucidati dai Saraceni, e verso Roma, da dove l'abate Ratfredo ricondusse i monaci a Farfa al termine del saccheggio, culminato con l’incendio dell’abbazia.

Per migliorare la sicurezza di Santa Vittoria, l'abate Pietro I fece costruire un torrione fortificato ed una chiesa sul vicino Monte Matenano; il 20 giugno 934 il suo successore, l'abate Ratfredo vi fece trasportare il corpo di Santa Vittoria, martire cristiana del III secolo appartenente ad una nobile famiglia romana.

Nella seconda metà del XIII secolo Santa Vittoria divenne sede del Presidiato Farfense, con giurisdizione su gran parte delle attuali province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Tra il 1235 ed il 1238 fu costruita la torre dell’abate Odorisio e nei suoi pressi fu costruito anche il Palazzo Comunale (oggi sede del Teatro del Leone), nel 1771 il monastero farfense venne definitivamente demolito per i danni provocati dalle intemperie e dai terremoti.

Nel 1406 Santa Vittoria ebbe un suo statuto, documento attualmente custodito nell'archivio comunale. Santa Vittoria fu un centro artistico e letterario e dalla sua abbazia proviene il Ritmo di Sant'Alessio, uno dei più antichi documenti in volgare esistenti, attualmente conservato nella biblioteca di Ascoli Piceno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico del paese conserva l'antico tracciato medioevale e le caratteristiche costruzioni in mattoni. Nel corso principale (l'antica via Perticaria), alla quale si accede attraversando l'arco sotto la Torre Civica dell'Abate Odorisio, si possono ancora ammirare alcuni degli antichi palazzi gentilizi del 1500 come il Palazzo Melis, Palazzo Conti della Torre, Palazzo Sepe-Monti e la chiesa di Sant'Agostino. Tra gli altri monumenti degni di nota, vi è il Monastero delle Benedettine che ha origini antichissime, con la annessa chiesa di S.Caterina.

Dell'antico monastero farfense, sulla vetta del Monte Matenano si conserva il complesso del "Cappellone" con all'interno una cappellina affrescata detta "Cappellina degli Innocenti" (costruzione gotica del 1368), affrescata probabilmente dal noto pittore Giacomo da Campli e dal suo allievo monaco-pittore fra Marino Angeli da Santa Vittoria nella seconda metà del secolo XIV. Subito sotto vi è la chiesa Collegiata-Santuario di Santa Vittoria, realizzata tra il 1741 ed il 1815, che ospita nella cripta l'arca marmorea contenente i resti della Santa Patrona.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Santa Vittoria in Matenano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Santa Vittoria in Matenano è gemellata con[senza fonte]:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 11[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio a 11 locale, la Nuova Matenana, qualche anno fa è stata promossa in Seconda Categoria ma oggi non è più iscritta ai tornei FIGC.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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