Lepomis gibbosus

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Persico sole
Perche soleil.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Centrarchidae
Genere Lepomis
Specie L. gibbosus
Nomenclatura binomiale
Lepomis gibbosus
Linnaeus, 1758

Lepomis gibbosus, conosciuto comunemente come Persico sole o Gobbetto, è un pesce d'acqua dolce, appartenente alla famiglia Centrarchidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È stato importato dagli Stati Uniti con successo in Italia a partire dal 1887, acclimatandosi talmente bene da diventare infestante in molte zone. La sua presenza è ormai generalizzata, è comunissimo, ad esempio, nei fiumi Po, Tevere e Arno così come nei grandi laghi come il lago Trasimeno dove ha popolazioni abbondantissime. Frequenta soprattutto rive basse, sabbiose e fangose, nei bacini; ama le acque lente dei fiumi di pianura e dei canali. In inverno, quando la temperatura dell'acqua è inferiore a 12 °C si sposta verso le acque profonde dove rimane in stato quasi di ibernazione; in estate, invece, questo pesce resta vicino a riva, spesso a pelo d'acqua.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il corpo è alto e tondeggiante, con muso prominente. Le pinne dorsale e ventrale hanno i primi raggi molto sviluppati. La sua livrea è molto colorata,presenta una colorazione di fondo verde bronzea metallica, con pinne gialle screziate di bruno rosso, testa verde-azzurra con strisce azzurro vivo e bianco.Un grosso ocello orlato di rosso è posizionato dietro l'opercolo branchiale. Il ventre è più chiaro.La femmina ha la colorazione meno vivace mentre mentre i piccoli hanno minute macchie rosse e azzurre. La sua lunghezza va dai 10 cm(in acque in cui è molto diffuso) ai 25 cm e ai 3 hg di peso nei luoghi dove invece è più raro. Molti pescatori sostengono di aver catturato esemplari di alcuni chili, anche se ultimamente nelle nostre acque sta subendo un fenomeno di pseudonanismo e molto raramente supera i 15 cm di lunghezza.[senza fonte]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

L'accoppiamento (mediante fecondazione esterna) e la deposizione delle uova avvengono tra maggio e giugno. Il maschio dominante custodisce le uova, deposte in una buca sul fondo, e dopo la schiusa i piccoli per alcuni giorni. Esistono vari tipi di maschi: il dominante, che costruisce il nido, attira le femmine e custodisce le uova, l'incursore entra furtivamente nel nido e feconda alcune uova e il satellite che imita la femmina si avvicina al nido, dando al maschio l'idea di voler deporre altre uova, e feconda a sua volta le uova.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Persico Sole tra le canne del lago di Mergozzo

Il Persico sole si nutre prevalentemente di invertebrati che scova tra la vegetazione e di piccoli pesci.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Abbocca molto facilmente agli ami ed interessa come preda soprattutto i partecipanti alle gare di pesca. Le carni sono buone ma ricchissime di lische, per giunta molto dure, per cui solo gli esemplari più grandi vengono consumati, previo sfilettamento. Anche gli individui molto piccoli possono essere consumati fritti.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

La sua accentuata colorazione, rara per un pesce d'acqua dolce europeo, ha fatto sì che il Persico sole conosca un discreto successo anche come pesce ornamentale in acquari d'acque fredde, dove è abbastanza facile che avvenga la riproduzione. Tuttavia non si trova nei negozi di acquariofilia e per metterlo in acquario è necessario pescarlo usando un amo piccolo, senza ardiglione o con l'ardiglione schiacciato con delle pinze; non rimuovete l'amo una volta catturato il pesce, tagliatelo e il pesce lo espellerà "naturalmente" dopo alcuni giorni (in questo periodo, ovviamente, il pesce non si ciberà).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci Edizioni PLAN 2005
  • Zerunian S. Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole 2002
  • Kottelat M., Freyhof J. Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007
  • Tortonese E. Osteichthyes, Calderini, 1975

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