Cantalice
| Cantalice comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Paolo Patacchiola (lista civica) dal 14/06/2004 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°28′0″N 12°54′0″E / 42.46667°N 12.9°ECoordinate: 42°28′0″N 12°54′0″E / 42.46667°N 12.9°E | ||||
| Altitudine | 660 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 37,71 km² | ||||
| Abitanti | 2 796[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 74,14 ab./km² | ||||
| Frazioni | Capolaterra, Civitella, Collemare, Colli, Cruciano, San Liberato, Santa Margherita | ||||
| Comuni confinanti | Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Rieti | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 02014 | ||||
| Prefisso | 0746 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 057009 | ||||
| Cod. catastale | B627 | ||||
| Targa | RI | ||||
| Cl. sismica | zona 2A (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | cantaliciani | ||||
| Patrono | san Felice | ||||
| Giorno festivo | 18 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Cantalice nella provincia di Rieti |
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| Sito istituzionale | |||||
Cantalice è un comune di 2.832 abitanti in provincia di Rieti.
Anticamente era parte integrante del Regno delle Due Sicilie.
Indice |
[modifica] Geografia
Il borgo medievale arroccato su una collina, si divide in due parti:
- Cantalice Superiore, comprendente il centro storico
- Cantalice Inferiore, costituita dalla parte nuova del paese
Il paese è caratterizzato da chiese cinquecentesche che si incontrano lungo le serpeggianti scalinate in pietra. La zona centrale del paese è per lo più adibita a residenza estiva di molte famiglie che hanno scelto questa suggestiva località per acquistare una seconda casa. Cantalice si affaccia sulla piana di Rieti dominandola dall'alto con una vista sui tre laghi che ricadono nel suo territorio.
Da Cantalice partono molti percorsi naturalistici che inerpicandosi lungo sentieri o sterrate abbracciano tutta la catena di montagne circostanti il Terminillo sino ad arrivare a Leonessa. Terreno ideale per gli amanti della mountain bike, permette di effettuare un percorso di 47 km su un dislivello di oltre 1600 metri attraverso il passo del Lupo tra boschi e panorami notevoli.
Il paese è inserito anche all'interno dell'itinerario noto come cammino di San Francesco che ripercorre lungo i suoi 80 km i luoghi più suggestivi della valle reatina attraversando il paese.
Nel territorio di Cantalice esiste la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile dove un percorso naturalistico intorno ai laghi connette alcune cascine su palafitte per l'avvistamento e la fotografia della fauna lacustre presente sulle rive dei laghi. Questi laghi, insieme al lago di Piediluco rappresentano ciò che oggi rimane dell'antico lago Velino
che nel periodo pliocenico ricopriva tutta la valle da Rieti a Piediluco alimentato da numerose sorgenti sotterranee e dai ghiacci della catena del Terminillo. Nel periodo romano, attorno all'anno 272 a.C. fu scavato un canale di drenaggio (noto come "cavo curiano") che permise lo svuotamento del lago velino con la bonifica dell'intero territorio alluvionale originando in tale tratto il corso del fiume Velino che prima alimentava il lago e le cascate delle Marmore.
Il paesaggio della riserva naturale è caratterizzato da numerosi corsi d'acqua incluso il fiume Velino con le sue acque trasparenti ricche di trote fario facilmente visibili dalla riva. Lungo il sentiero della riserva naturale si incontrano boschi palustri, canneti e la diffusissima ninfea bianca o gialla che circonda tutto il perimetro dei laghi. La fauna è ricca e tipica delle zone umide. Le acque del lago ospitano prevalentemente la scardola, la carpa, il luccio e l'anguilla nonché anfibi come il tritone crestato e il rarissimo tritone punteggiato. Lungo le sponde dei due laghi sono visibili specie stanziali e specie di passaggio che si soffermano soprattutto nel periodo invernale. La folaga, lo svasso maggiore, la gallinella d'acqua, il tuffetto, la garzetta, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, l'airone cenerino e occasionalmente l’airone rosso. Sono presenti inoltre l'alzavola, il germano reale, la moretta e la marzaiola, il piro piro, il beccaccino, la pettegola, oltre alla pavoncella, ai corrieri e a rallidi come il voltolino e il porciglione. In alcune annate si è avuta anche la presenza eccezionale di piccoli stormi di fenicotteri. La vegetazione lungo le rive dei laghi premette di osservare l'usignolo di fiume, il pendolino, con i suoi caratteristici nidi sui salici, il cannereccione, il forapaglie e la cannaiola.
Sono presenti anche numerosi rapaci predatori quali il falco di palude, il falco cuculo, il raro falco pescatore e l'albanella minore.
[modifica] Storia
Cantalice fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.
L'abitato nucleo storico di Cantalice sembra esser sorto intorno al XII secolo dalla fusione del Castello di Rocca di Sopra, della piccola Rocca della Valle e della Rocca di Sotto, elementi urbanistici disposti, come bene esprimono i nomi, lungo il declivio collinare che scende fino alle propaggini della piana reatina.
Le prime notizie dell'abitato si hanno a partire dal XII sec. Posta entro i confini del Regno di Napoli, fu in continua lotta con Rieti. Tra XIV e XVII sec. si susseguirono le guerre tra il piccolo borgo e il capoluogo.
Nel 774 con l'estensione dell'autorità di Carlo Magno sull'italia, la sabina rappresentò una frontiera lineare "Terminatio Confinorum" tra il Ducato Longobardo ed il nascente Stato Pontificio. Questa separazione perdurò tra il IX ed il XII secolo dividendo la Sabina in due componenti "romana" e "reatina". Nel 1200 dopo l'annessione della Diocesi di Rieti allo Stato Pontificio la Sabina tornò ad unificarsi lasciando però alcuni territori nord orientali al regno normanno-svevo e poi a quello Angionio. Nel 1216 il confine cambiò nuovamente attraversando il gruppo di monti reatini tra Leonessa e Cantalice che furono assegnate al Regno Angioino. In virtù di questo nuovo confine, Re Carlo II di Napoli, preoccupato per la vulnerabilità di questo confine ordinò nel 1302 la fondazione di Cittaducale visti anche i problemi già in essere tra Cantalice e Rieti. I conflitti di Cantalice con Rieti continuarono per secoli toccando l'apice nel 1577, quando i reatini assaltarono violentemente il paese che resistette e ricacciò i nemici. All’inizio del 1500 Cantalice usufruì anche dell’aiuto di eserciti inviati dal vice Re Alvarez di Toledo allora duca d’Alba che contribuirono a sconfiggere i Reatini. Fu in occasione di tali battaglie che venne istituito il motto “ Fortis Cantalicia Fides” che è riportato tuttora nello stemma di Cantalice composto da un'aquila ad ali aperte su una torre fiancheggiata da un leone ed un leccio. Proprio dal Leccio Cantalice prende il nome. Infatti Cantalice potrebbe derivare dall’evoluzione di catà ed ilex (presso il leccio), in relazione al fatto allora accaduto e ritenuto miracoloso che un piccolo leccio nacque improvvisamente dalle fessure di una roccia proprio dietro la sacrestia all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Cantalice. Da alcune ricerche storiche molto frammentate, sembrerebbe che tale roccia ritenuta miracolosa per propiziare la fecondità, fu rimossa dalla sua originale posizione intorno al 1200 per ordine di Papa Innocenzo III, preoccupato dalla devozione definta "troppo pagana" verso questa pietra. Misteriosamente custodita per alcuni secoli, alcune fonti indcano che riapparve improvvisamente intorno al 1610 dove si trova tutt'oggi sul lato destro della fontana "Scentella" (visibile lungo la strada tra Cantalice inferiore e Cantalice superiore). Qui è rimasta per ben 4 secoli dimenticata dalla tradizione popolare riuscendo a superare anche i restauri che nel 1952 trasformarono questa rudimentale fonte in fontana ampliandola anche con la costruzione di una vasca rettangolare laterale utilizzata come lavatoio dalle genti del paese. In quel restauro la pietra venne asportata dal muro a secco di petre che circondava la sorgente e reincastonata nuovamente vicino alla fontana ed è tuttora visibile sul lato destro.
[modifica] Il Borgo Medievale
Cantalice è resa unica dal suo assetto urbanistico, tutto sviluppato in verticale lungo un ripido sperone di roccia. Il paese è tagliato da una caratteristica scalinata che lo percorre tutto. Al di sopra domina la cima del Terminillo. Il borgo culmina nella torre difensiva e nell'imponente chiesa di San Felice.
La scalinata di Cantalice dalla cima sino alla piazza di Cantalice inferiore è fatta di case in pietra, scale, fontane e piccole chiesette o icone di culto. Le diramazioni dalla scala principale si perdono attraverso strettissimi vicoli pieni di antichi portali e vedute. Lo spazio ristretto dei vicoli è in netto contrasto con gli improvvisi spazi aperti che si possono godere affacciandosi da un muro o da una delle antiche porte di accesso del paese che permettono di vedere ripide montagne boscose alle spalle ed una vasta pianura con tre piccoli laghi sul davanti.
Nelle serate di agosto da qualche anno vengono tenuti per alcune settimane dei piccoli concerti di musica classica eseguiti all'interno delle antiche chiese medievali o nelle piccole piazze del borgo antico. In tali occasioni le scalinate dell'intero borgo medievale vengono illuminate da centinaia di fiaccole a terra che rendono ancora più suggestiva la passeggiata lungo i vicoli.
L'antico paese medievale è sovrastato dalla Chiesa di San Felice da Cantalice realizzata direttamente sull'area dove sorgeva l'antica casa del santo. Di stile barocco, mostra una pianta a croce latina con raffigurazioni dei miracoli attribuiti al Santo nella sua cupola. Un organo a canne del 700 è visibile all'interno. Il 18 maggio ricorre la festa di S. Felice e la statua del santo, vestito con l’abito tipico dei Cappuccini, viene portata in processione dai confratelli della confraternita lungo le scale dell'antico paese. Circa a metà del percorso la scalinata che attraversa il paese si apre su una piccola piazza nei pressi della chiesa di Santa Maria costruita per sancire l’unione delle antiche rocche che costituirono il Castello di Cantalice. Caratteristico il suo antico portale datato del 1548. Sulla sinistra della chiesa si può ammirare un antico portico.
Nel novembre 2007 viene costituito in Cantalice il primo insediamento per rifugiati in Italia dal tempo della crisi Cilena (1973): arrivano in città 40 rifugiati (34 donne, 5 uomini, un bambino) eritrei, provenienti dal campo di Misratah, "liberati" dopo la visita di una associazione umanitaria.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cantalice nella Letteratura
Cantalice è descritta nel suo territorio e nella sua storia in Cantalice Descritto ed Illustrato (1885) di Andrea Fulio Bragoni, ristampato nel (1982) dalla casa editrice "Il Velino". L'opera, dopo una descrizione del territorio di Cantalice, sviluppa una documentata analisi dello sviluppo storico della città dal mondo antico alle più recenti vicende, con particolare attenzione per la conquistata unità del Regno d'Italia.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Paolo Patacchiola (lista civica) dal 14/06/2004
- Fa parte della Comunità Montana "Montepiano Reatino"
- Classificazione climatica: zona E, 2566 GR/G
[modifica] Personalità legate a Cantalice
- Giovanni Battista Valentini, detto Cantalicio (Cantalice, 1450 circa-Roma, 1515), umanista
- San Felice da Cantalice, frate dell'ordine dei Cappuccini
- Andrea Fulio Bragoni nato a Cantalice nel maggio del 1835(allora Regno di Napoli) autore del libro Cantalice Descritto ed Illustrato, pubblicato nel 1885[2].
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Bragoni nasce nel 1835, e si laurea in Medicina e in Chirurgia presso l'Università di Napoli. Medico condotto di Greccio dal 1860 al 1878, pratica la professione esclusivamente in Cantalice fino al 1905. Durante la sua carriera è chiamato a far parte di numerose associazioni Scientifiche, Culturali e Filantropiche, come ad esempio la Società Italiana di Emulazione e il Circolo Partenopeo Giambattista Vico, e riceve attestazioni e medaglie per meriti scientifici dal Governo del Regno d'Italia.
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