Antrodoco
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| Antrodoco | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 525 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 64 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 43,52 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Rocca di Corno, Rocca di Fondi, | ||||||||
| Comuni contigui: | Borbona, Borgo Velino, Cagnano Amiterno (AQ), Fiamignano, L'Aquila (AQ), Micigliano, Petrella Salto, Scoppito (AQ) | ||||||||
| CAP: | 02013 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0746 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 057003 | ||||||||
| Codice catasto: | A315 | ||||||||
| Nome abitanti: | antrodocani | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Anna | ||||||||
| Giorno festivo: | 26 luglio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Antrodoco (in dialetto 'Ndreócu) è un comune di circa 2.800 abitanti appartenente alla provincia di Rieti.
Indice |
[modifica] Geografia
Il paese di Antrodoco è situato lungo la via Salaria, a circa 20 km dal capoluogo provinciale, a 35 km da L'Aquila ed a circa 90 km da Roma. Da Antrodoco inizia la Strada Statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, che la collega con l'Abruzzo, il Molise e Foggia.
Antrodoco, come la stessa etimologia del toponimo ("in mezzo ai monti") ci suggerisce, è circondato da montagne. A Nord-Est del paese si erge il Monte Giano (1820m). Da diversi kilometri di distanza si può notare sul monte la scritta "DVX" (duce, dal latino dux, ducis), composta da alberi di pino. La pineta, di circa otto ettari, fu realizzata dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale nel 1939, per omaggiare Benito Mussolini; è stata recentemente restaurata, nell'estate del 2004.
Antrodoco è bagnato dal Fiume Velino, il maggiore affluente del Fiume Nera.
[modifica] Storia
[modifica] Storia antica
Pare che il nome della cittadina venga dall'osco Interocrium, dalla radice antica ocre, ovvero "tra le montagne"; è ricordato col nome di Vicus Interocrea dal geografo classico Strabone, come Introthoco nelle fonti dell'alto medioevo e come Introduci al tempo di Madama Margherita d'Austria, coniuge del duca Ottavio Farnese, sposato a Cittaducale. Fu un centro romano che vide tra i suoi ospiti l'imperatore Vespasiano e i suoi figli Tito e Domiziano. Fonti antiche menzionano anche le proprietà benefiche delle sue acque solfuree.
[modifica] Medioevo e Rinascimento
In età medievale, fu costruita una cittadella nella parte alta del paese, la "Rocca" (oggi chiamata dagli antrodocani "Rocchetta"), un avamposto angioino inespugnabile e strategicamente importante lungo la Via degli Abruzzi. In seguito alla conquista normanna, Antrodoco fu concesso da Ruggero II come feudo in capite a Raimondo da Lavareta. Ai Lavareta fu tolto nel 1226, a seguito di un assedio al castello ordinato dall'imperatore Federico II ed affidato a Rainaldo di Urslingen, duca di Spoleto, ed a suo fratello Bertoldo. Ma anche i due fratelli si ribellarono all'imperatore ed il castello fu conquistato dalle truppe imperiali nel 1233; nel 1382 fu comprato da Giovanna d'Angiò per 11.000 fiorini; Antrodoco fu incluso nel quarto di San Giovanni extra e fino al 1529 fece parte del contado aquilano, dopodiché divenne feudo di Giovanni Battista Savelli, per poi passare, nel corso dei secoli, sotto la signoria dei Colonna, dei Bandini e dei Giugni.
[modifica] Ottocento
Le gole di Antrodoco sono note per essere state il centro di quella che è considerata la prima battaglia risorgimentale: fra il 7 e il 9 marzo 1821 qui si scontrarono le truppe napoletane, capeggiate da Guglielmo Pepe, e l'esercito austriaco, guidato dal generale Frimont. Le truppe napoletane di Ferdinando II ebbero la peggio.
Nel 1860 Antrodoco diventa parte del Regno d'Italia. Fra il 4 e il 5 settembre 1862, la popolazione fu duramente colpita da un'alluvione (l'alluvione di Sant'Anna), che fece trentanove vittime; il fiume Velino, esondando, rase al suolo la chiesa di Sant'Anna e il borgo circostante.
[modifica] Novecento
Nel 1927 Antrodoco entra a far parte della appena costituita Provincia di Rieti, dopo essere stato per lungo tempo parte della provincia aquilana.
[modifica] Cultura e monumenti
[modifica] Chiesa di Santa Maria Extra Moenia
La Chiesa di Santa Maria Extra Moenia è appena fuori il centro storico del paese (extra moenia in latino è appunto "fuori le mura"), ed è il monumento artisticamente più rilevante di Antrodoco. Fu costruita intorno all'anno 1000 su di un precedente tempio dedicato alla dea romana Diana, e fu originariamente dedicata a San Severo, primo parroco del paese; fu dunque intitolata alla Vergine nel 1051 dal vescovo Gerardo. L'edificio fu ripetutamente restaurato nei secoli, a causa di diversi rovinosi terremoti. La facciata, a capanna con spioventi asimmetri, venne, secondo le parole dell'umanista Vincenzo Bindi, "barbaramente rinnovata" nell'Ottocento. Il portale duecentesco, di origine sconosciuta, venne inserito durante il restauro del 1950 (mentre il portale originale è ora quello della chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro storico del paese). La torre campanaria presenta, dal basso verso l’alto, monofore, bifore e trifore. L’interno della chiesa, diviso in tre navate, presenta affreschi di varie epoche (XIII, XIV e XV sec.), fra cui lo Sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria. Sono presenti decorazioni con elementi di spoglio di provenienza romana. Da menzionare un’importante opera di Carlo Cesi, pittore ed incisore del Seicento, che raffigura il Pontefice implorato da un gruppo di questuanti. Vicino alla chiesa trovimo un battistero a pianta esagonale, al cui interno sono custoditi cicli pittorici di epoche diverse: la Strage degli innocenti, la Fuga in Egitto, il Giudizio Universale (con l’arcaica figura di un diavolo dai molti tentacoli) e Storie della vita di San Giovanni Battista (del XV sec.).
[modifica] Collegiata di Santa Maria Assunta
Distrutta dal terremoto del 1703, era originariamente di stile romanico. La forma della navata centrale è a barca rovesciata; lungo le due pareti laterali si aprono simmetricamente cinque cappelle. In una di queste troviamo un bellissimo altare ligneo. Sotto l'altare principale troviamo il corpo imbalsamato di San Benedetto (probabilmente un soldato francese), scrupolosamente conservato.
[modifica] La Madonna delle Grotte
Nell'Ottobre 1601 un'immagine dipinta della Vergine Maria fu ritrovata in una grotta di Vignola, nei pressi della frazione di Rocca di Corno, da una pastorella di nove anni, Bernardina Boccacci. L'anno successivo al ritrovamento della sacra immagine, presso la grotta fu costruito un altare, e negli anni successivi un santuario. Da più di quattrocento anni la Madonna delle Grotte è sentitamente venerata dagli antrodocani e festeggiata ogni anno nel mese di maggio.
[modifica] Personaggi illustri
- Carlo Cesi (1622-1682), Pittore
- Card. Federico Tedeschini (1873 - 1959)
- Luigi Mannetti (1875-1954), Medico e benefattore
- Leone Cattani (1906-1980), Politico
- Lin Delija (1926-1994), Pittore
[modifica] Musei
- Museo della città, Dedicato al pittore ed incisore seicentesco Carlo Cesi e al pittore albanese Lin Delija;
- Museo storico militare, curato dall'Associazione Nazionale Alpini, sezione di Antrodoco.
[modifica] Gastronomia
Celebri nella provincia di Rieti e non solo, sono gli stracci antrodocani, delle crespelle ripiene di sugo di carne e salsa di pomodoro e formaggi, composto che viene poi anche distribuito sopra gli stracci; le crespelle arrotolate vengono disposte su uno o piu strati in una teglia e cotte al forno per circa 40 minuti a 180°. Ogni anno, in agosto, si tiene ad Antrodoco la sagra degli stracci.
Antrodoco è anche famosa per il marrone antrodocano, pregiata qualità di castagna riconosciuta a marchio IGP. Ogni anno, a Novembre, si tengono delle manifestazioni e sagre dedicate al frutto autunnale. I marroni antrodocani vengono inviati in Francia per la preparazione di Marron Glace.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Maurizio Faina (lista civica Rivivi Antrodoco) dal 15/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0746 578185
Posta elettronica: sindaco@comunediantrodoco.it
- Fa parte della Comunità Montana del Velino
- Classificazione climatica: zona E, 2320 GR/G
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 


