Cantalice

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Cantalice
comune
Cantalice – Stemma
Cantalice – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Sindaco Paolo Patacchiola (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 42°28′00″N 12°54′00″E / 42.466667°N 12.9°E42.466667; 12.9 (Cantalice)Coordinate: 42°28′00″N 12°54′00″E / 42.466667°N 12.9°E42.466667; 12.9 (Cantalice)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 37,71 km²
Abitanti 2 726[1] (31-12-2012)
Densità 72,29 ab./km²
Frazioni Capolaterra, Civitella, Collemare, Colli, Cruciano, San Liberato, Santa Margherita
Comuni confinanti Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Rieti
Altre informazioni
Cod. postale 02014
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057009
Cod. catastale B627
Targa RI
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
Nome abitanti cantaliciani
Patrono san Felice
Giorno festivo 18 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cantalice
Posizione del comune di Cantalice nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Cantalice nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Cantalice è un comune di 2.726 abitanti in provincia di Rieti. Anticamente era parte integrante del Regno delle Due Sicilie.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

antico lago Velino

Cantalice si affaccia sulla piana di Rieti dominandola dall'alto con una vista sui tre laghi che ricadono nel suo territorio.

Questi laghi, insieme al lago di Piediluco rappresentano ciò che oggi rimane dell'antico lago Velino, che nel periodo pliocenico ricopriva tutta la valle da Rieti a Piediluco alimentato da numerose sorgenti sotterranee e dai ghiacci della catena del Terminillo. Nel periodo romano, attorno all'anno 272 a.C. fu scavato un canale di drenaggio (noto come "cavo curiano") che permise lo svuotamento del lago velino con la bonifica dell'intero territorio alluvionale originando in tale tratto il corso del fiume Velino che prima alimentava il lago e le cascate delle Marmore.

Nel territorio di Cantalice si trova la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile dove un percorso naturalistico intorno ai laghi connette alcune cascine su palafitte per l'avvistamento e la fotografia della fauna lacustre presente sulle rive dei laghi.

Il paesaggio della riserva naturale è caratterizzato da numerosi corsi d'acqua incluso il fiume Velino con le sue acque trasparenti ricche di trote fario facilmente visibili dalla riva. Lungo il sentiero della riserva naturale si incontrano boschi palustri, canneti e la diffusissima ninfea bianca o gialla che circonda tutto il perimetro dei laghi. La fauna è ricca e tipica delle zone umide.

Le acque del lago ospitano prevalentemente la scardola, la carpa, il luccio e l'anguilla nonché anfibi come il tritone crestato e il rarissimo tritone punteggiato. Lungo le sponde dei due laghi sono visibili specie stanziali e specie di passaggio che si soffermano soprattutto nel periodo invernale. La folaga, lo svasso maggiore, la gallinella d'acqua, il tuffetto, la garzetta, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, l'airone cenerino e occasionalmente l'airone rosso. Sono presenti inoltre l'alzavola, il germano reale, la moretta e la marzaiola, il piro piro, il beccaccino, la pettegola, oltre alla pavoncella, ai corrieri e a rallidi come il voltolino e il porciglione.

In alcune annate si è avuta anche la presenza eccezionale di piccoli stormi di fenicotteri. La vegetazione lungo le rive dei laghi premette di osservare l'usignolo di fiume, il pendolino, con i suoi caratteristici nidi sui salici, il cannereccione, il forapaglie e la cannaiola.

Sono presenti anche numerosi rapaci predatori quali il falco di palude, il falco cuculo, il raro falco pescatore e l'albanella minore.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona E, 2566 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'abitato nucleo storico di Cantalice sembra esser sorto intorno al XII secolo dalla fusione del Castello di Rocca di Sopra, della piccola Rocca della Valle e della Rocca di Sotto, elementi urbanistici disposti, come bene esprimono i nomi, lungo il declivio collinare che scende fino alle propaggini della piana reatina.

Nel 774 con l'estensione dell'autorità di Carlo Magno sull'Italia, la Sabina rappresentò una frontiera lineare "Terminatio Confinorum" tra il Ducato Longobardo ed il nascente Stato Pontificio. Questa separazione perdurò tra il IX ed il XII secolo dividendo la Sabina in due componenti "romana" e "reatina".

Nel 1200 dopo l'annessione della Diocesi di Rieti allo Stato Pontificio la Sabina tornò ad unificarsi lasciando però alcuni territori nord orientali al regno normanno-svevo e poi a quello Angionio. Nel 1216 il confine cambiò nuovamente attraversando il gruppo di monti reatini tra Leonessa e Cantalice che furono assegnate al Regno Angioino.

In virtù di questo nuovo confine, Re Carlo II di Napoli, preoccupato per la vulnerabilità di questo confine ordinò nel 1302 la fondazione di Cittaducale visti anche i problemi già in essere tra Cantalice e Rieti. I conflitti di Cantalice con Rieti continuarono per secoli toccando l'apice nel 1577, quando i reatini assaltarono violentemente il paese che resistette e ricacciò i nemici. All'inizio del Cinquecento Cantalice usufruì anche dell'aiuto di eserciti inviati dal vice Re Alvarez di Toledo allora duca d'Alba che contribuirono a sconfiggere i Reatini.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Fu in occasione di tali battaglie che venne istituito il motto “ Fortis Cantalicia Fides” che è riportato tuttora nello stemma di Cantalice composto da un'aquila ad ali aperte su una torre fiancheggiata da un leone ed un leccio. Proprio dal Leccio Cantalice prende il nome.

Infatti Cantalice potrebbe derivare dall'evoluzione di catà ed ilex (presso il leccio), in relazione al fatto allora accaduto e ritenuto miracoloso che un piccolo leccio nacque improvvisamente dalle fessure di una roccia proprio dietro la sacrestia all'interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Cantalice.

Da alcune ricerche storiche molto frammentate, sembrerebbe che tale roccia ritenuta miracolosa per propiziare la fecondità, fu rimossa dalla sua originale posizione intorno al 1200 per ordine di Papa Innocenzo III, preoccupato dalla devozione definita "troppo pagana" verso questa pietra. Misteriosamente custodita per alcuni secoli, alcune fonti indicano che riapparve improvvisamente intorno al 1610 dove si trova tutt'oggi sul lato destro della fontana "Scentella" (visibile lungo la strada tra Cantalice inferiore e Cantalice superiore).

Qui è rimasta per ben 4 secoli dimenticata dalla tradizione popolare riuscendo a superare anche i restauri che nel 1952 trasformarono questa rudimentale fonte in fontana ampliandola anche con la costruzione di una vasca rettangolare laterale utilizzata come lavatoio dalle genti del paese. In quel restauro la pietra venne asportata dal muro a secco di pietre che circondava la sorgente e re incastonata nuovamente vicino alla fontana ed è tuttora visibile sul lato destro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il borgo medievale arroccato su una collina, si divide in due parti:

  • Cantalice Superiore, comprendente il centro storico
  • Cantalice Inferiore, costituita dalla parte nuova del paese

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Felice da Cantalice

L'antico paese medievale è sovrastato dalla Chiesa di San Felice da Cantalice realizzata direttamente sull'area dove sorgeva l'antica casa del santo. Di stile barocco, mostra una pianta a croce latina con raffigurazioni dei miracoli attribuiti al Santo nella sua cupola. Un organo a canne del 700 è visibile all'interno.

Chiesa di Santa Maria

Circa a metà del percorso la scalinata che attraversa il paese si apre su una piccola piazza nei pressi della chiesa di Santa Maria costruita per sancire l'unione delle antiche rocche che costituirono il Castello di Cantalice. Caratteristico il suo antico portale datato del 1548. Sulla sinistra della chiesa si può ammirare un antico portico.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Borgo medievale

Cantalice è resa unica dal suo assetto urbanistico, tutto sviluppato in verticale lungo un ripido sperone di roccia. L'antico borgo medievale è tagliato da una caratteristica scalinata che lo percorre tutto. Al di sopra domina la cima del Terminillo. Il borgo culmina nella torre difensiva e nell'imponente chiesa di San Felice.

La scalinata di Cantalice dalla cima sino alla piazza di Cantalice inferiore è fatta di case in pietra, scale, fontane e piccole chiesette o icone di culto. Le diramazioni dalla scala principale si perdono attraverso strettissimi vicoli pieni di antichi portali e vedute. Lo spazio ristretto dei vicoli è in netto contrasto con gli improvvisi spazi aperti che si possono godere affacciandosi da un muro o da una delle antiche porte di accesso del paese che permettono di vedere ripide montagne boscose alle spalle ed una vasta pianura con tre piccoli laghi sul davanti.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Da Cantalice partono molti percorsi naturalistici che inerpicandosi lungo sentieri o sterrate abbracciano tutta la catena di montagne circostanti il Terminillo sino ad arrivare a Leonessa. Terreno ideale per gli amanti della mountain bike, permette di effettuare un percorso di 47 km su un dislivello di oltre 1600 metri attraverso il passo del Lupo tra boschi e panorami notevoli.
  • Il paese è inserito anche all'interno dell'itinerario noto come cammino di San Francesco che ripercorre lungo i suoi 80 km i luoghi più suggestivi della valle reatina attraversando il paese.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Festa di San Felice

Il 18 maggio ricorre la festa di San Felice e la statua del santo, vestito con l'abito tipico dei Cappuccini, viene portata in processione dai confratelli della confraternita lungo le scale dell'antico paese.

Persone legate a Cantalice[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Cantalice passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Paolo Patacchiola lista civica Sindaco
2009 in carica Paolo Patacchiola lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è la Polisportiva Dilettantistica Cantalice che milita nel girone B laziale di 1ª Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cantalice Descritto ed Illustrato, di Andrea Fulio Bragoni, Il Velino 1982;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]